In Cina con Asianitinerary

  • Oggetti cinesi in un negozio di Hong Kong
  • Ricordi del Presidente Mao a Hong Kong
  • Ideogrammi cinesi su una pietra di Macao
  • Tempio cinese a Penang Penang
  • Banchetto che vende zuppe di pinne di pescecane
  • Particolare in una casa cinese a Penang (Malaysia)
  • Cerimonia in un tempio cinese a Krabi (Thailand)
  • Il tempio dei serpenti a Penang
Tempio cinese a Macao

Tempio cinese a Macao

Cina, un nome breve, quattro lettere, cinque con l’acca se si vuole inglesizzare, eppure in queste Quattro lettere é racchiuso il nome della nazione più grande e più potente dell’Asia, la quarta nel mondo come dimensioni. Un paese ricco di storia, di cultura, di arte che per un motivo o per un altro chiunque desidererebbe visitare, affascinato da libri, film, fumetti che l’hanno sempre presentata al mondo a modo loro. Dal Milione di Marco Polo, ai film di Kung Fu che hanno spopolato negli anni passati, senza volere scomodare in questa sede quell’ultimo imperatore, capolavoro di Bertolucci; dal Libretto Rosso dei Pensieri di Mao, al viaggio da Hong Kong ad Harbin di Corto Maltese, chiunque, per un motivo o per un altro, é sempre stato attratto da questo paese più o meno misterioso, chiuso fino a qualche anno fa da una ‘Porta Proibita’ inaccessibile.

Epoche diverse, perché la Cina c’é sempre stata, non sempre visibile al mondo ma sempre presente, come una spada di Damocle con cui prima o poi si sarebbe dovuto fare i conti.

Si dice “la Cina é vicina”, magari con un pizzico di timore per chi vede questa maestosa nazione come una minaccia incombente; o con una certa ammirazione per chi é stato colpito dalle sue arti e dalla sua cultura… alzi la mano chi non ha fatto ore di fila per andare ad ammirare i famosi guerrieri di terracotta quando sono stati esposti in Italia; con orgoglio e speranza per chi, seguace di quel pensiero maoista che ha fatto breccia negli anni ‘70 guardava con interesse e passione alle vicende della patria del comunismo non sovietico.

Nel caso mio personale, il fascino per la Cina é nato almeno 20 anni fa, quando la Cina, che avendo vissuto in Italia vicino non lo era affatto, in realtà si stava avvicinando.

Ho iniziato a vederla nelle innumerevoli Chinatown nelle quali mi trovavo a passare: Bangkok, Penang, Kuching. Vedevo, o meglio immaginavo, la sua sponda lontana dalle rive thailandesi del Mekong, estendendo il mio sguardo oltre un impenetrabile orizzonte. Vedevo la sua Porta, oramai non più proibita, dal posto di confine di Macao o di Hong Kong che già erano Cina, ma una Cina

Cina Town - Penang (Malaysia)

Cina Town – Penang (Malaysia)

imbarbarita dalle precedenti presenze straniere.

Era sempre li, quasi a portata di mano, una Porta aperta che mi invitava ad entrare e mi sussurrava in un orecchio: “Entra, entra”.

Come Oscar Wilde, anche io “resisto a tutto tranne che alle tentazioni” e la Cina é una tentatrice sleale, sono anni che mi tende trappole, che getta ami al mio passaggio aspettandomi, paziente come un cinese, seduta sulla sponda del proverbiale fiume. Ed io per anni lì, a guardarla di nascosto, come si sbircia la generosa scollatura di una signora procace, facendo l’indifferente, fingendo di non mostrare interesse, ma ammirando, con la coda dell’occhio, questa smaliziata Signora delle nazioni con l’aria di chi si sente ancora troppo inesperto per godere delle sue grazie.

Ora mi sento cresciuto e sufficientemente maturo per farle la corte e l’approccio é questione di pochi giorni.

La Cina é maledettamente grande e la preparazione di un viaggio all’interno dei suoi confine presenta una difficoltà di gran lunga maggiore delle pur difficoltose richieste di visto: “da dove comincio?” é l’interrogativo che mi sta perseguitando da qualche giorno.

Guardo una mappa, leggo un nome e con convinzione dico: “sì vado li”, poi l’occhio continua a scorrere avido sulla stessa mappa, leggo un’altro nome e con altrettanta convinzione aggiungo: “sì, vado pure li”, ma il tempo, si sa, é un tiranno malefico e quello che io ho a disposizione mi obbliga a delle scelte difficili da prendere. Una infinità di nomi che trasmettono sensazioni, esotismo, cultura, in qualche modo poesia tra i quali sceglierne uno e solo uno. E alla fine ho scelto Chengdu, capoluogo della provincia di Sichuan.

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About the author

Pluto, alias Guglielmo Zanchi, was born in Rome, Italy, on 19 December 1960. After obtaining a Degree in Political Science at the La Sapienza University and working six years at an accountant office, PLuto moved to Phuket, Thailand, in 1993. He had a short spell at a Gibbon Rehabilitation Center in the protected area of Bang Pae, then worked for 15 years for a local tour operator first in Phuket, and eventually in Krabi where he still lives since 2000. Pluto now works self employed in the tourist sector, managing to keep enough time free for his real passions: photography, travels and Vespa, at times merging the latter two. Pluto is one of asianitinerary.com photo reporters.

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