{"id":2887,"date":"2013-10-17T18:01:45","date_gmt":"2013-10-17T18:01:45","guid":{"rendered":"http:\/\/asianitinerary.com\/?p=2887"},"modified":"2013-10-20T09:53:57","modified_gmt":"2013-10-20T09:53:57","slug":"pashupatinath-magica-kathmandu-parte-4","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/asianitinerary.com\/it\/pashupatinath-magica-kathmandu-parte-4\/","title":{"rendered":"PASHUPATINATH &#8211; Magica Kathmandu &#8211; Parte 4"},"content":{"rendered":"<p>GIORNO 4<\/p>\n<p>La mia temerariet\u00e0 non ha limiti, e perci\u00f2 noleggio una mountain bike per avventurarmi nel traffico di Kathmandu, che non \u00e8 poi cos\u00ec terribile come credevo. Mi dirigo verso est e, dopo aver affrontato qualche faticoso saliscendi e la noncuranza di autisti di camion irrispettosi delle auto, figuriamoci delle biciclette, passo dal traffico pesante alla relativa tranquillit\u00e0 della periferia e sono testimone cambio radicale dall\u2019urbe al Nepal rurale. Anche il mio sedere vede un cambio radicale dopo un\u2019oretta seduto su di una durissima sella.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>PASHUPATINATH<\/p>\n<div id=\"attachment_2892\" style=\"width: 169px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/baba.jpg\" rel=\"prettyphoto[2887]\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2892\" class=\" wp-image-2892 \" alt=\"Pashupatinath \" src=\"http:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/baba-199x300.jpg\" width=\"159\" height=\"240\" srcset=\"https:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/baba-199x300.jpg 199w, https:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/baba-99x150.jpg 99w, https:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/baba.jpg 333w\" sizes=\"(max-width: 159px) 100vw, 159px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2892\" class=\"wp-caption-text\">baba<\/p><\/div>\n<p>Dopo 45 minuti di dura pedalata arrivo a Pashupatinath, il recinto sacro ind\u00f9 pi\u00f9 importante del paese, nonch\u00e9 casa di uno dei templi di Shiva pi\u00f9 famosi di tutto il subcontinente indiano. Pashupati, o signore delle bestie, ha un\u2019importanza primordiale per i nepalesi i quali visitano il sito prima di un viaggio o di una missione importante per ricevere la benedizione di questa divinit\u00e0. Questo luogo sacro \u00e8 famoso per le cremazioni che vi si celebrano sulle rive del fiume Bagmati, un fiume sacro per Pashupatinath come il Gange lo \u00e8 per Varanasi. Dalle 6 di mattina alle 7 di sera vengono costantemente accese pire funerarie, sotto gli occhi di centinaia di nepalesi e di qualche turista assetato di reportage fotografici. Sui numerosi ghats &#8211; le gradinate che conducono al fiume &#8211; gli altari usati per le cerimonie funerarie affiancano il flusso d\u2019acqua. Alcuni di questi altari vengono usati dalle famiglie meno abbienti, altri sono riservati per ricchi e nobili; ogni casta ha il suo settore di cremazione. Alcune scimmie insolenti scorrazzano nella zona adiacente.<\/p>\n<p>Mi metto a sedere su di una lunga scalinata nella sponda opposta, dove decine di curiosi turisti sono gi\u00e0 appostati per assistere ad una cerimonia in preparazione. L\u2019attesa \u00e8 lunga e mi permette di bighellonare tra bellissimi templi dalle forme ed iscrizioni enigmatiche, nonch\u00e9 immagini tantriche e scene erotiche. Ad un certo punto quelli che sembrano padre e figlio portano la salma di un vecchio signore gi\u00f9 per gli scalini e ne immergono i piedi in acqua per santificare il corpo. La scena ha del grottesco, il morto ha un\u2019espressione assorta e la bocca aperta, la sua pelle ha oramai assunto un colore pallido.<\/p>\n<p>Su una delle piattaforme stanno preparando legna intrecciata a dovere per una pira, e quando erroneamente penso che sia per il corpo dell\u2019anziano, ecco comparire un gruppo di persone che trasporta una giovane donna senza vita e la stende sulla legna. Quello che \u00e8 probabilmente il marito cosparge il corpo, coperto nella quasi totalit\u00e0 da un velo bianco, di spezie coloratissime mentre un paio di donne lo riempiono di fiori. Il bel viso della giovane \u00e8 scoperto, e l\u2019uomo, dopo aver riempito la pira di rametti piccoli per facilitarne l\u2019accensione, ne appicca il fuoco infilando uno dei rametti accesi nella bocca di lei e recitando le ultime preghiere. Tutto si svolge nella pi\u00f9 completa tranquillit\u00e0, i famigliari non gridano n\u00e9 piangono, si limitano a meditare ed osservare, e questo fa sembrare la morte la cosa pi\u00f9 naturale del mondo. I turisti, dall\u2019altra sponda, scattano foto ma con discrezione, con obbiettivi zoom, per non offendere le persone in lutto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_2899\" style=\"width: 168px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/pashupatinath-sadhus.jpg\" rel=\"prettyphoto[2887]\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2899\" class=\" wp-image-2899 \" alt=\"pashupatinath sadhus\" src=\"http:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/pashupatinath-sadhus-197x300.jpg\" width=\"158\" height=\"240\" srcset=\"https:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/pashupatinath-sadhus-197x300.jpg 197w, https:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/pashupatinath-sadhus-98x150.jpg 98w, https:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/pashupatinath-sadhus-366x556.jpg 366w, https:\/\/asianitinerary.com\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/pashupatinath-sadhus.jpg 460w\" sizes=\"(max-width: 158px) 100vw, 158px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2899\" class=\"wp-caption-text\">pashupatinath sadhus<\/p><\/div>\n<p>Il fumo ha oramai coperto del tutto la salma e l\u2019odore della carne che brucia impregna l\u2019atmosfera. C\u2019\u00e8 un silenzio piatto, percettibile. Decido di andare a visitare gli altri templi situati in un raggio di 500 metri dai ghats. In uno di questi faccio la conoscenza di uno dei tanti sadhu, i sacri asceti ind\u00f9, con le loro tuniche arancione e i visi colorati dalle molteplici pujas. Uno di loro, uno yogi &#8211; maestro yoga &#8211; che si fa chiamare Baba Kalabar, mi diletta con qualche posizione di yoga che lo fa apparire come un vero contorsionista da circo. Ha la faccia da topolino, un sorriso vero e beato, veste di giallo e si porta appresso tutti i suoi averi, che consistono di un piccolo zainetto sgualcito e semivuoto ed una barra di ferro con due anelli all\u2019estremit\u00e0 che lo aiuta nelle sue impossibili posizioni. Il viso \u00e8 quasi completamente dipinto di giallo, cos\u00ec come i capelli, lunghi ed impiastricciati di una strana sostanza, mentre i palmi delle mani sono colorati di rosso. Il corpo \u00e8 coperto da una patina indelebile di sporcizia ed ha al collo un paio di spesse collane di corallo per le preghiere ind\u00f9. Ne approfitto per immortalarlo varie volte, assieme al suo compagno, un sadhu vestito di rosso con in testa un turbante ocra, anche lui sorridente e disponibile. Mi congedo promettendogli di inviargli le foto fatte e ne trascrivo l\u2019indirizzo: Baba Kalabar, Pashupatinath, Kathmandu. Mi chiedo se il postino veramente recapita la posta a questi dedicati eremiti.<\/p>\n<p>Al ritorno sulle rive del fiume, il corpo della donna \u00e8 oramai ridotto ad un cumulo di cenere e buona parte dei curiosi se n\u2019\u00e8 andata, mentre il fumo continua ad offuscare l\u2019aria ed i vari pellegrini continuano le loro attivit\u00e0 di sempre, incuranti: le offerte, il bagno purificatore nelle acque sacre, gli incensi, eccetera. Le ceneri vengono in seguito affidate al fiume Bagmati e ne seguiranno il suo corso fino a sfociare nel sacro Gange.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>BODHNATH<\/p>\n<p>Riprendo la bici, faccio un giretto nel mercatino del paese e poi parto allontanandomi ancor di pi\u00f9 dalla citt\u00e0, destinazione Bodhnath, casa del pi\u00f9 grande stupa di tutto il Nepal e uno dei pi\u00f9 grandi del mondo.<\/p>\n<p>Finalmente, dopo una buona oretta di pedalate tra sentieri pieni di pietre, arrivo nella strada principale di Bodhnath. Varie viuzze portano all\u2019entrata della piazza, al cui centro vi \u00e8 il famoso stupa, rassomigliante a quello di Swayambhunath ma molto pi\u00f9 amplio in circonferenza. Lascio la bici legata ad un porticciolo, pago il biglietto d\u2019entrata e mi tuffo in una moltitudine di negozietti che circondano il maestoso santuario adornato da centinaia di bandiere di preghiera.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il centro religioso della popolazione tibetana del paese, ed \u00e8 qui che vive buona parte della comunit\u00e0 tibetana. La presenza di monaci e devoti \u00e8 alta, arrivano da tutta l\u2019Asia. Diverse stradine sterrate portano a vari gompas, i monasteri, alcuni lontani un paio di chilometri, altri a poche centinaia di metri. Ne scelgo uno abbastanza vicino e pressoch\u00e9 deserto, nessun turista nei dintorni, e ne approfitto per togliermi le scarpe, come d\u2019usanza, ed entrare. Mi siedo in silenzio tra i monaci in meditazione, godendomi cos\u00ec la mistica atmosfera tra persone che irradiano una pace ed una tranquillit\u00e0 coinvolgente, che si respira nell\u2019aria e che ti riempie lo spirito.<\/p>\n<p>Potrei starmene qui per ore, ad ascoltare questi canti che seguono il ritmo dato dall\u2019anziano lama seduto su di un banchetto soprelevato. Dietro di lui, enormi statue dorate raffiguranti il Buddha riempiono la parete di fondo, e sotto di ognuna vi sono varie candele accese nonch\u00e9 una grande foto del Dalai Lama. Le altre pareti ed il soffitto sono corredate da opere di pittura su cotone dai contorni marcati che richiamano scene di vita dell\u2019illuminato gi\u00e0 viste sui famosi thanka, i dipinti su tela raffiguranti soggetti legati al buddismo e incorniciati in stoffa. Spesso i murali mostrano scene mitologiche, figure di antichi lama, e perfino mandalas, i diagrammi che aiutano l\u2019arte della meditazione e che rappresentano le varie forze dell\u2019universo. Un\u2019altro dei soggetti classici dei murali \u00e8 la \u2018wheel of life\u2019, la ruota della vita, la quale rappresenta l\u2019infinita conoscenza e saggezza del Buddha e la strada che l\u2019essere umano deve intraprendere per poter uscire dal s\u00e0msara, l\u2019inferno terrenale, ed entrare nel nirvana, il paradiso. Dal soffitto e sulle colonne pendono coloratissimi stendardi di seta a frappe con iscrizioni in linguaggio tibetano e cinese. Di tanto in tanto un monaco esce dal monastero per tornare con ciotole piene di cibo, in maggioranza semi, legumi e riso, che distribuisce tra i presenti. Trovo il tutto commovente e mi sento alquanto fortunato di potere dividere con loro, anche solo per poche decine di minuti, una briciola delle loro disciplinate vite dedite all\u2019auto sostentamento, alla preghiera ed all\u2019adorazione del Buddha.<\/p>\n<p>All\u2019esterno, il sole sta calando inesorabilmente; questo \u00e8 un orario formidabile per Bodhnath. Le orde di turisti se ne tornano in citt\u00e0 ed il posto riacquista il suo carattere buddista di sempre: gli abitanti si ritrovano a chiacchierare mentre compiono il rituale della passeggiata attorno allo stupa, in senso orario, come comanda la tradizione. I negozi che espongono prodotti dell\u2019artigianato tibetano stanno chiudendo i battenti.<\/p>\n<p>Il rientro in citt\u00e0 \u00e8 meno duro di quello che pensavo &#8211; le gambe oramai sono forti &#8211; ma \u00e8 caratterizzato da molto pi\u00f9 traffico che all\u2019andata. La serata la passo in hotel, per riposarmi dalla faticaccia di oggi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per saperne di piu clicca <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Pashupatinath_Temple\">http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Pashupatinath_Temple<\/a> o <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Boudhanath\">http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Boudhanath<\/a> (solo in inglese)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>GIORNO 4 La mia temerariet\u00e0 non ha limiti, e perci\u00f2 noleggio una mountain bike per avventurarmi nel traffico di Kathmandu, che non \u00e8 poi cos\u00ec terribile come credevo. Mi dirigo verso est e, dopo aver affrontato qualche faticoso saliscendi e la noncuranza di autisti di camion irrispettosi delle auto, figuriamoci delle biciclette, passo dal traffico pesante alla relativa tranquillit\u00e0 della periferia e sono testimone cambio radicale dall\u2019urbe al Nepal rurale. Anche il mio sedere vede un cambio radicale dopo un\u2019oretta seduto su di una durissima sella. &nbsp; PASHUPATINATH Dopo 45 minuti di dura pedalata arrivo a Pashupatinath, il recinto sacro ind\u00f9 pi\u00f9 importante del paese, nonch\u00e9 casa di uno dei templi di Shiva pi\u00f9 famosi di tutto il subcontinente indiano. Pashupati, o signore delle bestie, ha un\u2019importanza primordiale per i nepalesi i quali visitano il sito prima di un viaggio o di una missione importante per ricevere la benedizione di questa divinit\u00e0. Questo luogo sacro \u00e8 famoso per le cremazioni che vi si celebrano sulle rive del fiume Bagmati, un fiume sacro per Pashupatinath come il Gange lo \u00e8 per Varanasi. Dalle 6 di mattina alle 7 di sera vengono costantemente accese pire funerarie, sotto gli occhi di centinaia di nepalesi e di qualche turista assetato di reportage fotografici. Sui numerosi ghats &#8211; le gradinate che conducono al fiume &#8211; gli altari usati per le cerimonie funerarie affiancano il flusso d\u2019acqua. Alcuni di questi altari vengono usati dalle famiglie meno abbienti, altri sono riservati per ricchi e nobili; ogni casta ha il suo settore di cremazione. Alcune scimmie insolenti scorrazzano nella zona adiacente. Mi metto a sedere su di una lunga scalinata nella sponda opposta, dove decine di curiosi turisti sono gi\u00e0 appostati per assistere ad una cerimonia in preparazione. L\u2019attesa \u00e8 lunga e mi permette di bighellonare tra bellissimi templi dalle forme ed iscrizioni enigmatiche, nonch\u00e9 immagini tantriche e scene erotiche. Ad un certo punto quelli che sembrano padre e figlio portano la salma di un vecchio signore gi\u00f9 per gli scalini e ne immergono i piedi in acqua per santificare il corpo. La scena ha del grottesco, il morto ha un\u2019espressione assorta e la bocca aperta, la sua pelle ha oramai assunto un colore pallido. Su una delle piattaforme stanno preparando legna intrecciata a dovere per una pira, e quando erroneamente penso che sia per il corpo dell\u2019anziano, ecco comparire un gruppo di persone che trasporta una giovane donna senza vita e la stende sulla legna. Quello che \u00e8 probabilmente il marito cosparge il corpo, coperto nella quasi totalit\u00e0 da un velo bianco, di spezie coloratissime mentre un paio di donne lo riempiono di fiori. Il bel viso della giovane \u00e8 scoperto, e l\u2019uomo, dopo aver riempito la pira di rametti piccoli per facilitarne l\u2019accensione, ne appicca il fuoco infilando uno dei rametti accesi nella bocca di lei e recitando le ultime preghiere. Tutto si svolge nella pi\u00f9 completa tranquillit\u00e0, i famigliari non gridano n\u00e9 piangono, si limitano a meditare ed osservare, e questo fa sembrare la morte la cosa pi\u00f9 naturale del mondo. I turisti, dall\u2019altra sponda, scattano foto ma con discrezione, con obbiettivi zoom, per non offendere le persone in lutto. &nbsp; Il fumo ha oramai coperto del tutto la salma e l\u2019odore della carne che brucia impregna l\u2019atmosfera. C\u2019\u00e8 un silenzio piatto, percettibile. Decido di andare a visitare gli altri templi situati in un raggio di 500 metri dai ghats. In uno di questi faccio la conoscenza di uno dei tanti sadhu, i sacri asceti ind\u00f9, con le loro tuniche arancione e i visi colorati dalle molteplici pujas. Uno di loro, uno yogi &#8211; maestro yoga &#8211; che si fa chiamare Baba Kalabar, mi diletta con qualche posizione di yoga che lo fa apparire come un vero contorsionista da circo. Ha la faccia da topolino, un sorriso vero e beato, veste di giallo e si porta appresso tutti i suoi averi, che consistono di un piccolo zainetto sgualcito e semivuoto ed una barra di ferro con due anelli all\u2019estremit\u00e0 che lo aiuta nelle sue impossibili posizioni. Il viso \u00e8 quasi completamente dipinto di giallo, cos\u00ec come i capelli, lunghi ed impiastricciati di una strana sostanza, mentre i palmi delle mani sono colorati di rosso. Il corpo \u00e8 coperto da una patina indelebile di sporcizia ed ha al collo un paio di spesse collane di corallo per le preghiere ind\u00f9. Ne approfitto per immortalarlo varie volte, assieme al suo compagno, un sadhu vestito di rosso con in testa un turbante ocra, anche lui sorridente e disponibile. Mi congedo promettendogli di inviargli le foto fatte e ne trascrivo l\u2019indirizzo: Baba Kalabar, Pashupatinath, Kathmandu. Mi chiedo se il postino veramente recapita la posta a questi dedicati eremiti. Al ritorno sulle rive del fiume, il corpo della donna \u00e8 oramai ridotto ad un cumulo di cenere e buona parte dei curiosi se n\u2019\u00e8 andata, mentre il fumo continua ad offuscare l\u2019aria ed i vari pellegrini continuano le loro attivit\u00e0 di sempre, incuranti: le offerte, il bagno purificatore nelle acque sacre, gli incensi, eccetera. Le ceneri vengono in seguito affidate al fiume Bagmati e ne seguiranno il suo corso fino a sfociare nel sacro Gange. &nbsp; BODHNATH Riprendo la bici, faccio un giretto nel mercatino del paese e poi parto allontanandomi ancor di pi\u00f9 dalla citt\u00e0, destinazione Bodhnath, casa del pi\u00f9 grande stupa di tutto il Nepal e uno dei pi\u00f9 grandi del mondo. Finalmente, dopo una buona oretta di pedalate tra sentieri pieni di pietre, arrivo nella strada principale di Bodhnath. 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His journey in Asia began in 2005 when he worked as a publisher in Krabi. Over the past twenty years, Thomas has edited newspapers and magazines across England, Spain, and Thailand. Currently, he is involved in multiple projects both in Thailand and internationally. In addition to Thailand, Thomas has lived in Italy, England, Venezuela, Cuba, Spain, and Bali, but he spends the majority of his time in Asia. Through his diverse experiences, he has gained a deep understanding of various Asian cultures and communities. Thomas also works as a freelance writer, contributing short travel stories and articles to travel magazines. 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