Tour di Bor Thor in barca longtail – alla ricerca del Fantasma dalla Testa Grossa

  • Entrance at the Bor Thor pier
Bor Thor

Il fantasma dalla testa grossa

Quando ho deciso di partecipare a un tour di Bor Thor in barca longtail, attratto da antiche grotte e dalla leggenda del Fantasma dalla Testa Grossa, essendo l’escursione in barca mi sono preoccupato di proteggermi dal sole di Krabi. Quando il giorno del tour finalmente è arrivato, il sole era l’ultima cosa della quale dovevo preoccuparmi. Era un buio e nuvoloso mattino e la pioggia era così consistente che al molo di Bor Thor, nel distretto settentrionale di Krabi chiamato Ao Luk, non abbiamo nemmeno potuto provare il mangiare dei venditori locali dal tanto che i dintorni delle loro bancarelle erano allagati e fangosi.

Siamo perciò saliti subito a bordo di una tradizionale barca longtail che ci ha portato lungo canali che affiancano isole interamente coperte da paludi di mangrovie; la nostra guida ci ha dato alcune informazioni su questo straordinario ecosistema, governato da milioni di radici di alberi di mangrovie che sporgono dall’acqua in quanto non trovano abbastanza aria nel fango, nonché sulla complessa catena alimentare di questo tipo di foresta. Le mangrovie forniscono le sostanze nutrienti per animali e microrganismi che vivono in essa, oltre ad agire da filtro per il fiume Marui, catturando i sedimenti provenienti dai pochi villaggi situati a monte.

Tra i tronchi degli alberi di mangrovie si creava l’eco del rumore del motore della nostra barca; svettanti formazioni rocciose calcaree ci circondavano, la loro incredibile varietà di verdi contrastata solo dalle piroghe e dai kayak colorati che una serie di turisti che indossavano impermeabili altrettanto colorati remavano con ritmo blando.

Quindici minuti più tardi, la barca ha ancorato davanti ad una scalinata che porta all’ingresso di Tham Phi Hua To, parte marina del Parco Nazionale di Tharnboke Koranee. Questa grotta si trova a 3,5 metri sopra il livello del mare e ospita due ampie camere collegate tra di loro. Si presume che sia stata una sepoltura o un sito cerimoniale di una comunità preistorica che popolava questa zona attorno ai 2.000-3.000 anni fa, come prova il ritrovamento di teschi umani nella grotta. Queste persone facevano affidamento principalmente sulle risorse naturali per il cibo e per le loro dimore. Nella zona appena al di sopra dell’ingresso, abbiamo subito trovato il dipinto ben conservato del Fantasma dalla Testa Grossa, una creatura magra e ricurva dalla cui testa spuntano due antenne; il viso vanta di un becco,  e una sorta di mantello a striscie gli ricopre tutto il corpo. Una coppia di strane protuberanze gli escono dal bacino. Dipinto con l’henné, questo pittogramma ha dato luogo ad una leggenda che narra che il Fantasma dalla Testa Grossa, che si suppone terrorizzasse la gente a quei tempi, vive ancora nella grotta, proteggendone forse l’essenza ed il mistero.

Bor Thor

Kayak in attesa di essere usati

Ci siamo incamminati per esplorare la prima camera, piena di stalattiti e stalagmiti antiche migliaia di anni; nell’aria persisteva un piacevole profumo di muschio. Sulle pareti di questa grotta ci sono almeno 100 dipinti non completamente consumati dalle condizioni climatiche e dal tempo. Sono decisamente disegni primitivi, alcuni di loro infantili nei tratti; disegnati sulla roccia con hennè, carbone ed altri coloranti naturali, essi rappresentano persone, animali marini, utensili e scene di vita quotidiana. I dipinti si trovano ad altezze diverse. “Gli esperti sostengono che a quei tempi il livello dell’acqua all’esterno ed all’interno della grotta aumentava dovuto ad enormi onde che seguivano i cicli delle maree”, ci spiegò la guida. “Gli abitanti si spostavano perciò dai livelli inferiori a quelli più alti all’interno della grotta quando l’acqua saliva, e attendevano che l’acqua scendesse. Era durante questi lunghi tempi d’attesa che dipingevano”. L’elevato numero di antichi pittogrammi presenti sulle pareti alte della grotta più grande conferma questa teoria. Abbiamo poi raggiunto la camera nord dalla quale, attraverso un’apertura nella roccia, siamo stati premiati con una splendida vista sul fiume di mangrovie, sui faraglioni calcarei e sui numerosi corsi d’acqua sottostanti.

Bor Thor

Il corrispondente di Asian Itinerary, Mr. Thomas, durante il tour

Dopo l’eccitante visita a Tham Phi Hua To, la barca ci ha portati a Tahm Lod Tai, una grotta scavata dalla natura sotto di una collina calcarea, piena di stupende stalattiti e stalagmiti. Questa grotta è navigabile solo durante la bassa marea. La barca navigava lentamente attraverso l’anfratto, serpenteggiando tra passaggi bassi e stretti, e dandoci il tempo sufficente per osservare in silenzio questo miracolo della natura.

Al rietro al molo di Bor Thor, la pioggia era cessata; l’aria era ancora fresca, ma alcuni raggi di sole riuscivano in qualche modo a filtrare attraverso il cielo nuvoloso, scaldandoci un poco. Siamo scesi con attenzione dalla barca e abbiamo seguito la guida fino ad una chiatta galleggiante sulle acque del fiume coperta da un tetto di paglia, dove ci è stato servito il pranzo su tavoloni rustici di legno. Ho davvero apprezzato questo tour, ben organizzato e avventuroso a sufficenza, nonché pieno di piccole sorprese.

 

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About the author

Thomas holds a university degree with a focus on Languages, Humanities, Culture, Literature, and Economics, earned in both the UK and Latin America. His journey in Asia began in 2005 when he worked as a publisher in Krabi. Over the past twenty years, Thomas has edited newspapers and magazines across England, Spain, and Thailand. Currently, he is involved in multiple projects both in Thailand and internationally. In addition to Thailand, Thomas has lived in Italy, England, Venezuela, Cuba, Spain, and Bali, but he spends the majority of his time in Asia. Through his diverse experiences, he has gained a deep understanding of various Asian cultures and communities. Thomas also works as a freelance writer, contributing short travel stories and articles to travel magazines. You can follow his work at www.asianitinerary.com

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