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	<title>coffee Archives - Asian Itinerary</title>
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	<description>Travel, Holiday, Adventure</description>
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		<title>Scooter tour del Bolaven Plateau</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Viani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Dec 2016 15:09:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Laos]]></category>
		<category><![CDATA[Nature]]></category>
		<category><![CDATA[Pakse]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/12670701_10209237525685899_1878983271400618654_n-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/12670701_10209237525685899_1878983271400618654_n-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/12670701_10209237525685899_1878983271400618654_n-75x75.jpg 75w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>Se pensate ad un viaggio in Laos dovreste assolutamente organizzare un itinerario di alcuni giorni sul Bolaven Plateau. Questo rigoglioso altopiano a sud del Laos che si estende dal fiume Mekong fino quasi ai confini con il Vietnam, offre paesaggi ed incontri davvero unici. La nostra esperienza inizia dopo aver noleggiato gli scooter nella città di Paksè, e da qui ci dirigiamo ad est verso la nostra prima tappa: Paksong. Già dopo pochi chilometri veniamo proiettati in un suggestivo ambiente rurale e la strada è un susseguirsi di piccoli villaggi, qualche bazar e templi buddisti. Al primo incrocio importante (strada nazionale 13 con strada nazionale 20) dopo diversi km ci fermiamo per una pausa. A fianco di alcuni banchetti gustiamo della squisita e coloratissima frutta fresca; qui assaggio per la prima volta il Jackfruit, il frutto più grande del mondo, assolutamente da provare. Ci rimettiamo sulla strada che inizia a salire dolcemente e dopo pochi chilometri veniamo attirati da un grande cartello che invita ad una deviazione per visitare le Tad Yuang waterfalls. Tutto il Laos è ricco di impetuosi corsi d’acqua ma è qui, sul Bolaven Plateau, dove si possono trovare i più spettacolari. Un’escursione, se pur rapida, è d’obbligo; dopo la visita alle cascate lasciatevi incantare da alcuni bazar dove potrete ammirare le bellissime stoffe in seta delle popolazioni locali. Finalmente arriviamo a Paksong poco prima di pranzo e qui facciamo uno degli incontri più interessanti di tutto il tour. In questa piccola guest house sulla strada principale conosciamo Cana, una ragazza statunitense la quale, assieme ad altre persone, porta avanti un interessante progetto di volontariato a favore dei produttori locali di caffè riuniti in cooperativa. Vi invito davvero ad una sosta in questo ambiente magico e accogliente. Così, mentre degustate i loro diversi tipi di caffè preparati con arte, non mancate di farvi spiegare la storia ed i motivi del loro programma. Ne rimarrete davvero colpiti. Personalmente ho iniziato dal suo racconto a capire cos’è stato il dramma della guerra del Vietnam anche per questo paese. In nove anni gli Stati Uniti riversarono sul Laos più di 270 milioni di tonnellate di cluster bombs, le famigerate bombe a grappolo. A conflitto terminato la popolazione civile scoprì a sue spese e tragicamente che molti di quegli ordigni rimasero inesplosi, continuando a mietere vittime innocenti, molte delle quali bambini. Lasciata Paksong inizia la parte più avventurosa del nostro tour e proseguendo verso est la strada diventa sempre meno trafficata. Veniamo proiettati in un ambiente del tutto diverso da quelli visti fin’ora. Si continua a salire arrivando a circa 1300mt slm e in certi momenti sembra più di essere in un ambiente alpino che in Asia se non fosse per le sterminate piantagioni di caffe. Boschi di pini e conifere da entrambe le parti, pochissime case isolate e ancor meno macchine sulla strada. Arriviamo quasi all’imbrunire e dopo più di 100km alla nostra destinazione finale: Taycseua. Questa zona è al di fuori dei classici tour organizzati sul Bolaven Plateau e forse per questo è ancora uno dei suoi luoghi più selvaggi ed inesplorati. Imbocchiamo una strada sterrata di un impressionante colore rosso argilla attraversando canneti di bambù e villaggi isolati dai quali fanno capolino alcuni bambini incuriositi dal nostro passaggio. La vista è mozzafiato, foreste ovunque e, in lontananza, il rumore di un fiume che anticipa quello che sarà il trekking del giorno dopo. Arriviamo alla guest house posta al centro di alcune capanne di bambù. Il posto è mistico. Ci accoglie una simpatica signora di Vientiane (la capitale del Laos) che, in un ottimo inglese, ci spiega la storia e la filosofia legate alla sua scelta di vita e del perchè vivere in quel posto così isolato. Pochissimi ospiti: alcuni leggono sdraiati su colorati tappeti aiutati solo dalla luce di una lampada a gas, altri praticano meditazione e yoga e tutt’attorno una meravigliosa sensazione di tranquillità interrotta solo dai rumori della foresta. È già buio e terminata l’ottima cena ci accomodiamo in un’accogliente capanna per la notte. L&#8217;indomani mattina partiamo di buon’ora per quella che sarà la parte più avventurosa del nostro tour sul Bolaven Plateau. Scendiamo attraverso un sentiero che abbastanza agevolmente porta verso lo scrosciare di un fiume sempre più vicino. Inizia qui un percorso che, affiancando il corso d’acqua offre scenari mozzafiato con cascate che per decine di metri si riversano nel tratto successivo in mezzo a gole delle quali non si vede la fine. Siamo circondati da foresta e da bambù di grandi dimensioni in un alternarsi di vedute dall’alto sulle cascate sottostanti. Una meritata sosta ci fa gustare un bagno gelido ma tonificante in queste acque. Dopo diverse ore di cammino riprendiamo il sentiero del ritorno consapevoli purtroppo di esserci lasciati alle spalle almeno un’altra quindicina di spettacolari salti d’acqua. Terminato il tour salutiamo la gestrice della guest house e riprendiamo gli scooter sulla via del ritorno. Dopo poche centinaia di metri rimango da solo in fondo al nostro piccolo gruppo e improvvisamente dalla foresta si alza un vento leggero ma rumoroso che mi attraversa completamente. Non è freddo ma rabbrividisco. Credo sia il saluto che questo magico posto mi vuole dare ed io ricambio promettendogli che tornerò. Sulla strada del ritorno ci fermiamo per una visita ad una simpatica comunità di forgiatori di pugnali e coltelli che con grande disponibilità ci mostrano con orgoglio la lavorazione del ferro su di una fucina a carbone. Arriviamo a Paksè praticamente al tramonto e dopo aver percorso lunghissimo ponte sul Mekong, quasi per caso imbocchiamo una strada che conduce su di una collina. Qui un enorme statua del Buddha domina la città mentre alle sue spalle il richiamo della preghiera serale proveniente da un tempio non può essere che la degna chiusura di un tour entusiasmante. Per un tour guidato del Bolaven Plateau, CLICCATE QUI Asian Itinerary ha alloggiato al Pakse Hotel Prenotate una stanza a Pakse a prezzi scontati QUI &#160;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/12670701_10209237525685899_1878983271400618654_n-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/12670701_10209237525685899_1878983271400618654_n-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/12670701_10209237525685899_1878983271400618654_n-75x75.jpg 75w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><div id="attachment_27112" style="width: 234px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_6355-224x300.jpg" rel="prettyphoto[27123]"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-27112" class="size-medium wp-image-27113" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_6355-224x300.jpg" alt="Our scooters" width="224" height="300" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_6355-224x300.jpg 224w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_6355-112x150.jpg 112w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_6355-369x494.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_6355.jpg 448w" sizes="(max-width: 224px) 100vw, 224px" /></a><p id="caption-attachment-27112" class="wp-caption-text">I nostri scooters</p></div>
<p>Se pensate ad un viaggio in <a href="https://asianitinerary.com/it/category/laos-it/"><strong>Laos</strong></a> dovreste assolutamente organizzare un itinerario di alcuni giorni sul <strong>Bolaven Plateau</strong>. Questo rigoglioso altopiano a sud del <a href="https://asianitinerary.com/it/category/laos-it/"><strong>Laos</strong></a> che si estende dal fiume Mekong fino quasi ai confini con il <a href="https://asianitinerary.com/it/category/vietnam-it/"><strong>Vietnam</strong></a>, offre paesaggi ed incontri davvero unici.</p>
<p>La nostra esperienza inizia dopo aver noleggiato gli scooter nella città di <strong>Paksè</strong>, e da qui ci dirigiamo ad est verso la nostra prima tappa: <strong>Paksong</strong>. Già dopo pochi chilometri veniamo proiettati in un suggestivo ambiente rurale e la strada è un susseguirsi di piccoli villaggi, qualche bazar e templi buddisti. Al primo incrocio importante (strada nazionale 13 con strada nazionale 20) dopo diversi km ci fermiamo per una pausa. A fianco di alcuni banchetti gustiamo della squisita e coloratissima frutta fresca; qui assaggio per la prima volta il <strong>Jackfruit</strong>, il frutto più grande del mondo, assolutamente da provare.</p>
<div id="attachment_27096" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7360-300x200.jpg" rel="prettyphoto[27123]"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-27096" class="size-medium wp-image-27097" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7360-300x200.jpg" alt="Intersection on the way to Tayicseua" width="300" height="200" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7360-300x200.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7360-768x512.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7360-600x400.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7360-150x100.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7360-369x246.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7360-770x514.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7360-285x190.jpg 285w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7360-236x156.jpg 236w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7360.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-27096" class="wp-caption-text">Incrocio sulla strada per Intersection on the way to Tayicseua</p></div>
<p>Ci rimettiamo sulla strada che inizia a salire dolcemente e dopo pochi chilometri veniamo attirati da un grande cartello che invita ad una deviazione per visitare le <strong>Tad Yuang waterfalls</strong>. Tutto il <a href="https://asianitinerary.com/it/category/laos-it/"><strong>Laos</strong></a> è ricco di impetuosi corsi d’acqua ma è qui, sul <strong>Bolaven Plateau</strong>, dove si possono trovare i più spettacolari. Un’escursione, se pur rapida, è d’obbligo; dopo la visita alle cascate lasciatevi incantare da alcuni bazar dove potrete ammirare le bellissime stoffe in seta delle popolazioni locali.</p>
<div id="attachment_27066" style="width: 210px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7316-200x300.jpg" rel="prettyphoto[27123]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-27066" class="size-medium wp-image-27067" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7316-200x300.jpg" alt="Driving through the outskirts of Pakse" width="200" height="300" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7316-200x300.jpg 200w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7316-100x150.jpg 100w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7316-369x554.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7316.jpg 400w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a><p id="caption-attachment-27066" class="wp-caption-text">In moto nella periferia di Paksè</p></div>
<p>Finalmente arriviamo a <strong>Paksong</strong> poco prima di pranzo e qui facciamo uno degli incontri più interessanti di tutto il tour. In questa piccola guest house sulla strada principale conosciamo Cana, una ragazza statunitense la quale, assieme ad altre persone, porta avanti un interessante progetto di volontariato a favore dei produttori locali di caffè riuniti in cooperativa. Vi invito davvero ad una sosta in questo ambiente magico e accogliente. Così, mentre degustate i loro diversi tipi di caffè preparati con arte, non mancate di farvi spiegare la storia ed i motivi del loro programma. Ne rimarrete davvero colpiti.</p>
<div id="attachment_27114" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/Tour-TAYICSEUA20160311_0014-300x200.jpg" rel="prettyphoto[27123]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-27114" class="size-medium wp-image-27115" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/Tour-TAYICSEUA20160311_0014-300x200.jpg" alt="At Jhai coffee cooperative" width="300" height="200" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/Tour-TAYICSEUA20160311_0014-300x200.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/Tour-TAYICSEUA20160311_0014-768x512.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/Tour-TAYICSEUA20160311_0014-600x400.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/Tour-TAYICSEUA20160311_0014-150x100.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/Tour-TAYICSEUA20160311_0014-369x246.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/Tour-TAYICSEUA20160311_0014-770x514.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/Tour-TAYICSEUA20160311_0014-285x190.jpg 285w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/Tour-TAYICSEUA20160311_0014-236x156.jpg 236w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/Tour-TAYICSEUA20160311_0014.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-27114" class="wp-caption-text">Alla Jhai coffee cooperative</p></div>
<p>Personalmente ho iniziato dal suo racconto a capire cos’è stato il dramma della guerra del <a href="https://asianitinerary.com/it/category/vietnam-it/"><strong>Vietnam</strong></a> anche per questo paese. In nove anni gli Stati Uniti riversarono sul <a href="https://asianitinerary.com/it/category/laos-it/"><strong>Laos</strong></a> più di 270 milioni di tonnellate di cluster bombs, le famigerate bombe a grappolo. A conflitto terminato la popolazione civile scoprì a sue spese e tragicamente che molti di quegli ordigni rimasero inesplosi, continuando a mietere vittime innocenti, molte delle quali bambini.</p>
<div id="attachment_27092" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/MG_1760-300x197.jpg" rel="prettyphoto[27123]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-27092" class="size-medium wp-image-27093" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/MG_1760-300x197.jpg" alt="Coffee plantation" width="300" height="197" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/MG_1760-300x197.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/MG_1760-768x504.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/MG_1760-600x394.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/MG_1760-150x98.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/MG_1760-369x242.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/MG_1760-770x505.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/MG_1760-236x156.jpg 236w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/MG_1760.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-27092" class="wp-caption-text">Piantagione di caffè</p></div>
<p>Lasciata <strong>Paksong</strong> inizia la parte più avventurosa del nostro tour e proseguendo verso est la strada diventa sempre meno trafficata. Veniamo proiettati in un ambiente del tutto diverso da quelli visti fin’ora. Si continua a salire arrivando a circa 1300mt slm e in certi momenti sembra più di essere in un ambiente alpino che in Asia se non fosse per le sterminate piantagioni di caffe. Boschi di pini e conifere da entrambe le parti, pochissime case isolate e ancor meno macchine sulla strada.</p>
<p>Arriviamo quasi all’imbrunire e dopo più di 100km alla nostra destinazione finale: <strong>Taycseua</strong>. Questa zona è al di fuori dei classici tour organizzati sul <strong>Bolaven Plateau</strong> e forse per questo è ancora uno dei suoi luoghi più selvaggi ed inesplorati.</p>
<div id="attachment_27068" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7330-2-300x200.jpg" rel="prettyphoto[27123]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-27068" class="size-medium wp-image-27069" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7330-2-300x200.jpg" alt="Observing the panorama at Tayicseua" width="300" height="200" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7330-2-300x200.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7330-2-768x512.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7330-2-600x400.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7330-2-150x100.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7330-2-369x246.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7330-2-770x514.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7330-2-285x190.jpg 285w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7330-2-236x156.jpg 236w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7330-2.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-27068" class="wp-caption-text">Osservando il panorama a Tayicseua</p></div>
<p>Imbocchiamo una strada sterrata di un impressionante colore rosso argilla attraversando canneti di bambù e villaggi isolati dai quali fanno capolino alcuni bambini incuriositi dal nostro passaggio. La vista è mozzafiato, foreste ovunque e, in lontananza, il rumore di un fiume che anticipa quello che sarà il <strong>trekking</strong> del giorno dopo.</p>
<p>Arriviamo alla guest house posta al centro di alcune capanne di bambù. Il posto è mistico. Ci accoglie una simpatica signora di <strong>Vientiane</strong> (la capitale del <a href="https://asianitinerary.com/it/category/laos-it/"><strong>Laos</strong></a>) che, in un ottimo inglese, ci spiega la storia e la filosofia legate alla sua scelta di vita e del perchè vivere in quel posto così isolato.</p>
<div id="attachment_27116" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/Tour-TAYICSEUA20160312_0053-300x200.jpg" rel="prettyphoto[27123]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-27116" class="size-medium wp-image-27117" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/Tour-TAYICSEUA20160312_0053-300x200.jpg" alt="Guest House at Tadyicseua" width="300" height="200" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/Tour-TAYICSEUA20160312_0053-300x200.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/Tour-TAYICSEUA20160312_0053-768x512.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/Tour-TAYICSEUA20160312_0053-600x400.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/Tour-TAYICSEUA20160312_0053-150x100.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/Tour-TAYICSEUA20160312_0053-369x246.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/Tour-TAYICSEUA20160312_0053-770x514.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/Tour-TAYICSEUA20160312_0053-285x190.jpg 285w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/Tour-TAYICSEUA20160312_0053-236x156.jpg 236w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/Tour-TAYICSEUA20160312_0053.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-27116" class="wp-caption-text">Guest House a Tayicseua</p></div>
<p>Pochissimi ospiti: alcuni leggono sdraiati su colorati tappeti aiutati solo dalla luce di una lampada a gas, altri praticano <strong>meditazione</strong> e <strong>yoga</strong> e tutt’attorno una meravigliosa sensazione di tranquillità interrotta solo dai rumori della foresta. È già buio e terminata l’ottima cena ci accomodiamo in un’accogliente capanna per la notte.</p>
<p>L&#8217;indomani mattina partiamo di buon’ora per quella che sarà la parte più avventurosa del nostro tour sul <strong>Bolaven Plateau</strong>. Scendiamo attraverso un sentiero che abbastanza agevolmente porta verso lo scrosciare di un fiume sempre più vicino. Inizia qui un percorso che, affiancando il corso d’acqua offre scenari mozzafiato con cascate che per decine di metri si riversano nel tratto successivo in mezzo a gole delle quali non si vede la fine. Siamo circondati da foresta e da bambù di grandi dimensioni in un alternarsi di vedute dall’alto sulle <strong>cascate</strong> sottostanti. Una meritata sosta ci fa gustare un bagno gelido ma tonificante in queste acque.</p>
<div id="attachment_27088" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7348-300x200.jpg" rel="prettyphoto[27123]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-27088" class="size-medium wp-image-27089" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7348-300x200.jpg" alt="One of the many Tadyicseua waterfalls" width="300" height="200" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7348-300x200.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7348-768x512.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7348-600x400.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7348-150x100.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7348-369x246.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7348-770x514.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7348-285x190.jpg 285w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7348-236x156.jpg 236w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7348.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-27088" class="wp-caption-text">Una delle tante cascate a Tayicseua</p></div>
<p>Dopo diverse ore di cammino riprendiamo il sentiero del ritorno consapevoli purtroppo di esserci lasciati alle spalle almeno un’altra quindicina di spettacolari salti d’acqua. Terminato il tour salutiamo la gestrice della guest house e riprendiamo gli scooter sulla via del ritorno. Dopo poche centinaia di metri rimango da solo in fondo al nostro piccolo gruppo e improvvisamente dalla foresta si alza un vento leggero ma rumoroso che mi attraversa completamente. Non è freddo ma rabbrividisco. Credo sia il saluto che questo magico posto mi vuole dare ed io ricambio promettendogli che tornerò.</p>
<div id="attachment_27086" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/MG_1667-300x200.jpg" rel="prettyphoto[27123]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-27086" class="size-medium wp-image-27087" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/MG_1667-300x200.jpg" alt="Working on dagger making" width="300" height="200" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/MG_1667-300x200.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/MG_1667-768x512.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/MG_1667-600x400.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/MG_1667-150x100.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/MG_1667-369x246.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/MG_1667-770x514.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/MG_1667-285x190.jpg 285w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/MG_1667-236x156.jpg 236w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/MG_1667.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-27086" class="wp-caption-text">Forgiatore di coltelli all&#8217;opera</p></div>
<p>Sulla strada del ritorno ci fermiamo per una visita ad una simpatica comunità di forgiatori di pugnali e coltelli che con grande disponibilità ci mostrano con orgoglio la lavorazione del ferro su di una fucina a carbone.</p>
<p>Arriviamo a <strong>Paksè</strong> praticamente al tramonto e dopo aver percorso lunghissimo ponte sul <strong>Mekong</strong>, quasi per caso imbocchiamo una strada che conduce su di una collina. Qui un enorme statua del <strong>Buddha</strong> domina la città mentre alle sue spalle il richiamo della preghiera serale proveniente da un tempio non può essere che la degna chiusura di un tour entusiasmante.</p>
<p><strong>Per un tour guidato del Bolaven Plateau, <a href="https://asianitinerary.com/bolaven-plateau-discovery-tour/" target="_blank" rel="noopener">CLICCATE QUI</a></strong></p>
<p><strong>Asian Itinerary ha alloggiato al </strong><strong style="line-height: 1.5;"><a href="https://asianitinerary.com/pakse-hotel/" target="_blank" rel="noopener">Pakse Hotel</a></strong></p>
<p><strong>Prenotate una stanza a Pakse a prezzi scontati <a href="https://www.agoda.com/it-it/pakse-hotel-restaurant/hotel/pakse-la.html?cid=1743660" target="_blank" rel="noopener">QUI</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il miglior Kopi Luwak di Bali</title>
		<link>https://asianitinerary.com/it/trying-the-finest-kopi-luwak-in-bali/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=trying-the-finest-kopi-luwak-in-bali</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Thomas Gennaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Nov 2015 16:12:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bali]]></category>
		<category><![CDATA[Food]]></category>
		<category><![CDATA[Indonesia]]></category>
		<category><![CDATA[Nature]]></category>
		<category><![CDATA[Tours]]></category>
		<category><![CDATA[coffee]]></category>
		<category><![CDATA[Kopi Luwak]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/IMG_5078-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/IMG_5078-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/IMG_5078-75x75.jpg 75w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>Durante un recente viaggio ad Ubud, Bali, ho fatto una sosta in una delle piantagioni di caffè dell’isola: la Laksmi Bali agro tourism. E’ lì, nelle zone di montagna nei pressi dei vulcani balinesi, che il clima è perfetto per la coltivazione e la produzione del caffè, e tra questi chicchi c’è il più famoso e costoso caffè del mondo: il Kopi Luwak. Devo ammettere che fino a qualche anno fa ignoravo ingiustamente questa speciale miscela di caffè e la sua produzione, che implica un metodo di tostatura alquanto lento. Inoltre, sono italiano e questo fa di me un amante del caffè! Per queste ragioni, dopo aver notato un paio di grandi cartelli pubblicitari di piantagioni di caffè ai bordi della strada, ho sollecitato il mio autista a fermarsi. Siamo stati immediatamente accolti da una giovane e sorridente ragazza in uniforme, la quale ci ha gentilmente invitato a seguirla all&#8217;interno della piantagione. Il luogo ci è sembrato subito immenso. La guida era incredibilmente ben informata e ci istruiva mentre ci portava lungo sentieri ben curati all’interno dei giardini. Abbiamo visionato una piantagione-tipo di diverse piante produttrici di spezie come vaniglia e cannella, oltre a diverse varietà di piante di caffè nelle varianti di Arabica e Robusta. La guida sfornava un sacco di notizie e curiosità ed il tempo è volato in sua compagnia. Ci ha tenuto ad informarci  che il caffè a Bali può essere coltivato in modo sostenibile ed etico, in quanto la pianta utilizza meno acqua di altri frutti, e l&#8217;industria impiega agricoltori locali che vengono spronati a lavorare secondo il modo tradizionale di vivere balinese. Seguendo il percorso, abbiamo raggiunto una zona dove un paio di piccole creature simili a dei possum riposavano nella loro casetta sull&#8217;albero, raggomitolati come armadilli. Erano queste le star dello show: le civette delle palme, anche detti zibetti. Uno di loro si risvegliò al nostro arrivo e raggiunse immediatamente la rete del recinto per fiutarci. Era una bestia ben accudita, e abbiamo dovuto resistere alla tentazione di carezzarla. La guida si è affrettata a metterci in guardia: pur avendo un&#8217;aspetto carino, gli zibetti sono animali selvatici e sono inclini a mordere. Ma lasciate che vi dica di loro. Questo animale notturno simile ad un felino e nativo del sud-est asiatico e dell’Africa mangia solo le più fresche bacche di caffè, quelle dalla polpa più carnosa. Queste bacche viaggiano attraverso l’apparato digerente dello zibetto, e in questo modo vengono trattate da particolari enzimi in un processo che rimuove gran parte della loro amarezza. Lo zibetto digerisce e poi defeca le bacche, creando la superba miscela dal delicato sapore della quale tutti parlano: il Kopi Luwak, il caffè più costoso al mondo, che viene venduto in Occidente ad un prezzo che varia dai 300 a 700 euro al kg! La guida ci ha poi portato nella zona dove il Kopi Luwak viene elaborato; là abbiamo assistito al processo in cui i chicchi vengono lavati, essicati al sole ed infine dove i loro semi vengono estratti per la torrefazione e macinazione, il tutto a mano! Incredibile! Siamo poi stati diretti in un’area comune che gode di viste mozzafiato sulle piantagioni di riso circostanti. C&#8217;erano sedie e tavoli in legno coperti da un gazebo, dove ci siamo seduti per degustare una serie di tè e caffè di vari gusti coltivati localmente, tra i quali al sapore di vaniglia, cannella e zenzero, uno dei miei preferiti. La degustazione è gratuita. Ci è stato in seguito offerto di acquistare una tazza di Kopi Luwak al prezzo scontato di 50.000 IDR (circa 3 euro), che non è affatto male per una tazza di caffè che può costare fino a 40 euro in occidente. Abbiamo subito approfittato, sorseggiando il nostro Kopi Luwak mentre contemplavamo la valle sottostante. Un vento fresco aveva iniziato a soffiare dalle montagne e il caffè caldo era un toccasana. Una volta terminata la degustazione, la visita si è conclusa al negozio della piantagione, dove i visitatori possono acquistare la maggior parte dei prodotti degustati durante il tour, tra cui ovviamente il Kopi Luwak, tutto ben impacchettato e pronto per essere regalato al vostro ritorno a casa. Il prezzo di tè e caffè al negozio può essere leggermente superiore a quello del supermercato medio a Bali, ma considerando che li producono in loco e che la visita alla piantagione è gratuita, non ho esitato e ne ho acquistati alcuni. Abbiamo trascorso una bell’oretta in compagnia di un’ottima guida, la quale ha giustamente ricevuto le nostre congratulazioni ed una mancia. Consiglio vivamente una sosta al Laksmi Bali agro tourism: è un ottimo posto da vedere per chi sta visitando l&#8217;isola o per chi alloggia nella zona di Ubud, è diverso da qualsiasi altra attività a Bali, e per di piú non è necessario sborsare soldi se non si desidera. Il Laksmi Bali agro tourism si trova sulla strada che va da Ubud a Kintamani. La loro pagina facebook è https://www.facebook.com/LaksmiBaliAgro/ PER PRENOTARE HOTEL A TARIFFE SCONTATE A BALI CLICCATE QUI !</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/IMG_5078-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/IMG_5078-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/IMG_5078-75x75.jpg 75w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><div id="attachment_23302" style="width: 210px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/MG_9033-200x300.jpg" rel="prettyphoto[23341]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-23302" class="size-medium wp-image-23303" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/MG_9033-200x300.jpg" alt="Kopi Luwak at the Laksmi agro tourism" width="200" height="300" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/MG_9033-200x300.jpg 200w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/MG_9033-100x150.jpg 100w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/MG_9033-369x554.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/MG_9033.jpg 400w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a><p id="caption-attachment-23302" class="wp-caption-text">Kopi Luwak at the Laksmi agro tourism</p></div>
<p>Durante un recente viaggio ad Ubud, Bali, ho fatto una sosta in una delle piantagioni di caffè dell’isola: la Laksmi Bali agro tourism. E’ lì, nelle zone di montagna nei pressi dei vulcani balinesi, che il clima è perfetto per la coltivazione e la produzione del caffè, e tra questi chicchi c’è il più famoso e costoso caffè del mondo: il Kopi Luwak.</p>
<p>Devo ammettere che fino a qualche anno fa ignoravo ingiustamente questa speciale miscela di caffè e la sua produzione, che implica un metodo di tostatura alquanto lento. Inoltre, sono italiano e questo fa di me un amante del caffè! Per queste ragioni, dopo aver notato un paio di grandi cartelli pubblicitari di piantagioni di caffè ai bordi della strada, ho sollecitato il mio autista a fermarsi.</p>
<div id="attachment_23308" style="width: 210px" class="wp-caption alignright"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/MG_5064-200x300.jpg" rel="prettyphoto[23341]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-23308" class="size-medium wp-image-23309" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/MG_5064-200x300.jpg" alt="sweet ginger plant at the Laksmi agro tourism" width="200" height="300" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/MG_5064-200x300.jpg 200w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/MG_5064-100x150.jpg 100w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/MG_5064-369x554.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/MG_5064.jpg 400w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a><p id="caption-attachment-23308" class="wp-caption-text">sweet ginger plant at the Laksmi agro tourism</p></div>
<p>Siamo stati immediatamente accolti da una giovane e sorridente ragazza in uniforme, la quale ci ha gentilmente invitato a seguirla all&#8217;interno della piantagione. Il luogo ci è sembrato subito immenso. La guida era incredibilmente ben informata e ci istruiva mentre ci portava lungo sentieri ben curati all’interno dei giardini. Abbiamo visionato una piantagione-tipo di diverse piante produttrici di spezie come vaniglia e cannella, oltre a diverse varietà di piante di caffè nelle varianti di Arabica e Robusta.</p>
<div id="attachment_23312" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/MG_9059-300x200.jpg" rel="prettyphoto[23341]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-23312" class="size-medium wp-image-23313" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/MG_9059-300x200.jpg" alt="Our knowledgeable guide at Laksmi agro tourism" width="300" height="200" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/MG_9059-300x200.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/MG_9059-600x400.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/MG_9059-150x100.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/MG_9059-369x246.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/MG_9059-770x514.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/MG_9059-285x190.jpg 285w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/MG_9059-236x156.jpg 236w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/MG_9059.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-23312" class="wp-caption-text">Our knowledgeable guide at Laksmi agro tourism</p></div>
<p>La guida sfornava un sacco di notizie e curiosità ed il tempo è volato in sua compagnia. Ci ha tenuto ad informarci  che il caffè a Bali può essere coltivato in modo sostenibile ed etico, in quanto la pianta utilizza meno acqua di altri frutti, e l&#8217;industria impiega agricoltori locali che vengono spronati a lavorare secondo il modo tradizionale di vivere balinese.</p>
<p>Seguendo il percorso, abbiamo raggiunto una zona dove un paio di piccole creature simili a dei possum riposavano nella loro casetta sull&#8217;albero, raggomitolati come armadilli. Erano queste le star dello show: le civette delle palme, anche detti zibetti. Uno di loro si risvegliò al nostro arrivo e raggiunse immediatamente la rete del recinto per fiutarci. Era una bestia ben accudita, e abbiamo dovuto resistere alla tentazione di carezzarla. La guida si è affrettata a metterci in guardia: pur avendo un&#8217;aspetto carino, gli zibetti sono animali selvatici e sono inclini a mordere.</p>
<div id="attachment_23328" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/MG_9039-300x200.jpg" rel="prettyphoto[23341]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-23328" class="size-medium wp-image-23329" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/MG_9039-300x200.jpg" alt="The luwak is awake!" width="300" height="200" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/MG_9039-300x200.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/MG_9039-600x400.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/MG_9039-150x100.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/MG_9039-369x246.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/MG_9039-770x514.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/MG_9039-285x190.jpg 285w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/MG_9039-236x156.jpg 236w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/MG_9039.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-23328" class="wp-caption-text">The luwak is awake!</p></div>
<p>Ma lasciate che vi dica di loro. Questo animale notturno simile ad un felino e nativo del sud-est asiatico e dell’Africa mangia solo le più fresche bacche di caffè, quelle dalla polpa più carnosa. Queste bacche viaggiano attraverso l’apparato digerente dello zibetto, e in questo modo vengono trattate da particolari enzimi in un processo che rimuove gran parte della loro amarezza. Lo zibetto digerisce e poi defeca le bacche, creando la superba miscela dal delicato sapore della quale tutti parlano: il Kopi Luwak, il caffè più costoso al mondo, che viene venduto in Occidente ad un prezzo che varia dai 300 a 700 euro al kg!</p>
<p>La guida ci ha poi portato nella zona dove il Kopi Luwak viene elaborato; là abbiamo assistito al processo in cui i chicchi vengono lavati, essicati al sole ed infine dove i loro semi vengono estratti per la torrefazione e macinazione, il tutto a mano! Incredibile!</p>
<div id="attachment_23332" style="width: 210px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/MG_9070-200x300.jpg" rel="prettyphoto[23341]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-23332" class="size-medium wp-image-23333" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/MG_9070-200x300.jpg" alt="roasting Kopi Luwak" width="200" height="300" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/MG_9070-200x300.jpg 200w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/MG_9070-100x150.jpg 100w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/MG_9070-369x554.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/MG_9070.jpg 400w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a><p id="caption-attachment-23332" class="wp-caption-text">roasting Kopi Luwak</p></div>
<p>Siamo poi stati diretti in un’area comune che gode di viste mozzafiato sulle piantagioni di riso circostanti. C&#8217;erano sedie e tavoli in legno coperti da un gazebo, dove ci siamo seduti per degustare una serie di tè e caffè di vari gusti coltivati localmente, tra i quali al sapore di vaniglia, cannella e zenzero, uno dei miei preferiti. La degustazione è gratuita. Ci è stato in seguito offerto di acquistare una tazza di Kopi Luwak al prezzo scontato di 50.000 IDR (circa 3 euro), che non è affatto male per una tazza di caffè che può costare fino a 40 euro in occidente. Abbiamo subito approfittato, sorseggiando il nostro Kopi Luwak mentre contemplavamo la valle sottostante. Un vento fresco aveva iniziato a soffiare dalle montagne e il caffè caldo era un toccasana.</p>
<div id="attachment_23334" style="width: 210px" class="wp-caption alignright"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/MG_9076-200x300.jpg" rel="prettyphoto[23341]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-23334" class="size-medium wp-image-23335" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/MG_9076-200x300.jpg" alt="samples of teas and coffees at the Laksmi agro tourism" width="200" height="300" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/MG_9076-200x300.jpg 200w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/MG_9076-100x150.jpg 100w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/MG_9076-369x554.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/11/MG_9076.jpg 400w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a><p id="caption-attachment-23334" class="wp-caption-text">samples of teas and coffees at the Laksmi agro tourism</p></div>
<p>Una volta terminata la degustazione, la visita si è conclusa al negozio della piantagione, dove i visitatori possono acquistare la maggior parte dei prodotti degustati durante il tour, tra cui ovviamente il Kopi Luwak, tutto ben impacchettato e pronto per essere regalato al vostro ritorno a casa. Il prezzo di tè e caffè al negozio può essere leggermente superiore a quello del supermercato medio a Bali, ma considerando che li producono in loco e che la visita alla piantagione è gratuita, non ho esitato e ne ho acquistati alcuni.</p>
<p>Abbiamo trascorso una bell’oretta in compagnia di un’ottima guida, la quale ha giustamente ricevuto le nostre congratulazioni ed una mancia. Consiglio vivamente una sosta al Laksmi Bali agro tourism: è un ottimo posto da vedere per chi sta visitando l&#8217;isola o per chi alloggia nella zona di Ubud, è diverso da qualsiasi altra attività a Bali, e per di piú non è necessario sborsare soldi se non si desidera.</p>
<p>Il Laksmi Bali agro tourism si trova sulla strada che va da Ubud a Kintamani. La loro pagina facebook è <a style="line-height: 1.5;" href="https://www.facebook.com/LaksmiBaliAgro/" target="_blank">https://www.facebook.com/LaksmiBaliAgro/</a></p>
<p><a href="http://www.agoda.com/it-it/city/bali-id.html?cid=1743660" target="_blank">PER PRENOTARE HOTEL A TARIFFE SCONTATE A BALI CLICCATE QUI !</a></p>
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