<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>spiagge Archives - Asian Itinerary</title>
	<atom:link href="https://asianitinerary.com/it/tag/spiagge/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://asianitinerary.com/it/tag/spiagge/</link>
	<description>Travel, Holiday, Adventure</description>
	<lastBuildDate>Thu, 08 Jan 2026 16:10:15 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>Le Gili del sud: le isole che il turismo non ha trovato</title>
		<link>https://asianitinerary.com/it/isole-segrete-lombok-nanggu-tangkong-kedis/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=isole-segrete-lombok-nanggu-tangkong-kedis</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pluto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jan 2026 15:55:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Beach]]></category>
		<category><![CDATA[Lombok]]></category>
		<category><![CDATA[Gili]]></category>
		<category><![CDATA[Indonesia]]></category>
		<category><![CDATA[spiagge]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://asianitinerary.com/?p=70110</guid>

					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_20250924_134920-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_20250924_134920-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_20250924_134920-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_20250924_134920-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_20250924_134920-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_20250924_134920-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_20250924_134920-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>Al largo della costa sud-occidentale di Lombok, lontano dalle folle e dai rumori delle celebri Gili del nord, si nasconde un angolo di Indonesia che sembra essersi sottratto al trambusto del turismo di massa. Qui, il tempo scorre con una lentezza antica, scandito solo dal ritmo delle maree, dal soffio della brezza marina e dalla luce che cambia colore con le ore del giorno. Si tratta di un’area poco conosciuta ai più, ma ricca di autenticità: la costa di Sekotong, punto di partenza per un viaggio silenzioso verso tre minuscole isole di sabbia, corallo e vegetazione spontanea — Gili Nanggu, Gili Tangkong e Gili Kedis. Raggiungerle non è un’operazione turistica standardizzata. Non ci sono traghetti veloci né moli affollati. Si parte da piccoli moli di legno, spesso improvvisati, a bordo delle perahu, le tradizionali imbarcazioni dei pescatori locali. Sono barche essenziali, costruite in legno, lunghe e strette, con bilancieri laterali che garantiscono stabilità anche nelle acque più mosse. Salire su una perahu significa abbandonare, almeno per qualche ora, la comodità delle infrastrutture moderne e affidarsi a un mezzo che vive in simbiosi con il mare. Il motore, spesso un semplice fuoribordo, emette un ronzio continuo e tranquillizzante, mentre la barca scivola sull’acqua cristallina, lasciando una scia leggera. È un’esperienza sensoriale: si sente il leggero dondolio della chiglia, si percepisce il profumo salmastro dell’oceano, si osserva il fondale che appare e scompare sotto la carena. Navigare tra queste isole non è solo un trasferimento fisico da un luogo all’altro, ma un modo per entrare in contatto diretto con l’ambiente, con la sua delicatezza e la sua forza silenziosa. La prima a rivelarsi all’orizzonte è Gili Nanggu, la più estesa e strutturata delle tre. Già da lontano si distingue per la sua forma arrotondata e la vegetazione che la ricopre quasi interamente. Appena la perahu si avvicina alla riva, colpisce la trasparenza dell’acqua: in certi punti sembra quasi che non ci sia acqua, ma aria liquida. Non serve nemmeno tuffarsi per godere dello spettacolo del fondale marino; basta camminare lungo la battigia per vedere pesci colorati nuotare tra formazioni coralline ancora vitali e ben conservate. La spiaggia è ampia, di sabbia fine e bianca, ombreggiata da alberi di casuarina e da qualche palma. L’atmosfera è di una calma quasi irreale. Non ci sono negozi, non ci sono strade asfaltate, non ci sono altoparlanti o musica di sottofondo. Solo il fruscio delle foglie mosse dal vento, il richiamo occasionale di un uccello marino, il lieve sciabordio delle onde sulla riva. Gili Nanggu offre anche alcuni piccoli bungalow in stile rustico, gestiti da famiglie locali, ma anche chi non vi pernotta può godere di questa isola come se fosse un parco naturale a cielo aperto. È un luogo ideale per chi cerca un’esperienza di immersione nella natura, senza rinunciare a un minimo di comodità, ma senza dover scendere a compromessi con l’autenticità. Nuotare qui è un piacere raro: l’acqua è calda, limpida e poco profonda, e la barriera corallina è raggiungibile a nuoto in pochi minuti. Spesso si incontrano tartarughe marine che nuotano placide tra i coralli, a testimoniare la salute dell’ecosistema. Poco distante, quasi in punta di piedi, si trova Gili Tangkong. Se Nanggu è accogliente e generosa, Tangkong è riservata, quasi timida. È più piccola, più selvaggia, e spesso disabitata per gran parte della giornata. La vegetazione è fitta, arrivando quasi a lambire la spiaggia, e crea angoli di ombra profonda dove ci si può sedere in completa solitudine. Non ci sono strutture turistiche, non ci sono sentieri segnati. Solo sabbia, alberi, mare e silenzio. Camminare lungo il suo perimetro significa spesso essere gli unici esseri umani presenti per ore. Le impronte lasciate sulla sabbia sono le prime della giornata, e forse anche le ultime. Questa isola non invita all’esplorazione subacquea quanto alla contemplazione. È il luogo ideale per chi desidera staccare completamente, per chi cerca una connessione intima con la natura, senza mediazioni. Il fondale qui è altrettanto limpido, ma più intimo, più raccolto. Il mare sembra racchiudere l’isola in un abbraccio protettivo, rendendola un rifugio perfetto per chi desidera ritrovare il proprio ritmo interiore. A differenza delle isole più frequentate, qui non c’è la pressione di dover “vedere” o “fare”. Basta essere presenti, e il luogo si rivela da solo. Infine, a poche centinaia di metri di distanza, si erge Gili Kedis, un vero e proprio miraggio di sabbia. Definirla un’isola è quasi un eufemismo; è più corretto descriverla come un minuscolo banco di sabbia bianchissima, appena più grande di un campo da tennis, circondato da acque turchesi di un’intensità quasi surreale. Non ci sono alberi veri e propri, solo qualche cespuglio basso e qualche roccia levigata dalle onde. Il paesaggio è minimalista, essenziale, quasi astratto. Eppure, o forse proprio per questo, Gili Kedis esercita un fascino magnetico. È l’archetipo dell’isola deserta, il luogo che molti sognano ma pochi incontrano davvero. La sua dimensione ridotta permette di percorrerla in pochi passi, ma è proprio questa piccolezza a renderla così potente. In piedi al centro di Gili Kedis, lo sguardo abbraccia l’intero orizzonte in un solo giro su se stessi. Non ci sono distrazioni, non ci sono elementi estranei. Solo mare, cielo e sabbia. È facile capire perché molti visitatori la descrivano come un’esperienza quasi meditativa. A seconda delle maree, Gili Kedis può apparire più o meno estesa: in alcuni momenti sembra quasi emergere dal nulla, in altri si fonde con il livello del mare. Questa fragilità è parte del suo carattere, un monito silenzioso sulla delicatezza degli equilibri naturali. Insieme, queste tre isole raccontano una storia diversa dell’Indonesia, lontana dagli itinerari più battuti e dalle esperienze confezionate per il turismo di massa. Non sono luoghi da “consumare” in fretta, da fotografare e lasciarsi alle spalle. Sono spazi da ascoltare, da rispettare, da vivere con lentezza. Ognuna ha un carattere preciso: Nanggu, generosa e accogliente; Tangkong, intima e selvaggia; Kedis, essenziale e quasi metafisica. Eppure, condividono un’atmosfera comune: quella di un mondo ancora in equilibrio, dove la natura non è...</p>
<p>The post <a href="https://asianitinerary.com/it/isole-segrete-lombok-nanggu-tangkong-kedis/">Le Gili del sud: le isole che il turismo non ha trovato</a> appeared first on <a href="https://asianitinerary.com/it/">Asian Itinerary</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_20250924_134920-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_20250924_134920-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_20250924_134920-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_20250924_134920-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_20250924_134920-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_20250924_134920-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_20250924_134920-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><p>Al largo della costa sud-occidentale di <strong>Lombok</strong>, lontano dalle folle e dai rumori delle celebri <strong>Gili</strong> <strong>del nord</strong>, si nasconde un angolo di <a href="https://asianitinerary.com/it/tag/indonesia-it/"><strong>Indonesia</strong></a> che sembra essersi sottratto al trambusto del turismo di massa. Qui, il tempo scorre con una lentezza antica, scandito solo dal ritmo delle maree, dal soffio della brezza marina e dalla luce che cambia colore con le ore del giorno. Si tratta di un’area poco conosciuta ai più, ma ricca di autenticità: la costa di Sekotong, punto di partenza per un viaggio silenzioso verso tre minuscole isole di sabbia, corallo e vegetazione spontanea — <strong>Gili Nanggu, Gili Tangkong e Gili Kedis</strong>.</p>
<p>Raggiungerle non è un’operazione turistica standardizzata. Non ci sono traghetti veloci né moli affollati. Si parte da piccoli moli di legno, spesso improvvisati, a bordo delle <strong><em>perahu</em></strong>, le tradizionali imbarcazioni dei pescatori locali. Sono barche essenziali, costruite in legno, lunghe e strette, con bilancieri laterali che garantiscono stabilità anche nelle acque più mosse. Salire su una perahu significa abbandonare, almeno per qualche ora, la comodità delle infrastrutture moderne e affidarsi a un mezzo che vive in simbiosi con il mare. Il motore, spesso un semplice fuoribordo, emette un ronzio continuo e tranquillizzante, mentre la barca scivola sull’acqua cristallina, lasciando una scia leggera. È un’esperienza sensoriale: si sente il leggero dondolio della chiglia, si percepisce il profumo salmastro dell’oceano, si osserva il fondale che appare e scompare sotto la carena. Navigare tra queste isole non è solo un trasferimento fisico da un luogo all’altro, ma un modo per entrare in contatto diretto con l’ambiente, con la sua delicatezza e la sua forza silenziosa.</p>
<p><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/GOPR4414.jpg" rel="prettyphoto[70110]"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft wp-image-70111" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/GOPR4414-300x225.jpg" alt="" width="385" height="289" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/GOPR4414-300x225.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/GOPR4414-768x576.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/GOPR4414-600x450.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/GOPR4414-150x113.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/GOPR4414-369x277.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/GOPR4414-770x578.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/GOPR4414.jpg 800w" sizes="(max-width: 385px) 100vw, 385px" /></a>La prima a rivelarsi all’orizzonte è <strong>Gili Nanggu</strong>, la più estesa e strutturata delle tre. Già da lontano si distingue per la sua forma arrotondata e la vegetazione che la ricopre quasi interamente. Appena la perahu si avvicina alla riva, colpisce la trasparenza dell’acqua: in certi punti sembra quasi che non ci sia acqua, ma aria liquida. Non serve nemmeno tuffarsi per godere dello spettacolo del fondale marino; basta camminare lungo la battigia per vedere pesci colorati nuotare tra formazioni coralline ancora vitali e ben conservate. La spiaggia è ampia, di sabbia fine e bianca, ombreggiata da alberi di casuarina e da qualche palma. L’atmosfera è di una calma quasi irreale. Non ci sono negozi, non ci sono strade asfaltate, non ci sono altoparlanti o musica di sottofondo. Solo il fruscio delle foglie mosse dal vento, il richiamo occasionale di un uccello marino, il lieve sciabordio delle onde sulla riva.</p>
<p>Gili Nanggu offre anche alcuni piccoli bungalow in stile rustico, gestiti da famiglie locali, ma anche chi non vi pernotta può godere di questa isola come se fosse un parco naturale a cielo aperto. È un luogo ideale per chi cerca un’esperienza di immersione nella natura, senza rinunciare a un minimo di comodità, ma senza dover scendere a compromessi con l’autenticità. Nuotare qui è un piacere raro: l’acqua è calda, limpida e poco profonda, e la barriera corallina è raggiungibile a nuoto in pochi minuti. Spesso si incontrano tartarughe marine che nuotano placide tra i coralli, a testimoniare la salute dell’ecosistema.</p>
<p>Poco distante, quasi in punta di piedi, si trova <strong>Gili Tangkong</strong>. Se Nanggu è accogliente e generosa, Tangkong è riservata, quasi timida. È più piccola, più selvaggia, e spesso disabitata per gran parte della giornata. La vegetazione è fitta, arrivando quasi a lambire la spiaggia, e crea angoli di ombra profonda dove ci si può sedere in completa solitudine. Non ci sono strutture turistiche, non ci sono sentieri segnati. Solo sabbia, alberi, mare e silenzio. Camminare lungo il suo perimetro significa spesso essere gli unici esseri umani presenti per ore. Le impronte lasciate sulla sabbia sono le prime della giornata, e forse anche le ultime.</p>
<p><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_20250924_144654.jpg" rel="prettyphoto[70110]"><img decoding="async" class="wp-image-70114 alignright" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_20250924_144654-300x225.jpg" alt="" width="381" height="286" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_20250924_144654-300x225.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_20250924_144654-768x576.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_20250924_144654-600x450.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_20250924_144654-150x113.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_20250924_144654-369x277.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_20250924_144654-770x578.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_20250924_144654.jpg 800w" sizes="(max-width: 381px) 100vw, 381px" /></a>Questa isola non invita all’esplorazione subacquea quanto alla contemplazione. È il luogo ideale per chi desidera staccare completamente, per chi cerca una connessione intima con la natura, senza mediazioni. Il fondale qui è altrettanto limpido, ma più intimo, più raccolto. Il mare sembra racchiudere l’isola in un abbraccio protettivo, rendendola un rifugio perfetto per chi desidera ritrovare il proprio ritmo interiore. A differenza delle isole più frequentate, qui non c’è la pressione di dover “vedere” o “fare”. Basta essere presenti, e il luogo si rivela da solo.</p>
<p>Infine, a poche centinaia di metri di distanza, si erge <strong>Gili Kedis</strong>, un vero e proprio miraggio di sabbia. Definirla un’isola è quasi un eufemismo; è più corretto descriverla come un minuscolo banco di sabbia bianchissima, appena più grande di un campo da tennis, circondato da acque turchesi di un’intensità quasi surreale. Non ci sono alberi veri e propri, solo qualche cespuglio basso e qualche roccia levigata dalle onde. Il paesaggio è minimalista, essenziale, quasi astratto. Eppure, o forse proprio per questo, Gili Kedis esercita un fascino magnetico. È l’archetipo dell’isola deserta, il luogo che molti sognano ma pochi incontrano davvero.</p>
<p>La sua dimensione ridotta permette di percorrerla in pochi passi, ma è proprio questa piccolezza a renderla così potente. In piedi al centro di Gili Kedis, lo sguardo abbraccia l’intero orizzonte in un solo giro su se stessi. Non ci sono distrazioni, non ci sono elementi estranei. Solo mare, cielo e sabbia. È facile capire perché molti visitatori la descrivano come un’esperienza quasi meditativa. A seconda delle maree, Gili Kedis può apparire più o meno estesa: in alcuni momenti sembra quasi emergere dal nulla, in altri si fonde con il livello del mare. Questa fragilità è parte del suo carattere, un monito silenzioso sulla delicatezza degli equilibri naturali.</p>
<p><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_20250924_102710.jpg" rel="prettyphoto[70110]"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-70112" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_20250924_102710-300x225.jpg" alt="" width="393" height="295" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_20250924_102710-300x225.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_20250924_102710-768x576.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_20250924_102710-600x450.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_20250924_102710-150x113.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_20250924_102710-369x277.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_20250924_102710-770x578.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_20250924_102710.jpg 800w" sizes="(max-width: 393px) 100vw, 393px" /></a>Insieme, queste tre isole raccontano una storia diversa dell’Indonesia, lontana dagli itinerari più battuti e dalle esperienze confezionate per il turismo di massa. Non sono luoghi da “consumare” in fretta, da fotografare e lasciarsi alle spalle. Sono spazi da ascoltare, da rispettare, da vivere con lentezza. Ognuna ha un carattere preciso: Nanggu, generosa e accogliente; Tangkong, intima e selvaggia; Kedis, essenziale e quasi metafisica. Eppure, condividono un’atmosfera comune: quella di un mondo ancora in equilibrio, dove la natura non è solo sfondo, ma protagonista assoluta.</p>
<p>Il viaggio tra loro, a bordo di una perahu, diventa allora un rito di passaggio. Ogni spostamento è un momento di riflessione, un’occasione per osservare il mare da un punto di vista diverso, per notare come le tonalità dell’acqua cambino a seconda della profondità, per vedere i pescatori locali al lavoro con i loro metodi tradizionali. Non c’è fretta, non c’è programma da rispettare. Il tempo qui si misura in respiri, non in ore.</p>
<p>Visitare le Gili del sud-ovest di <strong>Lombok</strong> non è solo un’escursione turistica, ma un invito a riscoprire il valore del silenzio, della luce naturale, della semplicità. In un’epoca in cui tutto sembra accelerare, queste piccole isole offrono uno spazio raro: quello della pausa, della contemplazione, del contatto autentico con l’ambiente. E forse, proprio per questo, restano impresse nella memoria molto più a lungo di tanti altri luoghi.</p>
<p><em>Photos by Guglielmo Zanchi (Pluto)</em></p>
<p>The post <a href="https://asianitinerary.com/it/isole-segrete-lombok-nanggu-tangkong-kedis/">Le Gili del sud: le isole che il turismo non ha trovato</a> appeared first on <a href="https://asianitinerary.com/it/">Asian Itinerary</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Koh Phi Phi &#8211; In motoscafo per i gioielli del Mar delle Andamane</title>
		<link>https://asianitinerary.com/it/koh-phi-phi-in-motoscafo-per-i-gioielli-del-mar-delle-andamane/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=koh-phi-phi-in-motoscafo-per-i-gioielli-del-mar-delle-andamane</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Thomas Gennaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jan 2014 19:56:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Krabi]]></category>
		<category><![CDATA[Phi Phi Island]]></category>
		<category><![CDATA[Thailandia]]></category>
		<category><![CDATA[isole]]></category>
		<category><![CDATA[Koh Phi Phi Tour]]></category>
		<category><![CDATA[Parchi Nazionali]]></category>
		<category><![CDATA[spiagge]]></category>
		<category><![CDATA[Thailand]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://asianitinerary.com/?p=4086</guid>

					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/05/IMG_8665-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/05/IMG_8665-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/05/IMG_8665-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/05/IMG_8665-50x50.jpg 50w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>Koh Phi Phi è una delle più note destinazioni in Thailandia, e si trova nel Mar delle Andamane. Il solo nome Koh Phi Phi evoca immagini di spiagge incontaminate, barriere coralline ed angoli di paradiso. L&#8217;obiettivo del viaggio in motoscafo era di vedere coi miei occhi le bellezze naturali che l’arcipelago di Krabi ha da offrire. Ero nelle mani esperte di uno dei migliori operatori turistici della zona: Koh Phi Phi Tour, una società che ha guadagnato popolarità negli ultimi anni e ora si distingue dal resto. Alle otto di mattina incontrammo il supervisore del tour nel suo ufficio. La guida era un affabile uomo Thai di mezza età che parlava un inglese fluente. Diede istruzioni al suo staff, e alle 8.30 l&#8217;ancora fu ritirata ed il motore venne avviato: iniziavamo il viaggio verso la magica Koh Phi Phi. Era una giornata particolarmente pulita, il mare era calmo, il sole scaldava l&#8217;aria. La forma montagnosa di Koh Phi Phi si poteva chiaramente scorgere in lontananza. La barca saltò sulle dolci onde del mare aperto mentre la forma di Phi Phi Don, la più grande dell&#8217;arcipelago di Koh Phi Phi, si avvicinava. Passammo dal capo di Laem Tong, a Koh Phi Phi Don, e continuammo lungo il lato ovest dell&#8217;arcipelago; il capitano navigò nei pressi dell&#8217;isola per darci una chiara visione dei magnifici colori delle scogliere interamente coperte da una fitta vegetazione tropicale. Sulla baia di Koh Phi Phi Don erano ancorate barche a vela e barche tradizionali longtail; i turisti facevano il bagno, apprezzando le acque cristalline. Una fila di palme punteggiavano la costa e dominavano l&#8217;orizzonte, fornendo un’ombra naturale che funge da copertura per gli hotel presenti sull&#8217;isola. La nostra prima tappa della giornata, ad un&#8217;ora da Ao Nang, fu Maya Bay, a Koh Phi Phi Ley, il luogo dove si svolsero le riprese del film &#8220;The Beach&#8221;. Arrivammo decisamente prima della folla di turisti che visitano giornalmente l’isola, e ci lasciarono su di una meravigliosa spiaggia sabbiosa dove presimo il sole, nuotammo ed esplorammo la baia. Il panorama era mozzafiato. Un paio di percorsi portano all&#8217;interno dell&#8217;isola, ma a breve distanza, fitti blocchi di rigogliosa vegetazione bloccano la strada per le colline. Ci fermammo sulla sabbia, osservando la vegetazione delle scogliere che si rifletteva nell&#8217;acqua creando una variegata tavolozza di verdi e blu acquamarina. Uno sguardo al cielo sopra di noi ci premiò con la vista di una grande aquila reale che volò in cerchio prima di scomparire dietro la cima di una montagna. La nostra barca salpò proprio quando la baia cominciava ad affollarsi di una moltitudine di grandi imbarcazioni turistiche e motoscafi veloci; superata la punta meridionale dell&#8217;arcipelago, ci fermammo per fare snorkeling vicino alla baia di Ao Loh Samah. Ci diedero maschere e boccagli, giubbotti di salvataggio a chi li desiderava, e ci lasciarono liberi di nuotare attorno alla zona per una mezz’oretta, mentre l&#8217;equipaggio della barca dava da mangiare pezzi di pane ai pesci che ci circondavano. L&#8217;acqua era calda e trasparente, profonda dai 10 ai 20 metri; i pesci abbondavano in quantità e in varietà e il tempo concesso passò in un istante. Avvistamo pesci leone, pesci anemone a striscie bianche ed arancioni, pesci pappagallo dai colori dell&#8217;arcobaleno, meravigliosi pesci a forma di luna a striscie gialle e nere, e diverse specie di vongole giganti che si nascondevano dentro le loro enormi conchiglie non appena ci avvicinavamo. Ed erano solo alcune delle oltre 500 specie di pesci che dipendono principalmente dalle barriere coralline del Mar delle Andamane, che usano i coralli come loro habitat naturale e come luoghi di riparo, e che si cibano delle risorse alimentari associate alla barriera corallina. La laguna di Ao Phi Ley, a pochi minuti di distanza, fu la sosta successiva; questa è una baia chiusa nella sua quasi totalità dalle alte scogliera calcaree dell&#8217;isola, che  la fanno sembrare un lago. Fecimo un po’ di snorkeling, dopodiché il capitano circumnavigò l&#8217;interno della baia, avvicinandosi alle sottili ed alte fessure nelle rocce circostanti, le loro pareti ricoperte da una giungla impenetrabile. Su alcuni rami di alberi che crescevano in altura riposavano pipistrelli giganti appesi a testa in giù, le loro nere sagome appena visibili, mimetizzate tra i milioni di foglie di color verde scuro. La visita alla grotta Viking Cave, che si trova nella parte nord-est di Koh Phi Phi Ley, è purtroppo limitata in quanto i turisti non sono autorizzati a sbarcare. Questa grande grotta è considerata sacra dalla gente del posto e dai raccoglitori dei famosi nidi di rondine, che si arrampicano su ripide scale di bambù per accedere alle viscere della grotta, dove si trovano i nidi. All&#8217;interno della grotta ci sono antiche illustrazioni di elefanti e di vari tipi di imbarcazioni provenienti da altre parti del mondo; si ritiene che siano state disegnate da mercanti del mare o da pirati, visto che si pensa che questa zona sia stata un punto di sosta nelle antiche rotte marine per le barche in cerca di riparo dalle tempeste. L’attività successiva fu un’eventuale tappa per fare snorkeling nella Ladin Bay, le cui acque poco profonde permettono una visione nitida di un’incredibile varietà di coralli. Le barriere coralline sono costituite da diversi tipi di coralli che sono formati da calcio, e che crescono grazie ad un piccolo organismo che può sopravvivere solo in acque tropicali. Avvistammo coralli cavolfiore, coralli dalle corna di colore giallo e marrone, coralli fungo, coralli cespuglio, coralli cervello, coralli tavola, anemoni di mare e pure un enorme colonia di ricci di mare, il loro singolo occhio di colore arancione che ci osservava dal basso e loro spine che minacciavano chiunque si azzardasse ad atterrare accidentalmente a piedi nudi su di essi. Era mezzogiorno e l&#8217;intensa attività fisica ci aveva fatto venire fame. Il motoscafo attraccò nella baia di Loh Dalam, a Koh Phi Phi Don; rimasimo tutti sorpresi dall’abbondante e delizioso menù dello spazioso ristorante scelto, un dettaglio importante per una ditta che anche in questo si distingue dai suoi concorrenti. L&#8217;equipaggio di Koh...</p>
<p>The post <a href="https://asianitinerary.com/it/koh-phi-phi-in-motoscafo-per-i-gioielli-del-mar-delle-andamane/">Koh Phi Phi &#8211; In motoscafo per i gioielli del Mar delle Andamane</a> appeared first on <a href="https://asianitinerary.com/it/">Asian Itinerary</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/05/IMG_8665-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/05/IMG_8665-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/05/IMG_8665-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/05/IMG_8665-50x50.jpg 50w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><div id="attachment_4095" style="width: 250px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/05/P2152485.jpg" rel="prettyphoto[4086]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-4095" class=" wp-image-4095 " alt="alcuni motoscafi della Koh Phi Phi Tour" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/05/P2152485-300x225.jpg" width="240" height="180" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/05/P2152485-300x225.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/05/P2152485-1024x768.jpg 1024w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/05/P2152485-600x450.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/05/P2152485-150x112.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/05/P2152485-366x274.jpg 366w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/05/P2152485-770x577.jpg 770w" sizes="(max-width: 240px) 100vw, 240px" /></a><p id="caption-attachment-4095" class="wp-caption-text">alcuni motoscafi della Koh Phi Phi Tour</p></div>
<p>Koh Phi Phi è una delle più note destinazioni in Thailandia, e si trova nel Mar delle Andamane. Il solo nome Koh Phi Phi evoca immagini di spiagge incontaminate, barriere coralline ed angoli di paradiso.</p>
<p>L&#8217;obiettivo del viaggio in motoscafo era di vedere coi miei occhi le bellezze naturali che l’arcipelago di Krabi ha da offrire. Ero nelle mani esperte di uno dei migliori operatori turistici della zona: Koh Phi Phi Tour, una società che ha guadagnato popolarità negli ultimi anni e ora si distingue dal resto. Alle otto di mattina incontrammo il supervisore del tour nel suo ufficio. La guida era un affabile uomo Thai di mezza età che parlava un inglese fluente. Diede istruzioni al suo staff, e alle 8.30 l&#8217;ancora fu ritirata ed il motore venne avviato: iniziavamo il viaggio verso la magica Koh Phi Phi.</p>
<p>Era una giornata particolarmente pulita, il mare era calmo, il sole scaldava l&#8217;aria. La forma montagnosa di Koh Phi Phi si poteva chiaramente scorgere in lontananza. La barca saltò sulle dolci onde del mare aperto mentre la forma di Phi Phi Don, la più grande dell&#8217;arcipelago di Koh Phi Phi, si avvicinava. Passammo dal capo di Laem Tong, a Koh Phi Phi Don, e continuammo lungo il lato ovest dell&#8217;arcipelago; il capitano navigò nei pressi dell&#8217;isola per darci una chiara visione dei magnifici colori delle scogliere interamente coperte da una fitta vegetazione tropicale. Sulla baia di Koh Phi Phi Don erano ancorate barche a vela e barche tradizionali longtail; i turisti facevano il bagno, apprezzando le acque cristalline. Una fila di palme punteggiavano la costa e dominavano l&#8217;orizzonte, fornendo un’ombra naturale che funge da copertura per gli hotel presenti sull&#8217;isola.</p>
<p>La nostra prima tappa della giornata, ad un&#8217;ora da Ao Nang, fu Maya Bay, a Koh Phi Phi Ley, il luogo dove si svolsero le riprese del film &#8220;The Beach&#8221;. Arrivammo decisamente prima della folla di turisti che visitano giornalmente l’isola, e ci lasciarono su di una meravigliosa spiaggia sabbiosa dove presimo il sole, nuotammo ed esplorammo la baia. Il panorama era mozzafiato. Un paio di percorsi portano all&#8217;interno dell&#8217;isola, ma a breve distanza, fitti blocchi di rigogliosa vegetazione bloccano la strada per le colline. Ci fermammo sulla sabbia, osservando la vegetazione delle scogliere che si rifletteva nell&#8217;acqua creando una variegata tavolozza di verdi e blu acquamarina. Uno sguardo al cielo sopra di noi ci premiò con la vista di una grande aquila reale che volò in cerchio prima di scomparire dietro la cima di una montagna.</p>
<p>La nostra barca salpò proprio quando la baia cominciava ad affollarsi di una moltitudine di grandi imbarcazioni turistiche e motoscafi veloci; superata la punta meridionale dell&#8217;arcipelago, ci fermammo per fare snorkeling vicino alla baia di Ao Loh Samah. Ci diedero maschere e boccagli, giubbotti di salvataggio a chi li desiderava, e ci lasciarono liberi di nuotare attorno alla zona per una mezz’oretta, mentre l&#8217;equipaggio della barca dava da mangiare pezzi di pane ai pesci che ci circondavano. L&#8217;acqua era calda e trasparente, profonda dai 10 ai 20 metri; i pesci abbondavano in quantità e in varietà e il tempo concesso passò in un istante. Avvistamo pesci leone, pesci anemone a striscie bianche ed arancioni, pesci pappagallo dai colori dell&#8217;arcobaleno, meravigliosi pesci a forma di luna a striscie gialle e nere, e diverse specie di vongole giganti che si nascondevano dentro le loro enormi conchiglie non appena ci avvicinavamo. Ed erano solo alcune delle oltre 500 specie di pesci che dipendono principalmente dalle barriere coralline del Mar delle Andamane, che usano i coralli come loro habitat naturale e come luoghi di riparo, e che si cibano delle risorse alimentari associate alla barriera corallina.</p>
<p>La laguna di Ao Phi Ley, a pochi minuti di distanza, fu la sosta successiva; questa è una baia chiusa nella sua quasi totalità dalle alte scogliera calcaree dell&#8217;isola, che  la fanno sembrare un lago. Fecimo un po’ di snorkeling, dopodiché il capitano circumnavigò l&#8217;interno della baia, avvicinandosi alle sottili ed alte fessure nelle rocce circostanti, le loro pareti ricoperte da una giungla impenetrabile. Su alcuni rami di alberi che crescevano in altura riposavano pipistrelli giganti appesi a testa in giù, le loro nere sagome appena visibili, mimetizzate tra i milioni di foglie di color verde scuro.</p>
<p>La visita alla grotta Viking Cave, che si trova nella parte nord-est di Koh Phi Phi Ley, è purtroppo limitata in quanto i turisti non sono autorizzati a sbarcare. Questa grande grotta è considerata sacra dalla gente del posto e dai raccoglitori dei famosi nidi di rondine, che si arrampicano su ripide scale di bambù per accedere alle viscere della grotta, dove si trovano i nidi. All&#8217;interno della grotta ci sono antiche illustrazioni di elefanti e di vari tipi di imbarcazioni provenienti da altre parti del mondo; si ritiene che siano state disegnate da mercanti del mare o da pirati, visto che si pensa che questa zona sia stata un punto di sosta nelle antiche rotte marine per le barche in cerca di riparo dalle tempeste.</p>
<p>L’attività successiva fu un’eventuale tappa per fare snorkeling nella Ladin Bay, le cui acque poco profonde permettono una visione nitida di un’incredibile varietà di coralli. Le barriere coralline sono costituite da diversi tipi di coralli che sono formati da calcio, e che crescono grazie ad un piccolo organismo che può sopravvivere solo in acque tropicali. Avvistammo coralli cavolfiore, coralli dalle corna di colore giallo e marrone, coralli fungo, coralli cespuglio, coralli cervello, coralli tavola, anemoni di mare e pure un enorme colonia di ricci di mare, il loro singolo occhio di colore arancione che ci osservava dal basso e loro spine che minacciavano chiunque si azzardasse ad atterrare accidentalmente a piedi nudi su di essi.</p>
<p>Era mezzogiorno e l&#8217;intensa attività fisica ci aveva fatto venire fame. Il motoscafo attraccò nella baia di Loh Dalam, a Koh Phi Phi Don; rimasimo tutti sorpresi dall’abbondante e delizioso menù dello spazioso ristorante scelto, un dettaglio importante per una ditta che anche in questo si distingue dai suoi concorrenti.</p>
<div id="attachment_4096" style="width: 170px" class="wp-caption alignright"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/05/IMG_4040.jpg" rel="prettyphoto[4086]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-4096" class=" wp-image-4096" alt="Isola di Phi Phi" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/05/IMG_4040-200x300.jpg" width="160" height="240" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/05/IMG_4040-200x300.jpg 200w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/05/IMG_4040-682x1024.jpg 682w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/05/IMG_4040-600x900.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/05/IMG_4040-100x150.jpg 100w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/05/IMG_4040-366x549.jpg 366w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/05/IMG_4040-770x1155.jpg 770w" sizes="(max-width: 160px) 100vw, 160px" /></a><p id="caption-attachment-4096" class="wp-caption-text">Delfini che saltano vicini alla nostra barca: uno spettaoclo non insolito andando a Phi Phi</p></div>
<p>L&#8217;equipaggio di Koh Phi Phi Tour tornò poi a bordo per riassettare la barca mentre noi ci bevevamo il caffè nel ristorante. Giunta l’ora di partire, ci imbarcammo ed il motoscafo ci portò verso l&#8217;ultima tappa da snorkeling: Hin Klang è un luogo così pieno di coralli e di pesci che in un certo senso coronò l’intera giornata dedicata al mare ed alle sue meraviglie. E per finire in bellezza, dopo lo snorkeling ci aspettava un’eccellente sorpresa: un gruppo di delfini stava nuotando attorno alla nostra barca, e le loro pinne emergevano  di tanto in tanto dall&#8217;acqua. Il conducente non perse tempo e mise in pratica le sue capacità, muovendo il motoscafo a velocità media e seguendo una rotta che ruotava in cerchio. I delfini, attratti dalle onde che la barca formava girando in tondo, le seguivano e gioiosi saltavano fuori del mare col corpo intero, un corpo grande e pesante che si capovolgeva in aria come se fosse di piuma, spinto dalla loro enorme forza. Continuammo questo giochino per alcuni minuti, ed altri delfini si unirono al gruppo iniziale, nuotando molto vicino alla nostra barca &#8211; e anche sotto di essa; ne potevamo vedere le forme massicce sott&#8217;acqua. Fu un&#8217;esperienza entusiasmante che lasciò tutti noi senza parole, mentre le nostre macchine fotografiche cercavano di ottenere alcune foto decenti dell’evento.</p>
<p>Fu con questo dolce pensiero che sbarcammo nell&#8217;ultima tappa della giornata, l’isola di Koh Mai Pai o Bamboo Island. Koh Mai Pai, non lontano da Koh Yung, è considerata da molti l’isola più bella e perfetta di Krabi. Ha spiagge meravigliose ed un enorme ed impressionante barriera corallina che si estende dal nord al sud dell&#8217;isola; Koh Mai Pai è il luogo ideale per rilassarsi, passeggiare lungo la sua sabbia bianca e cristallina e facendo l&#8217;ultimo bagno del tour.</p>
<p>La giornata era ancora stupenda e il nostro giro stava volgendo al termine. L’avvicinamento ad Ao Nang fu rapido e piacevole, ma in prossimità di Chicken Island potemmo avvistare delle nubi scure che si stavano formando sulla costa. Durante gli ultimi minuti del viaggio il motoscafo dovette affrontare alcune forti onde che progressivamente crescevano in dimensione. Il sole scomparve, e la dolce brezza diventò un vento forte e freddo. Nel momento in cui scendemmo dalla barca saltando sulla spiaggia di Ao Nang, il cielo si aprì e una pioggia fitta iniziò a cadere al suolo. Ringraziammo la disponibile ed attenta guida nonché l&#8217;equipaggio, e ci incamminammo verso casa.</p>
<p>Si potrebbe affermare che, con i 18 chilometri di barriera corallina che circondano l&#8217;arcipelago di Koh Phi Phi e le zone adatte a fare snorkeling e a calarsi in un meraviglioso mondo di acque di superficie o profonde dove osservare pesci e coralli, divertirsi in una gita in barca a Koh Phi Phi dovrebbe essere praticamente garantito. Anche se ciò corrisponde in un certo modo alla verità, devo spendere una parola per congratularmi con Koh Phi Phi Tour e con il loro personale, che ha garantito che tutto fosse ben organizzato e come da programma. La dedizione dell&#8217;equipaggio ci ha assicurato una giornata in mare piacevole e senza problemi: ci sentivamo nelle mani di professionisti e per questo potemmo davvero godere di questa magnifica esperienza. Tutte le gite in barca di Koh Phi Phi Tour includono trasferimento andata e ritorno da/per l&#8217;hotel, acqua da bere e bevande analcoliche, frutta di stagione, pranzao e giubbotto di salvataggio.</p>
<p>Un ultimo punto da notare è che sia la guida che l&#8217;equipaggio ha confermato che i delfini sono stati solo una parte della nostra fortuna. Non era mai accaduto prima in uno dei loro tour a Koh Phi Phi, fu un evento insolito, non aspettatevi perciò di vedere i delfini durante il vostro tour. Ma potreste essere fortunati&#8230;</p>
<p><a href="http://www.phiphitours.com/">http://www.phiphitours.com/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a href="https://asianitinerary.com/it/koh-phi-phi-in-motoscafo-per-i-gioielli-del-mar-delle-andamane/">Koh Phi Phi &#8211; In motoscafo per i gioielli del Mar delle Andamane</a> appeared first on <a href="https://asianitinerary.com/it/">Asian Itinerary</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
