La Grande Moschea Sheikh Zayed ad Abu Dhabi non è solo un luogo di culto, ma un’autentica opera d’arte che racconta la grandezza della civiltà islamica attraverso ogni dettaglio architettonico, ogni decorazione e ogni spazio pensato con intenzione sacra e profonda bellezza. Innalzata in onore dello sceicco fondatore degli Emirati Arabi Uniti, questa moschea è uno dei simboli più rappresentativi del paese, nonché uno dei luoghi di culto più imponenti e affascinanti al mondo. Con la sua armoniosa fusione di stili architettonici provenienti da diverse tradizioni islamiche – andalusa, persiana, ottomana e fatimide – la moschea si presenta come un ponte tra culture, epoche e continenti, incarnando il messaggio di inclusività e rispetto che ne anima lo spirito.
Lungo i suoi maestosi porticati esterni si susseguono ben 1096 colonne esagonali, ognuna un capolavoro di artigianato e precisione. Rivestite con lastre di marmo bianco, queste colonne sono decorate con intarsi floreali realizzati a mano da maestri artigiani esperti nella tecnica della pietra dura, un’antica tradizione che richiede anni di apprendistato e una pazienza infinita. Pietre semipreziose come lapislazzuli, agata rossa e madreperla vengono sapientemente incastonate per formare motivi complessi e delicati, trasformando ogni colonna in un racconto visivo di bellezza e devozione. Ogni dettaglio è stato curato con rigore, in un equilibrio tra simmetria, proporzione e significato spirituale.
Cupole e Calligrafia
La struttura è dominata da 82 cupole di diverse dimensioni, che si innalzano come petali di fiori verso il cielo. La più grande, situata al centro della sala di preghiera principale, raggiunge un diametro di 32,6 metri e si eleva per ben 84 metri, creando un senso di verticalità che invita alla contemplazione. L’interno di queste cupole è altrettanto straordinario: realizzato in gesso rinforzato con vetro (tecnica GRG), è ornato con versetti del Sacro Corano scritti in diversi stili di calligrafia araba – dal Naskh al Thuluth, fino al Kufi – che danzano lungo le superfici curve, trasformando lo spazio in un libro sacro aperto al cielo. Queste decorazioni, di ispirazione marocchina, non sono solo estetiche, ma hanno il compito di elevare lo spirito, ricordando ai fedeli la presenza divina.
Minareti e Simbolismo
Ai quattro angoli del cortile principale si ergono i minareti, alti circa 106 metri, che dominano il paesaggio urbano con la loro eleganza slanciata. Il loro design, che combina elementi architettonici di diverse regioni storiche del mondo islamico, riflette la vocazione inclusiva della moschea, aperta a tutti, indipendentemente dall’origine o dalla cultura. In cima a ciascun minareto brilla una mezzaluna dorata realizzata in mosaico di vetro dorato, simbolo tradizionale delle moschee e richiamo visivo alla spiritualità. Un tempo, da questi minareti, il muezzin chiamava i fedeli alla preghiera; oggi, anche se la chiamata avviene attraverso sistemi moderni, il minareto mantiene il suo valore simbolico e architettonico.
Cortili e Motivi Floreali
L’atrio orientale della moschea accoglie i visitatori con un tripudio di motivi floreali organici, ispirati alla vegetazione che resiste nel clima arido del deserto degli Emirati Arabi Uniti. Questi disegni non sono solo decorativi: esprimono un messaggio profondo di unità e connessione tra culture diverse. Gli atri settentrionale e meridionale presentano fiori tipici rispettivamente dell’emisfero settentrionale e meridionale, sottolineando la dimensione universale del messaggio spirituale. Le pareti, realizzate con la tecnica a rilievo, danno vita a fiori tridimensionali che sembrano emergere dal marmo, mentre i materiali utilizzati provengono da oltre 37 paesi del mondo, simbolo di un dialogo globale tra artigianato, arte e fede.
Orologio delle Preghiere nella Grande Moschea Sheikh Zayed ad Abu Dhabi
Il Mihrab e il Simbolismo Divino
Accanto a esso si trova il mihrab, la nicchia che indica la direzione della Mecca, verso cui i musulmani si rivolgono durante la preghiera. Il design del mihrab della Grande Moschea Sheikh Zayed è ispirato a una celebre metafora coranica del Paradiso, descritto come un luogo attraversato da fiumi di miele, latte e acqua pura. Il mosaico in vetro dorato che lo decora sembra scorrere dall’alto come un fiume di luce, evocando proprio l’immagine di un fiume di miele dorato che sgorga dal cielo. È un’immagine potente, che unisce bellezza estetica e profondità teologica.
La parete della Qibla, rivolta verso La Mecca, è interamente rivestita in pregiati marmi italiani, Aquabianca e Bianco P, che conferiscono alla sala una luminosità serena. Su questa parete, un intricato disegno floreale a motivi pentagonali contiene ognuno dei novantanove nomi di Allah, scritti in calligrafia kufica: “Il Misericordioso”, “Il Benevolo”, “Il Paziente”, e molti altri attributi divini che ricordano la grandezza e la bontà di Dio. Al centro, un grande cerchio racchiude il nome “Allah”, fulcro visivo e spirituale dell’intera composizione.
Il Tappeto Più Grande al Mondo
Ma forse uno dei dettagli più straordinari è il tappeto che ricopre l’intera sala di preghiera principale. Riconosciuto dal Guinness World Records come il più grande tappeto annodato a mano al mondo, misura ben 5.400 metri quadrati, pesa 35 tonnellate ed è stato realizzato da circa 1.200 artigiani in circa due anni di lavoro incessante. Composto per il 70% da lana e per il 30% da cotone, il tappeto presenta un elaborato motivo a medaglione, tipico dell’arte tessile islamica, che si irradia simmetricamente verso i bordi, creando un senso di ordine, armonia e centro spirituale.
Etichetta e Linee Guida per i Visitatori
La Grande Moschea Sheikh Zayed è un luogo vivo, di preghiera quotidiana, ma anche di incontro, dialogo e rispetto. Per questo, i visitatori sono invitati a comportarsi con reverenza e consapevolezza. È richiesto un abbigliamento modesto: gonne lunghe, pantaloni e maniche lunghe; le donne devono coprire i capelli con il velo. È vietato indossare abiti trasparenti, corti o aderenti. All’interno, si è pregati di parlare a bassa voce, mantenere i telefoni in modalità silenziosa e rispettare la sacralità dello spazio durante le fotografie, evitando atteggiamenti irrispettosi come sedersi o sdraiarsi. Gli abaya e gli auricolari per le visite guidate devono essere utilizzati con cura e restituiti correttamente. È vietato mangiare, bere o fumare in ogni area della moschea, e chi desidera effettuare riprese per scopi commerciali o mediatici deve richiedere un permesso preventivo. I gruppi organizzati devono confermare le prenotazioni e rispettare le linee guida, mentre tutti gli operatori turistici sono tenuti a garantire che i loro ospiti rispettino il codice di comportamento.
Conclusione
Visitare la Grande Moschea Sheikh Zayed non è solo un’esperienza estetica, ma un viaggio nell’anima dell’Islam, nella sua arte, nella sua spiritualità e nel suo messaggio di pace. Ogni colonna, ogni cupola, ogni parola incisa nel marmo racconta una storia di fede, bellezza e umanità condivisa. È un luogo dove la grandezza dell’uomo si misura non nell’altezza dei minareti, ma nella profondità del rispetto, della tolleranza e della ricerca del divino.
Per informazioni ed orari di apertura, consulta il sito ufficiale del Sheikh Zayed Grand Mosque Center.
Foto di Guglielmo Zanchi (Pluto)





