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	<title>culture Archives - Asian Itinerary</title>
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	<description>Travel, Holiday, Adventure</description>
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		<title>Laos: un paese, mille volti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pluto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Oct 2025 14:54:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130860-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130860-1-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130860-1-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130860-1-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130860-1-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130860-1-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130860-1-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>Fra perle delle Andamane, rose del nord, diamanti di qua, zaffiri di la e, già che ci siamo, mettiamoci anche qualche Rosa Purpurea del Cairo, tutti appellativi che si sono attribuiti, magari anche a ragione, le principali località turistiche del mondo, ce n’è una che non ha alcun sopranome ridondante ma che forse lo meriterebbe più di molte altre. Si perchè in fondo il Laos appare come un gioiello nascosto il cui brillìo, apparentemente poco vivido, non può fare a meno di incantare tutti quei viaggiatori che, con un innato istinto da gazze ladre, riescono a coglierne lo scintillio e a rubare i tanti attimi di bellezza che il paese sa offrire. Un riflesso che sembra accendersi grazie alla sua incantevole natura, che fa da cornice alla sua ricchezza culturale, al centro della quale si trovano radici etniche, che hanno contribuito a permearne la società, dando vita ad una trama intrecciata di usanze e tradizioni. È come una corona il cui gioiello principale è rappresentato dai Lao, e che è poi tempestata da tante piccole gemme altrettanto preziose che altro non sono se non le numerose etnie che ne conpongono la popolazione. Dietro le quinte, quasi disperse, nei villaggi rurali e nelle comunità più remote, sia che sorgano lungo strade di montagna più o meno impervie, che lasciano poco spazio ad una vita normale, sia che si tratti di villaggi che si sviluppano lungo i corsi d’acqua, primo fra tutti il Mekong, dove l’accesso ai trasporti e ad altre “comodità” è di gran lunga maggiore; dietro le quinte delle colline maestose ricoperte da una fitta vegetazione e delle rive dei fiumi di ogni regione, crescono comunità, per lo più contadine, le cui radici affondano profondamente nella cultura della terra, e si nascondono storie uniche che non aspettano altro che di essere sussurrate alle orecchie di chi vuole ascoltarle. Sono le storie di diverse etnie che, lette nel loro insieme, contribuiscono a tessere quella tela intricata e vivace che è il Laos . Il Laos è patria di oltre 80 gruppi etnici, ognuno con la propria storia, la propria lingua, le proprie credenze. Radici etniche che, unite insieme propongono una testimonianza della storia di questo paese, fatta di migrazioni influenzate per lo più da fattori storici, politici ed economici e fatta di scambi culturali e influenze esterne che ne hanno in qualche modo plasmato la storia. Intrecci culturali che possono essere visti in quasi tutti gli aspetti della vita quotidiana, che non restano isolati ma si mescolano tra loro, creando un paesaggio culturale e umano vibrante e sfaccettato in cui tradizioni, pratiche e usanze si fondono e si influenzano reciprocamente. Nelle remote regioni montane e nelle vallate fluviali, le comunità continuano a preservare le loro tradizioni millenarie e a vivere in armonia con la natura circostante. Le storie delle diverse comunità ci trasportano indietro nel tempo, rivelando l&#8217;importanza dei legami con la terra, il rispetto per gli antenati e l&#8217;amore per la vita semplice. Le etnie del Laos, come i Hmong, i Khamu, i Tai e molte altre, hanno attraversato secoli di storia e hanno mantenuto le loro identità uniche nonostante i cambiamenti sociali e gli influssi esterni. Sono comunità vive e pulsanti con tradizioni tramandate oralmente. Ogni comunità ha le sue voci, che si manifestano attraverso le canzoni, le danze, le cerimonie e i racconti tramandati di generazione in generazione. Voci della diversità che risuonano nei ritmi dei tamburi, nelle melodie dei flauti e negli intrecci armoniosi delle lingue e dei dialetti incomprensibili, talvolta, anche per gli stessi Lao. Ed è attraverso queste voci che possiamo comprendere la profondità della saggezza e dell&#8217;esperienza che le diverse comunità hanno da offrire ed è in questo mosaico etnico, infine, che ci colpisce e viene ad occupare una posizione di rilievo la popolazione Hmong, che ha alle spalle una lunga storia, che è stata oggetto di discussione in tempi più recenti ma che gode anche di una cultura, di usanze distintive e di pratiche tradizionali che continuano ad affascinare e ad attrarre l&#8217;attenzione di coloro che si immergono nella loro realtà. I Hmong sono un gruppo etnico che ha origine nelle regioni montuose del sud della Cina, in particolare delle province di Guizhou, Yunnan e Sichuan. Nel corso dei secoli i Hmong si sono spostati in direzione del Vietnam, della Thailandia e, ovviamente, del Laos dove rappresentano una delle più grandi minoranze etniche del paese, con una popolazione stimata di più di 450.000 persone. La migrazione verso il Laos viene fatta risalire intorno al XIX secolo, quando in Cina governava la dinastia Qing che pare si fosse resa responsabile di persecuzioni nei confronti dei Hmong provocando le tensioni politiche che furono all&#8217;origine del loro spostamento verso le regioni montuose del Laos settentrionale e centrale. Tradizionalmente, il popolo Hmong è costituito da agricoltori dediti alla coltivazione di prodotti come riso, mais e verdure che fanno crescere, non con poca fatica, nelle regioni montuose del Sud-est asiatico dove vivono. Hanno anche alle spalle un passato di coltivazione del papavero da oppio, utilizzato per produrre eroina e altre droghe illegali, incentivato anche dalla CIA durante la cosiddetta “guerra sporca”, quando l’agenzia americana sfruttò con scarso successo il popolo Hmong per combattere contro le forze comuniste del Pathet Lao. I Hmong furono addestrati ed equipaggiati dagli Stati Uniti e forniti di supporto aereo per portare avanti le loro operazioni contro le forze che si opponevano al governo in carica, appoggiato quest’ultimo dagli americani, rendendosi protagonisti di raccolta di informazioni, operazioni di contro guerriglia e missioni di salvataggio per i piloti americani abbattuti, oltre ad azioni volte a limitare l’uso del sentiero Ho Chi Minh da parte delle forze vietnamite. Un ruolo non privo di pericoli e di conseguenze importanti per la minoranza Hmong che, oltre ad aver subito pesanti perdite, si stima che fino a 30.000 combattenti e civili Hmong abbiano perso la vita durante il conflitto, senza contare i feriti o gli sfollati, hanno subito al termine della guerra, dure persecuzioni e repressioni da parte...</p>
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<p>È come una corona il cui gioiello principale è rappresentato dai Lao, e che è poi tempestata da tante piccole gemme altrettanto preziose che altro non sono se non le numerose etnie che ne conpongono la popolazione.</p>
<p><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3667-300x225.jpg" rel="prettyphoto[69739]"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft wp-image-69367" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3667-300x225.jpg" alt="" width="380" height="285" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3667-300x225.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3667-768x576.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3667-600x450.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3667-150x113.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3667-369x277.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3667-770x578.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3667.jpg 800w" sizes="(max-width: 380px) 100vw, 380px" /></a></p>
<p>Dietro le quinte, quasi disperse, nei villaggi rurali e nelle comunità più remote, sia che sorgano lungo strade di montagna più o meno impervie, che lasciano poco spazio ad una vita normale, sia che si tratti di villaggi che si sviluppano lungo i corsi d’acqua, primo fra tutti il Mekong, dove l’accesso ai trasporti e ad altre “comodità” è di gran lunga maggiore; dietro le quinte delle colline maestose ricoperte da una fitta vegetazione e delle rive dei fiumi di ogni regione, crescono comunità, per lo più contadine, le cui radici affondano profondamente nella cultura della terra, e si nascondono storie uniche che non aspettano altro che di essere sussurrate alle orecchie di chi vuole ascoltarle.<br />
Sono le storie di diverse etnie che, lette nel loro insieme, contribuiscono a tessere quella tela intricata e vivace che è il Laos .</p>
<p>Il Laos è patria di oltre 80 gruppi etnici, ognuno con la propria storia, la propria lingua, le proprie credenze. Radici etniche che, unite insieme propongono una testimonianza della storia di questo paese, fatta di migrazioni influenzate per lo più da fattori storici, politici ed economici e fatta di scambi culturali e influenze esterne che ne hanno in qualche modo plasmato la storia. Intrecci culturali che possono essere visti in quasi tutti gli aspetti della vita quotidiana, che non restano isolati ma si mescolano tra loro, creando un paesaggio culturale e umano vibrante e sfaccettato in cui tradizioni, pratiche e usanze si fondono e si influenzano reciprocamente.</p>
<p><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130746-300x200.jpg" rel="prettyphoto[69739]"><img decoding="async" class=" wp-image-69368 alignright" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130746-300x200.jpg" alt="" width="407" height="271" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130746-300x200.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130746-768x512.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130746-600x400.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130746-150x100.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130746-369x246.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130746-770x514.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130746-285x190.jpg 285w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130746-236x156.jpg 236w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130746.jpg 800w" sizes="(max-width: 407px) 100vw, 407px" /></a></p>
<p>Nelle remote regioni montane e nelle vallate fluviali, le comunità continuano a preservare le loro tradizioni millenarie e a vivere in armonia con la natura circostante. Le storie delle diverse comunità ci trasportano indietro nel tempo, rivelando l&#8217;importanza dei legami con la terra, il rispetto per gli antenati e l&#8217;amore per la vita semplice.<br />
Le etnie del Laos, come i Hmong, i Khamu, i Tai e molte altre, hanno attraversato secoli di storia e hanno mantenuto le loro identità uniche nonostante i cambiamenti sociali e gli influssi esterni. Sono comunità vive e pulsanti con tradizioni tramandate oralmente. Ogni comunità ha le sue voci, che si manifestano attraverso le canzoni, le danze, le cerimonie e i racconti tramandati di generazione in generazione. Voci della diversità che risuonano nei ritmi dei tamburi, nelle melodie dei flauti e negli intrecci armoniosi delle lingue e dei dialetti incomprensibili, talvolta, anche per gli stessi Lao. Ed è attraverso queste voci che possiamo comprendere la profondità della saggezza e dell&#8217;esperienza che le diverse comunità hanno da offrire ed è in questo mosaico etnico, infine, che ci colpisce e viene ad occupare una posizione di rilievo la popolazione Hmong, che ha alle spalle una lunga storia, che è stata oggetto di discussione in tempi più recenti ma che gode anche di una cultura, di usanze distintive e di pratiche tradizionali che continuano ad affascinare e ad attrarre l&#8217;attenzione di coloro che si immergono nella loro realtà.</p>
<p>I Hmong sono un gruppo etnico che ha origine nelle regioni montuose del sud della <strong><a href="https://asianitinerary.com/it/category/cina/">Cina</a></strong>, in particolare delle province di Guizhou, Yunnan e Sichuan. Nel corso dei secoli i Hmong si sono spostati in direzione del <strong><a href="https://asianitinerary.com/it/category/vietnam-it/">Vietnam</a></strong>, della <strong><a href="https://asianitinerary.com/it/category/thailandia/">Thailandia</a></strong> e, ovviamente, del Laos dove rappresentano una delle più grandi minoranze etniche del paese, con una popolazione stimata di più di 450.000 persone.<br />
La migrazione verso il Laos viene fatta risalire intorno al XIX secolo, quando in Cina governava la dinastia Qing che pare si fosse resa responsabile di persecuzioni nei confronti dei Hmong provocando le tensioni politiche che furono all&#8217;origine del loro spostamento verso le regioni montuose del Laos settentrionale e centrale.</p>
<p>Tradizionalmente, il popolo Hmong è costituito da agricoltori dediti alla coltivazione di prodotti come riso, mais e verdure che fanno crescere, non con poca fatica, nelle regioni montuose del Sud-est asiatico dove vivono.</p>
<div id="attachment_69365" style="width: 286px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/Il-volto-di-una-anziana-donna-Hmong-ogni-ruga-una-storia-213x300.jpg" rel="prettyphoto[69739]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-69365" class="wp-image-69365 " src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/Il-volto-di-una-anziana-donna-Hmong-ogni-ruga-una-storia-213x300.jpg" alt="" width="276" height="389" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/Il-volto-di-una-anziana-donna-Hmong-ogni-ruga-una-storia-213x300.jpg 213w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/Il-volto-di-una-anziana-donna-Hmong-ogni-ruga-una-storia-726x1024.jpg 726w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/Il-volto-di-una-anziana-donna-Hmong-ogni-ruga-una-storia-768x1083.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/Il-volto-di-una-anziana-donna-Hmong-ogni-ruga-una-storia-600x846.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/Il-volto-di-una-anziana-donna-Hmong-ogni-ruga-una-storia-1090x1536.jpg 1090w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/Il-volto-di-una-anziana-donna-Hmong-ogni-ruga-una-storia-106x150.jpg 106w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/Il-volto-di-una-anziana-donna-Hmong-ogni-ruga-una-storia-369x520.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/Il-volto-di-una-anziana-donna-Hmong-ogni-ruga-una-storia-770x1086.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/Il-volto-di-una-anziana-donna-Hmong-ogni-ruga-una-storia.jpg 1413w" sizes="(max-width: 276px) 100vw, 276px" /></a><p id="caption-attachment-69365" class="wp-caption-text">Cultura e tradizioni del Laos</p></div>
<p>Hanno anche alle spalle un passato di coltivazione del papavero da oppio, utilizzato per produrre eroina e altre droghe illegali, incentivato anche dalla CIA durante la cosiddetta “guerra sporca”, quando l’agenzia americana sfruttò con scarso successo il popolo Hmong per combattere contro le forze comuniste del Pathet Lao. I Hmong furono addestrati ed equipaggiati dagli Stati Uniti e forniti di supporto aereo per portare avanti le loro operazioni contro le forze che si opponevano al governo in carica, appoggiato quest’ultimo dagli americani, rendendosi protagonisti di raccolta di informazioni, operazioni di contro guerriglia e missioni di salvataggio per i piloti americani abbattuti, oltre ad azioni volte a limitare l’uso del sentiero <strong>Ho Chi Minh</strong> da parte delle forze vietnamite. Un ruolo non privo di pericoli e di conseguenze importanti per la minoranza Hmong che, oltre ad aver subito pesanti perdite, si stima che fino a 30.000 combattenti e civili Hmong abbiano perso la vita durante il conflitto, senza contare i feriti o gli sfollati, hanno subito al termine della guerra, dure persecuzioni e repressioni da parte del governo laotiano.</p>
<p>Nuove tensioni politiche nella loro terra, quindi, e una nuova diaspora che li ha sparsi fra campi profughi nella vicina Thailandia e l’asilo in Francia e negli Stati Uniti d’America che, almeno questa volta non si è dimenticata di chi l’aveva aiutata ad un prezzo tanto alto.</p>
<p>Nei primi anni dopo la guerra, i Hmong rimasti in Laos, hanno dovuto affrontare discriminazioni notevoli fra cui un limitato accesso all&#8217;istruzione e alle cure sanitarie, una specie di rappresaglia nei confronti della posizione presa durante la guerra, alla quale risposero con nuovi episodi di violenza e attacchi terroristici.</p>
<p><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3031-1-300x221.jpg" rel="prettyphoto[69739]"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-69366 alignright" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3031-1-300x221.jpg" alt="" width="391" height="288" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3031-1-300x221.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3031-1-1024x754.jpg 1024w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3031-1-768x565.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3031-1-600x442.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3031-1-1536x1130.jpg 1536w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3031-1-150x110.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3031-1-369x272.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3031-1-770x567.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3031-1.jpg 1920w" sizes="(max-width: 391px) 100vw, 391px" /></a></p>
<p>Come nel 2007, pochi mesi prima della mia prima visita in Laos, quando gruppi di ribelli, di base nelle giungle del nord del Laos, hanno compiuto diversi attacchi contro obiettivi governativi, tra cui avamposti militari e stazioni di polizia, prendendo però di mira anche i turisti in visita a quella regione. Un episodio in particolare mi fu raccontato durante il tragitto in pulman da Vientiane a Luang Prabang, quando seduto poco distante da me, un giovane Lao, tentava di nascondere maldestramente, sotto un giacchetto liso, un AK 47 risvegliando, inutile dirlo, la mia curiosità. Alla mia domanda mi fu spiegato che si trattava di una forma di protezione per i viaggiatori dopo che un gruppo di ribelli Hmong aveva attaccato un bus turistico, uccidendo un cittadino cinese e ferendone diversi altri.</p>
<p>Il governo laotiano rispose alle ostilità dei ribelli con una repressione che si protrasse per diversi anni causando perdite di vite umane e ulteriori sofferenze alla popolazione fino a quando cercò di stabilire una pace duratura con il popolo Hmong iniziando ad affrontare alcune delle cause che avevano alimentato la ribellione.</p>
<p>Uno dei passi fondamentali adottati dal governo laotiano fu l&#8217;istituzione di un programma per reinsediare e integrare i rifugiati Hmong che erano fuggiti in Thailandia durante il conflitto. Grazie a questo programma, decine di migliaia di rifugiati furono reinsediati in Laos e forniti di alloggio, istruzione e altre forme di assistenza.<br />
Inoltre, il governo laotiano ha intrapreso azioni per migliorare le condizioni economiche e sociali del popolo Hmong, cercando di promuovere la loro identità e di proteggere il loro patrimonio culturale. Ad esempio, il governo ha sostenuto lo sviluppo di programmi di lingua e cultura Hmong, fornito finanziamenti per progetti di infrastrutture nei villaggi e promosso la partecipazione di membri di quell’etnia nelle decisioni del governo locale.</p>
<p>Sono stati fatti anche importanti sforzi per indurre i Hmong ad abbandonare la produzione di oppio nella regione fornendo mezzi di sostentamento alternativi per gli agricoltori.</p>
<p><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130862-200x300.jpg" rel="prettyphoto[69739]"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-69370 alignleft" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130862-200x300.jpg" alt="" width="280" height="420" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130862-200x300.jpg 200w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130862-100x150.jpg 100w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130862-369x554.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130862.jpg 533w" sizes="(max-width: 280px) 100vw, 280px" /></a></p>
<p>Oltre all&#8217;agricoltura, i Hmong sono anche tradizionalmente noti per le loro competenze nella tessitura e nel ricamo. Le donne Hmong hanno una lunga tradizione di produzione di tessuti intricati e ricami usando tecniche tramandate di generazione in generazione e non c’è stato alcun villaggio Hmong, da noi visitato dove non abbiamo trovato donne chine sui telai o impegnate a ricamare, circondate da attrezature più o meno primitive e da fili o “perline” di tutti i colori.<br />
Già, le donne Hmong&#8230; ne abbiamo incontrate alcune che ci sono apparse trasandate, con abiti lisi, ma che dietro una incuria, dovuta ad una vita fatta di lavoro e di gravidanze, nascondono una bellezza che non ti aspetti. Una bellezza semplice, quasi naturale, e poi hanno quel sorriso che sembra essere l’arma segreta di mezza Asia.<br />
Non tutte hanno potuto scegliersi un marito, ne per tutte lo hanno potuto scegliere i familiari, perchè fra i Hmong esiste anche una pratica che potremmo definire &#8220;matrimonio per cattura&#8221;.<br />
Me ne avevano parlato già nel Vietnam delle tribù delle montagne, nell’estremo nord, dove era frequente rapire una donna con il solo scopo di sposarla.</p>
<p>Nella sua casa, in un villaggio che abbiamo visitato, una ragazza di soli 23 anni, dedita in quel momento alla tessitura e con un bambina nata da poco a dormire su un’amaca protetta dalla penombra agli occhi del mondo, ci ha raccontato molto serenamente di come, in seguito al “rapimento” da parte di colui che sarebbe diventato suo marito, da circa un anno si trovava a vivere questa sua nuova vita, in un villaggio a lei sconosciuto ed in mezzo a gente altrettanto ignota e ad una precisa domanda ci ha risposto che era contenta della sua nuova situazione.</p>
<p>Indipendentemente dagli effetti positivi o negativi sulle donne è importante notare che questa pratica è illegale e che il governo del Laos di recente ha prodotto sforzi per educare i giovani Hmong sulle conseguenze negative di questa pratica e promuovere modi più sicuri e consensuali per trovare un partner.</p>
<p><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130863-200x300.jpg" rel="prettyphoto[69739]"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-69371 alignright" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130863-200x300.jpg" alt="" width="288" height="432" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130863-200x300.jpg 200w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130863-100x150.jpg 100w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130863-369x554.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130863.jpg 533w" sizes="(max-width: 288px) 100vw, 288px" /></a></p>
<p>Ci siamo soffermati solo sui Hmong perchè ci hanno fornito qualche spunto, qualche curiosità in più ma ogni gruppo etnico ha delle storie da raccontare, intrecciate con momenti di gioia, dolore e resistenza. Ogni storia che emerge dalle comunità etniche del Laos è un tassello prezioso nel mosaico culturale del paese. Storie che offrono una finestra tanto sulla povertà materiale, quanto sulla ricchezza culturale e sulla diversità del Laos, permettendoci di immergerci nel contesto sociale e umano delle diverse comunità. E durante questo itinerario che abbiamo percorso abbiamo avuto l’opportunità di incontrare queste genti semplici, abbiamo avvertito l’odore di una povertà dignitosa e il calore del sorriso, il peso delle fatiche quotidiane e il senso di appartenenza, abbiamo prestato l’orecchio ad ascoltare le storie, i racconti, le superstizioni di un paese dai mille volti che tenta di avanzare verso il proprio futuro, difficile da raggiungere ma inevitabile da perseguire.<br />
Il governo laotiano ha adottato politiche per proteggere e promuovere la diversità culturale del paese riconoscendo la cittadinanza ai gruppi minoritari e garantendogli, in quanto cittadini, gli stessi diritti e le stesse protezioni previste dalla legge. Tuttavia, ci sono ancora segnali di discriminazione specialmente nell&#8217;accesso alle opportunità economiche ma, sopratutto, ci sono ancora sfide e difficoltà che le minoranze etniche devono affrontare. Ad esempio, molti gruppi etnici sono stati costretti a lasciare le loro terre ancestrali per far spazio a grandi progetti di sviluppo, come la costruzione di dighe idroelettriche.</p>
<p>Gli intrecci culturali, le contraddizioni, la povertà alla quale non sembra ci si voglia rassegnare, rendono il Laos, attraverso l’incontro con i vari gruppi etnici che lo compongono, un luogo affascinante da esplorare e da conoscere e ci insegnano l&#8217;importanza di preservare e valorizzare la diversità culturale qui come in tutto il resto del mondo.</p>
<p><em>Foto di Guglielmo Zanchi (Pluto)</em></p>
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		<title>Bukhara sussurra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pluto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2025 11:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Bukhara]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Uzbekistan]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200268-min-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200268-min-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200268-min-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200268-min-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200268-min-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200268-min-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200268-min-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>“Samarcanda è la meraviglia della terra, ma Bukhara è la meraviglia dello spirito”. (Proverbio uzbeko) Una notte a Bukhara, storia a Tashkent La notte del 26 ottobre 2024, verso l’una, mentre dormivo profondamente nell’accogliente stanza del Minzifa Hotel, a Bukhara, la storia mi passava ancora una volta accanto. A Tashkent, capitale dell’Uzbekistan, due persone tentavano — senza successo — di uccidere Komil Allamjonov, uno dei politici riformisti più importanti del Paese. Non sarà stata la caduta del Muro di Berlino, ma per l’Uzbekistan si è trattato certamente di un momento storicamente significativo. Per me, invece, è stato un episodio curioso, di cui sono venuto a conoscenza soltanto dopo avere lasciato il Paese, e che mi piace raccontare, almeno per accennarlo. Intrighi politici e destini fragili Il tentato omicidio, di cui ho saputo grazie al podcast “Altri Orienti” (episodio 107 – “Il complotto uzbeko”), parla di intrecci politici, connessioni internazionali, servizi segreti e tutto ciò che può affascinare chi ama i retroscena e la dietrologia. Ma al di là delle teorie del complotto, l&#8217;attentato racconta un Paese che vive le sue passioni politiche senza troppi scrupoli, attraversando ancora una fase di transizione nel lungo periodo post-sovietico: un equilibrio instabile tra una certa staticità e un programma di modernizzazione, tra alleanze internazionali che, inevitabilmente, ne condizioneranno il futuro — un futuro che potrebbe guardare verso l’Europa. Camminando lungo la Via della Seta Io, intanto, a soli 570 chilometri da quel &#8220;fattaccio&#8221;, me la dormivo alla grande, in una stanza calda che mi proteggeva da un freddo a cui non sono affatto abituato. Dormivo il sonno dei giusti, il sonno del viaggiatore che ha camminato in lungo e in largo, a piedi, in quella città che un tempo fu calpestata dagli zoccoli dei cavalli di Gengis Khan — che ne fu il distruttore — e da quelli di Tamerlano, che invece contribuì a far rinascere il Paese, soprattutto dal punto di vista culturale. Calpestata, soprattutto, dagli zoccoli dei cammelli e dalle impronte di mercanti e viaggiatori che, trasportando merci tra la Cina e l’Occidente, tracciarono le vie della leggendaria “Via della Seta”. E quale destinazione migliore per chi ama viaggiare, dell’Uzbekistan — che sia Bukhara o Samarcanda — per assaporare davvero il gusto del viaggio? Dove, se non lungo la Via della Seta, ci si può sentire parte di quella comunità ideale di donne e uomini che hanno attraversato i confini del tempo, affrontando terre sconosciute, deserti insidiosi, passi montani e predoni, per raggiungere una meta? Poco importa se per amore della scoperta o del profitto: si tratta comunque di un movimento antico, eroico, profondamente umano. Respirando l&#8217;anima del viaggio Eh già… passeggiando per le vie della parte vecchia di Bukhara, tra quelle case antiche, quasi diroccate, con le grondaie che riversano l’acqua piovana direttamente nel mezzo della strada, che l’UNESCO (o chi per lei) cerca di restaurare, tra le tonalità sabbia di edifici costruiti con mattoni di fango e paglia, tra l’odore del pane locale appeso alle porte, che al mattino si diffonde per le strade come profumo di vita — lì si respira davvero l’essenza del viaggio. Quasi ti aspetti di vedere arrivare da Est una carovana di cammelli, di sentire nell’aria il profumo delle spezie, e il vociare concitato delle contrattazioni tra mercanti. Mercanti e Souvenir In realtà, i mercanti ci sono eccome. Vendono spezie, certo, ma soprattutto souvenir per le nuove carovane di turisti che cominciano ad attraversare il Paese. Le bancarelle spuntano ovunque, anche nei cortili interni delle madrase — le scuole coraniche dalle facciate imponenti — e qualche reminiscenza di catechismo fa sorgere spontaneo un dubbio: come mai nessun profeta ha mai pensato di cacciare i mercanti dal tempio? Dicevamo: i mercanti ci sono, e vendono i tipici colbacchi uzbeki, sciarpe di seta e di cotone — di cui l’Uzbekistan è uno dei maggiori produttori mondiali — e le rinomate pellicce di astrakan, tanto pregiate quanto cruente, al punto che se la gente sapesse davvero quanto sangue costano, probabilmente non solo non le comprerebbe, ma eviterebbe persino di avvicinarsi alle bancarelle che le espongono. Vendono dipinti — di cui sono letteralmente ghiotto — libri, ceramiche con cammelli e carovane, e naturalmente i moderni magneti da frigo, amatissimi dal turista medio. È piacevole curiosare tra oggetti e cianfrusaglie, bighellonare da un negozietto all’altro, accompagnati dalla presenza discreta del venditore, che non ti assilla. Certo, però: appena compri anche solo uno spillo, viene fuori tutta la loro abilità, e finisci per uscire dal negozio carico di oggetti inutili che — facendo di necessità virtù — ti convinci siano proprio i ricordini perfetti da portare al tuo staff… o alla tua vecchia vicina di casa sempre cosi’ gentile. Del resto, siamo pur sempre in una città di commerci, no? Dai mercati ai monumenti E proprio mentre ti lasci alle spalle il brusio sommesso delle bancarelle, il profumo dolciastro delle spezie e il tintinnio discreto dei souvenir, è lì che Bukhara si svela nella sua veste più solenne. Come un sipario che si apre lentamente, le strade si allargano e lasciano spazio a visioni di cupole azzurre, minareti slanciati e portali istoriati che sembrano usciti da un sogno antico. È il momento in cui il chiacchiericcio del mercato si spegne alle spalle, e si entra nel regno della storia vera, quella incisa nella pietra e nelle maioliche. Ogni passo ti porta più vicino a un mondo che ha visto califfi, emiri, poeti, invasori e sapienti passare sotto le stesse arcate, sedersi negli stessi cortili, pregare negli stessi silenzi. Ed è allora che Bukhara mostra il suo volto più affascinante: quello dei suoi monumenti che, se già di giorno attirano l’occhio con la loro maestosità, al calar del sole si trasformano in custodi di un tempo sospeso, dove ogni mattone, ogni mosaico, ogni arco racconta la sua storia millenaria. Guardiani del Tempo al Tramonto La luce dorata del tramonto accarezza le cupole delle madrase, tingendole di riflessi cobalto e turchese che sembrano accendersi dal dentro. I minareti, alti e severi come sentinelle del...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200268-min-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200268-min-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200268-min-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200268-min-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200268-min-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200268-min-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200268-min-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><p>“<em>Samarcanda è la meraviglia della terra, ma <strong>Bukhara</strong> è la meraviglia dello spirito</em>”.</p>
<p>(Proverbio uzbeko)</p>
<h3>Una notte a Bukhara, storia a Tashkent</h3>
<p>La notte del 26 ottobre 2024, verso l’una, mentre dormivo profondamente nell’accogliente stanza del <strong>Minzifa Hotel</strong>, a <strong>Bukhara</strong>, la storia mi passava ancora una volta accanto.<br />
A <strong>Tashkent,</strong> capitale dell’<a href="https://asianitinerary.com/category/uzbekistan/"><strong>Uzbekistan</strong></a>, due persone tentavano — senza successo — di uccidere Komil Allamjonov, uno dei politici riformisti più importanti del Paese.<br />
Non sarà stata la caduta del Muro di Berlino, ma per l’Uzbekistan si è trattato certamente di un momento storicamente significativo. Per me, invece, è stato un episodio curioso, di cui sono venuto a conoscenza soltanto dopo avere lasciato il Paese, e che mi piace raccontare, almeno per accennarlo.</p>
<h3>Intrighi politici e destini fragili</h3>
<div id="attachment_68629" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200039-min-300x225.jpg" rel="prettyphoto[69846]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-68629" class="size-medium wp-image-68629" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200039-min-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200039-min-300x225.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200039-min-768x577.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200039-min-600x451.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200039-min-150x113.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200039-min-369x277.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200039-min-770x578.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200039-min.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-68629" class="wp-caption-text">Complesso Memoriale di Imam Al Bukhari a Bukhara, Uzbekistan.</p></div>
<p>Il tentato omicidio, di cui ho saputo grazie al podcast “Altri Orienti” (episodio 107 – “Il complotto uzbeko”), parla di intrecci politici, connessioni internazionali, servizi segreti e tutto ciò che può affascinare chi ama i retroscena e la dietrologia.<br />
Ma al di là delle teorie del complotto, l&#8217;attentato racconta un Paese che vive le sue passioni politiche senza troppi scrupoli, attraversando ancora una fase di transizione nel lungo periodo post-sovietico: un equilibrio instabile tra una certa staticità e un programma di modernizzazione, tra alleanze internazionali che, inevitabilmente, ne condizioneranno il futuro — un futuro che potrebbe guardare verso l’Europa.</p>
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<div class="markdownContainer">
<h3>Camminando lungo la Via della Seta</h3>
</div>
</div>
<div id="attachment_68628" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200024-min-300x225.jpg" rel="prettyphoto[69846]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-68628" class="size-medium wp-image-68628" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200024-min-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200024-min-300x225.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200024-min-768x577.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200024-min-600x451.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200024-min-150x113.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200024-min-369x277.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200024-min-770x578.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200024-min.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-68628" class="wp-caption-text">Vista interna della Mausoleo Samanide a Bukhara.</p></div>
<p>Io, intanto, a soli 570 chilometri da quel &#8220;fattaccio&#8221;, me la dormivo alla grande, in una stanza calda che mi proteggeva da un freddo a cui non sono affatto abituato.<br />
Dormivo il sonno dei giusti, il sonno del viaggiatore che ha camminato in lungo e in largo, a piedi, in quella città che un tempo fu calpestata dagli zoccoli dei cavalli di Gengis Khan — che ne fu il distruttore — e da quelli di Tamerlano, che invece contribuì a far rinascere il Paese, soprattutto dal punto di vista culturale.<br />
Calpestata, soprattutto, dagli zoccoli dei cammelli e dalle impronte di mercanti e viaggiatori che, trasportando merci tra la Cina e l’Occidente, tracciarono le vie della leggendaria “<strong>Via della Seta</strong>”.</p>
<p>E quale destinazione migliore per chi ama viaggiare, dell’Uzbekistan — che sia Bukhara o <strong>Samarcanda</strong> — per assaporare davvero il gusto del viaggio?<br />
Dove, se non lungo la Via della Seta, ci si può sentire parte di quella comunità ideale di donne e uomini che hanno attraversato i confini del tempo, affrontando terre sconosciute, deserti insidiosi, passi montani e predoni, per raggiungere una meta? Poco importa se per amore della scoperta o del profitto: si tratta comunque di un movimento antico, eroico, profondamente umano.</p>
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<h3>Respirando l&#8217;anima del viaggio</h3>
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</div>
<div id="attachment_68624" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1190894-min-300x225.jpg" rel="prettyphoto[69846]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-68624" class="size-medium wp-image-68624" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1190894-min-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1190894-min-300x225.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1190894-min-768x577.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1190894-min-600x451.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1190894-min-150x113.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1190894-min-369x277.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1190894-min-770x578.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1190894-min.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-68624" class="wp-caption-text">L&#8217;Ensemble Khoja Gaukushan a Bukhara</p></div>
<p>Eh già… passeggiando per le vie della parte vecchia di Bukhara, tra quelle case antiche, quasi diroccate, con le grondaie che riversano l’acqua piovana direttamente nel mezzo della strada, che l’<strong><a href="https://asianitinerary.com/category/unesco/">UNESCO</a></strong> (o chi per lei) cerca di restaurare, tra le tonalità sabbia di edifici costruiti con mattoni di fango e paglia, tra l’odore del pane locale appeso alle porte, che al mattino si diffonde per le strade come profumo di vita — lì si respira davvero l’essenza del viaggio.<br />
Quasi ti aspetti di vedere arrivare da Est una carovana di cammelli, di sentire nell’aria il profumo delle spezie, e il vociare concitato delle contrattazioni tra mercanti.</p>
<div class="markdownContainer" data-projected="true">
<div class="markdownContainer">
<h3>Mercanti e Souvenir</h3>
</div>
</div>
<p>In realtà, i mercanti ci sono eccome. Vendono spezie, certo, ma soprattutto souvenir per le nuove carovane di turisti che cominciano ad attraversare il Paese.<br />
Le bancarelle spuntano ovunque, anche nei cortili interni delle madrase — le scuole coraniche dalle facciate imponenti — e qualche reminiscenza di catechismo fa sorgere spontaneo un dubbio: come mai nessun profeta ha mai pensato di cacciare i mercanti dal tempio?</p>
<div id="attachment_68631" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-68631" class="wp-image-68631 size-medium" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200117-min-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200117-min-225x300.jpg 225w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200117-min-113x150.jpg 113w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200117-min-369x491.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200117-min.jpg 601w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /><p id="caption-attachment-68631" class="wp-caption-text">Turismo a Bukhara Uzbekistan</p></div>
<p>Dicevamo: i mercanti ci sono, e vendono i tipici colbacchi uzbeki, sciarpe di seta e di cotone — di cui l’Uzbekistan è uno dei maggiori produttori mondiali — e le rinomate pellicce di astrakan, tanto pregiate quanto cruente, al punto che se la gente sapesse davvero quanto sangue costano, probabilmente non solo non le comprerebbe, ma eviterebbe persino di avvicinarsi alle bancarelle che le espongono.</p>
<p>Vendono dipinti — di cui sono letteralmente ghiotto — libri, ceramiche con cammelli e carovane, e naturalmente i moderni magneti da frigo, amatissimi dal turista medio.</p>
<p>È piacevole curiosare tra oggetti e cianfrusaglie, bighellonare da un negozietto all’altro, accompagnati dalla presenza discreta del venditore, che non ti assilla.</p>
<p>Certo, però: appena compri anche solo uno spillo, viene fuori tutta la loro abilità, e finisci per uscire dal negozio carico di oggetti inutili che — facendo di necessità virtù — ti convinci siano proprio i ricordini perfetti da portare al tuo staff… o alla tua vecchia vicina di casa sempre cosi’ gentile.<br />
Del resto, siamo pur sempre in una città di commerci, no?</p>
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<div class="markdownContainer">
<h3>Dai mercati ai monumenti</h3>
</div>
</div>
<div id="attachment_68634" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200202-min-300x222.jpg" rel="prettyphoto[69846]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-68634" class="size-medium wp-image-68634" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200202-min-300x222.jpg" alt="" width="300" height="222" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200202-min-300x222.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200202-min-768x569.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200202-min-600x445.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200202-min-150x111.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200202-min-369x274.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200202-min-770x571.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200202-min.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-68634" class="wp-caption-text">La Madrasa Mir-i-Arab a Bukhara, in Uzbekistan, con le sue iconiche cupole turchesi.</p></div>
<p>E proprio mentre ti lasci alle spalle il brusio sommesso delle bancarelle, il profumo dolciastro delle spezie e il tintinnio discreto dei souvenir, è lì che Bukhara si svela nella sua veste più solenne. Come un sipario che si apre lentamente, le strade si allargano e lasciano spazio a visioni di cupole azzurre, minareti slanciati e portali istoriati che sembrano usciti da un sogno antico.</p>
<p>È il momento in cui il chiacchiericcio del mercato si spegne alle spalle, e si entra nel regno della storia vera, quella incisa nella pietra e nelle maioliche. Ogni passo ti porta più vicino a un mondo che ha visto califfi, emiri, poeti, invasori e sapienti passare sotto le stesse arcate, sedersi negli stessi cortili, pregare negli stessi silenzi.</p>
<p>Ed è allora che Bukhara mostra il suo volto più affascinante: quello dei suoi monumenti che, se già di giorno attirano l’occhio con la loro maestosità, al calar del sole si trasformano in custodi di un tempo sospeso, dove ogni mattone, ogni mosaico, ogni arco racconta la sua storia millenaria.</p>
<h3 data-start="1614" data-end="1647"><strong>Guardiani del Tempo al Tramonto</strong></h3>
<div id="attachment_68633" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200194-min-225x300.jpg" rel="prettyphoto[69846]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-68633" class="size-medium wp-image-68633" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200194-min-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200194-min-225x300.jpg 225w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200194-min-113x150.jpg 113w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200194-min-369x491.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200194-min.jpg 601w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a><p id="caption-attachment-68633" class="wp-caption-text">Il Minareto di Kalyan si erge in modo imponente e presenta intricati motivi geometrici.</p></div>
<p>La luce dorata del tramonto accarezza le cupole delle madrase, tingendole di riflessi cobalto e turchese che sembrano accendersi dal dentro. I minareti, alti e severi come sentinelle del sapere, proiettano ombre lunghe sui selciati antichi, mentre una fredda brezza porta con sé frammenti di calligrafie sacre e il profumo dell’incenso bruciato nei suk.</p>
<p>È in questi momenti che Bukhara non è più solo una città: diventa un sogno a occhi aperti, un labirinto di emozioni dove passato e presente si intrecciano senza soluzione di continuità. Il <strong>Lyabi-Hauz</strong>, con la sua vasca specchiante circondata da platani secolari, accoglie i visitatori come un&#8217;oasi di pace in mezzo al fluire del tempo. Le madrase di <strong>Ulugh Beg</strong> e <strong>Abdulaziz Khan</strong>, fronteggiate come guardiani di una conoscenza perduta, sussurrano di studenti che apprendevano l’astronomia quando l’Europa era ancora nel Medioevo.</p>
<p>E poi c’è la <strong>Po-i-Kalyan</strong>, la “Grande Piazza”, dominata dal minareto <strong>Kalyan</strong>, costruito nel XII secolo e sopravvissuto alla furia di Gengis Khan, che – si dice – lo risparmiò perché “troppo bello per essere distrutto”. È qui che senti veramente il respiro della storia: un luogo dove ogni pietra è stata testimone di conquiste, preghiere, mercati, rivoluzioni.</p>
<h3 data-start="1704" data-end="1731"><strong>Ascoltare la Città</strong></h3>
<p>Bukhara non si visita soltanto con gli occhi:</p>
<p>si ascolta nel silenzio tra un passo e l’altro,</p>
<p>si sente nell’aria che sa di spezie e antichità,</p>
<p>si vive nel battito del cuore che accelera quando, voltando un angolo, ti trovi di fronte a una cupola che sembra dipinta dal cielo.</p>
<p>È una città che non grida.</p>
<p>Sussurra.<br />
Ma se sai ascoltare, ti rivela tutto.</p>
<p><em>Foto di Guglielmo Zanchi (Pluto)</em></p>
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		<title>Il miglior mercato di Bangkok? Il Rot Fai Train Market</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvia Cere]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jul 2024 04:20:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Bangkok]]></category>
		<category><![CDATA[Cibo]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Thailandia]]></category>
		<category><![CDATA[culture]]></category>
		<category><![CDATA[Food]]></category>
		<category><![CDATA[Rot Fai Train Market]]></category>
		<category><![CDATA[Thailand]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9372-scaled-e1654230036330-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9372-scaled-e1654230036330-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9372-scaled-e1654230036330-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9372-scaled-e1654230036330-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9372-scaled-e1654230036330-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9372-scaled-e1654230036330-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9372-scaled-e1654230036330-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>Bangkok è tante cose, ma è soprattutto una città di templi e mercati. I visitatori stranieri amano scoprire la cultura e la religione thailandese nei templi e trascorrere le loro notti (e i loro soldi) nei mercati. Tra tutti gli affascinanti mercati di Bangkok, ce n&#8217;è uno che, a mio parere, e anche secondo la maggior parte degli abitanti del posto, si distingue per la sua originalità e il suo fascino: il Rot Fai Train Market a Srinakarin. Quando vivevo a Bangkok, era uno dei miei posti preferiti per trascorrere il venerdì o il sabato sera, da sola o con gli amici. Oggi, credo ancora che sia una delle esperienze più piacevoli che si possano fare in città, indipendentemente dalle numerose attività di intrattenimento che la città ha da offrire. Con pile e pile di scarpe e abiti hippie, mobili antichi, auto d&#8217;epoca, pezzi di ricambio, pubblicità e cartelli stradali, Rot Fai è un enorme mercato all&#8217;aperto. Oltre agli articoli e agli abiti vintage unici per cui è famoso, ci sono anche negozi normali che offrono articoli di uso quotidiano e articoli tipici come cappelli, calzini e biancheria intima; Ci sono pub e ristoranti, parrucchieri, studi di tatuaggi e uno skate park. Il mese scorso, durante un breve viaggio nella capitale, sono tornata a Rot Fai per vedere come appariva dopo più di un anno di lockdown. Arrivare al Rot Fai Night Market Venerdì sera, dopo una cena molto piacevole al La Pala Restaurant (da provare per l’autentica cucina italiana in una posizione molto centrale, proprio accanto alla stazione BTS di Asoke), ho deciso di andare al Rot Fai Night Market per appurare se fosse cambiato dopo la chiusura forzata causata dal Covid. Le 19:30 sono un orario rischioso per attraversare la città in auto, eppure ho raggiunto Rot Fai in circa 45 minuti, non male considerando l&#8217;incubo dell&#8217;ora di punta che è il traffico a Bangkok. Alcuni ristoranti thailandesi, alcuni pub, parrucchieri e barbieri fiancheggiano l&#8217;ingresso principale di Rot Fai. Lo skate park era pieno di bambini e adolescenti, ma non l&#8217;avevo visto durante le mie visite precedenti, quindi immagino sia una nuova aggiunta al mercato. Sebbene non fosse strapieno, sono stato contenta di vedere che il mercato era animato. Il primo distretto Il primo distretto di Rot Fai è dominato da negozi che offrono abbigliamento alla moda, attrezzatura da campeggio e borse, oltre a famosi ristoranti e caffè coreani e thailandesi situati all&#8217;interno di container, vagoni ferroviari e rimorchi. Non fatevi ingannare pensando che questa sia l&#8217;unica zona da esplorare; continuate a camminare per il vasto appezzamento di terreno finché non vi imbatterete nelle zone più interessanti. Mentre passeggiate, potete fermarvi per un Pad Thai, un mango e riso glutinoso, un Pad Krapao, polpette di pesce o costine BBQ, venduti nelle bancarelle di street food. Se vi sentite avventurosi e desiderate provare qualcosa che vada oltre gli standard occidentali, ci sono diversi venditori di insetti che offrono grilli croccanti, cavallette e bachi da seta. Nel primo distretto, cercate una caffetteria in stile antico che serve succhi di frutta, bevande fredde e snack. Di fronte alla caffetteria c&#8217;è una bicicletta d&#8217;epoca con il logo della Coca-Cola, oltre a una serie di vecchi poster e pubblicità. &#160; Secondo una conoscente thailandese che era bambina negli anni &#8217;70, questo bar assomiglia esattamente a quello in cui andava dopo la scuola per comprare snack e caramelle. Dopo un abbondante pasto italiano, non avevo molta voglia di mangiare alle bancarelle del mercato e mi sono diretta direttamente verso il secondo e il terzo distretto, che ospitano le auto d&#8217;epoca e i magazzini di mobili antichi del mercato. Aerei e alieni nel vecchio West Nel secondo e terzo distretto di Rot Fai Srinakarin, noti come Warehouses e Rod&#8217; Antiques, vi imbatterete in oggetti difficili da trovare come Cadillac e minivan Volkswagen degli anni &#8217;50, vecchi giradischi e jukebox, macchinine e scooter di latta per bambini, oltre a giacche e stivali vintage in pelle unici nel loro genere, sneaker Adidas degli anni &#8217;60 e action figure giapponesi. I caffè Carabao e Beatles che ricordavo da prima della pandemia di Covid non ci sono più, ma la maggior parte degli altri ristoranti in stile Road 66 sono ancora aperti. L&#8217;impressione di camminare in una città mineraria abbandonata nel mezzo del deserto americano è evocata da pompe di benzina, lampioni e semafori arrugginiti. Un bombardiere americano è stato piazzato sul tetto di un edificio a due piani, le cui ali e la cui cabina svettano sui negozi sottostanti, mentre un elicottero è parcheggiato tra i magazzini. I magazzini sono il mio posto preferito per girare video e scattare foto perché i venditori sono sempre accoglienti e la selezione di merci è impressionante. Se avete guardato &#8220;Strangers Things&#8221; su Netflix, riconoscerete macchine fotografiche d&#8217;epoca, bottiglie di soda, pezzi di ricambio per motociclette e scarpe da ginnastica dell&#8217;epoca, mentre in altre sezioni del mercato avrete l&#8217;impressione di essere stati trasportati indietro nel tempo, ai tempi di James Dean. Alcuni venditori sono anche collezionisti, quindi non si sa mai cosa vi aspetta ogni volta che ci amdate. Una festa di persone rilassate Per motivi di copyright, non ho potuto registrare la musica che usciva dai vari negozi: un fantastico mix di jazz degli anni Cinquanta, rock &#8216;n&#8217; roll e melodie tradizionali thailandesi. Tra pile di scarpe Vans e All Stars, dischi di Elvis e manichini a grandezza naturale, non ho potuto fare a meno di amare quella musica e di voler ballare con sconosciuti. Non si vedono questi tipi di assembramenti nelle zone turistiche o nei bar del centro, ed è questo che amo di più del mercato di Rot Fai: l&#8217;atteggiamento rilassato di tutti i partecipanti, dai venditori ai consumatori. Di notte, famiglie con bambini piccoli, adolescenti in bicicletta e skateboard, e anziani che sorseggiano birra Singha si riuniscono nell&#8217;area del mercato. Noi stranieri riusciamo a integrarci e a non dare nell&#8217;occhio in una folla così eterogenea. Non dimenticate che i prodotti vintage esposti in questo mercato sono...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9372-scaled-e1654230036330-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9372-scaled-e1654230036330-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9372-scaled-e1654230036330-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9372-scaled-e1654230036330-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9372-scaled-e1654230036330-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9372-scaled-e1654230036330-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9372-scaled-e1654230036330-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><p><strong><a href="https://asianitinerary.com/it/category/thailandia/bangkok-thailandia/">Bangkok</a></strong> è tante cose, ma è soprattutto una città di templi e mercati. I visitatori stranieri amano scoprire la cultura e la religione thailandese nei templi e trascorrere le loro notti (e i loro soldi) nei mercati. Tra tutti gli affascinanti mercati di Bangkok, ce n&#8217;è uno che, a mio parere, e anche secondo la maggior parte degli abitanti del posto, si distingue per la sua originalità e il suo fascino: il <strong>Rot Fai Train Market a Srinakarin</strong>.</p>
<p>Quando vivevo a Bangkok, era uno dei miei posti preferiti per trascorrere il venerdì o il sabato sera, da sola o con gli amici. Oggi, credo ancora che sia una delle esperienze più piacevoli che si possano fare in città, indipendentemente dalle numerose attività di intrattenimento che la città ha da offrire. Con pile e pile di scarpe e abiti hippie, mobili antichi, auto d&#8217;epoca, pezzi di ricambio, pubblicità e cartelli stradali, Rot Fai è un enorme mercato all&#8217;aperto.</p>
<p>Oltre agli articoli e agli abiti vintage unici per cui è famoso, ci sono anche negozi normali che offrono articoli di uso quotidiano e articoli tipici come cappelli, calzini e biancheria intima; Ci sono pub e ristoranti, parrucchieri, studi di tatuaggi e uno skate park. Il mese scorso, durante un breve viaggio nella capitale, sono tornata a Rot Fai per vedere come appariva dopo più di un anno di lockdown.</p>
<h3 class="p1"><strong><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9353-scaled-1-300x225.jpg" rel="prettyphoto[69876]"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-62311 alignleft" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9353-scaled-1-300x225.jpg" alt="" width="367" height="275" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9353-scaled-1-300x225.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9353-scaled-1-768x576.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9353-scaled-1-600x450.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9353-scaled-1-150x113.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9353-scaled-1-369x277.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9353-scaled-1-770x578.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9353-scaled-1.jpg 800w" sizes="(max-width: 367px) 100vw, 367px" /></a>Arrivare al Rot Fai Night Market</strong></h3>
<p class="p1"><span class="s1">Venerdì sera, dopo una cena molto piacevole al <a href="https://www.facebook.com/Palapizzaromanabistrot/" target="_blank" rel="noopener"><em>La Pala Restaurant</em></a> (da provare per l’autentica cucina italiana in una posizione molto centrale, proprio accanto alla stazione BTS di Asoke), ho deciso di andare al Rot Fai Night Market per appurare se fosse cambiato dopo la chiusura forzata causata dal Covid.</span></p>
<p>Le 19:30 sono un orario rischioso per attraversare la città in auto, eppure ho raggiunto Rot Fai in circa 45 minuti, non male considerando l&#8217;incubo dell&#8217;ora di punta che è il traffico a Bangkok.</p>
<p>Alcuni ristoranti thailandesi, alcuni pub, parrucchieri e barbieri fiancheggiano l&#8217;ingresso principale di Rot Fai. Lo skate park era pieno di bambini e adolescenti, ma non l&#8217;avevo visto durante le mie visite precedenti, quindi immagino sia una nuova aggiunta al mercato. Sebbene non fosse strapieno, sono stato contenta di vedere che il mercato era animato.</p>
<h3 class="p1"><strong>Il primo distretto</strong></h3>
<p>Il primo distretto di Rot Fai è dominato da negozi che offrono abbigliamento alla moda, attrezzatura da campeggio e borse, oltre a famosi ristoranti e caffè coreani e thailandesi situati all&#8217;interno di container, vagoni ferroviari e rimorchi. Non fatevi ingannare pensando che questa sia l&#8217;unica zona da esplorare; continuate a camminare per il vasto appezzamento di terreno finché non vi imbatterete nelle zone più interessanti.</p>
<p>Mentre passeggiate, potete fermarvi per un Pad Thai, un mango e riso glutinoso, un Pad Krapao, polpette di pesce o costine BBQ, venduti nelle bancarelle di street food.</p>
<p>Se vi sentite avventurosi e desiderate provare qualcosa che vada oltre gli standard occidentali, ci sono diversi venditori di insetti che offrono grilli croccanti, cavallette e bachi da seta.</p>
<div id="attachment_62305" style="width: 383px" class="wp-caption alignright"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9337-scaled-1-300x225.jpg" rel="prettyphoto[69876]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-62305" class="wp-image-62305" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9337-scaled-1-300x225.jpg" alt="" width="373" height="280" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9337-scaled-1-300x225.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9337-scaled-1-768x576.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9337-scaled-1-600x450.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9337-scaled-1-150x113.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9337-scaled-1-369x277.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9337-scaled-1-770x578.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9337-scaled-1.jpg 800w" sizes="(max-width: 373px) 100vw, 373px" /></a><p id="caption-attachment-62305" class="wp-caption-text">Rot Fai Srinakarin</p></div>
<p>Nel primo distretto, cercate una caffetteria in stile antico che serve succhi di frutta, bevande fredde e snack. Di fronte alla caffetteria c&#8217;è una bicicletta d&#8217;epoca con il logo della Coca-Cola, oltre a una serie di vecchi poster e pubblicità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Secondo una conoscente thailandese che era bambina negli anni &#8217;70, questo bar assomiglia esattamente a quello in cui andava dopo la scuola per comprare snack e caramelle. Dopo un abbondante pasto italiano, non avevo molta voglia di mangiare alle bancarelle del mercato e mi sono diretta direttamente verso il secondo e il terzo distretto, che ospitano le auto d&#8217;epoca e i magazzini di mobili antichi del mercato.</p>
<h3 class="p1"><strong>Aerei e alieni nel vecchio West</strong></h3>
<p>Nel secondo e terzo distretto di Rot Fai Srinakarin, noti come Warehouses e Rod&#8217; Antiques, vi imbatterete in oggetti difficili da trovare come Cadillac e minivan Volkswagen degli anni &#8217;50, vecchi giradischi e jukebox, macchinine e scooter di latta per bambini, oltre a giacche e stivali vintage in pelle unici nel loro genere, sneaker Adidas degli anni &#8217;60 e action figure giapponesi.</p>
<p>I caffè Carabao e Beatles che ricordavo da prima della pandemia di Covid non ci sono più, ma la maggior parte degli altri ristoranti in stile Road 66 sono ancora aperti.</p>
<p>L&#8217;impressione di camminare in una città mineraria abbandonata nel mezzo del deserto americano è evocata da pompe di benzina, lampioni e semafori arrugginiti. Un bombardiere americano è stato piazzato sul tetto di un edificio a due piani, le cui ali e la cui cabina svettano sui negozi sottostanti, mentre un elicottero è parcheggiato tra i magazzini.</p>
<p>I magazzini sono il mio posto preferito per girare video e scattare foto perché i venditori sono sempre accoglienti e la selezione di merci è impressionante.</p>
<p>Se avete guardato &#8220;Strangers Things&#8221; su Netflix, riconoscerete macchine fotografiche d&#8217;epoca, bottiglie di soda, pezzi di ricambio per motociclette e scarpe da ginnastica dell&#8217;epoca, mentre in altre sezioni del mercato avrete l&#8217;impressione di essere stati trasportati indietro nel tempo, ai tempi di James Dean. Alcuni venditori sono anche collezionisti, quindi non si sa mai cosa vi aspetta ogni volta che ci amdate.</p>
<h3 class="p1"><span class="s1"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9442-scaled-1-300x225.jpg" rel="prettyphoto[69876]"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-62302" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9442-scaled-1-300x225.jpg" alt="" width="376" height="282" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9442-scaled-1-300x225.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9442-scaled-1-768x576.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9442-scaled-1-600x450.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9442-scaled-1-150x113.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9442-scaled-1-369x277.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9442-scaled-1-770x578.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9442-scaled-1.jpg 800w" sizes="(max-width: 376px) 100vw, 376px" /></a></span><strong>Una festa di persone rilassate</strong></h3>
<p>Per motivi di copyright, non ho potuto registrare la musica che usciva dai vari negozi: un fantastico mix di jazz degli anni Cinquanta, rock &#8216;n&#8217; roll e melodie tradizionali thailandesi.<br />
Tra pile di scarpe Vans e All Stars, dischi di Elvis e manichini a grandezza naturale, non ho potuto fare a meno di amare quella musica e di voler ballare con sconosciuti.</p>
<p>Non si vedono questi tipi di assembramenti nelle zone turistiche o nei bar del centro, ed è questo che amo di più del mercato di Rot Fai: l&#8217;atteggiamento rilassato di tutti i partecipanti, dai venditori ai consumatori.</p>
<p>Di notte, famiglie con bambini piccoli, adolescenti in bicicletta e skateboard, e anziani che sorseggiano birra Singha si riuniscono nell&#8217;area del mercato. Noi stranieri riusciamo a integrarci e a non dare nell&#8217;occhio in una folla così eterogenea.</p>
<p>Non dimenticate che i prodotti vintage esposti in questo mercato sono sicuramente originali, quindi non contrattate troppo: se il prezzo è alto, c&#8217;è una sua ragione. Anche se non siete molto esperti di articoli vintage, o se non ne siete degli appassionati, il fascino autentico e l&#8217;atmosfera accogliente di Rot Fai Srinakarin vi conquisteranno.</p>
<p>Non è semplice rientrare ad Asoke o Silom nel cuore della notte, dopo l&#8217;orario di chiusura dei treni BTS, ma il mercato notturno è una tappa obbligata quando si visita a Bangkok: è molto divertente ed un ottimo posto per acquistare qualche souvenir, quindi non perdetevelo.</p>
<h3 class="p1"><span class="s1"><b>Location e Consigli</b></span></h3>
<p>Il <strong>Rot Fai Train Market</strong>, noto anche come Srinakarin Train Market, si trova in Srinakarin Soi 51, dietro il grande centro commerciale Seacon Square. Dal centro di Bangkok, l&#8217;opzione migliore è prendere un taxi, anche se il traffico può essere terribile nelle notti del fine settimana, quindi l&#8217;opzione più veloce è probabilmente prendere la BTS fino alla stazione di Udom Suk e poi prendere un taxi o un songteaw (servizio di pick up condiviso). Il mercato dista 15 minuti di auto da Udon Suk.</p>
<p class="p1"><span class="s1"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9411-1280x580-1-300x136.jpg" rel="prettyphoto[69876]"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-62314 alignright" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9411-1280x580-1-300x136.jpg" alt="" width="419" height="190" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9411-1280x580-1-300x136.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9411-1280x580-1-1024x464.jpg 1024w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9411-1280x580-1-768x348.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9411-1280x580-1-600x272.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9411-1280x580-1-150x68.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9411-1280x580-1-369x167.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9411-1280x580-1-770x349.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_9411-1280x580-1.jpg 1280w" sizes="(max-width: 419px) 100vw, 419px" /></a>Il Rot Fai è aperto dalle 17:00 all&#8217;1:00 tutti i giovedì e le domeniche.<br />
</span></p>
<p class="p1">Per tornare a Siam/Silom/Asoke in tempo, nel caso in cui perdiate l&#8217;ultima BTS e i tassisti si rifiutino di portarvi così lontano, potete dividere il viaggio in due tappe: un taxi per Thong Lo o Ekkamai e un altro da lì fino alla vostra destinazione finale. È un po&#8217; più costoso, ma è efficace.</p>
<p class="p1"><strong>Rot Fai Srinakarin</strong> ha un mercato gemello, il Ratchada, più centrale. Tuttavia, il <strong>Rot Fai Market Ratchada</strong>, pur essendo più vicino al centro città e facilmente accessibile, non ha lo stesso livello di autenticità e originalità del Rot Fai Market di Srinakarin. Si vociferava che la filiale di Ratchada avrebbe chiuso definitivamente nell&#8217;agosto 2021 e, nonostante il proprietario abbia affermato che avrebbe riaperto, rimane chiusa a tutt&#8217;oggi.</p>
<p><em>Foto di Guglielmo Zanchi (Pluto)</em></p>
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		<title>L&#8217;etnia Gurung del Nepal: Custodi della Tradizione</title>
		<link>https://asianitinerary.com/it/letnia-gurung-del-nepal-custodi-della-tradizione/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=letnia-gurung-del-nepal-custodi-della-tradizione</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Thomas Gennaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Dec 2023 20:47:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Nepal]]></category>
		<category><![CDATA[culture]]></category>
		<category><![CDATA[Gurung]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/22-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/22-150x150.jpeg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/22-75x75.jpeg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/22-24x24.jpeg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/22-48x48.jpeg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/22-96x96.jpeg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/22-300x300.jpeg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>Nascosti tra le maestose vette dell&#8217;Himalaya, gli abitanti delle remote comunità Gurung del Nepal incarnano una ricca cultura che si intreccia con le montagne che chiamano casa. Questa etnia, nota per la loro resilienza e adattabilità, ha mantenuto tradizioni millenarie che spesso svelano la loro profonda connessione con la natura circostante. Tra le loro pratiche più distintive e misteriose, la raccolta del miele allucinogeno occupa un posto di rilievo. I Gurung sono conosciuti per la loro abilità unica nella raccolta del miele delle gigantesche api dell&#8217;Himalaya, un&#8217;arte tramandata da generazioni. Ma ciò che rende questa pratica ancora più affascinante è il tipo speciale di miele che cercano: il miele allucinogeno, noto localmente come &#8220;mad honey&#8221; o &#8220;miele pazzo&#8221;. Questo miele, prodotto dalle api Apis dorsata laboriosa, contiene una sostanza psicoattiva chiamata grayanotossina, derivata dal polline di rododendro che le api raccolgono. La raccolta di questo miele è un&#8217;impresa rischiosa e richiede un coraggio straordinario da parte dei Gurung. Le api giganti sono infide guardiane del loro prezioso alveare, e per raggiungere il nettare, i raccoglitori devono arrampicarsi su ripide pareti rocciose, spesso a centinaia di metri di altezza, protetti solo da rudimentali cesti di vimini e fumi di erbe per placare le api. Nonostante i rischi, la ricompensa è considerata degna, poiché il miele allucinogeno è altamente ricercato per le sue presunte proprietà medicinali e psicoattive. La tradizione della raccolta del miele allucinogeno tra i Gurung è intrisa di miti e leggende. Si dice che il consumo moderato di questo miele abbia effetti stimolanti e rinvigorenti, ma anche visioni e allucinazioni che portano coloro che lo assumono in uno stato di coscienza alterata. È stato riportato che i Gurung utilizzano il miele pazzo in cerimonie religiose, rituali sciamanici e persino come afrodisiaco. Tuttavia, con l&#8217;avvento della modernizzazione e i cambiamenti ambientali, la pratica della raccolta del miele allucinogeno tra i Gurung è minacciata. La deforestazione, l&#8217;inquinamento e il cambiamento climatico mettono a rischio gli habitat delle api e dei rododendri, compromettendo la produzione del prezioso nettare. Inoltre, le restrizioni normative e i crescenti rischi per la sicurezza stanno riducendo il numero di raccoglitori disposti a intraprendere questa impresa pericolosa. Nonostante le sfide, i Gurung rimangono devoti custodi della loro tradizione millenaria. La raccolta del miele allucinogeno non è solo un atto di sopravvivenza, ma anche un tributo alla loro profonda connessione con la natura e una testimonianza della loro eredità culturale unica. Mentre il mondo cambia intorno a loro, i Gurung continuano a guardare alle montagne con rispetto e gratitudine, sapendo che nelle loro vette celano segreti che solo pochi coraggiosi sono disposti a scoprire. ASCOLTA IL PODCAST DI PERCORSI DI VIAGGIO SULL&#8217;ETNIA GURUNG DEL NEPAL CLICCANDO QUI</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/22-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/22-150x150.jpeg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/22-75x75.jpeg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/22-24x24.jpeg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/22-48x48.jpeg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/22-96x96.jpeg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/22-300x300.jpeg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><p class="p1"><span class="s1">Nascosti tra le maestose vette dell&#8217;<strong>Himalaya</strong>, gli abitanti delle remote comunità <strong>Gurung</strong> del <a href="https://asianitinerary.com/it/tag/nepal-it/"><strong>Nepal</strong></a> incarnano una ricca cultura che si intreccia con le montagne che chiamano casa. <a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-0ec31dce23-300x199.jpeg" rel="prettyphoto[60137]"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-59142" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-0ec31dce23-300x199.jpeg" alt="" width="320" height="212" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-0ec31dce23-300x199.jpeg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-0ec31dce23-600x399.jpeg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-0ec31dce23-150x100.jpeg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-0ec31dce23-369x245.jpeg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-0ec31dce23-285x190.jpeg 285w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-0ec31dce23-236x156.jpeg 236w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-0ec31dce23.jpeg 602w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></a>Questa etnia, nota per la loro resilienza e adattabilità, ha mantenuto tradizioni millenarie che spesso svelano la loro profonda connessione con la natura circostante. Tra le loro pratiche più distintive e misteriose, la raccolta del miele allucinogeno occupa un posto di rilievo.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">I <strong>Gurung</strong> sono conosciuti per la loro abilità unica nella raccolta del miele delle gigantesche api dell&#8217;<strong>Himalaya</strong>, un&#8217;arte tramandata da generazioni. Ma ciò che rende questa pratica ancora più affascinante è il tipo speciale di miele che cercano: il miele allucinogeno, noto localmente come &#8220;mad honey&#8221; o &#8220;miele pazzo&#8221;. Questo miele, prodotto dalle api Apis dorsata laboriosa, contiene una sostanza psicoattiva chiamata grayanotossina, derivata dal polline di rododendro che le api raccolgono.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-5-c0d413ede4-1-300x225.jpeg" rel="prettyphoto[60137]"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-59160 alignright" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-5-c0d413ede4-1-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-5-c0d413ede4-1-300x225.jpeg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-5-c0d413ede4-1-768x576.jpeg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-5-c0d413ede4-1-600x450.jpeg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-5-c0d413ede4-1-150x113.jpeg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-5-c0d413ede4-1-369x277.jpeg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-5-c0d413ede4-1-770x578.jpeg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-5-c0d413ede4-1.jpeg 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>La raccolta di questo miele è un&#8217;impresa rischiosa e richiede un coraggio straordinario da parte dei <strong>Gurung</strong>. Le api giganti sono infide guardiane del loro prezioso alveare, e per raggiungere il nettare, i raccoglitori devono arrampicarsi su ripide pareti rocciose, spesso a centinaia di metri di altezza, protetti solo da rudimentali cesti di vimini e fumi di erbe per placare le api. Nonostante i rischi, la ricompensa è considerata degna, poiché il miele allucinogeno è altamente ricercato per le sue presunte proprietà medicinali e psicoattive.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">La tradizione della raccolta del miele allucinogeno tra i <strong>Gurung</strong> è intrisa di miti e leggende. <a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-89e5322a77-300x178.jpeg" rel="prettyphoto[60137]"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-59145 alignleft" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-89e5322a77-300x178.jpeg" alt="" width="339" height="201" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-89e5322a77-300x178.jpeg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-89e5322a77-768x456.jpeg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-89e5322a77-600x356.jpeg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-89e5322a77-150x89.jpeg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-89e5322a77-369x219.jpeg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-89e5322a77-770x457.jpeg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-89e5322a77.jpeg 832w" sizes="(max-width: 339px) 100vw, 339px" /></a>Si dice che il consumo moderato di questo miele abbia effetti stimolanti e rinvigorenti, ma anche visioni e allucinazioni che portano coloro che lo assumono in uno stato di coscienza alterata. È stato riportato che i <strong>Gurung</strong> utilizzano il miele pazzo in cerimonie religiose, rituali sciamanici e persino come afrodisiaco.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Tuttavia, con l&#8217;avvento della modernizzazione e i cambiamenti ambientali, la pratica della raccolta del miele allucinogeno tra i <strong>Gurung</strong> è minacciata. La deforestazione, l&#8217;inquinamento e il cambiamento climatico mettono a rischio gli habitat delle api e dei rododendri, compromettendo la produzione del prezioso nettare. Inoltre, le restrizioni normative e i crescenti rischi per la sicurezza stanno riducendo il numero di raccoglitori disposti a intraprendere questa impresa pericolosa.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-2109cb06d9-300x223.jpeg" rel="prettyphoto[60137]"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-59148 alignright" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-2109cb06d9-300x223.jpeg" alt="" width="300" height="223" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-2109cb06d9-300x223.jpeg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-2109cb06d9-768x571.jpeg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-2109cb06d9-600x446.jpeg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-2109cb06d9-150x111.jpeg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-2109cb06d9-369x274.jpeg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-2109cb06d9-770x572.jpeg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-2109cb06d9.jpeg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Nonostante le sfide, i <strong>Gurung</strong> rimangono devoti custodi della loro tradizione millenaria. La raccolta del miele allucinogeno non è solo un atto di sopravvivenza, ma anche un tributo alla loro profonda connessione con la natura e una testimonianza della loro eredità culturale unica. Mentre il mondo cambia intorno a loro, i Gurung continuano a guardare alle montagne con rispetto e gratitudine, sapendo che nelle loro vette celano segreti che solo pochi coraggiosi sono disposti a scoprire.</span></p>
<p><b>ASCOLTA IL PODCAST DI </b><a href="https://percorsidiviaggio.com/"><span class="s1"><b>PERCORSI DI VIAGGIO</b></span></a><b> SULL&#8217;ETNIA GURUNG DEL NEPAL CLICCANDO </b><a href="https://asianitinerary.com/it/podcast-4-24-la-raccolta-del-miele-allucinogeno-in-nepal/"><span class="s1"><b>QUI</b></span></a></p>
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		<title>il Regno di Champa: una mistica leggenda dall&#8217;antico Vietnam</title>
		<link>https://asianitinerary.com/it/il-regno-di-champa-una-mistica-leggenda-dallantico-vietnam/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-regno-di-champa-una-mistica-leggenda-dallantico-vietnam</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Thomas Gennaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Oct 2023 19:16:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Vietnam]]></category>
		<category><![CDATA[Champa kingdom]]></category>
		<category><![CDATA[culture]]></category>
		<category><![CDATA[History]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/2b-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/2b-150x150.jpeg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/2b-75x75.jpeg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/2b-24x24.jpeg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/2b-48x48.jpeg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/2b-96x96.jpeg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/2b-300x300.jpeg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>Nascosto nelle estreme regioni orientali del Sud-est asiatico, il Regno dei Champa è un regno che evoca immagini di antichi templi, traffici commerciali frenetici ed un ricco patrimonio culturale. Anche se potrebbe non essere altrettanto conosciuto come alcuni altri regni asiatici, la storia dei Champa è un intreccio di storie affascinanti che si estende per oltre un millennio. Ne seguiremo qui le sue origini, il suo apice ed il suo declino. Origini e sviluppo iniziale Il Regno dei Champa si trovava in quella che oggi è la regione centro-meridionale del Vietnam, un&#8217;area conosciuta per i suoi paesaggi lussureggianti e per i terreni fertili. Le sue origini risalgono al secondo secolo dopo Cristo, quando fu fondato da un gruppo di persone provenienti dalla penisola malese e dall&#8217;arcipelago indonesiano. Questi primi coloni portarono con sé la loro cultura, che alla fine si fuse con quella della popolazione indigena, evolvendo in quella che ora riconosciamo come la civiltà dei Champa. Il popolo dei Champa era abile nello sfruttare le risorse naturali della regione e nella costruzione di sistemi di irrigazione che consentivano la prosperità dell&#8217;agricoltura. Le loro terre fertili producevano una ricca abbondanza di riso, una coltivazione fondamentale che avrebbe svolto un ruolo significativo nella crescita della loro civiltà. Inoltre, il Regno dei Champa era baciato da una ricchezza di risorse naturali, tra cui metalli preziosi, legni aromatici e spezie. Questa posizione vantaggiosa trasformò rapidamente la regione dei Champa in un centro di scambi e commercio, attirando mercanti dall&#8217;India, dalla Cina e da altre nazioni. Religione e Cultura La cultura dei Champa era profondamente influenzata dalle civiltà dell&#8217;India. Questo è evidente soprattutto nella loro religione. L&#8217;induismo, portato da commercianti e missionari indiani, svolgeva un ruolo di spicco nella società dei Champa. Templi dedicati alle divinità induiste, in particolare Shiva e Vishnu, punteggiavano il paesaggio. Alcuni dei templi più iconici includono My Son e Po Nagar, che testimoniano l&#8217;abilità architettonica dei Champa. Anche il buddismo si ritagliò una presenza nella regione, coesistendo con l&#8217;induismo. Queste credenze religiose influenzarono l&#8217;arte, la scultura e persino la scrittura dei Champa. Il sistema di scrittura Cham, un sistema austronesiano con elementi di sanscrito, veniva utilizzato in iscrizioni e manoscritti. L&#8217;età dell&#8217;oro del regno Champa Il Regno dei Champa raggiunse il suo apice tra il quarto e il tredicesimo secolo, durante i quali acquisì un prospero potere marittimo. I suoi porti erano affollati da scambi internazionali, ed il regno era rinomato per i suoi abili artigiani, che producevano gioielli, ceramiche e squisiti tessuti. Il popolo Cham eccelleva nella costruzione di navi, il ché permetteva loro di navigare nelle vaste acque del Sud-est asiatico. L&#8217;influenza dei Champa si estendeva ben oltre i loro confini. Stabilirono relazioni diplomatiche e commerciali col vicino Impero Khmer, con la Cina e con l&#8217;Impero Majapahit a Java. Queste connessioni agevolarono lo scambio non solo di merci, ma anche di idee e di cultura. Il Regno dei Champa era un crocevia dinamico, in cui varie influenze si incontravano per creare una società unica e vivace. Declino e scomparsa Il declino del Regno dei Champa può essere attribuito a diversi fattori. Prima di tutto, affrontò costanti minacce dal suo vicino settentrionale, il Dai Viet &#8211; l’odierno Vietnam. Il Dai Viet continuava ad espandere il suo territorio verso sud, e il popolo dei Champa dovette affrontare diverse guerre con i loro vicini settentrionali, che indebolirono sia il loro potere che le loro risorse. Inoltre, il Regno dei Champa ebbe a che fare con conflitti interni e divisioni politiche. La frammentazione della società lo rese vulnerabile alle minacce esterne. La fine del Regno dei Champa giunse nel quindicesimo secolo, quando fu completamente assorbito dall&#8217;espandente Impero Dai Viet. Oggi, il Regno dei Champa esiste principalmente nei documenti storici, nei templi antichi e nella memoria collettiva del popolo Cham, che continua a mantenere la propria cultura e le proprie tradizioni uniche in Vietnam. L&#8217;eredità del Regno dei Champa continua a vivere nei templi, nelle sculture e negli artefatti che rimangono come simboli duraturi di questa un tempo grande civiltà. In conclusione, la storia del Regno di Champa è un racconto avvincente di un&#8217;antica civiltà che emerse grazie agli scambi commerciali ed alla condivisione culturale, e che alla fine è stata vinta da pressioni esterne e da conflitti interni. I resti della ricca storia dei Champa continuano a catturare l&#8217;interesse di storici, archeologi e viaggiatori, ricordandoci dell&#8217;eredità duratura di questo regno enigmatico che un tempo prosperava sulle coste del Vietnam centrale.</p>
<p>The post <a href="https://asianitinerary.com/it/il-regno-di-champa-una-mistica-leggenda-dallantico-vietnam/">il Regno di Champa: una mistica leggenda dall&#8217;antico Vietnam</a> appeared first on <a href="https://asianitinerary.com/it/">Asian Itinerary</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/2b-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/2b-150x150.jpeg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/2b-75x75.jpeg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/2b-24x24.jpeg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/2b-48x48.jpeg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/2b-96x96.jpeg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/2b-300x300.jpeg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><p><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/Locator-map-Champa-300x203.jpg" rel="prettyphoto[59212]"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-57998 alignright" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/Locator-map-Champa-300x203.jpg" alt="" width="328" height="222" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/Locator-map-Champa-300x203.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/Locator-map-Champa-1024x691.jpg 1024w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/Locator-map-Champa-768x518.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/Locator-map-Champa-600x405.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/Locator-map-Champa-1536x1037.jpg 1536w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/Locator-map-Champa-150x101.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/Locator-map-Champa-369x249.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/Locator-map-Champa-770x520.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/Locator-map-Champa.jpg 2000w" sizes="(max-width: 328px) 100vw, 328px" /></a></p>
<p class="p1"><span class="s1">Nascosto nelle estreme regioni orientali del Sud-est asiatico, il <strong>Regno dei Champa</strong> è un regno che evoca immagini di antichi templi, traffici commerciali frenetici ed un ricco patrimonio culturale. Anche se potrebbe non essere altrettanto conosciuto come alcuni altri regni asiatici, la storia dei <strong>Champa</strong> è un intreccio di storie affascinanti che si estende per oltre un millennio. Ne seguiremo qui le sue origini, il suo apice ed il suo declino.</span></p>
<h3>Origini e sviluppo iniziale</h3>
<p class="p1"><span class="s1">Il <strong>Regno dei Champa</strong> si trovava in quella che oggi è la regione centro-meridionale del <a href="https://asianitinerary.com/it/category/vietnam-it/"><strong>Vietnam</strong></a>, un&#8217;area conosciuta per i suoi paesaggi lussureggianti e per i terreni fertili. Le sue origini risalgono al secondo secolo dopo Cristo, quando fu fondato da un gruppo di persone provenienti dalla penisola malese e dall&#8217;arcipelago indonesiano. Questi primi coloni portarono con sé la loro <a href="https://asianitinerary.com/it/tag/cultura/"><strong>cultura</strong></a>, che alla fine si fuse con quella della popolazione indigena, evolvendo in quella che ora riconosciamo come la civiltà dei <strong>Champa</strong>.</span></p>
<p><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/katepandanus01-300x171.jpeg" rel="prettyphoto[59212]"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-57985" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/katepandanus01-300x171.jpeg" alt="" width="398" height="227" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/katepandanus01-300x171.jpeg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/katepandanus01-600x343.jpeg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/katepandanus01-150x86.jpeg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/katepandanus01-369x211.jpeg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/katepandanus01.jpeg 620w" sizes="(max-width: 398px) 100vw, 398px" /></a></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il popolo dei <strong>Champa</strong> era abile nello sfruttare le risorse naturali della regione e nella costruzione di sistemi di irrigazione che consentivano la prosperità dell&#8217;agricoltura. Le loro terre fertili producevano una ricca abbondanza di riso, una coltivazione fondamentale che avrebbe svolto un ruolo significativo nella crescita della loro civiltà. Inoltre, il Regno dei <strong>Champa</strong> era baciato da una ricchezza di risorse naturali, tra cui metalli preziosi, legni aromatici e spezie. Questa posizione vantaggiosa trasformò rapidamente la regione dei <strong>Champa</strong> in un centro di scambi e commercio, attirando mercanti dall&#8217;<a href="https://asianitinerary.com/it/category/india-it/"><strong>India</strong></a>, dalla <a href="https://asianitinerary.com/it/category/cina/"><strong>Cina</strong></a> e da altre nazioni.</span></p>
<h3><strong>Religione e Cultura</strong></h3>
<p class="p1"><span class="s1">La cultura dei <strong>Champa</strong> era profondamente influenzata dalle civiltà dell&#8217;<a href="https://asianitinerary.com/it/category/india-it/"><strong>India</strong></a>. Questo è evidente soprattutto nella loro religione. L&#8217;induismo, portato da commercianti e missionari indiani, svolgeva un ruolo di spicco nella società dei <strong>Champa</strong>. Templi dedicati alle divinità induiste, in particolare <em>Shiva e Vishnu</em>, punteggiavano il paesaggio. Alcuni dei templi più iconici includono My Son e Po Nagar, che testimoniano l&#8217;abilità architettonica dei Champa.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Anche il <strong>buddismo</strong> si ritagliò una presenza nella regione, coesistendo con l&#8217;induismo. Queste credenze religiose influenzarono l&#8217;arte, la scultura e persino la scrittura dei Champa. Il sistema di scrittura Cham, un sistema austronesiano con elementi di sanscrito, veniva utilizzato in iscrizioni e manoscritti.</span></p>
<h3>L&#8217;età dell&#8217;oro del regno Champa</h3>
<p><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/historic-lost-civilization-relics-temple-vietnam-nha-trang-1437677-pxhere.com_-300x200.jpg" rel="prettyphoto[59212]"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-57988 alignright" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/historic-lost-civilization-relics-temple-vietnam-nha-trang-1437677-pxhere.com_-300x200.jpg" alt="" width="405" height="270" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/historic-lost-civilization-relics-temple-vietnam-nha-trang-1437677-pxhere.com_-300x200.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/historic-lost-civilization-relics-temple-vietnam-nha-trang-1437677-pxhere.com_-768x512.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/historic-lost-civilization-relics-temple-vietnam-nha-trang-1437677-pxhere.com_-600x400.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/historic-lost-civilization-relics-temple-vietnam-nha-trang-1437677-pxhere.com_-150x100.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/historic-lost-civilization-relics-temple-vietnam-nha-trang-1437677-pxhere.com_-369x246.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/historic-lost-civilization-relics-temple-vietnam-nha-trang-1437677-pxhere.com_-770x514.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/historic-lost-civilization-relics-temple-vietnam-nha-trang-1437677-pxhere.com_-285x190.jpg 285w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/historic-lost-civilization-relics-temple-vietnam-nha-trang-1437677-pxhere.com_-236x156.jpg 236w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/historic-lost-civilization-relics-temple-vietnam-nha-trang-1437677-pxhere.com_.jpg 1024w" sizes="(max-width: 405px) 100vw, 405px" /></a></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il <em>Regno dei Champa</em> raggiunse il suo apice tra il quarto e il tredicesimo secolo, durante i quali acquisì un prospero potere marittimo. I suoi porti erano affollati da scambi internazionali, ed il regno era rinomato per i suoi abili artigiani, che producevano gioielli, ceramiche e squisiti tessuti. Il popolo Cham eccelleva nella costruzione di navi, il ché permetteva loro di navigare nelle vaste acque del Sud-est asiatico.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">L&#8217;influenza dei Champa si estendeva ben oltre i loro confini. Stabilirono relazioni diplomatiche e commerciali col vicino Impero <strong>Khmer</strong>, con la <a href="https://asianitinerary.com/it/category/cina/"><strong>Cina</strong></a> e con l&#8217;Impero <em>Majapahit a Java</em>. Queste connessioni agevolarono lo scambio non solo di merci, ma anche di idee e di cultura. Il <em>Regno dei Champa</em> era un crocevia dinamico, in cui varie influenze si incontravano per creare una società unica e vivace.</span></p>
<h3>Declino e scomparsa</h3>
<p class="p1"><span class="s1">Il declino del Regno dei Champa può essere attribuito a diversi fattori. Prima di tutto, affrontò costanti minacce dal suo vicino settentrionale, il Dai Viet &#8211; l’odierno <a href="https://asianitinerary.com/it/category/vietnam-it/"><strong>Vietnam</strong></a>. Il Dai Viet continuava ad espandere il suo territorio verso sud, e il popolo dei Champa dovette affrontare diverse guerre con i loro vicini settentrionali, che indebolirono sia il loro potere che le loro risorse.</span></p>
<p><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/main-qimg-4626a32241280235f7a8dd355ea4bbe6-lq-300x219.jpeg" rel="prettyphoto[59212]"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-57991" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/main-qimg-4626a32241280235f7a8dd355ea4bbe6-lq-300x219.jpeg" alt="" width="388" height="283" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/main-qimg-4626a32241280235f7a8dd355ea4bbe6-lq-300x219.jpeg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/main-qimg-4626a32241280235f7a8dd355ea4bbe6-lq-600x439.jpeg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/main-qimg-4626a32241280235f7a8dd355ea4bbe6-lq-150x110.jpeg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/main-qimg-4626a32241280235f7a8dd355ea4bbe6-lq-369x270.jpeg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/10/main-qimg-4626a32241280235f7a8dd355ea4bbe6-lq.jpeg 602w" sizes="(max-width: 388px) 100vw, 388px" /></a></p>
<p class="p1"><span class="s1">Inoltre, il Regno dei Champa ebbe a che fare con conflitti interni e divisioni politiche. La frammentazione della società lo rese vulnerabile alle minacce esterne. La fine del Regno dei Champa giunse nel quindicesimo secolo, quando fu completamente assorbito dall&#8217;espandente Impero Dai Viet.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Oggi, il Regno dei Champa esiste principalmente nei documenti storici, nei templi antichi e nella memoria collettiva del popolo Cham, che continua a mantenere la propria cultura e le proprie tradizioni uniche in <a href="https://asianitinerary.com/it/category/vietnam-it/"><strong>Vietnam</strong></a>. L&#8217;eredità del Regno dei Champa continua a vivere nei templi, nelle sculture e negli artefatti che rimangono come simboli duraturi di questa un tempo grande civiltà.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">In conclusione, la storia del <em>Regno di Champa</em> è un racconto avvincente di un&#8217;antica civiltà che emerse grazie agli scambi commerciali ed alla condivisione culturale, e che alla fine è stata vinta da pressioni esterne e da conflitti interni. I resti della ricca storia dei Champa continuano a catturare l&#8217;interesse di storici, archeologi e viaggiatori, ricordandoci dell&#8217;eredità duratura di questo regno enigmatico che un tempo prosperava sulle coste del <a href="https://asianitinerary.com/it/category/vietnam-it/"><strong>Vietnam</strong></a> centrale.</span></p>
<p>The post <a href="https://asianitinerary.com/it/il-regno-di-champa-una-mistica-leggenda-dallantico-vietnam/">il Regno di Champa: una mistica leggenda dall&#8217;antico Vietnam</a> appeared first on <a href="https://asianitinerary.com/it/">Asian Itinerary</a>.</p>
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		<title>Laos, un itinerario ai confini del tempo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pluto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Aug 2023 10:55:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Laos]]></category>
		<category><![CDATA[Luang Prabang]]></category>
		<category><![CDATA[Nature]]></category>
		<category><![CDATA[Travel]]></category>
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		<category><![CDATA[travel]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/08/A-glimpse-of-life-on-the-Mekong-–-by-Guglielmo-Zanchi-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/08/A-glimpse-of-life-on-the-Mekong-–-by-Guglielmo-Zanchi-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/08/A-glimpse-of-life-on-the-Mekong-–-by-Guglielmo-Zanchi-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/08/A-glimpse-of-life-on-the-Mekong-–-by-Guglielmo-Zanchi-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/08/A-glimpse-of-life-on-the-Mekong-–-by-Guglielmo-Zanchi-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/08/A-glimpse-of-life-on-the-Mekong-–-by-Guglielmo-Zanchi-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/08/A-glimpse-of-life-on-the-Mekong-–-by-Guglielmo-Zanchi-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>Per la versione in ITALIANO sull&#8217;itinerario nel nord del Laos, ENTRARE NELL’ARTICOLO Eccoci qui a raccontare questo viaggio che “Percorsi di Viaggio” ha fatto ultimamente. Premetto fin da subito che è stato un percorso altamente emozionante e terribilmente “fotogenico”, un percorso misto fra naturale ed etnico che ci ha portato a visitare un numero imprecisato di villaggi locali, abitati da tribù quasi tutte originarie dalla Cina, in una affascinante cornice fatta di colline ora ricoperte da boschi lussureggianti, abitati da diverse specie di animali selvatici fra i quali orsi, cervi e tigri, ora spogliate della vegetazione a causa degli incendi provocati dai contadini per ri-fertilizzare i campi, ma non per questo meno suggestivi.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/08/A-glimpse-of-life-on-the-Mekong-–-by-Guglielmo-Zanchi-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/08/A-glimpse-of-life-on-the-Mekong-–-by-Guglielmo-Zanchi-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/08/A-glimpse-of-life-on-the-Mekong-–-by-Guglielmo-Zanchi-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/08/A-glimpse-of-life-on-the-Mekong-–-by-Guglielmo-Zanchi-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/08/A-glimpse-of-life-on-the-Mekong-–-by-Guglielmo-Zanchi-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/08/A-glimpse-of-life-on-the-Mekong-–-by-Guglielmo-Zanchi-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/08/A-glimpse-of-life-on-the-Mekong-–-by-Guglielmo-Zanchi-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><h1>Per la versione in ITALIANO sull&#8217;itinerario nel nord del Laos, <a href="https://percorsidiviaggio.com/laos-un-itinerario-ai-confini-del-tempo/" target="_blank" rel="noopener">ENTRARE NELL’ARTICOLO</a></h1>
<p class="p1"><span class="s1">Eccoci qui a raccontare questo viaggio che “<strong>Percorsi di Viaggio</strong>” ha fatto ultimamente. Premetto fin da subito che è stato un percorso altamente emozionante e terribilmente “fotogenico”, un percorso misto fra naturale ed etnico che ci ha portato a visitare un numero imprecisato di villaggi locali, abitati da tribù quasi tutte originarie dalla <strong>Cina</strong>, in una affascinante cornice fatta di colline ora ricoperte da boschi lussureggianti, abitati da diverse specie di animali selvatici fra i quali orsi, cervi e tigri, ora spogliate della vegetazione a causa degli incendi provocati dai contadini per ri-fertilizzare i campi, ma non per questo meno suggestivi.</span></p>
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		<title>Bangkok Art &#038; Cultural Center</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pluto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Mar 2023 23:45:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/The-production-of-a-painter-who-paints-on-the-spot-–-Image-by-Pluto-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/The-production-of-a-painter-who-paints-on-the-spot-–-Image-by-Pluto-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/The-production-of-a-painter-who-paints-on-the-spot-–-Image-by-Pluto-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/The-production-of-a-painter-who-paints-on-the-spot-–-Image-by-Pluto-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/The-production-of-a-painter-who-paints-on-the-spot-–-Image-by-Pluto-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/The-production-of-a-painter-who-paints-on-the-spot-–-Image-by-Pluto-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/The-production-of-a-painter-who-paints-on-the-spot-–-Image-by-Pluto-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>Per la versione in ITALIANO sul Bangkok Art &#38; Cultural Center, ENTRARE NELL’ARTICOLO &#160;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/The-production-of-a-painter-who-paints-on-the-spot-–-Image-by-Pluto-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/The-production-of-a-painter-who-paints-on-the-spot-–-Image-by-Pluto-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/The-production-of-a-painter-who-paints-on-the-spot-–-Image-by-Pluto-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/The-production-of-a-painter-who-paints-on-the-spot-–-Image-by-Pluto-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/The-production-of-a-painter-who-paints-on-the-spot-–-Image-by-Pluto-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/The-production-of-a-painter-who-paints-on-the-spot-–-Image-by-Pluto-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/The-production-of-a-painter-who-paints-on-the-spot-–-Image-by-Pluto-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><h2></h2>
<h2>Per la versione in ITALIANO sul Bangkok Art &amp; Cultural Center, <strong><a href="https://percorsidiviaggio.com/bangkok-art-cultural-center/" target="_blank" rel="noopener">ENTRARE NELL’ARTICOLO</a></strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/IMG-20221213-WA0000x-300x114.png" rel="prettyphoto[52193]"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-52196 aligncenter" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/IMG-20221213-WA0000x-300x114.png" alt="" width="582" height="221" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/IMG-20221213-WA0000x-300x114.png 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/IMG-20221213-WA0000x-150x57.png 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/IMG-20221213-WA0000x-369x140.png 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/IMG-20221213-WA0000x.png 436w" sizes="(max-width: 582px) 100vw, 582px" /></a></p>
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		<title>Storie di funerali Thai</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pluto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Mar 2023 22:32:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/Wreaths-on-fans-at-a-funeral-ceremony-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/Wreaths-on-fans-at-a-funeral-ceremony-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/Wreaths-on-fans-at-a-funeral-ceremony-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/Wreaths-on-fans-at-a-funeral-ceremony-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/Wreaths-on-fans-at-a-funeral-ceremony-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/Wreaths-on-fans-at-a-funeral-ceremony-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/Wreaths-on-fans-at-a-funeral-ceremony-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>Per la versione in ITALIANO sui funerali Thailandesi, ENTRARE NELL’ARTICOLO</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/Wreaths-on-fans-at-a-funeral-ceremony-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/Wreaths-on-fans-at-a-funeral-ceremony-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/Wreaths-on-fans-at-a-funeral-ceremony-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/Wreaths-on-fans-at-a-funeral-ceremony-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/Wreaths-on-fans-at-a-funeral-ceremony-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/Wreaths-on-fans-at-a-funeral-ceremony-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/Wreaths-on-fans-at-a-funeral-ceremony-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><h1>Per la versione in ITALIANO sui funerali Thailandesi, <a href="https://percorsidiviaggio.com/storie-di-funerali-thai/" target="_blank" rel="noopener">ENTRARE NELL’ARTICOLO</a></h1>
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		<title>I tatuaggi come simbolo identitario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pluto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Aug 2022 15:38:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/P1110432_Fotor-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/P1110432_Fotor-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/P1110432_Fotor-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/P1110432_Fotor-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/P1110432_Fotor-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/P1110432_Fotor-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/P1110432_Fotor-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>Per la versione in ITALIANO sui tatuaggi tribali  ENTRARE NELL’ARTICOLO. Photos by Guglielmo Zanchi (Pluto)</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/P1110432_Fotor-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/P1110432_Fotor-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/P1110432_Fotor-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/P1110432_Fotor-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/P1110432_Fotor-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/P1110432_Fotor-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/P1110432_Fotor-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><h1 class="p1"><b>Per la versione in ITALIANO sui tatuaggi tribali  </b><a href="https://percorsidiviaggio.com/tatuaggi/" target="_blank" rel="noopener"><span class="s1"><b>ENTRARE NELL’ARTICOLO</b></span></a><b>.</b></h1>
<div class="entry-content clearfix">
<pre><em>Photos by Guglielmo Zanchi (Pluto)</em></pre>
</div>
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		<title>Sarawak Cultural Village &#8211; SCV</title>
		<link>https://asianitinerary.com/it/sarawak-cultural-village-scv/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=sarawak-cultural-village-scv</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Catohrinner Joyce Guri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2015 15:33:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Culture]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/08/Multi-storey-longhouse-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/08/Multi-storey-longhouse-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/08/Multi-storey-longhouse-75x75.jpg 75w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>The Sarawak Cultural Village (SCV), also known locally as Kampung Budaya Sarawak in Bahasa Malaysia, is amongst some of the most popular destinations and attractions in Kuching, Sarawak. Located at the foothill of Mount Santubong, 35 kilometer away from Kuching City, there the indigenous people of Sarawak, the land of the hornbills, are just a 45 minutes drive away, as Sarawak Cultural Village is like a living museum inhabited by many tribes namely Malays, Chinese, Iban, Bidayuh, Orang Ulu, Melanau and Penan. Let’s talk about Sarawak Cultural Village history. First of all, its owners are the Sarawak Economic Development Corporation, or SEDC. The village formation was inspired by the tourism industry in 1960s. The idea came naturally due to the uniqueness of the house architecture in Sarawak by the indigenous people, as well as thanks to the area’s beautiful, green and fresh natural scenery. A 17 acres area was put aside to build the village. It is believed that the cultural performances in the village garden in the 1970s were the driving engine to the opening of the Sarawak Cultural Village in 1989. One of the interesting items at the village is the many traditional wood houses with original architecture, one style for each tribe. This list is not extensive: Bidayuh Longhouse, Iban Longhouse, Penan Hut, Orang Ulu Longhouse, Melanau Tall House, Malay House and Chinese Farm House. At those houses you are able to experience the unique lifestyle of these tribes: Malays weaving Songket (a silk or cotton fabric belonging to the brocade family of textiles of Malaysia), Iban cooking Kuih Jala (a traditional bite-sized snack from Sarawak), and the Orang Ulu making their Sape (a traditional lute). Other than this, you also get a chance to see these tribes making their special handicraft, like the Terendak (a conical hat made of Melanau palm-leaf) and the Tambuk basket from the Bidayuh. In the Dewan Lagenda, you can attend an authentic cultural performance which lasts about 45 minutes and includes songs, dances and entertainment that revolves around the history of Sarawak. Come early in order not to miss this spectacular show. It usually takes place on mornings at 11.30 am and afternoons at 4 pm, two shows per day. Another attraction at the Sarawak Cultural Village is the amazing Bidayuh bamboo bridge. You do not need to worry about safety, and you will enjoy the journey from start to end. I am the living proof: I am Bidayuh, and used this kind of bridge to cross big rivers. Yet here I am, still alive! And apart from traditional wooden houses, cultural performances and bamboo bridges, the Sarawak Cultural Village also organizes exciting activities and big yearly events like the Rainforest World Music Festival and the World Harvest Festival. I have attended both of these exciting events, and I guarantee you that they are well worth it! Nowadays, many of the traditional tribes of Sarawak leave the forest and migrate to the city due to civilization and modernization. This is why I believe the Sarawak Cultural Village is a great project to keep up the culture and the traditional practices, keeping these tribes from extinction. If Kuching is on your traveling plans, don&#8217;t miss a chance to visit this village, where you can see Sarawak in one day. I’m pretty sure you will enjoy your visit. SCV If you go to Sarawak Cultural Village, do visit the surrounding area too. Sarawak Cultural Village is neighbouring places like a golf club, hotels and a lovely beach, and near there you can engage in activities like jungle trekking, a walk to a waterfall and a superb meal in a seafood restaurant. Entrance fee to the Sarawak Cultural Village is 60 Malaysian Ringgit for adults and 30 Malaysian Ringgit for kids 6 to 12 years old. Kids below 6 enters for free. To reach Sarawak Cultural Village from Kuching, you can hop on the City to Damai Shuttle, hire a taxi or enquire in a local tour agent. For more info: http://www.scv.com.my</p>
<p>The post <a href="https://asianitinerary.com/it/sarawak-cultural-village-scv/">Sarawak Cultural Village &#8211; SCV</a> appeared first on <a href="https://asianitinerary.com/it/">Asian Itinerary</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/08/Multi-storey-longhouse-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/08/Multi-storey-longhouse-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/08/Multi-storey-longhouse-75x75.jpg 75w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><div id="attachment_21286" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/08/SCV-Main-Entrance.jpg" rel="prettyphoto[21311]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-21286" class="size-medium wp-image-21286" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/08/SCV-Main-Entrance-300x225.jpg" alt="Sarawak Cultural Village Main Entrance" width="300" height="225" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/08/SCV-Main-Entrance-300x225.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/08/SCV-Main-Entrance-600x450.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/08/SCV-Main-Entrance-150x113.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/08/SCV-Main-Entrance-369x277.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/08/SCV-Main-Entrance-770x578.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/08/SCV-Main-Entrance.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-21286" class="wp-caption-text">Sarawak Cultural Village Main Entrance</p></div>
<p>The <strong>Sarawak Cultural Village (SCV)</strong>, also known locally as Kampung Budaya Sarawak in Bahasa <a href="https://asianitinerary.com/it/category/malesia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Malaysia</strong></a>, is amongst some of the most popular destinations and attractions in <a href="https://asianitinerary.com/it/category/malesia/sarawak-it/kuching-sarawak-it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Kuching</strong></a>, <strong><a href="https://asianitinerary.com/it/category/malesia/sarawak-it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sarawak</a></strong>. Located at the foothill of Mount Santubong, 35 kilometer away from <a href="https://asianitinerary.com/it/category/malesia/sarawak-it/kuching-sarawak-it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Kuching</strong></a> City, there the indigenous people of Sarawak, the land of the hornbills, are just a 45 minutes drive away, as <strong>Sarawak Cultural Village</strong> is like a living museum inhabited by many tribes namely<strong> Malays, Chinese, Iban, Bidayuh, Orang Ulu, Melanau and Penan</strong>.</p>
<p>Let’s talk about <strong>Sarawak Cultural Village</strong> history. First of all, its owners are the <strong><a href="https://asianitinerary.com/it/category/malesia/sarawak-it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sarawak</a></strong> Economic Development Corporation, or SEDC. The village formation was inspired by the tourism industry in 1960s. The idea came naturally due to the uniqueness of the house architecture in Sarawak by the indigenous people, as well as thanks to the area’s beautiful, green and fresh natural scenery. A 17 acres area was put aside to build the village. It is believed that the cultural performances in the village garden in the 1970s were the driving engine to the opening of the <strong>Sarawak Cultural Village</strong> in 1989.</p>
<div id="attachment_21278" style="width: 235px" class="wp-caption alignright"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/08/Weaving-at-SCV.jpg" rel="prettyphoto[21311]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-21278" class="size-medium wp-image-21278" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/08/Weaving-at-SCV-225x300.jpg" alt="A Malay weaving Songket - a silk fabric " width="225" height="300" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/08/Weaving-at-SCV-225x300.jpg 225w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/08/Weaving-at-SCV-113x150.jpg 113w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/08/Weaving-at-SCV-369x492.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/08/Weaving-at-SCV.jpg 450w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a><p id="caption-attachment-21278" class="wp-caption-text">A Malay weaving Songket &#8211; a silk fabric</p></div>
<p>One of the interesting items at the village is the many traditional wood houses with original architecture, one style for each tribe. This list is not extensive: <strong>Bidayuh Longhouse, Iban Longhouse, Penan Hut, Orang Ulu Longhouse, Melanau Tall House, Malay House and Chinese Farm House</strong>. At those houses you are able to experience the unique lifestyle of these tribes: Malays weaving Songket (a silk or cotton fabric belonging to the brocade family of textiles of <a href="https://asianitinerary.com/it/category/malesia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Malaysia</strong></a>), Iban cooking Kuih Jala (a traditional bite-sized snack from <strong><a href="https://asianitinerary.com/it/category/malesia/sarawak-it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sarawak</a></strong>), and the Orang Ulu making their <a href="https://asianitinerary.com/it/the-sape/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sape</a> (a traditional lute). Other than this, you also get a chance to see these tribes making their special handicraft, like the Terendak (a conical hat made of Melanau palm-leaf) and the Tambuk basket from the Bidayuh.</p>
<div id="attachment_21306" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/08/Cultural-performances.jpg" rel="prettyphoto[21311]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-21306" class="size-medium wp-image-21306" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/08/Cultural-performances-300x225.jpg" alt="Cultural performances" width="300" height="225" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/08/Cultural-performances-300x225.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/08/Cultural-performances-600x450.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/08/Cultural-performances-150x113.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/08/Cultural-performances-369x277.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/08/Cultural-performances-770x578.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/08/Cultural-performances.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-21306" class="wp-caption-text">Cultural performances</p></div>
<p>In the <strong>Dewan Lagenda</strong>, you can attend an authentic cultural performance which lasts about 45 minutes and includes songs, dances and entertainment that revolves around the history of <strong><a href="https://asianitinerary.com/it/category/malesia/sarawak-it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sarawak</a></strong>. Come early in order not to miss this spectacular show. It usually takes place on mornings at 11.30 am and afternoons at 4 pm, two shows per day.</p>
<div id="attachment_21308" style="width: 235px" class="wp-caption alignright"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/08/Bamboo-bridge.jpg" rel="prettyphoto[21311]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-21308" class="size-medium wp-image-21308" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/08/Bamboo-bridge-225x300.jpg" alt="Bidayuh bamboo bridge" width="225" height="300" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/08/Bamboo-bridge-225x300.jpg 225w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/08/Bamboo-bridge-113x150.jpg 113w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/08/Bamboo-bridge-369x492.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/08/Bamboo-bridge.jpg 450w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a><p id="caption-attachment-21308" class="wp-caption-text">Bidayuh bamboo bridge</p></div>
<p>Another attraction at the <strong>Sarawak Cultural Village</strong> is the amazing Bidayuh bamboo bridge. You do not need to worry about safety, and you will enjoy the journey from start to end. I am the living proof: I am Bidayuh, and used this kind of bridge to cross big rivers. Yet here I am, still alive!</p>
<p>And apart from traditional wooden houses, cultural performances and bamboo bridges, the <strong>Sarawak Cultural Village</strong> also organizes exciting activities and big yearly events like the <strong>Rainforest World Music Festival</strong> and the <strong>World Harvest Festival</strong>. I have attended both of these exciting events, and I guarantee you that they are well worth it!</p>
<p><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/08/Tribal-man-at-SCV.jpg" rel="prettyphoto[21311]"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-21280" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/08/Tribal-man-at-SCV-200x300.jpg" alt="Tribal man at SCV" width="200" height="300" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/08/Tribal-man-at-SCV-200x300.jpg 200w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/08/Tribal-man-at-SCV-100x150.jpg 100w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/08/Tribal-man-at-SCV-369x554.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/08/Tribal-man-at-SCV.jpg 400w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a>Nowadays, many of the traditional tribes of Sarawak leave the forest and migrate to the city due to civilization and modernization. This is why I believe the <strong>Sarawak Cultural Village</strong> is a great project to keep up the culture and the traditional practices, keeping these tribes from extinction. If Kuching is on your traveling plans, don&#8217;t miss a chance to visit this village, where you can see Sarawak in one day. I’m pretty sure you will enjoy your visit.</p>
<p><strong>SCV </strong></p>
<p>If you go to <strong>Sarawak Cultural Village</strong>, do visit the surrounding area too. <strong>Sarawak Cultural Village</strong> is neighbouring places like a golf club, hotels and a lovely beach, and near there you can engage in activities like jungle trekking, a walk to a waterfall and a superb meal in a seafood restaurant.</p>
<p>Entrance fee to the <strong>Sarawak Cultural Village</strong> is 60 Malaysian Ringgit for adults and 30 Malaysian Ringgit for kids 6 to 12 years old. Kids below 6 enters for free. To reach <strong>Sarawak Cultural Village</strong> from <a href="https://asianitinerary.com/it/category/malesia/sarawak-it/kuching-sarawak-it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Kuching</strong></a>, you can hop on the City to Damai Shuttle, hire a taxi or enquire in a local tour agent.</p>
<p>For more info: <a href="http://www.scv.com.my">http://www.scv.com.my</a></p>
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		<title>Gente sospesa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pluto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2015 21:31:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Filippine]]></category>
		<category><![CDATA[Luzon]]></category>
		<category><![CDATA[culture]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/05/P5021444-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/05/P5021444-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/05/P5021444-75x75.jpg 75w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>Per la versione in ITALIANO sulle tombe sospese di Sagada ENTRARE NELL&#8217;ARTICOLO.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/05/P5021444-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/05/P5021444-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/05/P5021444-75x75.jpg 75w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><h1>Per la versione in ITALIANO sulle tombe sospese di Sagada <a href="https://percorsidiviaggio.com/gente-sospesa/" target="_blank" rel="noopener">ENTRARE NELL&#8217;ARTICOLO</a>.</h1>
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		<title>The 18th Rainforest World Music Festival</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Thomas Gennaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2015 21:20:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Kuching]]></category>
		<category><![CDATA[Malesia]]></category>
		<category><![CDATA[Music Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Sarawak]]></category>
		<category><![CDATA[culture]]></category>
		<category><![CDATA[music festival]]></category>
		<category><![CDATA[rainforest]]></category>
		<category><![CDATA[Saraak]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/05/RWMF2015-A3-WithoutSpoF46E-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/05/RWMF2015-A3-WithoutSpoF46E-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/05/RWMF2015-A3-WithoutSpoF46E-75x75.jpg 75w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>In August 2015, the city of Kuching, in Sarawak Borneo, will resonate once again with the entrancing sounds of the sape. Yes! the Rainforest World Music Festival is here again and it will not be what it is today without the sape, the boat-shaped lute that has become the symbol of the Rainforest World Music Festival. Exotic music from across the globe will be presented. A thousand harmonies seemingly at odds and yet in unison, a world apart but here, one world, together…… a real adventure in Borneo! Every year, thousands and thousands of music lovers travel across the globe for that annual pilgrimage to Sarawak on the island of Borneo. The event has found its home in Santubong, a 45 minute drive from Kuching, the capital city of Sarawak. It has once again been voted among the top 25 international festivals for the 6th consecutive year by Songlines, a renowned world music magazine. This annual event, now in its 18th year, is organized by the Sarawak Tourism Board and is a 3 day celebration of music workshops and action-packed stage shows. The event this year will be held from the 7 to 9 August 2015. Under the imposing shadow of Mount Santubong, and in the midst of a virgin rainforest at the edge of the South China Sea, the Rainforest World Music Festival is a unique festival that brings together on the same stage renowned world musicians from all continents and indigenous musicians from the interiors of the mythical island of Borneo. The kinship and spirit among music makers and music lovers alike as they celebrate one another in the cradle of Mother Nature is unique to the green haven where thousand-year old trees reign.  An annual communion whose spirit is as timeless as the intricate ecosystem that celebrates the diversity of life. This year, concurrent with workshops, there will be shows beginning in the afternoon at 2 pm in the ‘Theatre Stage’, making it a total of 3 stages throughout the festival days. For festival-goers who wish to interact with the musicians and experience the music and dance of the different cultures up close, the workshops will continue at the same time at various ‘houses’ at the venue. The nights are five-hour concerts that take place on a main ‘Jungle Stage’ and smaller “Tree Stage” that carries on past midnight. Nighttime concerts are held on a stage built by the lake, under the open sky and in an informal ambiance, sitting on the grass lawns and dancing to entrancing world beats. The festival then culminates in a huge finale on the final night, where all performers are invited to play onstage as one. Line-up for 2015 is to be announced soon. Around twenty bands line-up representing many countries across the globe, a mix of the exotic, unknown and well loved, will be on both day and night festival program this year. Sarawak &#8211; The Land of Adventure Sarawak is a place for history, mystery, romance and exotic adventures, the land of the fabled white Rajahs, the Hornbills and the Orang Utans. Its rainforest houses the world&#8217;s richest and most diverse ecosystem. The ancient virgin forest is also home to 27 ethnic groups with their own distinct languages, culture and lifestyle. Their ancient cultures may differ but they have one thing in common, their warmth and hospitality. Arrive in Sarawak and you step into adventure. Opt for a morning stroll in the national park near your hotel, trek through pristine jungle featuring breathtaking landscapes and the world&#8217;s longest rainforest-canopy walk or spend days exploring the world&#8217;s most extensive cave system. Visit caves that were inhabited 40,000 years ago, learn how Indian and Chinese merchants traded for Sarawak&#8217;s exotica centuries before the first Europeans came here, with tales of princes and pirates, of headhunters and explorers. Or simply relax on our beaches on the South China Sea, scuba dive off dramatic reefs or just enjoy a round of golf on one of our excellent courses. Sarawak has something for everyone and all are welcome. What to expect at the Rainforest World Music Festival Apart from the music, there will also be a smorgasbord of delectable delights at the Food and Village Mart set against the talismanic Orang Ulu and Iban longhouses which encircle the venue for the whole duration of the festival.  Take back with you a variety of arts and craft, event memorabilia as well as CD and recordings of the performing artistes. There will be a showcase of the culture of Sarawak for you to experience and to bring back wonderful memories. Music is not all about sound; it is an art-form, and with it comes culture, diversity, creativity, talent, and spellbinding performances.  The Rainforest World Music Festival is a not-to-be-missed occasion in the heart of the Borneo Jungle. This is where people regardless of their ethnicity, cultural backgrounds and music interests come together for three magical days for a fun filled, wholesome festival experience with a country fair atmosphere amidst lush greenery. Come experience a truly memorable musical extravaganza amidst the lush green paradise that is the mythical land of Sarawak.   We bid you, &#8220;Selamat Datai&#8221;! (Welcome!) More updates on the Rainforest World Music Festival 2015 are available online at www.rwmf.net Entry Tickets to RWMF: Early-bird is available for sale until Sunday, May 31 and and Pre-Sale promo ticket offers will be available from June 1 to August 6, 2015. The offers will also available through ticketing agencies as listed at www.rwmf.net. For rainforest music lovers, the early bird tickets will be priced at RM180.00 for family package of 2 adults and 2 children (7-12 years of age), RM85.00 for 3-day child pass and RM30.00 for 1-day child pass. The adult pass for early bird is RM250.00 for 3-day pass and RM90.00 for 1-day pass. The early bird sales will end on May 31, 2015. Tips for an enjoyable Rainforest World Music Festival experience: Be there early. There are usually long queues at the gate...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/05/RWMF2015-A3-WithoutSpoF46E-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/05/RWMF2015-A3-WithoutSpoF46E-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/05/RWMF2015-A3-WithoutSpoF46E-75x75.jpg 75w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><p>In August 2015, the city of Kuching, in Sarawak Borneo, will resonate once again with the entrancing sounds of the <i>sape</i>. Yes! the Rainforest World Music Festival is here again and it will not be what it is today without the <i>sape</i>, the boat-shaped lute that has become the symbol of the Rainforest World Music Festival.</p>
<div id="attachment_20263" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://asianitinerary.asia/wp-content/uploads/2015/05/geng-wak-long-foto.jpg" rel="prettyphoto[20280]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-20263" class="size-medium wp-image-20263" src="http://asianitinerary.asia/wp-content/uploads/2015/05/geng-wak-long-foto-300x225.jpg" alt="geng wak long " width="300" height="225" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/05/geng-wak-long-foto-300x225.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/05/geng-wak-long-foto-600x450.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/05/geng-wak-long-foto-150x113.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/05/geng-wak-long-foto-369x277.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/05/geng-wak-long-foto.jpg 756w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-20263" class="wp-caption-text">geng wak long</p></div>
<p>Exotic music from across the globe will be presented. A thousand harmonies seemingly at odds and yet in unison, a world apart but here, one world, together…… a real adventure in Borneo!</p>
<p>Every year, thousands and thousands of music lovers travel across the globe for that annual pilgrimage to Sarawak on the island of Borneo. The event has found its home in Santubong, a 45 minute drive from Kuching, the capital city of Sarawak. It has once again been voted among the top 25 international festivals for the 6<sup>th</sup> consecutive year by Songlines, a renowned world music magazine. This annual event, now in its 18<sup>th</sup> year, is organized by the Sarawak Tourism Board and is a 3 day celebration of music workshops and action-packed stage shows. The event this year will be held from the 7 to 9 August 2015.</p>
<p>Under the imposing shadow of Mount Santubong, and in the midst of a virgin rainforest at the edge of the South China Sea, the Rainforest World Music Festival is a unique festival that brings together on the same stage renowned world musicians from all continents and indigenous musicians from the interiors of the mythical island of Borneo.</p>
<p>The kinship and spirit among music makers and music lovers alike as they celebrate one another in the cradle of Mother Nature is unique to the green haven where thousand-year old trees reign.  An annual communion whose spirit is as timeless as the intricate ecosystem that celebrates the diversity of life. This year, concurrent with workshops, there will be shows beginning in the afternoon at 2 pm in the ‘Theatre Stage’, making it a total of 3 stages throughout the festival days. For festival-goers who wish to interact with the musicians and experience the music and dance of the different cultures up close, the workshops will continue at the same time at various ‘houses’ at the venue. The nights are five-hour concerts that take place on a main ‘Jungle Stage’ and smaller “Tree Stage” that carries on past midnight.</p>
<div id="attachment_20259" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://asianitinerary.asia/wp-content/uploads/2015/05/RWMF2015-Ndima-PubPhoto7.jpg" rel="prettyphoto[20280]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-20259" class="size-medium wp-image-20259" src="http://asianitinerary.asia/wp-content/uploads/2015/05/RWMF2015-Ndima-PubPhoto7-300x200.jpg" alt="Ndima" width="300" height="200" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/05/RWMF2015-Ndima-PubPhoto7-300x200.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/05/RWMF2015-Ndima-PubPhoto7-600x400.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/05/RWMF2015-Ndima-PubPhoto7-150x100.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/05/RWMF2015-Ndima-PubPhoto7-369x246.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/05/RWMF2015-Ndima-PubPhoto7-770x514.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/05/RWMF2015-Ndima-PubPhoto7-285x190.jpg 285w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/05/RWMF2015-Ndima-PubPhoto7-236x156.jpg 236w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/05/RWMF2015-Ndima-PubPhoto7.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-20259" class="wp-caption-text">Ndima</p></div>
<p>Nighttime concerts are held on a stage built by the lake, under the open sky and in an informal ambiance, sitting on the grass lawns and dancing to entrancing world beats. The festival then culminates in a huge finale on the final night, where all performers are invited to play onstage as one.</p>
<p>Line-up for 2015 is to be announced soon. Around twenty bands line-up representing many countries across the globe, a mix of the exotic, unknown and well loved, will be on both day and night festival program this year.</p>
<p><b>Sarawak &#8211; The Land of Adventure</b></p>
<p>Sarawak is a place for history, mystery, romance and exotic adventures, the land of the fabled white Rajahs, the Hornbills and the Orang Utans. Its rainforest houses the world&#8217;s richest and most diverse ecosystem. The ancient virgin forest is also home to 27 ethnic groups with their own distinct languages, culture and lifestyle. Their ancient cultures may differ but they have one thing in common, their warmth and hospitality.</p>
<div id="attachment_6989" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://asianitinerary.asia/wp-content/uploads/2015/03/damai-aerial1.jpg" rel="prettyphoto[20280]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-6989" class="size-medium wp-image-6989" src="http://asianitinerary.asia/wp-content/uploads/2015/03/damai-aerial1-300x225.jpg" alt="Aerial view of Damai and Santubong" width="300" height="225" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/03/damai-aerial1-300x225.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/03/damai-aerial1-1024x768.jpg 1024w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/03/damai-aerial1-600x450.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/03/damai-aerial1-150x112.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/03/damai-aerial1-366x274.jpg 366w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/03/damai-aerial1-770x577.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/03/damai-aerial1.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-6989" class="wp-caption-text">Aerial view of Damai and Santubong</p></div>
<p>Arrive in Sarawak and you step into adventure. Opt for a morning stroll in the national park near your hotel, trek through pristine jungle featuring breathtaking landscapes and the world&#8217;s longest rainforest-canopy walk or spend days exploring the world&#8217;s most extensive cave system. Visit caves that were inhabited 40,000 years ago, learn how Indian and Chinese merchants traded for Sarawak&#8217;s exotica centuries before the first Europeans came here, with tales of princes and pirates, of headhunters and explorers. Or simply relax on our beaches on the South China Sea, scuba dive off dramatic reefs or just enjoy a round of golf on one of our excellent courses. Sarawak has something for everyone and all are welcome.</p>
<p><b>What to expect at the Rainforest World Music Festival</b></p>
<p>Apart from the music, there will also be a smorgasbord of delectable delights at the Food and Village Mart set against the talismanic Orang Ulu and Iban longhouses which encircle the venue for the whole duration of the festival.  Take back with you a variety of arts and craft, event memorabilia as well as CD and recordings of the performing artistes. There will be a showcase of the culture of Sarawak for you to experience and to bring back wonderful memories.</p>
<p>Music is not all about sound; it is an art-form, and with it comes culture, diversity, creativity, talent, and spellbinding performances.  The Rainforest World Music Festival is a not-to-be-missed occasion in the heart of the Borneo Jungle. This is where people regardless of their ethnicity, cultural backgrounds and music interests come together for three magical days for a fun filled, wholesome festival experience with a country fair atmosphere amidst lush greenery. Come experience a truly memorable musical extravaganza amidst the lush green paradise that is the mythical land of Sarawak.   We bid you<i>, &#8220;Selamat Datai&#8221;! (Welcome!)</i></p>
<p>More updates on the Rainforest World Music Festival 2015 are available online at <a href="http://www.rwmf.net">www.rwmf.net</a></p>
<p><b>Entry Tickets to RWMF:</b></p>
<div id="attachment_20269" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://asianitinerary.asia/wp-content/uploads/2015/05/RWMF2015-Lindigo-PubPhoto2.jpg" rel="prettyphoto[20280]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-20269" class="size-medium wp-image-20269" src="http://asianitinerary.asia/wp-content/uploads/2015/05/RWMF2015-Lindigo-PubPhoto2-300x271.jpg" alt="Lindigo" width="300" height="271" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/05/RWMF2015-Lindigo-PubPhoto2-300x271.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/05/RWMF2015-Lindigo-PubPhoto2-600x542.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/05/RWMF2015-Lindigo-PubPhoto2-150x136.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/05/RWMF2015-Lindigo-PubPhoto2-369x333.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/05/RWMF2015-Lindigo-PubPhoto2.jpg 664w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-20269" class="wp-caption-text">Lindigo</p></div>
<p>Early-bird is available for sale until Sunday, May 31 and and Pre-Sale promo ticket offers will be available from June 1 to August 6, 2015. The offers will also available through ticketing agencies as listed at <a href="http://www.rwmf.net">www.rwmf.net</a>. For rainforest music lovers, the early bird tickets will be priced at RM180.00 for family package of 2 adults and 2 children (7-12 years of age), RM85.00 for 3-day child pass and RM30.00 for 1-day child pass. The adult pass for early bird is RM250.00 for 3-day pass and RM90.00 for 1-day pass. The early bird sales will end on May 31, 2015.</p>
<p><b>Tips for an enjoyable Rainforest World Music Festival experience:</b></p>
<ul>
<li>Be there early. There are usually long queues at the gate for tickets or access to the venue due to ticket verification and other security measures.</li>
<li>Please do not bring non-permitted items (knives, sharp items) as they will be confiscated</li>
<li>No food &amp; drink and animals are allowed to be brought inside the venue.</li>
<li>Food, beverage, CDs, souvenirs and crafts will be on sale at the event. All items are sold on CASH Terms except where indicated and there is no ATM machine at the venue so please prepare accordingly.</li>
<li>Limited car-parking facilities are available near the festival site. However, to avoid any inconvenience, you are encouraged to catch the shuttle buses which will operate at regular intervals during the event.</li>
<li>You can bring your own lawn chairs or mats.</li>
<li>Bring along a desire to be at one with nature and a yearning to celebrate and unite with kindred spirits from around the globe.</li>
<li></li>
</ul>
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		<title>Baan Santichon &#8211; Yunnan Cultural Village</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Thomas Gennaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Dec 2014 16:44:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mae Hong Son]]></category>
		<category><![CDATA[Pai]]></category>
		<category><![CDATA[Thailandia]]></category>
		<category><![CDATA[culture]]></category>
		<category><![CDATA[Nature]]></category>
		<category><![CDATA[waterfall]]></category>
		<category><![CDATA[Yunnan]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2014/12/10452978_10152830107426140_5980001256628217046_o-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2014/12/10452978_10152830107426140_5980001256628217046_o-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2014/12/10452978_10152830107426140_5980001256628217046_o-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2014/12/10452978_10152830107426140_5980001256628217046_o-50x50.jpg 50w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>Located in the outskirts of Pai, Mae Hong Son province, northern Thailand, about 5km outside of town, is a village called Baan Santichon &#8211; Yunnan Cultural Village, one of the most popular attractions in Pai. This is not your typical Chinatown you see around the world but one of three Chinese villages situated in northern Thailand populated by Yunnan tribespeople. HISTORY History tell us that this village, which today has a population of 2000 souls of mix Yunanese, Thai hill-tribes people and former Chinese soldiers, was settled by Yunnanese hill-tribes that crossed the border in mid-20th Century to escape the tough Chinese communist rules. Most villagers speak fluently both Thai and Chinese, and it is amazing today to experience this cultural melting pot living under one roof. CULTURE Baan Santichon &#8211; Yunnan Cultural Village is indeed a center where visitors have the chance to experience Chinese culture: the village showcases reproductions of traditional Chinese clay houses, and there are a few tiny shops made of mud and clay selling tea by the bag or by the pot, where they also often run tea-tasting sessions. It is also possible to experience Yunnanese way of life, as well as dressing in a traditional Yunnan dress (you can hire it from a local shop by the artificial pond at around 100thb) and have your pictures taken for you. ATTRACTIONS &#38; LEISURE There are several attractions and things to do at Baan Santichon &#8211; Yunnan Cultural Village. Things are a bit touristy in a way, with a tacky recreation of the Great Wall of China, souvenir shops selling tea, key rings, and all sort of Chinese pottery and paraphernalia, but there is lot more on offer for visitors in terms of leisure activities. The manicured lawn large area alternate with flower beds and fills up with people at leisure during day time. You can sign up for pony or horse or donkey riding, take part on shooting games, and one of the highlights of the village is the big wooden ferris wheel: for a mere 20 thb per ride, a group of men use their body weight to spin the wheel for an amazing ride. FOOD But for me the real attraction in Baan Santichon &#8211; Yunnan Cultural Village has got to be the food! As you enter the village, the side of the road is dotted with a dozen of little stalls selling anything from roasted chestnut &#8211; roasted on the spot by mixing them with hot coal in huge woks by the street vendors &#8211; to oranges and tangerines, mangoes, all sort of fruits and veggies, dried beans, quality rice, sweet potatoes, pumpkin, and more. And after having taken a few pictures and walking around the village for a while, I decided to go do what I enjoy most: eat! I chose one restaurant that sported the logo of Thaihigh quality vegetable and meat producers and distributors Betagro (check them out at http://www.betagro.com/ourbusiness_food_en.php) and ordered a few dishes from the Chinese-Yunnanese menu: delicious boiled and fried Chinese buns, Chinese herbs, stir fried fresh mushroom and pork hocks, all tasty and delicious and accompanied by, what else, steamed rice and a pot of Chinese tea. VIEWPOINT Continuing on from the village, the unmade road got incredibly steep and bumpy; at the top I was greeted by an earth path that took me right to a viewpoint, where I enjoyed an unprecedented sight of Pai valley. There are banners in Baan Santichon &#8211; Yunnan Cultural Village that advertise early morning transportation to reach the viewpoint early and watch the sunrise. MO PAENG WATERFALLS This area of mountains surrounding Pai is home to Mo Paeng Waterfall, located just 2km past the entrance of Baan Santichon. This multi-tiered waterfall is easier to access than most of other Pais’ waterfalls, and is surrounded by a green lush valley. Tourists and locals enjoy a dip in one of the natural pools which are surrounded by smooth rocks used as slides. STAY Baan Santichon &#8211; Yunnan Cultural Village homestay programs offer a real Yunnan cultural experience for reasonable prices. Most homestays are built with mud and straw and are surrounded by manicured landscapes. For more information, contact 053 699 851 GETTING THERE From the walking street area, take the hospital road and follow it until you reach the Bypass Road. Drive across it and continue uphill for another 4km. This is a mainly rural area, ideal for those nice holiday pictures: farmers, cows and goats grazing in fields, rice paddies, corn, black boars and vegetable gardens, all surrounded by lush mountains in the distance. Pass the Thai Cultural Center and 1km later you will see a large Chinese gate covering a bridge that marks the entrance of Baan Santichon &#8211; Yunnan Cultural Village.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2014/12/10452978_10152830107426140_5980001256628217046_o-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2014/12/10452978_10152830107426140_5980001256628217046_o-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2014/12/10452978_10152830107426140_5980001256628217046_o-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2014/12/10452978_10152830107426140_5980001256628217046_o-50x50.jpg 50w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><p>Located in the outskirts of Pai, Mae Hong Son province, northern Thailand, about 5km outside of town, is a village called Baan Santichon &#8211; Yunnan Cultural Village, one of the most popular attractions in Pai. This is not your typical Chinatown you see around the world but one of three Chinese villages situated in northern Thailand populated by Yunnan tribespeople.</p>
<p><b>HISTORY</b></p>
<div id="attachment_6571" style="width: 210px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2014/12/10659169_10152830107196140_7203552813868672829_n.jpg" rel="prettyphoto[20192]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-6571" class="size-medium wp-image-6571 " src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2014/12/10659169_10152830107196140_7203552813868672829_n-200x300.jpg" alt="Reproduction of the Great Wall of China" width="200" height="300" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2014/12/10659169_10152830107196140_7203552813868672829_n-200x300.jpg 200w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2014/12/10659169_10152830107196140_7203552813868672829_n-100x150.jpg 100w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2014/12/10659169_10152830107196140_7203552813868672829_n-366x549.jpg 366w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2014/12/10659169_10152830107196140_7203552813868672829_n.jpg 512w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a><p id="caption-attachment-6571" class="wp-caption-text">Reproduction of the Great Wall of China</p></div>
<p>History tell us that this village, which today has a population of 2000 souls of mix Yunanese, Thai hill-tribes people and former Chinese soldiers, was settled by Yunnanese hill-tribes that crossed the border in mid-20th Century to escape the tough Chinese communist rules. Most villagers speak fluently both Thai and Chinese, and it is amazing today to experience this cultural melting pot living under one roof.</p>
<p><b>CULTURE</b></p>
<p>Baan Santichon &#8211; Yunnan Cultural Village is indeed a center where visitors have the chance to experience Chinese culture: the village showcases reproductions of traditional Chinese clay houses, and there are a few tiny shops made of mud and clay selling tea by the bag or by the pot, where they also often run tea-tasting sessions. It is also possible to experience Yunnanese way of life, as well as dressing in a traditional Yunnan dress (you can hire it from a local shop by the artificial pond at around 100thb) and have your pictures taken for you.</p>
<p><b>ATTRACTIONS &amp; LEISURE</b></p>
<div id="attachment_6575" style="width: 190px" class="wp-caption alignright"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2014/12/10849992_10152830107016140_1680640204698148195_n.jpg" rel="prettyphoto[20192]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-6575" class=" wp-image-6575 " src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2014/12/10849992_10152830107016140_1680640204698148195_n-200x300.jpg" alt="horse riding available!" width="180" height="270" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2014/12/10849992_10152830107016140_1680640204698148195_n-200x300.jpg 200w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2014/12/10849992_10152830107016140_1680640204698148195_n-100x150.jpg 100w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2014/12/10849992_10152830107016140_1680640204698148195_n-366x549.jpg 366w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2014/12/10849992_10152830107016140_1680640204698148195_n.jpg 512w" sizes="(max-width: 180px) 100vw, 180px" /></a><p id="caption-attachment-6575" class="wp-caption-text">horse riding available!</p></div>
<p>There are several attractions and things to do at Baan Santichon &#8211; Yunnan Cultural Village. Things are a bit touristy in a way, with a tacky recreation of the Great Wall of China, souvenir shops selling tea, key rings, and all sort of Chinese pottery and paraphernalia, but there is lot more on offer for visitors in terms of leisure activities. The manicured lawn large area alternate with flower beds and fills up with people at leisure during day time. You can sign up for pony or horse or donkey riding, take part on shooting games, and one of the highlights of the village is the big wooden ferris wheel: for a mere 20 thb per ride, a group of men use their body weight to spin the wheel for an amazing ride.</p>
<div id="attachment_6569" style="width: 190px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2014/12/10407186_10152830107026140_6762031573008941480_n.jpg" rel="prettyphoto[20192]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-6569" class=" wp-image-6569 " src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2014/12/10407186_10152830107026140_6762031573008941480_n-200x300.jpg" alt="sweet potatoes for sale at the stalls" width="180" height="270" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2014/12/10407186_10152830107026140_6762031573008941480_n-200x300.jpg 200w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2014/12/10407186_10152830107026140_6762031573008941480_n-100x150.jpg 100w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2014/12/10407186_10152830107026140_6762031573008941480_n-366x549.jpg 366w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2014/12/10407186_10152830107026140_6762031573008941480_n.jpg 512w" sizes="(max-width: 180px) 100vw, 180px" /></a><p id="caption-attachment-6569" class="wp-caption-text">sweet potatoes for sale at the stalls</p></div>
<p><b>FOOD</b></p>
<p>But for me the real attraction in Baan Santichon &#8211; Yunnan Cultural Village has got to be the food! As you enter the village, the side of the road is dotted with a dozen of little stalls selling anything from roasted chestnut &#8211; roasted on the spot by mixing them with hot coal in huge woks by the street vendors &#8211; to oranges and tangerines, mangoes, all sort of fruits and veggies, dried beans, quality rice, sweet potatoes, pumpkin, and more. And after having taken a few pictures and walking around the village for a while, I decided to go do what I enjoy most: eat!</p>
<p>I chose one restaurant that sported the logo of Thaihigh quality vegetable and meat producers and distributors Betagro (check them out at <a href="http://www.betagro.com/ourbusiness_food_en.php">http://www.betagro.com/ourbusiness_food_en.php</a>) and ordered a few dishes from the Chinese-Yunnanese menu: delicious boiled and fried Chinese buns, Chinese herbs, stir fried fresh mushroom and pork hocks, all tasty and delicious and accompanied by, what else, steamed rice and a pot of Chinese tea.</p>
<p><b>VIEWPOINT</b></p>
<p>Continuing on from the village, the unmade road got incredibly steep and bumpy; at the top I was greeted by an earth path that took me right to a viewpoint, where I enjoyed an unprecedented sight of Pai valley. There are banners in Baan Santichon &#8211; Yunnan Cultural Village that advertise early morning transportation to reach the viewpoint early and watch the sunrise.</p>
<div id="attachment_6573" style="width: 190px" class="wp-caption alignright"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2014/12/10805752_10152830107491140_919761448049273338_n.jpg" rel="prettyphoto[20192]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-6573" class=" wp-image-6573 " src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2014/12/10805752_10152830107491140_919761448049273338_n-200x300.jpg" alt="local handcraft " width="180" height="270" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2014/12/10805752_10152830107491140_919761448049273338_n-200x300.jpg 200w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2014/12/10805752_10152830107491140_919761448049273338_n-100x150.jpg 100w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2014/12/10805752_10152830107491140_919761448049273338_n-366x549.jpg 366w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2014/12/10805752_10152830107491140_919761448049273338_n.jpg 512w" sizes="(max-width: 180px) 100vw, 180px" /></a><p id="caption-attachment-6573" class="wp-caption-text">local handcraft</p></div>
<p><b>MO PAENG WATERFALLS</b></p>
<p>This area of mountains surrounding Pai is home to Mo Paeng Waterfall, located just 2km past the entrance of Baan Santichon. This multi-tiered waterfall is easier to access than most of other Pais’ waterfalls, and is surrounded by a green lush valley. Tourists and locals enjoy a dip in one of the natural pools which are surrounded by smooth rocks used as slides.</p>
<p><b>STAY</b></p>
<p>Baan Santichon &#8211; Yunnan Cultural Village homestay programs offer a real Yunnan cultural experience for reasonable prices. Most homestays are built with mud and straw and are surrounded by manicured landscapes. For more information, contact 053 699 851</p>
<p><b>GETTING THERE</b></p>
<p>From the walking street area, take the hospital road and follow it until you reach the Bypass Road. Drive across it and continue uphill for another 4km. This is a mainly rural area, ideal for those nice holiday pictures: farmers, cows and goats grazing in fields, rice paddies, corn, black boars and vegetable gardens, all surrounded by lush mountains in the distance.</p>
<p>Pass the Thai Cultural Center and 1km later you will see a large Chinese gate covering a bridge that marks the entrance of Baan Santichon &#8211; Yunnan Cultural Village.</p>
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		<title>Un viaggio alla ricerca dei braccialetti dei Bidayuh</title>
		<link>https://asianitinerary.com/it/un-viaggio-alla-ricerca-dei-braccialetti-dei-bidayuh/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=un-viaggio-alla-ricerca-dei-braccialetti-dei-bidayuh</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Catohrinner Joyce Guri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Dec 2013 17:51:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Kuching]]></category>
		<category><![CDATA[Malesia]]></category>
		<category><![CDATA[Sarawak]]></category>
		<category><![CDATA[Bidayuh]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[culture]]></category>
		<category><![CDATA[gruppi etnici]]></category>
		<category><![CDATA[vita locale]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/10/P9230068-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/10/P9230068-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/10/P9230068-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/10/P9230068-50x50.jpg 50w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>Bidayuh è il secondo più grande gruppo etnico nel Sarawak dopo quello deglil Iban, e vanta una popolazione di circa 200000 persone. Le genti Bidayuh si trovano principalmente in Sarawak e nell’ovest del Kalimantan. Il popolo Bidayuh, come tutti gli altri gruppi etnici in Malesia, ha la propria cultura: se la caratteristica popolare Iban è il tatuaggio, possiamo affermare che i Bidayuh sono ben noti per l&#8217;utilizzo di braccialetti. Già nel 2009, durante il mio primo semestre presso l&#8217;Università Malaysia Sarawak (UNIMAS), la mia amica ed io fecimo una ricerca sul popolo Bidayuh e sulla loro originale cultura. Nel settembre dello stesso anno programmammo un viaggio di tre giorni a Kampung Semban, l&#8217;ultimo villaggio Bidayuh dove le abitudini culturali folcloristiche sono ancora osservate in una certa misura. Kampong Semban si trova nella zona di Padawan, a 3000 metri sul livello del mare. Il nostro viaggio iniziò in macchina da casa mia, e procedette verso i piedi delle colline. L&#8217;unico modo per raggiungere Kampong Semban è tutt’ora a piedi (un’altra opzione è l&#8217;elicottero). Ci incamminammo alle 9 del mattino, io, la mia amica e la nostra guida, un missionario di nome Ps. Noit. Durante il percorso attraversammo numerose frazioncine dove fecimo la conoscenza di alcuni abitanti del luogo. La strada era irregolare e la camminata dura, particolarmente impegnativa per coloro che non sono abituati alle escursioni a piedi, e per chi come noi che si porta appresso parecchie provviste. Lungo la prima parte del percorso affrontammo pioggia, ripide colline e attraversammo persino un ponte di bambù abbastanza instabile. Dopo un&#8217;ora di cammino raggiungemmo il villaggio di Kampong Taba Said, dove ci fermammo a riposare e a rifocillarci. Ripartimmo consapevoli che per raggiungere la nostra destinazione avremmo dovuto attraversare altri due villaggi ancora lontani, Kampong Bejong e Kampong Rejoi. Fu solo dopo più di sei ore e mezzo che raggiungemmo la cima della montagna dove si trova il villaggio di Kampong Semban. Kampong Semban è un villaggio a dir poco bello, l&#8217;unico situato in questa zona montagnosa. Parecchie nuvole coprivano il cielo dopo il recente acquazzone. L&#8217;aria era fresca, e l&#8217;acqua alla cascata era incredibilmente pulita. Dal paese la vista a 360 gradi di tutta l&#8217;area era notevole. Il nostro letto per la notte fu fornito da uno degli abitanti del villaggio, amico di Ps. Noit. Eravamo così stanchi che ci addormentammo subito dopo cena. Il giorno seguente iniziammo la ricerca sull&#8217;uso simbolico dei braccialetti tra la gente Bidayuh. Riuscimmo a trovare due donne locali che ancora li indossavano: la 84enne Anu Anak Gaek, e Peluk Anak Abeh. Anu ci raccontò che indossava braccialetti alle braccia ed alle gambe da quando aveva 10 anni. Peluk disse che ne aveva 5 quando iniziò ad usarli. Ci erudirono sulla pratica di indossare braccialetti tra la comunità Bidayuh, una consuetudine tramandata di generazione in generazione. I braccialetti sono realizzati in rame e indossati solo dalle donne Bidayuh, e si possono acquistare nei negozi della città di Kuching. I braccialetti indossati nelle braccia e negli avambracci sono chiamati Luyang, mentre quelli indossati nelle gambe sono chiamati Lasung. Fu molto interessante ed affascinante sentir parlare dell&#8217;uso simbolico e pratico dei braccialetti da parte della comunità Bidayuh: si dice che proteggano le persone in caso di guerra con altri gruppi etnici; furono utilizzati come un accessorio per il corpo durante i tempi antichi; sono indossati durante le feste del raccolto, come quella di Gawai Dayak, dove le donne ballano mettendo in mostra i braccialetti colorati che emettono un grazioso suono quando scossi dai movimenti. Quando ci hanno detto che l&#8217;usanza di indossare braccialetti sta scomparendo tra la gente Bidayuh a Kampong Semban, ci siamo rimasti male. Anu ha ammesso che i tempi moderni e la tecnologia fanno emigrare le nuove generazioni, che peraltro sono riluttanti ad utilizzare braccialetti perché li trovano scomodi e dolorosi, soprattutto all&#8217;inizio. Anu afferma pure che siccome l&#8217;uso di braccialetti è di origine animisticha, questa usanza è ora vietata dalla Chiesa cattolica. Lasciammo il paese il giorno seguente, contemplando i risultati della nostra breve ricerca, che non erano poi così promettenti. Da quel viaggio abbiamo imparato che a causa della costruzione della diga di Bengoh, gli abitanti sarebbero stati trasferiti ad una nuova ubicazione. A quell&#8217;epoca individuammo in paese solo 5 persone che ancora utilizzavano i braccialetti, e tutti in età dai 50 anni in su. Sicuramente questi non sono buoni segnali per il futuro dei braccialetti, all’apparenza una tradizione morente. Nonostante questi risultati, tornammo molto felici per il viaggio compiuto, e con un sacco di ricordi indimenticabili del trekking, del villaggio e degli abitanti di Kampong Semban. Consiglio vivamente questo posto, soprattutto per escursionisti e amanti della natura.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/10/P9230068-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/10/P9230068-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/10/P9230068-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/10/P9230068-50x50.jpg 50w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><p><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/10/P9220020.jpg" rel="prettyphoto[3873]"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft  wp-image-3883" alt="Bidayuh" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/10/P9220020-225x300.jpg" width="180" height="240" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/10/P9220020-225x300.jpg 225w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/10/P9220020-768x1024.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/10/P9220020-600x800.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/10/P9220020-112x150.jpg 112w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/10/P9220020-366x488.jpg 366w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/10/P9220020-770x1026.jpg 770w" sizes="(max-width: 180px) 100vw, 180px" /></a>Bidayuh è il secondo più grande gruppo etnico nel Sarawak dopo quello deglil Iban, e vanta una popolazione di circa 200000 persone. Le genti Bidayuh si trovano principalmente in Sarawak e nell’ovest del Kalimantan. Il popolo Bidayuh, come tutti gli altri gruppi etnici in Malesia, ha la propria cultura: se la caratteristica popolare Iban è il tatuaggio, possiamo affermare che i Bidayuh sono ben noti per l&#8217;utilizzo di braccialetti.</p>
<p>Già nel 2009, durante il mio primo semestre presso l&#8217;Università Malaysia Sarawak (UNIMAS), la mia amica ed io fecimo una ricerca sul popolo Bidayuh e sulla loro originale cultura. Nel settembre dello stesso anno programmammo un viaggio di tre giorni a Kampung Semban, l&#8217;ultimo villaggio Bidayuh dove le abitudini culturali folcloristiche sono ancora osservate in una certa misura.</p>
<p>Kampong Semban si trova nella zona di Padawan, a 3000 metri sul livello del mare. Il nostro viaggio iniziò in macchina da casa mia, e procedette verso i piedi delle colline. L&#8217;unico modo per raggiungere Kampong Semban è tutt’ora a piedi (un’altra opzione è l&#8217;elicottero). Ci incamminammo alle 9 del mattino, io, la mia amica e la nostra guida, un missionario di nome Ps. Noit. Durante il percorso attraversammo numerose frazioncine dove fecimo la conoscenza di alcuni abitanti del luogo.</p>
<p>La strada era irregolare e la camminata dura, particolarmente impegnativa per coloro che non sono abituati alle escursioni a piedi, e per chi come noi che si porta appresso parecchie provviste. Lungo la prima parte del percorso affrontammo pioggia, ripide colline e attraversammo persino un ponte di bambù abbastanza instabile. Dopo un&#8217;ora di cammino raggiungemmo il villaggio di Kampong Taba Said, dove ci fermammo a riposare e a rifocillarci.</p>
<p>Ripartimmo consapevoli che per raggiungere la nostra destinazione avremmo dovuto attraversare altri due villaggi ancora lontani, Kampong Bejong e Kampong Rejoi. Fu solo dopo più di sei ore e mezzo che raggiungemmo la cima della montagna dove si trova il villaggio di Kampong Semban.</p>
<p><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/10/P9230082.jpg" rel="prettyphoto[3873]"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright  wp-image-3884" alt="Bidayuh" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/10/P9230082-225x300.jpg" width="180" height="240" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/10/P9230082-225x300.jpg 225w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/10/P9230082-768x1024.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/10/P9230082-600x800.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/10/P9230082-112x150.jpg 112w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/10/P9230082-366x488.jpg 366w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/10/P9230082-770x1026.jpg 770w" sizes="(max-width: 180px) 100vw, 180px" /></a>Kampong Semban è un villaggio a dir poco bello, l&#8217;unico situato in questa zona montagnosa. Parecchie nuvole coprivano il cielo dopo il recente acquazzone. L&#8217;aria era fresca, e l&#8217;acqua alla cascata era incredibilmente pulita. Dal paese la vista a 360 gradi di tutta l&#8217;area era notevole. Il nostro letto per la notte fu fornito da uno degli abitanti del villaggio, amico di Ps. Noit. Eravamo così stanchi che ci addormentammo subito dopo cena.</p>
<p>Il giorno seguente iniziammo la ricerca sull&#8217;uso simbolico dei braccialetti tra la gente Bidayuh. Riuscimmo a trovare due donne locali che ancora li indossavano: la 84enne Anu Anak Gaek, e Peluk Anak Abeh. Anu ci raccontò che indossava braccialetti alle braccia ed alle gambe da quando aveva 10 anni. Peluk disse che ne aveva 5 quando iniziò ad usarli. Ci erudirono sulla pratica di indossare braccialetti tra la comunità Bidayuh, una consuetudine tramandata di generazione in generazione.</p>
<p>I braccialetti sono realizzati in rame e indossati solo dalle donne Bidayuh, e si possono acquistare nei negozi della città di Kuching. I braccialetti indossati nelle braccia e negli avambracci sono chiamati Luyang, mentre quelli indossati nelle gambe sono chiamati Lasung.</p>
<p>Fu molto interessante ed affascinante sentir parlare dell&#8217;uso simbolico e pratico dei braccialetti da parte della comunità Bidayuh: si dice che proteggano le persone in caso di guerra con altri gruppi etnici; furono utilizzati come un accessorio per il corpo durante i tempi antichi; sono indossati durante le feste del raccolto, come quella di Gawai Dayak, dove le donne ballano mettendo in mostra i braccialetti colorati che emettono un grazioso suono quando scossi dai movimenti.</p>
<p>Quando ci hanno detto che l&#8217;usanza di indossare braccialetti sta scomparendo tra la gente Bidayuh a Kampong Semban, ci siamo rimasti male. Anu ha ammesso che i tempi moderni e la tecnologia fanno emigrare le nuove generazioni, che peraltro sono riluttanti ad utilizzare braccialetti perché li trovano scomodi e dolorosi, soprattutto all&#8217;inizio. Anu afferma pure che siccome l&#8217;uso di braccialetti è di origine animisticha, questa usanza è ora vietata dalla Chiesa cattolica.</p>
<p>Lasciammo il paese il giorno seguente, contemplando i risultati della nostra breve ricerca, che non erano poi così promettenti. Da quel viaggio abbiamo imparato che a causa della costruzione della diga di Bengoh, gli abitanti sarebbero stati trasferiti ad una nuova ubicazione. A quell&#8217;epoca individuammo in paese solo 5 persone che ancora utilizzavano i braccialetti, e tutti in età dai 50 anni in su. Sicuramente questi non sono buoni segnali per il futuro dei braccialetti, all’apparenza una tradizione morente.</p>
<p>Nonostante questi risultati, tornammo molto felici per il viaggio compiuto, e con un sacco di ricordi indimenticabili del trekking, del villaggio e degli abitanti di Kampong Semban. Consiglio vivamente questo posto, soprattutto per escursionisti e amanti della natura.</p>
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		<title>Conferenza Stampa col Ministro del Turismo del Sarawak</title>
		<link>https://asianitinerary.com/it/conferenza-stampa-col-ministro-del-turismo-del-sarawak/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=conferenza-stampa-col-ministro-del-turismo-del-sarawak</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Thomas Gennaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jul 2013 16:17:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Kuching]]></category>
		<category><![CDATA[Malesia]]></category>
		<category><![CDATA[art]]></category>
		<category><![CDATA[Borneo]]></category>
		<category><![CDATA[culture]]></category>
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		<category><![CDATA[Sarawak]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/07/rwmf-bus-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/07/rwmf-bus-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/07/rwmf-bus-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/07/rwmf-bus-50x50.jpg 50w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/07/rwmf-bus-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/07/rwmf-bus-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/07/rwmf-bus-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/07/rwmf-bus-50x50.jpg 50w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><p>The post <a href="https://asianitinerary.com/it/conferenza-stampa-col-ministro-del-turismo-del-sarawak/">Conferenza Stampa col Ministro del Turismo del Sarawak</a> appeared first on <a href="https://asianitinerary.com/it/">Asian Itinerary</a>.</p>
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		<title>Uno sguardo su Bangkok</title>
		<link>https://asianitinerary.com/it/uno-sguardo-su-bangkok/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=uno-sguardo-su-bangkok</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pluto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 May 2013 11:52:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Bangkok]]></category>
		<category><![CDATA[City]]></category>
		<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Thailandia]]></category>
		<category><![CDATA[buddhism]]></category>
		<category><![CDATA[culture]]></category>
		<category><![CDATA[Thailand]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/05/P8044240-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/05/P8044240-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/05/P8044240-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/05/P8044240-50x50.jpg 50w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>Per la versione in ITALIANO su Bangkok, ENTRARE NELL’ARTICOLO.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/05/P8044240-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/05/P8044240-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/05/P8044240-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/05/P8044240-50x50.jpg 50w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><h1 class="p1"><b>Per la versione in ITALIANO su Bangkok, </b><a href="https://percorsidiviaggio.com/uno-sguardo-su-bangkok/" target="_blank" rel="noopener"><span class="s1"><b>ENTRARE NELL’ARTICOLO</b></span></a><b>.</b></h1>
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