{"id":3318,"date":"2013-11-02T08:07:48","date_gmt":"2013-11-02T08:07:48","guid":{"rendered":"http:\/\/asianitinerary.com\/?p=3318"},"modified":"2013-11-02T08:07:48","modified_gmt":"2013-11-02T08:07:48","slug":"shan-state-arrivo-a-namhsan-parte-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/asianitinerary.com\/it\/shan-state-arrivo-a-namhsan-parte-1\/","title":{"rendered":"SHAN STATE &#8211; ARRIVO A NAMHSAN &#8211; Parte 1"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_3333\" style=\"width: 138px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/tribal-villager-2.jpg\" rel=\"prettyphoto[3318]\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3333\" class=\" wp-image-3333   \" alt=\"Walking in Namshan\" src=\"http:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/tribal-villager-2-200x300.jpg\" width=\"128\" height=\"192\" srcset=\"https:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/tribal-villager-2-200x300.jpg 200w, https:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/tribal-villager-2-600x900.jpg 600w, https:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/tribal-villager-2-100x150.jpg 100w, https:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/tribal-villager-2-366x549.jpg 366w, https:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/tribal-villager-2.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 128px) 100vw, 128px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-3333\" class=\"wp-caption-text\">Abitanti del villaggio<\/p><\/div>\n<p>Hsipaw \u00e8 una cittadina avanposto situata sulla strada per la Cina e popolata da gente appartenente all\u2019etnia Shan. \u00c8 qui che abbiamo fatto sosta dopo essere partiti da Mandalay in direzione nord-est, verso le montagne. La sveglia \u00e8 di buon ora, prepariamo gli zaini e visto che \u00e8 ancora presto ci concediamo una colazione in una caffetteria vicino al mercato dove ci propinano caff\u00e8 annacquato e frittelle unte ma gustose. Al rientro alla guesthouse, il minivan sta aspettandoci; ci imbarchiamo sul retro del mezzo gi\u00e0 stracarico di gente e sacchi di mercanzia e intraprendiamo il viaggio per Namhsan, verso le montagne. Il furgoncino si inerpica su di una strada asaltata solo a met\u00e0. Il viaggio diventa sempre pi\u00f9 interessante man mano che ci allontaniamo da Hsipaw: i villaggi si fanno pi\u00f9 radi e la gente cambia di etnia. L\u2019asfalto ad un certo punto scompare del tutto, la polvere invade l\u2019abitacolo e si cominciano a scorgere villaggi sempre piu primitivi, abitati da gente dalla pelle scura e dai tratti principalmente cinesi. Arriviamo a destinazione dopo ben 7 ore di calvario (per i miseri 80 chilometri&#8230;), tra salti e sbalzi su strade che spesso si convertono in cammini di pietra, con i corpi che duolono e un bisogno impellente di una doccia e di un bicchiere d\u2019acqua.<\/p>\n<p>E posso dirvi che valeva la pena: montagne e montagne nel cuore del Myanmar, colline coronate da villaggi nel mezzo di giungle, boschi di bamb\u00f9 e piantagioni di t\u00e9. E nella parte bassa del fiume, risaie di un giallo ocra che contrasta col verde intenso dell\u2019intorno e col marrone delle acque torbide.<\/p>\n<div id=\"attachment_3321\" style=\"width: 138px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/405035_10151295387221140_1283741496_n.jpg\" rel=\"prettyphoto[3318]\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3321\" class=\" wp-image-3321  \" alt=\"Namshan\" src=\"http:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/405035_10151295387221140_1283741496_n-200x300.jpg\" width=\"128\" height=\"192\" srcset=\"https:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/405035_10151295387221140_1283741496_n-200x300.jpg 200w, https:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/405035_10151295387221140_1283741496_n-600x900.jpg 600w, https:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/405035_10151295387221140_1283741496_n-100x150.jpg 100w, https:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/405035_10151295387221140_1283741496_n-366x549.jpg 366w, https:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/405035_10151295387221140_1283741496_n.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 128px) 100vw, 128px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-3321\" class=\"wp-caption-text\">Donna Shan<\/p><\/div>\n<p>Il dormiente paesone di Namhsan, un tempo capitale dell\u2019antico Regno Shan di Tawngpeng, \u00e8 abbarbicato tra i monti ad un\u2019elevazione di 1800-2000 metri sul livello del mare, e funge quindi da belvedere ad una serie di montagne e colline che lo circondano. Alcune di queste colline sono coperte da piantagioni di t\u00e9, altre da piantagioni di papaveri, queste piu discretamente nascoste alla vista&#8230; L\u2019industria del t\u00e9 \u00e8 la maggior risorsa della zona e d\u00e0 lavoro a parecchi degli abitanti di Namhsan e dei dormienti paesi dei dintorni, gente amichevole di etnia Shwe (Golden) Palaung che vive in case di legno a uno o due piani coperte da tetti di lamiera arrugginita. Il nome Golden viene dalle cinture che indossano, appunto dorate. Questa etnia in passato indossava pure cinture in argento, ma l\u2019alluminio ha da tempo preso il suo posto. A Namhsan sono pure presenti, in minoranza, gruppi etnici e tribali Kayin, Lisu e Shan, nonch\u00e9 indiani e cinesi. Il nome Namhsan significa \u2018acque tremanti\u2019; il paese fu cos\u00ec chiamato perch\u00e9 situato su di una palude che veniva allagata spesso durante il periodo delle piogge. I tempi d\u2019oro di Namhsan furono il periodo dal 1920 al 1930 quando prosper\u00f2 grazie alla presenza di miniere d&#8217;argento nonch\u00e9, appunto, dall\u2019industria del t\u00e9.<\/p>\n<div id=\"attachment_3323\" style=\"width: 170px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Girl-with-tanaka.jpg\" rel=\"prettyphoto[3318]\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3323\" class=\" wp-image-3323 \" alt=\"Namshan\" src=\"http:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Girl-with-tanaka-200x300.jpg\" width=\"160\" height=\"240\" srcset=\"https:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Girl-with-tanaka-200x300.jpg 200w, https:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Girl-with-tanaka-600x900.jpg 600w, https:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Girl-with-tanaka-100x150.jpg 100w, https:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Girl-with-tanaka-366x549.jpg 366w, https:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Girl-with-tanaka.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 160px) 100vw, 160px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-3323\" class=\"wp-caption-text\">Ragazza locale<\/p><\/div>\n<p>Posiamo gli zaini nell\u2019unica guesthouse della zona, situata sulla strada principale: un grande casone in legno stile cinese dipinto di verde, a due piani, e gestito da ufficiali del governo. Ci impossessiamo di una stanza costruita interamente in legno, di dimensione piccolissima e con bagno esterno, ma con una finestra che d\u00e0 sul retro della struttura; soddisfiamo i bisogni primari ed usciamo ad esplorare i dintorni. Sono le tre, e il sole gi\u00e0 comincia a calare dietro le cime dei monti. Namhsan \u00e8 praticamente un largo stradone sulla cresta di una montagna ai cui lati vi sono verdi vallate e viste sui paesi sottostanti. \u00c8 certamente pi\u00f9 grande e pi\u00f9 pittoresco di quel che immaginavamo. I locali ti regalano un mengalaba (hallo) quando ti incrociano, guardandoti incuriositi.<\/p>\n<p>Veniamo subito avvicinati da due \u2018guide\u2019 del posto che ci invitano a bere un t\u00e9 in una delle tradizionali teahouses del paese. Sembra che questa sia una delle attivit\u00e0 predilette dai locali. Ci si siede in sgabelli bassi e ti viene servito in un tavolone fatto di assi di legno un termos di plastica tappato da un tappo di sughero il quale ritiene il tepore e la freschezza della bevanda scura che contiene: Le Pey\u00e9. La teahouse \u00e8 buia; teiere, piatti, scodelle, muri e bancone sono coperti da una fuliggine formata dal fuoco a legna che arde in continuazione per scaldare acqua che riempir\u00e0 le caraffe del t\u00e9. La televisione a schermo piatto (!) \u00e8 sotto il controllo di uno degli avventori, il quale pratica l\u2019internazionale abitudine dello zapping, passando da news a documentari, a sport e telenovele, in un infinito cambio di canali ad un\u2019intermittenza di circa 5 minuti per sessione, il ch\u00e9 non lascia il tempo di fidelizzarsi ad uno dei programmi.<\/p>\n<div id=\"attachment_3334\" style=\"width: 170px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/tribal-villager.jpg\" rel=\"prettyphoto[3318]\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3334\" class=\" wp-image-3334 \" alt=\"Namshan\" src=\"http:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/tribal-villager-200x300.jpg\" width=\"160\" height=\"240\" srcset=\"https:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/tribal-villager-200x300.jpg 200w, https:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/tribal-villager-600x900.jpg 600w, https:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/tribal-villager-100x150.jpg 100w, https:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/tribal-villager-366x549.jpg 366w, https:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/tribal-villager.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 160px) 100vw, 160px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-3334\" class=\"wp-caption-text\">Un abitante del villaggio<\/p><\/div>\n<p>Seguiamo poi i nostri nuovi amici per una passeggiata ad un belvedere in cima ad un colle, dove osserviamo uno stupendo tramonto multicolore. Socializziamo con loro facendo le curiose domande del caso, mentre le nostre macchine fotografiche immortalano i magici colori di un tramonto spettacolare.<\/p>\n<p>Dalla chiacchierata scopriamo che Namhsan \u00e8 di fatto una zona conflittiva e che il paese marca la fine della zona dove viaggiare \u00e8 permesso agli stranieri. I guerrieri del fronte di liberazione Shan combattono da anni una battaglia pi\u00f9 psicologica che reale con soldati del governo centrale. Queste rappresaglie provocano tensioni che spesso risultano in divieti di visitare questa regione, col governo che applica l\u2019off-limit alle rotte di trekking per ovvi rischi di rappresaglie verso gli stranieri. Nonostante ci\u00f2, i due nuovi amici mostrano una predisposizione a chiacchierare e ad aiutarci nella nostra ricerca di zone da scoprire. In effetti la ragione che ci ha spinto fin qui \u00e8 principalmente che Namhsan \u00e8 un ottimo punto di partenza per i trekking nella zona, ed inoltre perch\u00e9 \u00e8 abbastanza poco battuto dai turisti grazie alle terribili condizioni delle strade che lo raggiungono. Le strade sono problematiche soprattutto durante la raccolta del t\u00e9 che si svolge tra aprile ed agosto, quando la rotta per Namhsan \u00e8 spesso bloccata da camion carichi all\u2019inverosinile e talmente pesanti che si impantanano nella terra bagnata.<\/p>\n<p>Una delle due \u2018guide\u2019 ci lascia; invitiamo il simpatico Samir, l\u2019altro dei due, a mangiare in un ristorantino gestito da cinesi, dove ci consiglia una buonissima ciotola di piccantissimi Shan Noodles, il piatto tipico della zona. In seguito passeggiamo fino a casa sua, poco lontano, dove sua moglie ci prepara un t\u00e9 (tanto per cambiare) e lui tira fuori una chitarra che ci passiamo a turno, intonando melodie e chiacchierando del pi\u00f9 e del meno. Dopo un\u2019oretta ci congediamo; la strada principale \u00e8 buia e pressoch\u00e9 deserta, la temperatura \u00e8 gradevole, e un\u2019arietta fresca arriva dai monti. Un aura di mistero avvolge Namhsan a quest\u2019ora della sera, sono solo le 8 ma c\u2019\u00e8 silenzio, negozi e ristorantini hanno chiuso i battenti, e cos\u00ec pure le sale da t\u00e9. Qui si va in branda presto.<\/p>\n<p>Siamo stanchi ma soddisfatti. L\u2019indomani inizieremo l\u2019esplorazione delle montagne. Namhsan era proprio il posto che cercavamo. Qui ogni tentativo di contatto col mondo esterno e\u2019 futile. Commentiamo la giornata mentre la temperatura scende, e ci copriamo con le pesanti coperte messe a disposizione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Hsipaw \u00e8 una cittadina avanposto situata sulla strada per la Cina e popolata da gente appartenente all\u2019etnia Shan. \u00c8 qui che abbiamo fatto sosta dopo essere partiti da Mandalay in direzione nord-est, verso le montagne. La sveglia \u00e8 di buon ora, prepariamo gli zaini e visto che \u00e8 ancora presto ci concediamo una colazione in una caffetteria vicino al mercato dove ci propinano caff\u00e8 annacquato e frittelle unte ma gustose. Al rientro alla guesthouse, il minivan sta aspettandoci; ci imbarchiamo sul retro del mezzo gi\u00e0 stracarico di gente e sacchi di mercanzia e intraprendiamo il viaggio per Namhsan, verso le montagne. Il furgoncino si inerpica su di una strada asaltata solo a met\u00e0. Il viaggio diventa sempre pi\u00f9 interessante man mano che ci allontaniamo da Hsipaw: i villaggi si fanno pi\u00f9 radi e la gente cambia di etnia. L\u2019asfalto ad un certo punto scompare del tutto, la polvere invade l\u2019abitacolo e si cominciano a scorgere villaggi sempre piu primitivi, abitati da gente dalla pelle scura e dai tratti principalmente cinesi. Arriviamo a destinazione dopo ben 7 ore di calvario (per i miseri 80 chilometri&#8230;), tra salti e sbalzi su strade che spesso si convertono in cammini di pietra, con i corpi che duolono e un bisogno impellente di una doccia e di un bicchiere d\u2019acqua. E posso dirvi che valeva la pena: montagne e montagne nel cuore del Myanmar, colline coronate da villaggi nel mezzo di giungle, boschi di bamb\u00f9 e piantagioni di t\u00e9. E nella parte bassa del fiume, risaie di un giallo ocra che contrasta col verde intenso dell\u2019intorno e col marrone delle acque torbide. 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A Namhsan sono pure presenti, in minoranza, gruppi etnici e tribali Kayin, Lisu e Shan, nonch\u00e9 indiani e cinesi. Il nome Namhsan significa \u2018acque tremanti\u2019; il paese fu cos\u00ec chiamato perch\u00e9 situato su di una palude che veniva allagata spesso durante il periodo delle piogge. I tempi d\u2019oro di Namhsan furono il periodo dal 1920 al 1930 quando prosper\u00f2 grazie alla presenza di miniere d&#8217;argento nonch\u00e9, appunto, dall\u2019industria del t\u00e9. Posiamo gli zaini nell\u2019unica guesthouse della zona, situata sulla strada principale: un grande casone in legno stile cinese dipinto di verde, a due piani, e gestito da ufficiali del governo. Ci impossessiamo di una stanza costruita interamente in legno, di dimensione piccolissima e con bagno esterno, ma con una finestra che d\u00e0 sul retro della struttura; soddisfiamo i bisogni primari ed usciamo ad esplorare i dintorni. Sono le tre, e il sole gi\u00e0 comincia a calare dietro le cime dei monti. Namhsan \u00e8 praticamente un largo stradone sulla cresta di una montagna ai cui lati vi sono verdi vallate e viste sui paesi sottostanti. \u00c8 certamente pi\u00f9 grande e pi\u00f9 pittoresco di quel che immaginavamo. I locali ti regalano un mengalaba (hallo) quando ti incrociano, guardandoti incuriositi. Veniamo subito avvicinati da due \u2018guide\u2019 del posto che ci invitano a bere un t\u00e9 in una delle tradizionali teahouses del paese. Sembra che questa sia una delle attivit\u00e0 predilette dai locali. Ci si siede in sgabelli bassi e ti viene servito in un tavolone fatto di assi di legno un termos di plastica tappato da un tappo di sughero il quale ritiene il tepore e la freschezza della bevanda scura che contiene: Le Pey\u00e9. La teahouse \u00e8 buia; teiere, piatti, scodelle, muri e bancone sono coperti da una fuliggine formata dal fuoco a legna che arde in continuazione per scaldare acqua che riempir\u00e0 le caraffe del t\u00e9. La televisione a schermo piatto (!) \u00e8 sotto il controllo di uno degli avventori, il quale pratica l\u2019internazionale abitudine dello zapping, passando da news a documentari, a sport e telenovele, in un infinito cambio di canali ad un\u2019intermittenza di circa 5 minuti per sessione, il ch\u00e9 non lascia il tempo di fidelizzarsi ad uno dei programmi. Seguiamo poi i nostri nuovi amici per una passeggiata ad un belvedere in cima ad un colle, dove osserviamo uno stupendo tramonto multicolore. Socializziamo con loro facendo le curiose domande del caso, mentre le nostre macchine fotografiche immortalano i magici colori di un tramonto spettacolare. Dalla chiacchierata scopriamo che Namhsan \u00e8 di fatto una zona conflittiva e che il paese marca la fine della zona dove viaggiare \u00e8 permesso agli stranieri. I guerrieri del fronte di liberazione Shan combattono da anni una battaglia pi\u00f9 psicologica che reale con soldati del governo centrale. Queste rappresaglie provocano tensioni che spesso risultano in divieti di visitare questa regione, col governo che applica l\u2019off-limit alle rotte di trekking per ovvi rischi di rappresaglie verso gli stranieri. Nonostante ci\u00f2, i due nuovi amici mostrano una predisposizione a chiacchierare e ad aiutarci nella nostra ricerca di zone da scoprire. In effetti la ragione che ci ha spinto fin qui \u00e8 principalmente che Namhsan \u00e8 un ottimo punto di partenza per i trekking nella zona, ed inoltre perch\u00e9 \u00e8 abbastanza poco battuto dai turisti grazie alle terribili condizioni delle strade che lo raggiungono. Le strade sono problematiche soprattutto durante la raccolta del t\u00e9 che si svolge tra aprile ed agosto, quando la rotta per Namhsan \u00e8 spesso bloccata da camion carichi all\u2019inverosinile e talmente pesanti che si impantanano nella terra bagnata. 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