Sabbia che bolle

  • provando l'emozione della sabbia che bolle tra le mani
  • sabbia che bolle
  • sabbia che bolle
  • contemplando la sabbia che bolle
sand boils

sand boils

Erano circa le 4 del mattino e stavo attraversando uno di quei profondi letarghi ad alta intensità di sogni che sembra accadere solo nelle ultime ore di sonno. Il giorno prima avevo passato una stupenda e avventurosa giornata nella provincia di Ao Luk, a Krabi, e avevo visto quella sabbia bollire vicino a quella radura… Mi svegliai di colpo con in testa una sola immagine: sabbia. Dovevo assolutamente scoprire cos’era quello strano fenomeno, così accesi il Mac e iniziai la ricerca sulla sabbia che bolle…

Il nome corretto è, a tutti gli effetti, sabbia che bolle (sand boil in Inglese, o sabbia che affonda, o liquefazione). Purtroppo l’Internet fornisce informazioni miste, incomplete e  spesso sbagliate su questo interessante fenomeno. Alcuni siti la paragonano alle sabbie mobili, cosa errata. Google mi informa che la sabbia che bolle è quasi sempre legata ad accadimenti negativi, a cataclismi: numerose pagine mi mostrano rotture di argini durante inondazioni, conseguenze di terremoti, case che affondano nel terreno liquefatto, ed altre sventure, per dimostrare che la sabbia che bolle è presagio e segno di qualcosa di catastrofico.

Marvel at the sand boils pond

Marvel at the sand boils pond

È necessario far scorrere dozzine di questi disastri prima di scolpire un’altra verità. La sabbia che bolle, altro non è che una fontana subacquea che scaturisce da acqua di sorgente e che sale attraversando una massa di sabbia, a volte risultato di un processo continuo iniziato migliaia di anni orsono. Questa sabbia non è calda e perciò non bolle, ma ‘fa le bolle’. In genere, questi strati di sabbia e calcare sotterranei sopportano il peso di ciò che li sovrasta tramite una rete di contatti tra granelli individuali di terreno. In pratica, il fenomeno della sabbia che bolle si verifica quando l’acqua sotto pressione si fa spazio attraverso un letto di sabbia bagnata.

Durante un terremoto, questa rete protettiva viene disturbata, mentre ciò che le è sopra ha peso e cede alla pressione. Quando la sabbia è bagnata, tutto ciò che oscilla, si agita, scuote, trema o vibra, fa sì che la pressione si trasferisca all’acqua la quale deve trovare punti deboli adeguati per poter fuoriuscire, portando la sabbia soprastante in ebollizione. Per questo per attivare la sabbia che bolle è sufficiente un battito delle mani, il quale invia onde sonore. Ci siamo divertiti un sacco a far ribollire quella sabbia battendo le mani!

Per dimostrare ciò si può tentare un esperimento pratico: mettete della sabbia in un secchio, posizionate un piccolo blocco di cemento sulla parte superiore della sabbia e gradualmente saturate la sabbia con acqua. Il blocco poggia ancora sulla superficie. A questo punto, scuotete bruscamente il secchio e osservate come il blocco rapidamente affonda. È essenzialmente come scuotere una lattina di una bevanda gassata: la pressione si accumula, e quando la si rilascia, il liquido sale in superficie. E allora perché quella sabbia ieri non ha sopportato il peso del bastone di legno che abbiamo tentato di far galleggiare? Mentre la sabbia può agire come un fluido, è un fluido non newtoniano che significa che non agisce come l’acqua. Si può stare su di essa quando è ferma, ad esempio, ma non quando è fluida.

sand boils

sand boils

La sabbia che bolle è stata una sorpresa sia per me che per i miei compagni di tour, una sorpresa proveniente da una regione della Thailandia che ho chiamato casa per tanti anni: Krabi!

Un tour nella provincia di Ao Luk nel nord della regione di Krabi vi farà scoprire un luogo in fuga dalle trappole per turisti, oltre a permettervi di osservare la sabbia che bolle. Nuoto, kayak, trekking, ciclismo, tutto questo è a disposizione per il vostro divertimento, e in una maniera ecosolidale. Scopritelo su https://asianitinerary.com/northern-treasures-at-ao-luk/ 

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About the author

Thomas has a university background in the UK and in Latin America, with studies in Languages and Humanities, Culture, Literature and Economics. He started his Asian experience as a publisher in Krabi in 2005. Thomas has been editing local newspapers and magazines in England, Spain and Thailand for more then fifteen years. He is currently working on several projects in Thailand and abroad. Apart from Thailand, Thomas has lived in Italy, England, Venezuela, Cuba, Spain and Bali. He spends most of his time in Asia. During the years Thomas has developed a great understanding of several Asian cultures and people. He is also working freelance, writing short travel stories and articles for travel magazines. Follow Thomas on www.asianitinerary.com

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