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	<title>rhino Archives - Asian Itinerary</title>
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	<description>Travel, Holiday, Adventure</description>
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		<title>Parco Nazionale di Royal Chitwan &#8211; 2</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Thomas Gennaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2015 15:31:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chitwan]]></category>
		<category><![CDATA[Nature]]></category>
		<category><![CDATA[Nepal]]></category>
		<category><![CDATA[elephant]]></category>
		<category><![CDATA[rhino]]></category>
		<category><![CDATA[Royal Chitwan National Park]]></category>
		<category><![CDATA[trekking]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/prepare-for-the-rhinos-5am-chitwan-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/prepare-for-the-rhinos-5am-chitwan-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/prepare-for-the-rhinos-5am-chitwan-75x75.jpg 75w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>Parte 2 &#8211; Trek sull&#8217;elefante &#8211; Alle sei mi sveglia il suono delle grosse foglie che si staccano dagli alberi e che cadono sul tetto del bungalow insieme a spesse gocce di rugiada, così spesse che sembra che piova. Fuori c’è ancora buio e la spessa nebbia peggiora ulteriormente le cose. Il gerente dell’hotel, tutto infreddolito, mi informa che il ragazzo incaricato di comprarci i biglietti sta ancora facendo la coda all’ufficio del Parco Nazionale di Royal Chitwan. Mi consiglia di incamminarmi alla volta del punto d’imbarco. Alle sette in punto sto già salendo sulla soprelevata piattaforma che mi porta dritto in schiena dell’elefante, alla quale è legata questa base di legno a quattro posti con morbidi cuscini e con tanto di ringhiere di bambù per aggrapparsi. Il cielo si sta schiarendo, il grosso elefante che ci porta in groppa sembra vecchiotto, ma a pensarci bene non è facile dare un’età ad un elefante; a questo sono state rimosse completamente le zanne. L’autista siede sul suo enorme collo e ne sprona i movimenti prima con suoni gutturali, ed in seguito con colpi di una pesante barra di ferro assestati sulla nuca, la quale emette un suono concavo, come se dovesse crepare da un momento all’altro. Ma la bestia non ci fa caso, segue i suoi lenti passi come se niente fosse. Non si sta poi così scomodi su questo giaciglio; seguiamo una colonna di altri tre pachidermi con turisti a bordo, e per una buona mezz’ora attraversiamo sentieri tra baracche d’indigeni intenti nei loro mestieri: accendere il fuoco, lavare i bambini, mondare il riso. I buoi si cibano di erba sotto i loro ripari palafittati dal tetto di paglia, sui quali sono stese ad asciugare enormi lenzuola colorate. Le donne pelano pannocchie e le caprette al pascolo sono appena distinguibili nella bruma lontana. Ogni capanna ha il suo ordinato orticello dove la verdura cresce rigogliosa ed abbondante. Da alcune capanne escono i densi fumi dei camini ardenti che si mischiano alla nebbia. Finalmente entriamo nel parco nazionale. Passiamo una buona oretta tra praterie dove spadroneggiano coloratissimi pavoni; l’erba arriva ad essere alta fino a cinque metri e le piante pullulano di rari uccelli che fanno un baccano infernale. Avvistiamo un paio di antilopi, ma non appena ci sentono scappano tra la fitta vegetazione. Gli elefanti guadano molto lentamente un paio di fiumi ed una palude; è lì che inizio a preoccuparmi del fatto che se l’elefante dovesse cadere di lato, intrappolati come siamo nella grande gabbia di legno che funge da sella non avremmo molto scampo sotto il suo peso di tonnellate. Nel frattempo il cielo si è schiarito ma di rinoceronti nemmeno l’ombra; il mahout sa che se vuole trovarli dobbiamo dividerci dal gruppo degli altri elefanti. Ci allontaniamo gradualmente, al di fuori del sentiero, tra le piante e l’erba talmente alta che ci ha bagnato scarpe e pantaloni; il pachiderma deve ora aiutarsi con la proboscide per aprirsi il cammino. Ogni tanto si concede attimi di relax nei quali stacca enormi rami dagli alberi e se li porta alla bocca, masticandoli voracemente e al tempo stesso scaricando dall’orifizio anale puzzolenti ciambelloni di escremento della grandezza di una tartaruga gigante. La pazienza e l’estremo silenzio vengono premiati dopo poco, quando avvistiamo una coppia di bestioni dall’apparenza preistorica. Stanno mangiando erba e il mahout ne approfitta per avvicinarsi con cautela; uno dei due è mastodontico, alto almeno un metro e mezzo alle spalle. Ci devono aver per forza notato, ma entrambi non sembrano particolarmente seccati dalla nostra presenza. Potrebbe essere l’unica volta che vedo un rinoceronte dal vivo nel suo ambiente naturale, e sono emozionato. Siamo ora a solo qualche metro di distanza, è un’emozione indescrivibile e mi sto godendo tanto l’attimo che mi dispiace quasi scattare foto, fare intervenire la tecnologia in questo momento di simbiosi con la natura. Li osserviamo con attenzione millimetrica, selvaggi e giganteschi, con i loro corni minacciosi e la solida corazza che sembra essere d’amianto. E poi succede: l’autista fa un cenno all’elefante il quale si butta su di loro, facendoli fuggire, e poi, spronato, vi si getta all’inseguimento, abbattendo un paio di piante nel processo. Il tutto è emozionante ma i rinoceronti sono più veloci di quel che pensavamo, e la caccia è breve. Nella via del ritorno il sole è già caldo; ho i pantaloni sporchi, le scarpe fradice, i piedi informicoliti e le gambe indolenzite dal tanto dondolare, ma sono soddisfatto dell’esperienza. Tre ore e mezzo a bordo di un elefante nella Riserva Naturale di Royal Chitwan non è cosa da tutti i giorni&#8230; PARTE 1 : http://asianitinerary.com/it/royal-chitwan-national-park/ PARTE 3: http://asianitinerary.com/it/royal-chitwan-national-park-3/ CHITWAN su INTERNET: https://en.wikipedia.org/wiki/Chitwan_District</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/prepare-for-the-rhinos-5am-chitwan-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/prepare-for-the-rhinos-5am-chitwan-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/prepare-for-the-rhinos-5am-chitwan-75x75.jpg 75w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><p><b>Parte 2 &#8211; Trek sull&#8217;elefante &#8211;</b></p>
<div id="attachment_23734" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/elephant-before-the-ride.jpg" rel="prettyphoto[23752]"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-23734" class="size-medium wp-image-23734" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/elephant-before-the-ride-300x225.jpg" alt="elephants before the ride" width="300" height="225" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/elephant-before-the-ride-300x225.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/elephant-before-the-ride-600x450.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/elephant-before-the-ride-150x113.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/elephant-before-the-ride-369x277.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/elephant-before-the-ride-770x578.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/elephant-before-the-ride.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-23734" class="wp-caption-text">elephants before the ride</p></div>
<p>Alle sei mi sveglia il suono delle grosse foglie che si staccano dagli alberi e che cadono sul tetto del bungalow insieme a spesse gocce di rugiada, così spesse che sembra che piova. Fuori c’è ancora buio e la spessa nebbia peggiora ulteriormente le cose. Il gerente dell’hotel, tutto infreddolito, mi informa che il ragazzo incaricato di comprarci i biglietti sta ancora facendo la coda all’ufficio del Parco Nazionale di Royal Chitwan. Mi consiglia di incamminarmi alla volta del punto d’imbarco.</p>
<p>Alle sette in punto sto già salendo sulla soprelevata piattaforma che mi porta dritto in schiena dell’elefante, alla quale è legata questa base di legno a quattro posti con morbidi cuscini e con tanto di ringhiere di bambù per aggrapparsi. Il cielo si sta schiarendo, il grosso elefante che ci porta in groppa sembra vecchiotto, ma a pensarci bene non è facile dare un’età ad un elefante; a questo sono state rimosse completamente le zanne. L’autista siede sul suo enorme collo e ne sprona i movimenti prima con suoni gutturali, ed in seguito con colpi di una pesante barra di ferro assestati sulla nuca, la quale emette un suono concavo, come se dovesse crepare da un momento all’altro. Ma la bestia non ci fa caso, segue i suoi lenti passi come se niente fosse.</p>
<div id="attachment_23736" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/chitwan-kumrose-community-forest.jpg" rel="prettyphoto[23752]"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-23736" class="size-medium wp-image-23736" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/chitwan-kumrose-community-forest-300x195.jpg" alt="Chitwan Kumrose community forest" width="300" height="195" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/chitwan-kumrose-community-forest-300x195.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/chitwan-kumrose-community-forest-600x390.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/chitwan-kumrose-community-forest-150x98.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/chitwan-kumrose-community-forest-369x240.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/chitwan-kumrose-community-forest-770x501.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/chitwan-kumrose-community-forest.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-23736" class="wp-caption-text">Chitwan Kumrose community forest</p></div>
<p>Non si sta poi così scomodi su questo giaciglio; seguiamo una colonna di altri tre pachidermi con turisti a bordo, e per una buona mezz’ora attraversiamo sentieri tra baracche d’indigeni intenti nei loro mestieri: accendere il fuoco, lavare i bambini, mondare il riso. I buoi si cibano di erba sotto i loro ripari palafittati dal tetto di paglia, sui quali sono stese ad asciugare enormi lenzuola colorate. Le donne pelano pannocchie e le caprette al pascolo sono appena distinguibili nella bruma lontana. Ogni capanna ha il suo ordinato orticello dove la verdura cresce rigogliosa ed abbondante. Da alcune capanne escono i densi fumi dei camini ardenti che si mischiano alla nebbia.</p>
<p>Finalmente entriamo nel parco nazionale. Passiamo una buona oretta tra praterie dove spadroneggiano coloratissimi pavoni; l’erba arriva ad essere alta fino a cinque metri e le piante pullulano di rari uccelli che fanno un baccano infernale. Avvistiamo un paio di antilopi, ma non appena ci sentono scappano tra la fitta vegetazione. Gli elefanti guadano molto lentamente un paio di fiumi ed una palude; è lì che inizio a preoccuparmi del fatto che se l’elefante dovesse cadere di lato, intrappolati come siamo nella grande gabbia di legno che funge da sella non avremmo molto scampo sotto il suo peso di tonnellate.</p>
<div id="attachment_23742" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/chitwan-elephants-cross-river.jpg" rel="prettyphoto[23752]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-23742" class="size-medium wp-image-23742" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/chitwan-elephants-cross-river-300x195.jpg" alt="Our elephants wading the river" width="300" height="195" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/chitwan-elephants-cross-river-300x195.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/chitwan-elephants-cross-river-600x390.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/chitwan-elephants-cross-river-150x98.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/chitwan-elephants-cross-river-369x240.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/chitwan-elephants-cross-river-770x501.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/chitwan-elephants-cross-river.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-23742" class="wp-caption-text">Our elephants wading the river</p></div>
<p>Nel frattempo il cielo si è schiarito ma di rinoceronti nemmeno l’ombra; il mahout sa che se vuole trovarli dobbiamo dividerci dal gruppo degli altri elefanti. Ci allontaniamo gradualmente, al di fuori del sentiero, tra le piante e l’erba talmente alta che ci ha bagnato scarpe e pantaloni; il pachiderma deve ora aiutarsi con la proboscide per aprirsi il cammino. Ogni tanto si concede attimi di relax nei quali stacca enormi rami dagli alberi e se li porta alla bocca, masticandoli voracemente e al tempo stesso scaricando dall’orifizio anale puzzolenti ciambelloni di escremento della grandezza di una tartaruga gigante.</p>
<p>La pazienza e l’estremo silenzio vengono premiati dopo poco, quando avvistiamo una coppia di bestioni dall’apparenza preistorica. Stanno mangiando erba e il mahout ne approfitta per avvicinarsi con cautela; uno dei due è mastodontico, alto almeno un metro e mezzo alle spalle. Ci devono aver per forza notato, ma entrambi non sembrano particolarmente seccati dalla nostra presenza. Potrebbe essere l’unica volta che vedo un rinoceronte dal vivo nel suo ambiente naturale, e sono emozionato. Siamo ora a solo qualche metro di distanza, è un’emozione indescrivibile e mi sto godendo tanto l’attimo che mi dispiace quasi scattare foto, fare intervenire la tecnologia in questo momento di simbiosi con la natura.</p>
<div id="attachment_23740" style="width: 205px" class="wp-caption alignright"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/chitwan-rhino.jpg" rel="prettyphoto[23752]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-23740" class="size-medium wp-image-23740" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/chitwan-rhino-195x300.jpg" alt="The Chitwan rhino" width="195" height="300" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/chitwan-rhino-195x300.jpg 195w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/chitwan-rhino-98x150.jpg 98w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/chitwan-rhino-369x568.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/chitwan-rhino.jpg 390w" sizes="(max-width: 195px) 100vw, 195px" /></a><p id="caption-attachment-23740" class="wp-caption-text">The Chitwan rhino</p></div>
<p>Li osserviamo con attenzione millimetrica, selvaggi e giganteschi, con i loro corni minacciosi e la solida corazza che sembra essere d’amianto. E poi succede: l’autista fa un cenno all’elefante il quale si butta su di loro, facendoli fuggire, e poi, spronato, vi si getta all’inseguimento, abbattendo un paio di piante nel processo. Il tutto è emozionante ma i rinoceronti sono più veloci di quel che pensavamo, e la caccia è breve.</p>
<p>Nella via del ritorno il sole è già caldo; ho i pantaloni sporchi, le scarpe fradice, i piedi informicoliti e le gambe indolenzite dal tanto dondolare, ma sono soddisfatto dell’esperienza. Tre ore e mezzo a bordo di un elefante nella Riserva Naturale di Royal Chitwan non è cosa da tutti i giorni&#8230;</p>
<p>PARTE 1 : <a href="https://asianitinerary.com/it/royal-chitwan-national-park/" target="_blank">http://asianitinerary.com/it/royal-chitwan-national-park/</a></p>
<p>PARTE 3: <a href="https://asianitinerary.com/it/royal-chitwan-national-park-3/" target="_blank">http://asianitinerary.com/it/royal-chitwan-national-park-3/</a></p>
<p>CHITWAN su INTERNET: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Chitwan_District" target="_blank">https://en.wikipedia.org/wiki/Chitwan_District</a></p>
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		<title>Parco Nazionale di Royal Chitwan &#8211; 1</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Thomas Gennaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Dec 2015 17:20:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chitwan]]></category>
		<category><![CDATA[Nature]]></category>
		<category><![CDATA[Nepal]]></category>
		<category><![CDATA[elephant]]></category>
		<category><![CDATA[rhino]]></category>
		<category><![CDATA[Royal Chitwan National Park]]></category>
		<category><![CDATA[trek]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Nepal-map-to-Sauraha-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Nepal-map-to-Sauraha-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Nepal-map-to-Sauraha-75x75.jpg 75w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>Parte 1 &#8211; Sauraha &#8211; L’atto teatrale della sveglia prima di una partenza lo conosco a memoria e lo recito con diligenza. Divoro le deliziose paste comprate la sera prima al forno di Pokhara, e mi congedo con gli affabili proprietari della guest house che mi ha fatto da casa negli ultimi giorni. Col tempo mi sono abituato a dire addio a gente, luoghi e dimore. Vado, senza voltarmi, senza dispiacere, anzi, so che mi rimane il ricordo delle emozioni del passato e ciò mi accompagna ad affrontare quelle che devono venire, quelle del futuro, legate ai nuovi posti, alle nuove conoscenze, sperando che ce ne siano tante ancora. Mi dirigo zaino in spalla verso la fermata del bus per scoprire una carretta di mediocre qualità già posteggiata nel bel mezzo della strada ghiaiosa, già mezza occupata. Direzione Royal Chitwan National Park. Giusto il tempo per un paio di venditori ambulanti che camminano avanti e indietro con insistenza esponendo in vassoi di cartone grassi bomboloni ricoperti di zucchero dalla cera molto ghiotta e calorifica, poi alle 7.40 l’autista accende il mezzo e nel giro di pochi minuti siamo in partenza. Un fitto e grigio nebbione mattutino ingloba interamente il paese e l’aria all’esterno è fresca; nel giro di una mezz’ora arriviamo sulla strada provinciale che affianca il grandissimo fiume Seti. Lo svogliato e scarburato bus si snoda tra alte stradine che affiancano precipizi da capogiro ma non ci penso, sono stato fortunato ad avere un sedile dalla parte della montagna, nonché, una volta tanto, un autista cosciente che va relativamente piano. Osservo come altri bus turistici ci sorpassano a velocità terrificanti, su queste stradine frastagliate e piene di buche e di sassi franati dall’alto; sfrecciano a pochi centimetri dalle deboli pietre che delimitano il sottile confine tra la strada e l’abisso, e che fanno la differenza tra turisti in gita e turisti sul fondo del fiume. Lasciate le montagne e le colline, ci si avventura in una arida e noiosa pianura che continua per chilometri fino ad arrivare ad una stradina secondaria semi sterrata che ci conduce al paese più vicino al Parco Nazionale, l’ultimo raggiungibile per strada asfaltata. Da qui solo un sentiero di sabbia conduce a Sauraha, avamposto della giungla, un piccolo villaggio dal quale i turisti si organizzano le visite al Parco Nazionale Royal Chitwan. Scendo dal bus e vengo irrimediabilmente schiacciato a terra da un caldo umido e fastidioso, una bella differenza dall’arietta fresca di Kathmandu e di Pokhara. Evito i soliti assalitori che mi propongono un hotel di loro scelta ed opto per una jeep privata in compagnia di un altro turista italiano. La sgangherata jeep ci conduce tra stradine sassose e case di terriccio e paglia, affiancando ruscelli e risaie immense, fino ad arrivare in paese. Percorro a piedi la sabbiosa sponda del fiume e studio con attenzione Sauraha: un agglomerato di spartani ristoranti e agenzie di viaggi per i turisti, ed un centinaio di semplici case, delle quali solo alcune di mattoni. Quelle fatte di bambù, fango e paglia sono abitate da contadini dell’etnia Tharu, i quali sfoggiano molteplici tatuaggi tribali ed orecchini dalle strane forme; le loro stalle sono palafittate e sotto lo stesso tetto convivono galline, buoi, bufali d’acqua e capre. Numerose donne lavano panni e piatti ai lati della strada, si spulciano pidocchi dalla testa a vicenda, bimbi nudi o seminudi giocano nella polvere e l’occasionale jeep scoperta, senza parabrezza né portiere, scarrozza i turisti per portarli ai punti di partenza delle varie attività nella giungla. Mangio un boccone nella terrazza di un grazioso locale all’aperto dal tetto di bambù e poi m’incuriosisce un boschetto dove scorgo enormi elefanti al pascolo, di quelli da trasporto turisti, tutti con le zanne spuntate. Entro nel recinto di uno dei tanti ‘jungle lodge’, gli alloggi nella giungla, delle vere oasi verdi paradisiache. In questo, l’affabile proprietario mi offre di vedere una graziosa capanna. La stanza è accogliente e spaziosa, una finestra enorme dà sulla spaziosa veranda in legno palafittata, completa di sedie in vimini e tavolino ricavato da un tronco; sono a soli 100 metri dal fiume, il confine del Parco; ora tra me e la lenta acqua dai riflessi verdastri vi è solo sabbia. La prendo. Esco e mi incammino verso il museo del parco, un luogo rudimentale ma altresì completo; all’interno di un piccolo padiglione vi sono varie mostre fotografiche dedicate alla flora ed ai diversi tipi d’insetti e serpenti, alcuni velenosi come cobra o vipere, che si trovano all’interno della riserva, dove inoltre risiedono rinoceronti e tigri, nonché antilopi, scimmie, leopardi e sciacalli. Siamo nel Terai, una stretta fascia di terra piatta e fertile situata tra le montagne dell’Himalaya e il confine con l’India; è una regione dal clima subtropicale che riceve enormi quantità di pioggia durante la stagione dei monsoni. Grazie a queste caratteristiche geografiche il Terai è coperto, in parte, da foreste d’acacie, ceiba e shisham, nonché da una gran varietà di erbacee, alcune delle quali possono raggiungere altezze di 8 metri! Ed è proprio grazie ad un quotatissimo giro a dorso d’elefante tra l’erba elefantina che le varie guide in divisa stazionate all’uscita del museo mi consigliano di non perdermi l’avvistamento dei famosi rinoceronti di Chitwan. Ogni guida ha la sua zona, il suo prezzo definito o meno definito, e ognuno mi consiglia di non prendere decisioni affrettate, così non lo faccio e mi congedo con diplomazia. Osservo un tramonto da cartolina seduto in uno dei vari bar sulla spiaggia; la bianca sabbia ritiene ancora il calore del giorno, ed un enorme e rossissimo sole sparisce a vista d’occhio dietro il verde scuro della fitta giungla, riflettendosi sulle calme acque del fiume. Si è fatto buio e l’illuminazione pubblica è praticamente inesistente; le zanzare approfittano del clima fresco e circolano affamate, costringendomi ad abbandonare la spiaggia, ora buia ed inquietantemente, per il sentiero asfaltato. Ho una torcia con me, ma dopo soli cinque minuti di cammino vengo inglobato da una fitta e densa nebbia che nemmeno la...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Nepal-map-to-Sauraha-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Nepal-map-to-Sauraha-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Nepal-map-to-Sauraha-75x75.jpg 75w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><div id="attachment_23664" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Pokhara-bus-station.jpg" rel="prettyphoto[23685]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-23664" class="size-medium wp-image-23664" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Pokhara-bus-station-300x213.jpg" alt="Pokhara bus station" width="300" height="213" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Pokhara-bus-station-300x213.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Pokhara-bus-station-600x425.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Pokhara-bus-station-150x106.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Pokhara-bus-station-369x262.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Pokhara-bus-station.jpg 691w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-23664" class="wp-caption-text">Pokhara bus station</p></div>
<p><b>Parte 1 &#8211; Sauraha &#8211;</b></p>
<p>L’atto teatrale della sveglia prima di una partenza lo conosco a memoria e lo recito con diligenza. Divoro le deliziose paste comprate la sera prima al forno di Pokhara, e mi congedo con gli affabili proprietari della guest house che mi ha fatto da casa negli ultimi giorni. Col tempo mi sono abituato a dire addio a gente, luoghi e dimore. Vado, senza voltarmi, senza dispiacere, anzi, so che mi rimane il ricordo delle emozioni del passato e ciò mi accompagna ad affrontare quelle che devono venire, quelle del futuro, legate ai nuovi posti, alle nuove conoscenze, sperando che ce ne siano tante ancora. Mi dirigo zaino in spalla verso la fermata del bus per scoprire una carretta di mediocre qualità già posteggiata nel bel mezzo della strada ghiaiosa, già mezza occupata. Direzione Royal Chitwan National Park.</p>
<div id="attachment_23662" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Bus-to-Chitwan.jpg" rel="prettyphoto[23685]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-23662" class="size-medium wp-image-23662" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Bus-to-Chitwan-300x200.jpg" alt="Bus to Chitwan" width="300" height="200" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Bus-to-Chitwan-300x200.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Bus-to-Chitwan-600x400.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Bus-to-Chitwan-150x100.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Bus-to-Chitwan-369x246.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Bus-to-Chitwan-770x514.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Bus-to-Chitwan-285x190.jpg 285w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Bus-to-Chitwan-236x156.jpg 236w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Bus-to-Chitwan.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-23662" class="wp-caption-text">Bus to Chitwan</p></div>
<p>Giusto il tempo per un paio di venditori ambulanti che camminano avanti e indietro con insistenza esponendo in vassoi di cartone grassi bomboloni ricoperti di zucchero dalla cera molto ghiotta e calorifica, poi alle 7.40 l’autista accende il mezzo e nel giro di pochi minuti siamo in partenza. Un fitto e grigio nebbione mattutino ingloba interamente il paese e l’aria all’esterno è fresca; nel giro di una mezz’ora arriviamo sulla strada provinciale che affianca il grandissimo fiume Seti. Lo svogliato e scarburato bus si snoda tra alte stradine che affiancano precipizi da capogiro ma non ci penso, sono stato fortunato ad avere un sedile dalla parte della montagna, nonché, una volta tanto, un autista cosciente che va relativamente piano. Osservo come altri bus turistici ci sorpassano a velocità terrificanti, su queste stradine frastagliate e piene di buche e di sassi franati dall’alto; sfrecciano a pochi centimetri dalle deboli pietre che delimitano il sottile confine tra la strada e l’abisso, e che fanno la differenza tra turisti in gita e turisti sul fondo del fiume.</p>
<div id="attachment_23668" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Seti-river.jpeg" rel="prettyphoto[23685]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-23668" class="size-medium wp-image-23668" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Seti-river-300x225.jpeg" alt="Seti river" width="300" height="225" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Seti-river-300x225.jpeg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Seti-river-600x450.jpeg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Seti-river-150x113.jpeg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Seti-river-369x277.jpeg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Seti-river-770x578.jpeg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Seti-river.jpeg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-23668" class="wp-caption-text">Seti river</p></div>
<p>Lasciate le montagne e le colline, ci si avventura in una arida e noiosa pianura che continua per chilometri fino ad arrivare ad una stradina secondaria semi sterrata che ci conduce al paese più vicino al Parco Nazionale, l’ultimo raggiungibile per strada asfaltata. Da qui solo un sentiero di sabbia conduce a Sauraha, avamposto della giungla, un piccolo villaggio dal quale i turisti si organizzano le visite al Parco Nazionale Royal Chitwan.</p>
<div id="attachment_23676" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Bus-stop-at-Chitwan.jpg" rel="prettyphoto[23685]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-23676" class="size-medium wp-image-23676" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Bus-stop-at-Chitwan-300x200.jpg" alt="Bus stop at Sauraha" width="300" height="200" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Bus-stop-at-Chitwan-300x200.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Bus-stop-at-Chitwan-150x100.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Bus-stop-at-Chitwan-369x246.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Bus-stop-at-Chitwan-285x190.jpg 285w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Bus-stop-at-Chitwan-236x156.jpg 236w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Bus-stop-at-Chitwan.jpg 568w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-23676" class="wp-caption-text">Bus stop at Sauraha</p></div>
<p>Scendo dal bus e vengo irrimediabilmente schiacciato a terra da un caldo umido e fastidioso, una bella differenza dall’arietta fresca di Kathmandu e di Pokhara. Evito i soliti assalitori che mi propongono un hotel di loro scelta ed opto per una jeep privata in compagnia di un altro turista italiano. La sgangherata jeep ci conduce tra stradine sassose e case di terriccio e paglia, affiancando ruscelli e risaie immense, fino ad arrivare in paese. Percorro a piedi la sabbiosa sponda del fiume e studio con attenzione Sauraha: un agglomerato di spartani ristoranti e agenzie di viaggi per i turisti, ed un centinaio di semplici case, delle quali solo alcune di mattoni. Quelle fatte di bambù, fango e paglia sono abitate da contadini dell’etnia Tharu, i quali sfoggiano molteplici tatuaggi tribali ed orecchini dalle strane forme; le loro stalle sono palafittate e sotto lo stesso tetto convivono galline, buoi, bufali d’acqua e capre.</p>
<div id="attachment_23660" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/chitwan-wooden-shack.jpg" rel="prettyphoto[23685]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-23660" class="size-medium wp-image-23660" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/chitwan-wooden-shack-300x195.jpg" alt="chitwan wooden shack" width="300" height="195" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/chitwan-wooden-shack-300x195.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/chitwan-wooden-shack-600x390.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/chitwan-wooden-shack-150x98.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/chitwan-wooden-shack-369x240.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/chitwan-wooden-shack-770x501.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/chitwan-wooden-shack.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-23660" class="wp-caption-text">chitwan wooden shack</p></div>
<p>Numerose donne lavano panni e piatti ai lati della strada, si spulciano pidocchi dalla testa a vicenda, bimbi nudi o seminudi giocano nella polvere e l’occasionale jeep scoperta, senza parabrezza né portiere, scarrozza i turisti per portarli ai punti di partenza delle varie attività nella giungla.</p>
<p>Mangio un boccone nella terrazza di un grazioso locale all’aperto dal tetto di bambù e poi m’incuriosisce un boschetto dove scorgo enormi elefanti al pascolo, di quelli da trasporto turisti, tutti con le zanne spuntate. Entro nel recinto di uno dei tanti ‘jungle lodge’, gli alloggi nella giungla, delle vere oasi verdi paradisiache. In questo, l’affabile proprietario mi offre di vedere una graziosa capanna. La stanza è accogliente e spaziosa, una finestra enorme dà sulla spaziosa veranda in legno palafittata, completa di sedie in vimini e tavolino ricavato da un tronco; sono a soli 100 metri dal fiume, il confine del Parco; ora tra me e la lenta acqua dai riflessi verdastri vi è solo sabbia. La prendo.</p>
<div id="attachment_23682" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Tharu-museum.jpg" rel="prettyphoto[23685]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-23682" class="size-medium wp-image-23682" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Tharu-museum-300x200.jpg" alt="Tharu museum at Sauraha" width="300" height="200" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Tharu-museum-300x200.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Tharu-museum-150x100.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Tharu-museum-369x246.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Tharu-museum-285x190.jpg 285w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Tharu-museum-236x156.jpg 236w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Tharu-museum.jpg 550w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-23682" class="wp-caption-text">Tharu museum at Sauraha</p></div>
<p>Esco e mi incammino verso il museo del parco, un luogo rudimentale ma altresì completo; all’interno di un piccolo padiglione vi sono varie mostre fotografiche dedicate alla flora ed ai diversi tipi d’insetti e serpenti, alcuni velenosi come cobra o vipere, che si trovano all’interno della riserva, dove inoltre risiedono rinoceronti e tigri, nonché antilopi, scimmie, leopardi e sciacalli. Siamo nel Terai, una stretta fascia di terra piatta e fertile situata tra le montagne dell’Himalaya e il confine con l’India; è una regione dal clima subtropicale che riceve enormi quantità di pioggia durante la stagione dei monsoni. Grazie a queste caratteristiche geografiche il Terai è coperto, in parte, da foreste d’acacie, ceiba e shisham, nonché da una gran varietà di erbacee, alcune delle quali possono raggiungere altezze di 8 metri! Ed è proprio grazie ad un quotatissimo giro a dorso d’elefante tra l’erba elefantina che le varie guide in divisa stazionate all’uscita del museo mi consigliano di non perdermi l’avvistamento dei famosi rinoceronti di Chitwan. Ogni guida ha la sua zona, il suo prezzo definito o meno definito, e ognuno mi consiglia di non prendere decisioni affrettate, così non lo faccio e mi congedo con diplomazia.</p>
<div id="attachment_23678" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Sunset-at-Sauraha.jpg" rel="prettyphoto[23685]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-23678" class="size-medium wp-image-23678" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Sunset-at-Sauraha-300x164.jpg" alt="Sunset at Sauraha" width="300" height="164" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Sunset-at-Sauraha-300x164.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Sunset-at-Sauraha-600x329.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Sunset-at-Sauraha-150x82.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Sunset-at-Sauraha-369x202.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Sunset-at-Sauraha-770x422.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/Sunset-at-Sauraha.jpg 840w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-23678" class="wp-caption-text">Sunset at Sauraha</p></div>
<p>Osservo un tramonto da cartolina seduto in uno dei vari bar sulla spiaggia; la bianca sabbia ritiene ancora il calore del giorno, ed un enorme e rossissimo sole sparisce a vista d’occhio dietro il verde scuro della fitta giungla, riflettendosi sulle calme acque del fiume. Si è fatto buio e l’illuminazione pubblica è praticamente inesistente; le zanzare approfittano del clima fresco e circolano affamate, costringendomi ad abbandonare la spiaggia, ora buia ed inquietantemente, per il sentiero asfaltato.</p>
<div id="attachment_23680" style="width: 205px" class="wp-caption alignright"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/chitwan-sunset.jpg" rel="prettyphoto[23685]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-23680" class="size-medium wp-image-23680" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/chitwan-sunset-195x300.jpg" alt="Sunset at Sauraha" width="195" height="300" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/chitwan-sunset-195x300.jpg 195w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/chitwan-sunset-98x150.jpg 98w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/chitwan-sunset-369x568.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/12/chitwan-sunset.jpg 390w" sizes="(max-width: 195px) 100vw, 195px" /></a><p id="caption-attachment-23680" class="wp-caption-text">Sunset at Sauraha</p></div>
<p>Ho una torcia con me, ma dopo soli cinque minuti di cammino vengo inglobato da una fitta e densa nebbia che nemmeno la luce della torcia riesce a penetrare. Poco più avanti la strada asfaltata si converte in sterrato, e presto terminano pure le case in vista, al ché comincio a dubitare. Sarà la strada giusta? Che non lo è me ne accorgo dopo un bel po’ di cammino, quando raggiungo la riva del fiume in un punto che mi sembra molto più avanti dell’hotel. Faccio dietro-front e ci vuole del tempo per tornare al bivio che ho mancato in precedenza; lo imbocco ed in breve arrivo a destinazione.</p>
<p>Mi corico in branda. La base del letto è durissima ma sento che si dormirà bene, cullato dal suono delle cicale e dal cinguettio dei vari uccelli nelle vicinanze.</p>
<p>PARTE 2: <a href="https://asianitinerary.com/it/royal-chitwan-national-park-2/" target="_blank">http://asianitinerary.com/it/royal-chitwan-national-park-2/</a></p>
<p>PARTE 3: <a href="https://asianitinerary.com/it/royal-chitwan-national-park-3/" target="_blank">http://asianitinerary.com/it/royal-chitwan-national-park-3/</a></p>
<p>CHITWAN SU INTERNET: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Chitwan_District" target="_blank">https://en.wikipedia.org/wiki/Chitwan_District</a></p>
<p>The post <a href="https://asianitinerary.com/it/royal-chitwan-national-park/">Parco Nazionale di Royal Chitwan &#8211; 1</a> appeared first on <a href="https://asianitinerary.com/it/">Asian Itinerary</a>.</p>
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