{"id":3703,"date":"2013-11-27T17:53:00","date_gmt":"2013-11-27T17:53:00","guid":{"rendered":"http:\/\/asianitinerary.com\/?p=3703"},"modified":"2013-11-27T17:53:00","modified_gmt":"2013-11-27T17:53:00","slug":"shan-state-festival-di-kahtain-parte-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/asianitinerary.com\/it\/shan-state-festival-di-kahtain-parte-3\/","title":{"rendered":"SHAN STATE &#8211; FESTIVAL DI KAHTAIN  PARTE 3"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_3717\" style=\"width: 170px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/pagoda-meeting.jpg\" rel=\"prettyphoto[3703]\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3717\" class=\" wp-image-3717 \" alt=\"Festival di Kahtain\" src=\"http:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/pagoda-meeting-200x300.jpg\" width=\"160\" height=\"240\" srcset=\"https:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/pagoda-meeting-200x300.jpg 200w, https:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/pagoda-meeting-600x900.jpg 600w, https:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/pagoda-meeting-100x150.jpg 100w, https:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/pagoda-meeting-366x549.jpg 366w, https:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/pagoda-meeting.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 160px) 100vw, 160px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-3717\" class=\"wp-caption-text\">Incontro in pagoda<\/p><\/div>\n<p>Dormo 11 ore filate e non sento nemmeno la litania delle 5. Dopo una colazione di biscotti casalinghi e t\u00e9 in una teahouse cinese, c\u2019incamminiamo verso il tempio di Prie J\u00e9, in direzione sud, a una mezz\u2019ora di cammino da Namshan, dove si celebra l\u2019ultimo giorno del festival di Kahtain. Attraversiamo una graziosa zona in collina con casette in legno contornate da ordinati giardini in fiore ed orti ben curati. La gente del posto ci saluta gioiosa, alcuni bambini giocano con colorati acquiloni che riempono il cielo sereno di una splendida giornata.<\/p>\n<p>Mi intrattengo a conversare con un barbiere originario del Bangladesh il quale \u00e8 propenso a parlare di politica; mi spiega che i birmani in generale sono ancora sospettosi delle mosse del governo centrale, che secondo lui ha secondi fini nonostante le recenti aperture. Le riserve naturali vengono vendute alla Cina, la quale finanza una zona del porto nella costa birmana, un gaseodotto ed un oleodotto che raggiungeranno Kumming nel sud della Cina, nonch\u00e9 una centrale idroelettrica nelle regioni birmane dell\u2019Himalaia dove le popolazioni locali stanno organizzando proteste contro lo sfruttamento.<\/p>\n<p>Mi racconta di come la sua famiglia si trasfer\u00ec a Yangoon durante la guerra con i britannici negli anni \u201940, per poi spostarsi qui nello stato dello Shan ad aprire negozi. A suo dire non gli \u00e8 mai stata riconosciuta la nazionalit\u00e0 birmana e col tempo ha perso quella del suo paese, cos\u00ec dopo l\u2019indipendenza del Bangladesh nel 1964 la sua famiglia non \u00e8 potuta rientrare in patria. Dice di essere tutt\u2019ora apolide. Mentre sta tagliando i capelli ad un giovane Shan, le forbici gli si aprono in due cadendo al suolo, e ce la ridiamo tutti di gusto. \u201cVedi? La Cina compra risorse buone e ci vende materiale economico, come i motorini, che sono talmente scadenti che spesso non vale la pena ripararli\u201d commenta divertito. \u00c8 convinto che la Cina stia facendo affari d\u2019oro da queste parti, che la recente propensione del governo all\u2019apertura sia solo temporanea, e che le cose torneranno a peggiorare. Lo saluto e lo ringrazio per la chiacchierata.<\/p>\n<div id=\"attachment_3718\" style=\"width: 170px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Preparing-decorations.jpg\" rel=\"prettyphoto[3703]\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3718\" class=\" wp-image-3718 \" alt=\"Festival di Kahtain\" src=\"http:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Preparing-decorations-200x300.jpg\" width=\"160\" height=\"240\" srcset=\"https:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Preparing-decorations-200x300.jpg 200w, https:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Preparing-decorations-600x900.jpg 600w, https:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Preparing-decorations-100x150.jpg 100w, https:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Preparing-decorations-366x549.jpg 366w, https:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Preparing-decorations.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 160px) 100vw, 160px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-3718\" class=\"wp-caption-text\">Preparazione delle decorazioni<\/p><\/div>\n<p>Riprendiamo il cammino; la gente in processione verso la collina del tempio \u00e8 tanta, tra loro vi sono parecchi anziani dai visi particolari, sorrisi orgogliosi e vestiti della festa. Tutti sorridono al nostro passaggio, e alcuni gruppi di giovani tentano un approccio con quel poco inglese che riescono a sfoggiare. Al nostro arrivo al tempio le cerimonie sono gia iniziate. Ci sono mercanti che commerciano cibarie e amuleti vari, nonch\u00e9 offerte per i monaci, e qualche anziano che veste costumi che rimandano a popoli tribali del passato, ma lo fa con una naturalezza che mi induce a pensare che siano semplicemente i loro vestiti di tutti i giorni.<\/p>\n<p>Il festival di Kahtain si celebra una volta all\u2019anno e a parte l\u2019opportunit\u00e0 per i locali di incontrarsi, ballare e vestirsi bene, consiste nel fare offerte ai monaci ed alle monache dei villaggi. Denaro, coperte e altri oggetti di cui i monaci si servono vengono presentati con umilt\u00e0 da ogni partecipante. Incontriamo subito Shandi, una delle due \u2018guide\u2019 conosciute a Namhsan, il quale ci invita dentro una baracca dove un gruppo di paesani si sta gustando un pasto di cibarie dall\u2019aspetto piccante, seduti a gambe incrociate su tappeti di stoffa coloratissimi. Ci accomodiamo e ci viene servito un piatto da riempire attingendo dalle ciotole comuni al centro del tappeto. I curry sono buonissimi e hanno sapori indescrivibili. I paesani ci fanno sentire a nostro agio, ci osservano ma in maniera molto meno curiosa di come lo facciamo invece noi. Beviamo t\u00e9, come di consueto, e Shandi ci racconta di alcune delle usanze del posto e dell\u2019importanza del festival odierno, insistendo perch\u00e9 fotografiamo il tutto.<\/p>\n<p>Ci congediamo ed usciamo a scuriosare tra le varie attivit\u00e0 del tempio. In edifici diversi, la gente prega, mangia, chiacchiera, suona. L\u2019ambiente \u00e8 austero, questa gente non \u00e8 di certo benestante, ma la loro autenticit\u00e0 e la loro apparente onest\u00e0 ricopre il tutto di una solennit\u00e0 che sembra sopperire alle carenze materiali. Alcuni monaci e monache offrono la loro benedizione a tutti i presenti l\u00ec riuniti, mentre altri danno discorsi pubblici incentrati sulla felicit\u00e0 e sulla prosperit\u00e0 che questo evento porter\u00e0 ai popoli dei dintorni. Siamo completamente assorti in questi rituali, il percorso per raggiungere Namhsan e il fango e la pioggia di ieri sono lontani anni luce.<\/p>\n<div id=\"attachment_3719\" style=\"width: 170px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/village-view.jpg\" rel=\"prettyphoto[3703]\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3719\" class=\" wp-image-3719 \" alt=\"Festival di Kahtain\" src=\"http:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/village-view-200x300.jpg\" width=\"160\" height=\"240\" srcset=\"https:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/village-view-200x300.jpg 200w, https:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/village-view-600x900.jpg 600w, https:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/village-view-100x150.jpg 100w, https:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/village-view-366x549.jpg 366w, https:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/village-view.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 160px) 100vw, 160px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-3719\" class=\"wp-caption-text\">Vista sul villaggio<\/p><\/div>\n<p>Shandi sta per andarsene e ci invita a visitare il suo villaggio, a pochi minuti dal tempio. Ci arriviamo in 15 minuti di camminata tra gradinate e discese, accompagnati da alberi secolari dai rami fogliosi lunghi parecchi metri che ci coprono in parte dai raggi di un sole inclemente. In fondo al colle c\u2019\u00e8 uno spiazzo coronato da un bosco di pagode bianche: \u00e8 il tempio del villaggio. L\u00ec, ai piani alti di palafitte in legno massiccio, anziani uomini stanno preparando giganteschi bruciatori con rami di bamb\u00f9, legnetti di pino ed incensi, ricoprendoli con enormi fogli di carta colorata prodotti in loco. Questi bruciatori arderanno per ore ed ore durante le cerimonie di chiusura serali.<\/p>\n<p>Seguiamo poi il nostro amico fino ad un pittoresco villaggio di case di legno palafittate distribuite lungo una strada principale, come il resto dei villaggi, e circondato da valli e montagne. L\u2019entrata di casa sua porta ad un\u2019ampio salone che funge da sala e cucina, il pavimento \u00e8 di terra battuta, le pareti sono ricoperte da economici fogli di plastica made-in-China; i divani di assi di legno non ci proibiscono di riposarci mentre Shandi manda la figlia a \u2018fare la spesa\u2019. Esco da casa e la seguo con gli occhi: passa da un paio di case dei vicini e ne esce con una serie di verdure, poi al rientro si cimenta nella creazione, su fornelli arrugginiti e con pentole che hanno sfamato generazioni, di un curry Palaung con riso e verdure fritte, delizioso a dir poco. Ci guarda per un po\u2019 mentre mangiamo ad un tavolo traballante di legno marcio, e poi si mette a guardare karaoke thailandese ad alto volume nell\u2019unico elemento elettronico di tutta la casa, una TV a schermo piatto che prima non si notava: era coperta da uno spesso sipario di lana! Beviamo t\u00e9, mentre fuori un violento acquazzone si \u00e8 fatto strada nel cielo che fino a poco prima era sereno.<\/p>\n<div id=\"attachment_3720\" style=\"width: 170px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/villagers-at-festival-2.jpg\" rel=\"prettyphoto[3703]\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3720\" class=\" wp-image-3720 \" alt=\"Festival di Kahtain\" src=\"http:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/villagers-at-festival-2-200x300.jpg\" width=\"160\" height=\"240\" srcset=\"https:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/villagers-at-festival-2-200x300.jpg 200w, https:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/villagers-at-festival-2-600x900.jpg 600w, https:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/villagers-at-festival-2-100x150.jpg 100w, https:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/villagers-at-festival-2-366x549.jpg 366w, https:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/villagers-at-festival-2.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 160px) 100vw, 160px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-3720\" class=\"wp-caption-text\">abitanti del villaggio durante il festival<\/p><\/div>\n<p>Una volta che la pioggia diminuisce, Shandi insiste per procurarci un passaggio per Namhsan con un motorino preso in prestito, ma ci ha anche informato che a breve passer\u00e0 un bus cos\u00ec decidiamo di aspettare. Il bus arriva dopo soli 5 minuti e dire che \u00e8 sgangheato \u00e8 come fargli un complimento. Al suo interno, il pavimento \u00e8 letteralmente coperto da compatti sacchi in juta pieni di t\u00e9 essicato che emettono un odore pungente nonostante tutti i finestrini siano aperti, rotti o mancanti. T\u00e9, t\u00e9 e ancora t\u00e9, la vita a Namhsan gira in tutto e per tutto attorno a questa bevanda. I sedili del bus sono stati sbullonati e adagiati al di sopra dei sacchi, su di loro si \u00e8 accomodato un gruppo di ragazzi che lavora nella fabbrica di t\u00e9 che sballonzolano ad ogni buca che prende il malmesso bus dalle sospensioni inesistenti. Preferiamo sederci sui sacchi, che sembrano di gran lunga pi\u00f9 comodi; i ragazzi e l\u2019autista ci guardano con aria divertita mentre subiamo i colpi inclementi. La strada si snoda tra i colli ed sembra decisamente pi\u00f9 lunga del sentiero fatto a piedi per arrivare al villaggio; dai finestrini scorgiamo ben due stazioni di benzina (non ne avevamo ancora viste e ci chiedevamo come rifornivano i mezzi), ironicamente poste una di fianco all\u2019altra. Ci facciamo scaricare alla periferia di Namhsan, giusto ad un incrocio dal quale sta passando una colonna di giovanissimi militari mal equipaggiati in pantaloncini e scarpette di tela verde, fucili ed altre pesanti armi e munizioni in spalla o a tracolla. Marciano verso il paese: sono le pattuglie del governo incaricate di scovare nei boschi gli eserciti di liberazione Shan, viaggiano a piedi per centinaia di chilometri per queste terre impervie, e per giunta non sono per niente viste di buon occhio dalla popolazione locale che li guarda storti al loro passaggio. Hanno visi dalle fisionomie diverse e sguardi sconsolati, e mi fanno decisamente pena: li immagino mentre subiscono l\u2019imboscata di un gruppo di militi Shan ben armati ed abituati a questo clima e a questo intorno, e molto pi\u00f9 motivati di loro.<\/p>\n<p>Il sole torna a splendere ma \u00e8 per poco. Mi fermo a redigere il diario nella sala da t\u00e9 dove hanno la TV satellitare: \u00e8 in corso il solito zapping frenetico che passa da football a musica a documentari, con questi ultimi che sembrano avere la meglio. Esco che il sole \u00e8 gi\u00e0 calato e la strada \u00e8 illuminata da centinaia di candele; i bambini si divertono con i loro innoqui petardi e razzetti, mentre il cielo si illumina di centinaia di lanterne di preghiera lanciate da vari punti del paese. Al monastero vicino al nostro alloggio, bimbi monaci giocano attorno al bellissimo stupa, accendono candele e formano disegni di cuoricini, di lettere, di animali, e si rincorrono felici. La luna piena illumina la sera a giorno, la gente del posto si riversa nelle strade, mentre nuvolette a pecorelle percorrono lentamente il cielo. \u00c8 una sera speciale a Namhsan, purtroppo l\u2019ultima per noi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dormo 11 ore filate e non sento nemmeno la litania delle 5. Dopo una colazione di biscotti casalinghi e t\u00e9 in una teahouse cinese, c\u2019incamminiamo verso il tempio di Prie J\u00e9, in direzione sud, a una mezz\u2019ora di cammino da Namshan, dove si celebra l\u2019ultimo giorno del festival di Kahtain. Attraversiamo una graziosa zona in collina con casette in legno contornate da ordinati giardini in fiore ed orti ben curati. La gente del posto ci saluta gioiosa, alcuni bambini giocano con colorati acquiloni che riempono il cielo sereno di una splendida giornata. Mi intrattengo a conversare con un barbiere originario del Bangladesh il quale \u00e8 propenso a parlare di politica; mi spiega che i birmani in generale sono ancora sospettosi delle mosse del governo centrale, che secondo lui ha secondi fini nonostante le recenti aperture. Le riserve naturali vengono vendute alla Cina, la quale finanza una zona del porto nella costa birmana, un gaseodotto ed un oleodotto che raggiungeranno Kumming nel sud della Cina, nonch\u00e9 una centrale idroelettrica nelle regioni birmane dell\u2019Himalaia dove le popolazioni locali stanno organizzando proteste contro lo sfruttamento. Mi racconta di come la sua famiglia si trasfer\u00ec a Yangoon durante la guerra con i britannici negli anni \u201940, per poi spostarsi qui nello stato dello Shan ad aprire negozi. A suo dire non gli \u00e8 mai stata riconosciuta la nazionalit\u00e0 birmana e col tempo ha perso quella del suo paese, cos\u00ec dopo l\u2019indipendenza del Bangladesh nel 1964 la sua famiglia non \u00e8 potuta rientrare in patria. Dice di essere tutt\u2019ora apolide. Mentre sta tagliando i capelli ad un giovane Shan, le forbici gli si aprono in due cadendo al suolo, e ce la ridiamo tutti di gusto. \u201cVedi? La Cina compra risorse buone e ci vende materiale economico, come i motorini, che sono talmente scadenti che spesso non vale la pena ripararli\u201d commenta divertito. \u00c8 convinto che la Cina stia facendo affari d\u2019oro da queste parti, che la recente propensione del governo all\u2019apertura sia solo temporanea, e che le cose torneranno a peggiorare. Lo saluto e lo ringrazio per la chiacchierata. Riprendiamo il cammino; la gente in processione verso la collina del tempio \u00e8 tanta, tra loro vi sono parecchi anziani dai visi particolari, sorrisi orgogliosi e vestiti della festa. Tutti sorridono al nostro passaggio, e alcuni gruppi di giovani tentano un approccio con quel poco inglese che riescono a sfoggiare. Al nostro arrivo al tempio le cerimonie sono gia iniziate. Ci sono mercanti che commerciano cibarie e amuleti vari, nonch\u00e9 offerte per i monaci, e qualche anziano che veste costumi che rimandano a popoli tribali del passato, ma lo fa con una naturalezza che mi induce a pensare che siano semplicemente i loro vestiti di tutti i giorni. Il festival di Kahtain si celebra una volta all\u2019anno e a parte l\u2019opportunit\u00e0 per i locali di incontrarsi, ballare e vestirsi bene, consiste nel fare offerte ai monaci ed alle monache dei villaggi. Denaro, coperte e altri oggetti di cui i monaci si servono vengono presentati con umilt\u00e0 da ogni partecipante. Incontriamo subito Shandi, una delle due \u2018guide\u2019 conosciute a Namhsan, il quale ci invita dentro una baracca dove un gruppo di paesani si sta gustando un pasto di cibarie dall\u2019aspetto piccante, seduti a gambe incrociate su tappeti di stoffa coloratissimi. Ci accomodiamo e ci viene servito un piatto da riempire attingendo dalle ciotole comuni al centro del tappeto. I curry sono buonissimi e hanno sapori indescrivibili. I paesani ci fanno sentire a nostro agio, ci osservano ma in maniera molto meno curiosa di come lo facciamo invece noi. Beviamo t\u00e9, come di consueto, e Shandi ci racconta di alcune delle usanze del posto e dell\u2019importanza del festival odierno, insistendo perch\u00e9 fotografiamo il tutto. Ci congediamo ed usciamo a scuriosare tra le varie attivit\u00e0 del tempio. In edifici diversi, la gente prega, mangia, chiacchiera, suona. L\u2019ambiente \u00e8 austero, questa gente non \u00e8 di certo benestante, ma la loro autenticit\u00e0 e la loro apparente onest\u00e0 ricopre il tutto di una solennit\u00e0 che sembra sopperire alle carenze materiali. Alcuni monaci e monache offrono la loro benedizione a tutti i presenti l\u00ec riuniti, mentre altri danno discorsi pubblici incentrati sulla felicit\u00e0 e sulla prosperit\u00e0 che questo evento porter\u00e0 ai popoli dei dintorni. Siamo completamente assorti in questi rituali, il percorso per raggiungere Namhsan e il fango e la pioggia di ieri sono lontani anni luce. Shandi sta per andarsene e ci invita a visitare il suo villaggio, a pochi minuti dal tempio. Ci arriviamo in 15 minuti di camminata tra gradinate e discese, accompagnati da alberi secolari dai rami fogliosi lunghi parecchi metri che ci coprono in parte dai raggi di un sole inclemente. In fondo al colle c\u2019\u00e8 uno spiazzo coronato da un bosco di pagode bianche: \u00e8 il tempio del villaggio. L\u00ec, ai piani alti di palafitte in legno massiccio, anziani uomini stanno preparando giganteschi bruciatori con rami di bamb\u00f9, legnetti di pino ed incensi, ricoprendoli con enormi fogli di carta colorata prodotti in loco. Questi bruciatori arderanno per ore ed ore durante le cerimonie di chiusura serali. Seguiamo poi il nostro amico fino ad un pittoresco villaggio di case di legno palafittate distribuite lungo una strada principale, come il resto dei villaggi, e circondato da valli e montagne. L\u2019entrata di casa sua porta ad un\u2019ampio salone che funge da sala e cucina, il pavimento \u00e8 di terra battuta, le pareti sono ricoperte da economici fogli di plastica made-in-China; i divani di assi di legno non ci proibiscono di riposarci mentre Shandi manda la figlia a \u2018fare la spesa\u2019. 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