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A fianco di alcuni banchetti gustiamo della squisita e coloratissima frutta fresca; qui assaggio per la prima volta il Jackfruit, il frutto pi&#xF9; grande del mondo, assolutamente da provare. Ci rimettiamo sulla strada che inizia a salire dolcemente e dopo pochi chilometri veniamo attirati da un grande cartello che invita ad una deviazione per visitare le Tad Yuang waterfalls. Tutto il Laos &#xE8; ricco di impetuosi corsi d&#x2019;acqua ma &#xE8; qui, sul Bolaven Plateau, dove si possono trovare i pi&#xF9; spettacolari. Un&#x2019;escursione, se pur rapida, &#xE8; d&#x2019;obbligo; dopo la visita alle cascate lasciatevi incantare da alcuni bazar dove potrete ammirare le bellissime stoffe in seta delle popolazioni locali. Finalmente arriviamo a Paksong poco prima di pranzo e qui facciamo uno degli incontri pi&#xF9; interessanti di tutto il tour. In questa piccola guest house sulla strada principale conosciamo Cana, una ragazza statunitense la quale, assieme ad altre persone, porta avanti un interessante progetto di volontariato a favore dei produttori locali di caff&#xE8; riuniti in cooperativa. Vi invito davvero ad una sosta in questo ambiente magico e accogliente. Cos&#xEC;, mentre degustate i loro diversi tipi di caff&#xE8; preparati con arte, non mancate di&#xA0;farvi spiegare la storia ed i motivi del loro programma. Ne rimarrete davvero colpiti. Personalmente ho iniziato dal suo racconto a capire cos&#x2019;&#xE8; stato il dramma della guerra del Vietnam anche per questo paese. In nove anni gli Stati Uniti riversarono sul Laos pi&#xF9; di 270 milioni di tonnellate di cluster bombs, le famigerate bombe a grappolo. A conflitto terminato la popolazione civile scopr&#xEC; a sue spese e tragicamente che molti di quegli ordigni rimasero inesplosi, continuando a mietere vittime innocenti, molte delle quali bambini. Lasciata Paksong inizia la parte pi&#xF9; avventurosa del nostro tour e proseguendo verso est la strada diventa sempre meno trafficata. Veniamo proiettati in un ambiente del tutto diverso da quelli visti fin&#x2019;ora. Si continua a salire arrivando a circa 1300mt slm e in certi momenti sembra pi&#xF9; di essere in un ambiente alpino che in Asia se non fosse per le sterminate piantagioni di caffe. Boschi di pini e conifere da entrambe le parti, pochissime case isolate e ancor meno macchine sulla strada. Arriviamo quasi all&#x2019;imbrunire e dopo pi&#xF9; di 100km alla nostra destinazione finale: Taycseua. Questa zona &#xE8; al di fuori dei classici tour organizzati sul Bolaven Plateau e forse per questo &#xE8; ancora uno dei suoi luoghi pi&#xF9; selvaggi ed inesplorati. Imbocchiamo una strada sterrata di un impressionante colore rosso argilla attraversando canneti di bamb&#xF9; e villaggi isolati dai quali fanno capolino alcuni bambini incuriositi dal nostro passaggio. La vista &#xE8; mozzafiato, foreste ovunque e, in lontananza, il rumore di un fiume che anticipa quello che sar&#xE0; il trekking del giorno dopo. Arriviamo alla guest house posta al centro di alcune capanne di bamb&#xF9;. Il posto &#xE8; mistico. Ci accoglie una simpatica signora di Vientiane (la capitale del Laos) che, in un ottimo inglese, ci spiega la storia e la filosofia legate alla sua scelta di vita e del perch&#xE8; vivere in quel posto cos&#xEC; isolato. Pochissimi ospiti: alcuni leggono sdraiati su colorati tappeti aiutati solo dalla luce di una lampada a gas, altri praticano meditazione e yoga e tutt&#x2019;attorno una meravigliosa sensazione di tranquillit&#xE0; interrotta solo dai rumori della foresta. &#xC8; gi&#xE0; buio e terminata l&#x2019;ottima cena ci accomodiamo in un&#x2019;accogliente capanna per la notte. L&#x2019;indomani mattina partiamo di buon&#x2019;ora per quella che sar&#xE0; la parte pi&#xF9; avventurosa del nostro tour sul Bolaven Plateau. Scendiamo attraverso un sentiero che abbastanza agevolmente porta verso lo scrosciare di un fiume sempre pi&#xF9; vicino. Inizia qui un percorso che, affiancando il corso d&#x2019;acqua offre scenari mozzafiato con cascate che per decine di metri si riversano nel tratto successivo in mezzo a gole delle quali non si vede la fine. Siamo circondati da foresta e da bamb&#xF9; di grandi dimensioni in un alternarsi di vedute dall&#x2019;alto sulle cascate sottostanti. Una meritata sosta ci fa gustare un bagno gelido ma tonificante in queste acque. Dopo diverse ore di cammino riprendiamo il sentiero del ritorno consapevoli purtroppo di esserci lasciati alle spalle almeno un&#x2019;altra quindicina di spettacolari salti d&#x2019;acqua. Terminato il tour salutiamo la gestrice della guest house e riprendiamo gli scooter sulla via del ritorno. Dopo poche centinaia di metri rimango da solo in fondo al nostro piccolo gruppo e improvvisamente dalla foresta si alza un vento leggero ma rumoroso che mi attraversa completamente. Non &#xE8; freddo ma rabbrividisco. Credo sia il saluto che questo magico posto mi vuole dare ed io ricambio promettendogli che torner&#xF2;. Sulla strada del ritorno ci fermiamo per una visita ad una simpatica comunit&#xE0; di forgiatori di pugnali e coltelli che con grande disponibilit&#xE0; ci mostrano con orgoglio la lavorazione del ferro su di una fucina a carbone. Arriviamo a Paks&#xE8; praticamente al tramonto e dopo aver percorso lunghissimo ponte sul Mekong, quasi per caso imbocchiamo una strada che conduce su di una collina. Qui un enorme statua del Buddha domina la citt&#xE0; mentre alle sue spalle il richiamo della preghiera serale proveniente da un tempio non pu&#xF2; essere che la degna chiusura di un tour entusiasmante. Per un tour guidato del Bolaven Plateau, CLICCATE QUI Asian Itinerary ha alloggiato al&#xA0;Pakse Hotel Prenotate una stanza a Pakse a prezzi scontati&#xA0;QUI &nbsp;</description></oembed>
