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	<title>Hanoi Archives - Asian Itinerary</title>
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	<description>Travel, Holiday, Adventure</description>
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		<title>tra memoria e fede nel Vietnam di Thích Quảng Đức</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pluto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 13:56:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Buddismo]]></category>
		<category><![CDATA[Hanoi]]></category>
		<category><![CDATA[Vietnam]]></category>
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		<category><![CDATA[Thích Quảng Đức]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5318-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5318-1-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5318-1-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5318-1-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5318-1-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5318-1-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5318-1-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>A Hue, sotto un cielo terso e luminoso mi sono trovato davanti a una vecchia auto azzurra, ferma in uno spazio coperto all’interno del tempio Từ Đàm. Non era abbandonata né nascosta. Era lì, ben visibile, protetta dal sole e dalla pioggia come un oggetto prezioso custodito con cura, in un ambiente che ricordava un piccolo garage. La targa, DBA 599, non so a cosa faccia riferimento con esattezza ma, molto probabilmente, era una targa del regime del Vietnam del Sud, usata prima del 1975, appariva ben visibile, così come la targa esplicativa posta accanto che recitava in vietnamita e in inglese: «Una reliquia. Con questa automobile il Venerabilissimo Thích Quảng Đức si recò dalla pagoda Ấn Quang all’incrocio tra via Phan Đình Phùng e via Lê Văn Duyệt l’11 giugno 1963 a Saigon. Appena sceso dall’auto, il Venerabilissimo si sedette nella posizione del loto e si diede fuoco, morendo per protestare contro le politiche del regime di Ngô Đình Diệm, che discriminavano i buddisti e violavano la libertà religiosa.» Nessun commento ulteriore. Solo quelle parole sufficienti a risvegliare in me la curiosità e il bisogno di capire chi fosse davvero Thích Quảng Đức e cosa avesse significato quel tragitto da una pagoda di Saigon fino al luogo di un ultimo appuntamento con la vita, su quella macchina azzurra che correva senza esitazioni verso un fuoco destinato ad accendere la coscienza del mondo. L’ho notata perché non c’entrava nulla con il resto: nessun altro veicolo, nessun segno di modernità. Solo quella vecchia “Austin”, ferma nel tempo. L’auto non apparteneva a Thích Quảng Đức: gli era stata prestata da un laico buddista per quello spostamento così drammatico e dopo il 1963 fu portata a Huế, città simbolo della repressione religiosa, e conservata come una reliquia. Un monaco anziano, vedendomi fissare la macchina, si è avvicinato in silenzio. Con un filo di voce, in un inglese approssimativo, mi ha detto: “Questa auto fu usata quel giorno. Non partì da qui, ma da Saigon. Fu con questa che Thích Quảng Đức arrivò all’incrocio… e si sedette nel fuoco.” Non ha aggiunto altro. Non ce n’era bisogno. In quel momento capii che non stavo osservando soltanto un veicolo d’epoca. Stavo guardando il mezzo che aveva condotto un uomo da un tempio a un crocevia, e da lì all’immortalità. E decisi di ripercorrere quel percorso. L’incrocio che non dimentica   A Ho Chi Minh City, l’incrocio tra Nguyễn Đình Chiểu e Cách Mạng Tháng Tám (ex Phan Đình Phùng e Lê Văn Duyệt) è trafficato, rumoroso, pieno di motorini e macchine. Sull’angolo sud-est dell’incrocio tra Nguyễn Đình Chiểu e Cách Mạng Tháng Tám oggi sorge un monumento in pietra dedicato a Thích Quảng Đức. Non è un tempio, né un edificio monumentale, ma una struttura semplice e curata. Sulla facciata, un bassorilievo bianco lo ritrae in posizione meditativa, sereno, circondato da foglie rigogliose. Davanti un bruciatore d’incenso riccamente decorato. Il monumento è racchiuso tra due cancelli gialli e rossi, con motivi tradizionali asiatici, come quelli dei templi, sormontate da due lanterne bianche. Davanti, fiori freschi, bastoncini d’incenso accesi, offerte di frutta. Attraversando la strada, lungo il marciapiede, si incontra un secondo monumento, apparentemente in bronzo, più essenziale. Al centro, una figura raffigura il monaco avvolto dalle fiamme, seduto in posizione del loto, immobile. Alla base una scritta incisa, nitida, in caratteri vietnamiti bồ tát Thích Quảng Đức 1897 – 1963 Bồ tát è una parola vietnamita che significa “bodhisattva”, cioe’ “colui che pur avendo raggiunto il Nirvana, l’illuminazione, sceglie di reincarnarsi nuovamente nel mondo non per sé, ma per compassione, per aiutare gli altri a trovare la via.” In quel titolo, in quel nome e in quelle date c’è tutto: una vita, un gesto, una verità che nessun regime è riuscito a spegnere. Alle spalle del monumento c’e’ un bassorilievo che richiama il cammino del monaco  verso il sacrificio. Ho camminato lentamente lungo il monumento. Poi mi sono seduto su una panchina lì vicino. Il silenzio sembrava quasi coprire i rumori. Un uomo accendeva incenso. Una donna lasciava un mazzo di fiori bianchi ai piedi della statua del Buddha. Il traffico scorreva, ma in quel punto, il tempo sembrava piegarsi. Il fotografo che non voleva scattare Ci fu un testimone. Un uomo con una macchina fotografica. Malcolm Browne, fotografo dell’Associated Press, che ricevette una telefonata anonima la sera prima: “Domani, a mezzogiorno, un monaco si brucerà vivo per protesta.” Si presentò sul posto con un collega e, quando le fiamme avvolsero Thích Quảng Đức, Browne scattò undici fotogrammi. La prima immagine fu pubblicata in tutto il mondo. Vinse il Pulitzer Prize nel 1964 ma, per tutta la vita, Browne disse: “È la foto che avrei voluto non aver mai fatto. Ma se non l’avessi scattata, nessuno avrebbe creduto.” La fotografia non mostra solo un corpo in fiamme. Mostra l’ormai famosa Austin ferma in mezzo alla strada col cofano aperto ed una folla di monaci che guarda immobile e attonita. Mostra il peso del silenzio. E mostra, soprattutto, che a volte, la verità ha bisogno di un testimone. Il cuore che non si è sciolto Mi sono recato poi al tempio Xá Lợi, nel cuore di Ho Chi Minh City, dove è conservata una reliquia. Secondo la tradizione, dopo la cremazione, tra le ceneri fu trovato un oggetto rotondo, intatto: ciò che molti riconobbero come il cuore del monaco. Nel buddismo vietnamita, un cuore che resiste al fuoco è simbolo di từ tâm bất diệt — il cuore di compassione che non muore. Oggi il cuore è custodito in una stanza interna del tempio Xá Lợi, accessibile a chiunque desideri vederlo. “Il cuore di Thích Quảng Đức… posso vederlo?” Un monaco mi ha guardato a lungo, poi ha scosso leggermente la testa. “Non oggi. È conservato qui, ma non è esposto ogni giorno. È un oggetto sacro.” Non ho insistito. Non era il momento. Ma ho capito. È un segno interiore, più che un oggetto da mostrare. Ma il fatto che esista, che sia protetto,...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5318-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5318-1-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5318-1-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5318-1-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5318-1-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5318-1-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5318-1-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><p>A <strong><a href="https://asianitinerary.com/category/vietnam-it/hue/">Hue</a></strong>, sotto un cielo terso e luminoso mi sono trovato davanti a una vecchia auto azzurra, ferma in uno spazio coperto all’interno del tempio Từ Đàm. Non era abbandonata né nascosta. Era lì, ben visibile, protetta dal sole e dalla pioggia come un oggetto prezioso custodito con cura, in un ambiente che ricordava un piccolo garage.</p>
<p><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5023.jpg" rel="prettyphoto[70869]"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-70870" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5023-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5023-300x225.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5023-768x576.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5023-600x450.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5023-150x113.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5023-369x277.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5023-770x578.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5023.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>La targa, DBA 599, non so a cosa faccia riferimento con esattezza ma, molto probabilmente, era una targa del regime del Vietnam del Sud, usata prima del 1975, appariva ben visibile, così come la targa esplicativa posta accanto che recitava in vietnamita e in inglese:</p>
<p><em>«Una reliquia. </em></p>
<p><em>Con questa automobile il Venerabilissimo Thích Quảng Đức si recò dalla pagoda Ấn Quang all’incrocio tra via Phan Đình Phùng e via Lê Văn Duyệt l’11 giugno 1963 a Saigon. Appena sceso dall’auto, il Venerabilissimo si sedette nella posizione del loto e si diede fuoco, morendo per protestare contro le politiche del regime di Ngô Đình Diệm, che discriminavano i buddisti e violavano la libertà religiosa.»</em></p>
<p><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/P1150976.jpg" rel="prettyphoto[70869]"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-70879 alignright" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/P1150976-300x179.jpg" alt="" width="300" height="179" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/P1150976-300x179.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/P1150976-768x458.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/P1150976-600x358.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/P1150976-150x89.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/P1150976-369x220.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/P1150976-770x459.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/P1150976.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Nessun commento ulteriore. Solo quelle parole sufficienti a risvegliare in me la curiosità e il bisogno di capire chi fosse davvero Thích Quảng Đức e cosa avesse significato quel tragitto da una pagoda di Saigon fino al luogo di un ultimo appuntamento con la vita, su quella macchina azzurra che correva senza esitazioni verso un fuoco destinato ad accendere la coscienza del mondo. L’ho notata perché non c’entrava nulla con il resto: nessun altro veicolo, nessun segno di modernità. Solo quella vecchia “Austin”, ferma nel tempo.</p>
<p><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5024.jpg" rel="prettyphoto[70869]"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-70871" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5024-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5024-300x225.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5024-768x576.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5024-600x450.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5024-150x113.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5024-369x277.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5024-770x578.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5024.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>L’auto non apparteneva a Thích Quảng Đức: gli era stata prestata da un laico buddista per quello spostamento così drammatico e dopo il 1963 fu portata a Huế, città simbolo della repressione religiosa, e conservata come una reliquia. Un monaco anziano, vedendomi fissare la macchina, si è avvicinato in silenzio. Con un filo di voce, in un inglese approssimativo, mi ha detto:</p>
<p>“Questa auto fu usata quel giorno. Non partì da qui, ma da Saigon. Fu con questa che Thích Quảng Đức arrivò all’incrocio… e si sedette nel fuoco.”</p>
<p>Non ha aggiunto altro. Non ce n’era bisogno. In quel momento capii che non stavo osservando soltanto un veicolo d’epoca. Stavo guardando il mezzo che aveva condotto un uomo da un tempio a un crocevia, e da lì all’immortalità.<br />
E decisi di ripercorrere quel percorso.</p>
<h3><strong>L’incrocio che non dimentica  </strong></h3>
<p><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5333.jpg" rel="prettyphoto[70869]"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-70875 alignright" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5333-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5333-300x225.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5333-768x576.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5333-600x450.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5333-150x113.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5333-369x277.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5333-770x578.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5333.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>A <a href="https://asianitinerary.com/it/category/vietnam-it/saigon-it/"><strong>Ho Chi Minh City</strong></a>, l’incrocio tra Nguyễn Đình Chiểu e Cách Mạng Tháng Tám (ex Phan Đình Phùng e Lê Văn Duyệt) è trafficato, rumoroso, pieno di motorini e macchine. Sull’angolo sud-est dell’incrocio tra Nguyễn Đình Chiểu e Cách Mạng Tháng Tám oggi sorge un monumento in pietra dedicato a Thích Quảng Đức. Non è un tempio, né un edificio monumentale, ma una struttura semplice e curata.<br />
Sulla facciata, un bassorilievo bianco lo ritrae in posizione meditativa, sereno, circondato da foglie rigogliose. Davanti un bruciatore d’incenso riccamente decorato.<br />
Il monumento è racchiuso tra due cancelli gialli e rossi, con motivi tradizionali asiatici, come quelli dei templi, sormontate da due lanterne bianche. Davanti, fiori freschi, bastoncini d’incenso accesi, offerte di frutta.<br />
Attraversando la strada, lungo il marciapiede, si incontra un secondo monumento, apparentemente in bronzo, più essenziale. Al centro, una figura raffigura il monaco avvolto dalle fiamme, seduto in posizione del loto, immobile. Alla base una scritta incisa, nitida, in caratteri vietnamiti</p>
<p><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5331.jpg" rel="prettyphoto[70869]"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-70874" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5331-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5331-224x300.jpg 224w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5331-112x150.jpg 112w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5331-369x494.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5331.jpg 597w" sizes="(max-width: 224px) 100vw, 224px" /></a>bồ tát</p>
<p>Thích Quảng Đức<br />
<em>1897 – 1963</em></p>
<p><em>Bồ tát</em> è una parola vietnamita che significa “<em>bodhisattva</em><em>”</em>, cioe’ <em>“colui che</em><em> pur avendo raggiunto </em><em>il Nirvana, l’illuminazione, sceglie di r</em><em>eincarnarsi nuovamente nel mondo non per sé, ma per compassione</em><em>, per aiutare gli altri a trovare la via.</em><em>” </em></p>
<p>In quel titolo, in quel nome e in quelle date c’è tutto: una vita, un gesto, una verità che nessun regime è riuscito a spegnere. Alle spalle del monumento c’e’ un bassorilievo che richiama il cammino del monaco  verso il sacrificio. Ho camminato lentamente lungo il monumento. Poi mi sono seduto su una panchina lì vicino. Il silenzio sembrava quasi coprire i rumori. Un uomo accendeva incenso. Una donna lasciava un mazzo di fiori bianchi ai piedi della statua del Buddha. Il traffico scorreva, ma in quel punto, il tempo sembrava piegarsi.</p>
<h3><strong>Il fotografo che non voleva scattare</strong></h3>
<p><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5347.jpg" rel="prettyphoto[70869]"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-70877 alignright" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5347-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5347-300x225.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5347-768x576.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5347-600x450.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5347-150x113.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5347-369x277.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5347-770x578.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5347.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Ci fu un testimone. Un uomo con una macchina fotografica. Malcolm Browne, fotografo dell’Associated Press, che ricevette una telefonata anonima la sera prima:</p>
<p><em>“Domani, a mezzogiorno, un monaco si brucerà vivo per protesta.”</em></p>
<p>Si presentò sul posto con un collega e, quando le fiamme avvolsero Thích Quảng Đức, Browne scattò undici fotogrammi. La prima immagine fu pubblicata in tutto il mondo. Vinse il Pulitzer Prize nel 1964 ma, per tutta la vita, Browne disse:</p>
<p><em>“È la foto che avrei voluto non aver mai fatto. Ma se non l’avessi scattata, nessuno avrebbe creduto.”</em></p>
<p>La fotografia non mostra solo un corpo in fiamme. Mostra l’ormai famosa Austin ferma in mezzo alla strada col cofano aperto ed una folla di monaci che guarda immobile e attonita. Mostra il peso del silenzio. E mostra, soprattutto, che a volte, la verità ha bisogno di un testimone.</p>
<h3><strong>Il cuore che non si è sciolto</strong></h3>
<p><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5324.jpg" rel="prettyphoto[70869]"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-70873" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5324-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5324-225x300.jpg 225w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5324-113x150.jpg 113w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5324-369x492.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5324.jpg 600w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a>Mi sono recato poi al tempio Xá Lợi, nel cuore di Ho Chi Minh City, dove è conservata una reliquia. Secondo la tradizione, dopo la cremazione, tra le ceneri fu trovato un oggetto rotondo, intatto: ciò che molti riconobbero come il cuore del monaco. Nel buddismo vietnamita, un cuore che resiste al fuoco è simbolo di <em>từ tâm bất diệt</em> — il cuore di compassione che non muore. Oggi il cuore è custodito in una stanza interna del tempio Xá Lợi, accessibile a chiunque desideri vederlo.</p>
<p>“Il cuore di Thích Quảng Đức… posso vederlo?”</p>
<p>Un monaco mi ha guardato a lungo, poi ha scosso leggermente la testa.</p>
<p>“Non oggi. È conservato qui, ma non è esposto ogni giorno. È un oggetto sacro.”</p>
<p>Non ho insistito. Non era il momento. Ma ho capito. È un segno interiore, più che un oggetto da mostrare. Ma il fatto che esista, che sia protetto, che si parli di lui con voce bassa… dice tutto.</p>
<h3><strong>Cosa significava, davvero, quel gesto?</strong></h3>
<p><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5339.jpg" rel="prettyphoto[70869]"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-70876 alignright" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5339-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5339-300x225.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5339-768x576.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5339-600x450.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5339-150x113.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5339-369x277.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5339-770x578.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_5339.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Thích Quảng Đức non era un rivoluzionario. Non voleva distruggere. Voleva risvegliare. Il suo atto non fu un suicidio, né un atto di odio. Fu un bài hương cúng dường — un’offerta di fuoco — praticata raramente nel buddismo mahāyāna, ispirata al Bodhisattva che sacrifica il corpo per il bene degli altri.</p>
<p>Lo fece non per attirare l’attenzione, ma perché l’attenzione era stata negata. Per mesi, i buddisti erano stati umiliati: bandiere vietate, templi chiusi, arresti arbitrari. Il governo di Ngô Đình Diệm, cattolico, governava una nazione a maggioranza buddista come se fosse una diocesi. Una sua lettera, scritta prima di compiere il suo destino, finisce così:</p>
<p><em>“Prima di chiudere gli occhi e andare verso la visione del <a href="https://asianitinerary.com/it//?s=buddha&amp;submit="><strong>Buddha</strong></a>, imploro rispettosamente il presidente di avere una mente di compassione verso il popolo e di garantire l’uguaglianza religiosa, per il bene eterno della patria.”</em></p>
<h3><strong>Il viaggio continua</strong></h3>
<p>Oggi, il regime di Diệm è storia. Il <strong><a href="https://asianitinerary.com/it/category/vietnam-it/">Vietnam</a></strong> è un Paese diverso. Ma il monumento a Saigon, l’auto a Hue, l’urna conservata nel tempio Xá Lợ, sono segni importanti che suggeriscono che la memoria non si estingue col fuoco. E mentre lasciavo Chùa Quán Thế Âm, con il traffico che riprendeva il suo ritmo, ho pensato a una cosa: A volte, per far sentire una voce, bisogna diventare silenzio.</p>
<h3><strong>Informazioni pratiche per i visitatori</strong></h3>
<ul>
<li><strong>Tempio Từ Đàm (Huế):</strong>
<ul>
<li>Indirizzo: 29 Phan Đình Phùng, TP. Huế</li>
<li>Orari: 5:00–18:00</li>
<li>Auto di Thích Quảng Đức: visibile nel chiostro laterale (non sempre accessibile)</li>
<li>Abbigliamento: coprire spalle e ginocchia</li>
</ul>
</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Chùa Quán Thế Âm (Ho Chi Minh City):</strong>
<ul>
<li>Indirizzo: Angolo Nguyễn Đình Chiểu e Cách Mạng Tháng Tám, Distretto 3</li>
<li>Monumento: accessibile 24/7</li>
<li>Abbigliamento: rispettoso; rimuovere le scarpe all’interno</li>
</ul>
</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Tempio Xá Lợi (Ho Chi Minh City):</strong>
<ul>
<li>Indirizzo: 89 Bà Huyện Thanh Quy, Distretto 3</li>
<li>Il cuore non è esposto al pubblico in modo permanente</li>
<li>Visitare con discrezione; chiedere sempre il permesso ai monaci</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Miglior periodo per visitare:</strong>
<ul>
<li>Da gennaio a marzo: clima più fresco, meno umidità</li>
<li>Evitare maggio, anniversario del Vesak, quando il traffico e la folla sono intensi</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p class="p1"><i>Photos by Guglielmo Zanchi (Pluto) </i></p>
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			</item>
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		<title>Caffè all’Uovo – Un Sapore del Vietnam</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Thomas Gennaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Mar 2026 11:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Hanoi]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[Vietnam]]></category>
		<category><![CDATA[caffè all’uovo]]></category>
		<category><![CDATA[Videos]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/caffe-all-uovo-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/caffe-all-uovo-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/caffe-all-uovo-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/caffe-all-uovo-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/caffe-all-uovo-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/caffe-all-uovo-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/caffe-all-uovo-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>Scopri il caffè all’uovo vietnamita, una specialità nata a Hanoi nella metà degli anni &#8217;40, durante la guerra contro i colonizzatori francesi, quando il latte scarseggiava. In questo video ti mostro la preparazione passo dopo passo e i suoi ingredienti: tuorlo d&#8217;uovo, caffè forte alla vietnamita, rum, miele, vaniglia, caramello, latte condensato. Il risultato è una crema soffice, dolce, calda, che galleggia sopra il caffè scuro. Una bevanda unica, fatta di contrasti: amaro e dolce, caldo e cremoso. Tipicamente servita nei locali tradizionali di Hanoi, oggi è apprezzata in tutta l’Asia e oltre. 📌 Cosa vedi nel video: Montatura dei tuorli con zucchero e latte condensato Versamento lento del caffè bollente Atmosfera di lentezza e cura 👉 Guarda anche: • &#8220;Tra Que Herb Village – Agricoltura Tradizionale a Hoi An&#8221; 🔔 Iscriviti a **Fantasia Asia**: ogni video è un viaggio nel sogno, tra i luoghi più belli dell’Asia raccontati con stile e passione. Leggi il nostro articolo QUI &#160;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/caffe-all-uovo-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/caffe-all-uovo-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/caffe-all-uovo-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/caffe-all-uovo-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/caffe-all-uovo-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/caffe-all-uovo-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/caffe-all-uovo-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><div id="expanded" class="style-scope ytd-text-inline-expander"><span class="yt-core-attributed-string yt-core-attributed-string--white-space-pre-wrap" dir="auto"><span class="yt-core-attributed-string--link-inherit-color" dir="auto">Scopri il <a href="https://asianitinerary.com/it/il-rito-del-caffe-alluovo-di-hanoi/"><strong>caffè all’uovo</strong></a> vietnamita, una specialità nata a <strong><a href="https://asianitinerary.com/it//?s=HANOI&amp;submit=">Hanoi</a></strong> nella metà degli anni &#8217;40, durante la guerra contro i colonizzatori francesi, quando il latte scarseggiava. In questo video ti mostro la preparazione passo dopo passo e i suoi ingredienti: tuorlo d&#8217;uovo, caffè forte alla vietnamita, rum, miele, vaniglia, caramello, latte condensato. Il risultato è una crema soffice, dolce, calda, che galleggia sopra il caffè scuro. Una bevanda unica, fatta di contrasti: amaro e dolce, caldo e cremoso. <a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/TRain-street.jpg" rel="prettyphoto[70815]"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-70698 alignright" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/TRain-street-300x225.jpg" alt="" width="235" height="176" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/TRain-street-300x225.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/TRain-street-768x576.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/TRain-street-600x450.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/TRain-street-150x113.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/TRain-street-369x277.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/TRain-street-770x578.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/TRain-street.jpg 800w" sizes="(max-width: 235px) 100vw, 235px" /></a>Tipicamente servita nei locali tradizionali di Hanoi, oggi è apprezzata in tutta l’Asia e oltre. </span></span></div>
<div class="style-scope ytd-text-inline-expander">
<p><span class="yt-core-attributed-string yt-core-attributed-string--white-space-pre-wrap" dir="auto"><span class="yt-core-attributed-string--link-inherit-color" dir="auto">📌 Cosa vedi nel video: </span></span></p>
<ul class="yt-core-attributed-string__list-group" dir="ltr">
<li><span class="yt-core-attributed-string--link-inherit-color" dir="auto">Montatura dei tuorli con zucchero e latte condensato </span></li>
<li><span class="yt-core-attributed-string--link-inherit-color" dir="auto">Versamento lento del caffè bollente </span></li>
<li><span class="yt-core-attributed-string--link-inherit-color" dir="auto">Atmosfera di lentezza e cura </span></li>
</ul>
<p><span class="yt-core-attributed-string yt-core-attributed-string--white-space-pre-wrap" dir="auto"><span class="yt-core-attributed-string--link-inherit-color" dir="auto"> 👉 Guarda anche: </span></span></p>
</div>
<div class="style-scope ytd-text-inline-expander"><span class="yt-core-attributed-string yt-core-attributed-string--white-space-pre-wrap" dir="auto"><span class="yt-core-attributed-string--link-inherit-color" dir="auto">•</span></span><img decoding="async" class="ytCoreImageHost yt-core-attributed-string__image-element yt-core-attributed-string__image-element--image-alignment-vertical-center ytCoreImageContentModeScaleToFill ytCoreImageLoaded" src="https://www.gstatic.com/youtube/img/watch/yt_favicon_ringo2.png" alt="" /><a href="https://youtu.be/X5ONOQsM_xA?si=a0RVlRYgqPBrzPKE" target="_blank" rel="noopener"><strong><span class="yt-core-attributed-string--link-inherit-color" dir="auto"> &#8220;Tra Que Herb Village – Agricoltura Tradizionale a Hoi An&#8221;</span></strong></a></div>
<div class="style-scope ytd-text-inline-expander"><span class="yt-core-attributed-string yt-core-attributed-string--white-space-pre-wrap" dir="auto"><span class="yt-core-attributed-string--link-inherit-color" dir="auto">🔔 Iscriviti a **Fantasia Asia**: ogni video è un viaggio nel sogno, tra i luoghi più belli dell’Asia raccontati con stile e passione.</span></span></div>
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<h3><a href="https://asianitinerary.com/it/il-rito-del-caffe-alluovo-di-hanoi/"><strong>Leggi il nostro articolo QUI</strong></a></h3>
<p><iframe loading="lazy" title="Caffè all’Uovo – Un Sapore del Vietnam" width="980" height="551" src="https://www.youtube.com/embed/n2LNkdV7AXU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il rito del Caffè all’Uovo di Hanoi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pluto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 13:29:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Hanoi]]></category>
		<category><![CDATA[Vietnam]]></category>
		<category><![CDATA[caffè all’uovo]]></category>
		<category><![CDATA[Tradizione]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/TRain-street-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/TRain-street-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/TRain-street-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/TRain-street-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/TRain-street-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/TRain-street-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/TRain-street-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>C’è un caffè che non ti aspetti. Non per il colore, né per il profumo, ma per ciò che nasconde dentro: un tuorlo d’uovo montato fino a diventare una nuvola dolce e cremosa. Lo scopri camminando per le strade di Hanoi, in Vietnam, tra gli odori di una città che non smette mai di vivere. I tavolini di plastica occupano i marciapiedi, le sedie basse come sgabelli, e ovunque c’è gente che beve qualcosa di scuro sormontato da una schiuma giallo pallido, quasi dorata. Non sembra caffè. Eppure lo è. Il cà phê trứng, il caffè all’uovo del Vietnam, non è una trovata per turisti né un esperimento culinario moderno. È una storia che comincia in tempo di guerra, quando il latte mancava e la fame era più forte della tradizione. Era il 1946, ad Hanoi, e Nguyen Van Giang, barista dell’hotel Sofitel Legend Metropole — allora un’elegante residenza coloniale francese — doveva fare i conti con scaffali vuoti. Il caffè c’era, e anche in abbondanza: il Vietnam, pur non essendo ancora il gigante produttivo che sarebbe diventato, aveva ereditato dai francesi la coltivazione nelle Alte Terre Centrali. Ma il latte fresco no. E senza latte, niente café au lait per i clienti europei che lo reclamavano ogni mattina. Giang guardò verso la cucina, vide le uova — sempre disponibili, anche nei tempi più duri — e pensò: perché non provare? Prese un tuorlo, lo sbatté con zucchero e latte condensato, aggiunse un pizzico di burro, finché non ottenne una crema densa, vellutata. Vi versò sopra una tazza di caffè Robusta, forte e amaro, servito bollente in una tazzina di vetro. Il risultato fu sorprendente: non un compromesso, ma una rivelazione. Quella schiuma dorata ammorbidiva l’amaro del caffè, trasformandolo in un’esperienza nuova, quasi da dessert. I clienti rimasero prima stupiti, poi affascinati, infine conquistati. Così, nel cuore di una città segnata dal conflitto, nacque una delle bevande più iconiche del Sud-Est asiatico. Giang lasciò l’hotel e aprì il suo Café Giang, al numero 39 di Nguyen Huu Huan Street. Ancora oggi è lì, al secondo piano di un palazzo modesto, con le pareti consumate e le finestre aperte sulla città. Non servono insegne luminose: basta seguire l’odore nell’aria, il rumore dei tuorli montati a mano, i camerieri che salgono e scendono con vassoi pieni di tazze fumanti. Il figlio di Giang, Tri Hoa Nguyen, continua a preparare il caffè secondo la ricetta originale, con un ingrediente segreto mai svelato. Forse un tocco di brandy, forse un miele particolare. O forse è solo il tempo, che trasforma una necessità in leggenda. Io non cercavo questa bevanda. Non sapevo nemmeno che esistesse. Dopo un pranzo di phở, seduto su una sedia troppo bassa, volevo solo un caffè. Un vero caffè. Per noi italiani è una questione di principio: il caffè non è una pausa, è un rituale, un piacere. Eppure, troppe volte viaggiando ho dovuto rinunciare. In molti Paesi è lungo, annacquato, tiepido. Oppure solubile, quel brodo grigio che “manco a li cani”. Così ho imparato a farmi bastare, a malincuore, quello che passava il convento. Ma ad Hanoi qualcosa era diverso. Sul menu lessi semplicemente cà phê trứng. Chiesi spiegazioni, esitai: un uovo crudo in un caffè? Poteva sembrare un orrore gastronomico, se non avessi già assaggiato qualcosa di simile a Bologna. Poi pensai: se sei venuto fin qui per conoscere anche la cucina locale, non puoi fermarti sulla soglia del gusto. Devi attraversarla. La prima tazza arrivò con quella crema gialla che ondeggiava appena. La mescolai lentamente con un cucchiaino, osservando il caffè scuro salire in superficie. Poi provai. Un sorso cauto, e subito capii: non era solo caffè, non era un dolce, non era né liquido né solido. Era un equilibrio unico tra amaro e dolce, tra calore e cremosità. Ricordava un tiramisù liquido, uno zabaione al caffè, una crème brûlée da bere. Ma soprattutto, era buono. Profondo. Consolante. Da allora, ogni volta che sono tornato ad Hanoi, l’appuntamento con il caffè vietnamita non è mai mancato. Una tappa obbligata era il Ciao Caffè, collegato al tour operator Ciao Travel, che fino alla mia ultima visita si trovava poco oltre il Chuong Gate. A dispetto del nome tipicamente italiano, era un locale autenticamente vietnamita, dove mani esperte regalavano grandi soddisfazioni al mio palato. Osservare Ms. Nhung montare un tuorlo d’uovo, anche se con l’aiuto di un frullino elettrico — inevitabile segno dei tempi — resta un gesto che resiste al ritmo frenetico. È un rito lento, quasi meditativo. E mentre aspetto, penso a quanto sia singolare il destino del cibo: spesso ciò che nasce dalla scarsità diventa simbolo di ricchezza. Oggi il tour operator Ciao Travel, con cui collaboro, si è spostato di circa un chilometro e ha chiuso la parte dedicata alla ristorazione. Ma Ms. Nhung è ancora lì, e mi ha promesso che ogni volta che tornerò ad Hanoi mi preparerà il suo inconfondibile e squisito caffè all’uovo. Il caffè, in fondo, è un racconto di adattamento, intelligenza e dignità. È la prova che, quando manca ciò che credi indispensabile, puoi inventare qualcosa di nuovo e persino migliore. Non è un caso che proprio il Vietnam, oggi tra i primi tre produttori mondiali, abbia dato vita a una specialità tanto unica. Qui il caffè non è un’importazione culturale, ma parte viva dell’identità nazionale. Il latte condensato, altro simbolo di questa tradizione, fu introdotto dai francesi durante la Prima Guerra Mondiale per sopperire alla difficoltà di conservare il latte fresco. I vietnamiti lo adottarono e lo resero proprio: oggi un semplice cà phê sữa significa caffè nero, preparato col filtro phin, mescolato con un generoso cucchiaio di latte condensato. Ma il cà phê trứng va oltre. È un’evoluzione poetica dello stesso principio: trasformare ciò che c’è in qualcosa di memorabile. Oggi esistono varianti con latte di cocco, con cacao o servite fredde con ghiaccio. Io stesso ho provato a farlo a casa, naturalmente. Ho cercato di seguire ogni movimento e ogni passaggio di Ms. Nhung. Decente. Ma...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/TRain-street-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/TRain-street-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/TRain-street-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/TRain-street-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/TRain-street-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/TRain-street-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/TRain-street-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><p>C’è un caffè che non ti aspetti. Non per il colore, né per il profumo, ma per ciò che nasconde dentro: un tuorlo d’uovo montato fino a diventare una nuvola dolce e cremosa. Lo scopri camminando per le strade di <strong><a href="https://asianitinerary.com/it/category/vietnam-it/hanoi-vietnam-it/">Hanoi</a></strong>, in <strong><a href="https://asianitinerary.com/it/category/vietnam-it/">Vietnam</a></strong>, tra gli odori di una città che non smette mai di vivere. I tavolini di plastica occupano i marciapiedi, le sedie basse come sgabelli, e ovunque c’è gente che beve qualcosa di scuro sormontato da una schiuma giallo pallido, quasi dorata. Non sembra caffè. Eppure lo è.</p>
<div id="attachment_70699" style="width: 395px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/una-barista-ad-Hanoi.jpg" rel="prettyphoto[70695]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-70699" class=" wp-image-70699" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/una-barista-ad-Hanoi-300x225.jpg" alt="" width="385" height="289" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/una-barista-ad-Hanoi-300x225.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/una-barista-ad-Hanoi-768x576.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/una-barista-ad-Hanoi-600x450.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/una-barista-ad-Hanoi-150x113.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/una-barista-ad-Hanoi-369x277.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/una-barista-ad-Hanoi-770x578.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/una-barista-ad-Hanoi.jpg 800w" sizes="(max-width: 385px) 100vw, 385px" /></a><p id="caption-attachment-70699" class="wp-caption-text">Café Giang, al numero 39 di Nguyen Huu Huan Street</p></div>
<p>Il <strong>cà phê trứng</strong>, il caffè all’uovo del Vietnam, non è una trovata per turisti né un esperimento culinario moderno. È una storia che comincia in tempo di guerra, quando il latte mancava e la fame era più forte della tradizione. Era il 1946, ad Hanoi, e Nguyen Van Giang, barista dell’hotel <strong><a href="https://asianitinerary.com/?s=Sofitel+Legend+Metropole&amp;submit=">Sofitel Legend Metropole</a></strong> — allora un’elegante residenza coloniale francese — doveva fare i conti con scaffali vuoti. Il caffè c’era, e anche in abbondanza: il Vietnam, pur non essendo ancora il gigante produttivo che sarebbe diventato, aveva ereditato dai francesi la coltivazione nelle Alte Terre Centrali. Ma il latte fresco no. E senza latte, niente café au lait per i clienti europei che lo reclamavano ogni mattina.</p>
<p>Giang guardò verso la cucina, vide le uova — sempre disponibili, anche nei tempi più duri — e pensò: perché non provare? Prese un tuorlo, lo sbatté con zucchero e latte condensato, aggiunse un pizzico di burro, finché non ottenne una crema densa, vellutata. Vi versò sopra una tazza di caffè Robusta, forte e amaro, servito bollente in una tazzina di vetro. Il risultato fu sorprendente: non un compromesso, ma una rivelazione. Quella schiuma dorata ammorbidiva l’amaro del caffè, trasformandolo in un’esperienza nuova, quasi da dessert. I clienti rimasero prima stupiti, poi affascinati, infine conquistati.</p>
<p>Così, nel cuore di una città segnata dal conflitto, nacque una delle bevande più iconiche del Sud-Est asiatico. Giang lasciò l’hotel e aprì il suo <a href="https://cafegiang.vn/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Café Giang, al numero 39 di Nguyen Huu Huan Street</strong></a>. Ancora oggi è lì, al secondo piano di un palazzo modesto, con le pareti consumate e le finestre aperte sulla città. Non servono insegne luminose: basta seguire l’odore nell’aria, il rumore dei tuorli montati a mano, i camerieri che salgono e scendono con vassoi pieni di tazze fumanti. Il figlio di Giang, Tri Hoa Nguyen, continua a preparare il caffè secondo la ricetta originale, con un ingrediente segreto mai svelato. Forse un tocco di brandy, forse un miele particolare. O forse è solo il tempo, che trasforma una necessità in leggenda.</p>
<div id="attachment_70697" style="width: 405px" class="wp-caption alignright"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/Lautore-con-una-buona-tazza-di-caffe-alluovo.jpg" rel="prettyphoto[70695]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-70697" class=" wp-image-70697" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/Lautore-con-una-buona-tazza-di-caffe-alluovo-300x225.jpg" alt="" width="395" height="296" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/Lautore-con-una-buona-tazza-di-caffe-alluovo-300x225.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/Lautore-con-una-buona-tazza-di-caffe-alluovo-768x576.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/Lautore-con-una-buona-tazza-di-caffe-alluovo-600x450.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/Lautore-con-una-buona-tazza-di-caffe-alluovo-150x113.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/Lautore-con-una-buona-tazza-di-caffe-alluovo-369x277.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/Lautore-con-una-buona-tazza-di-caffe-alluovo-770x578.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/Lautore-con-una-buona-tazza-di-caffe-alluovo.jpg 800w" sizes="(max-width: 395px) 100vw, 395px" /></a><p id="caption-attachment-70697" class="wp-caption-text">L&#8217;autore con una buona tazza di caffè all&#8217;uovo</p></div>
<p>Io non cercavo questa bevanda. Non sapevo nemmeno che esistesse. Dopo un pranzo di <strong>phở</strong>, seduto su una sedia troppo bassa, volevo solo un caffè. Un vero caffè. Per noi italiani è una questione di principio: il caffè non è una pausa, è un rituale, un piacere.</p>
<p>Eppure, troppe volte viaggiando ho dovuto rinunciare. In molti Paesi è lungo, annacquato, tiepido. Oppure solubile, quel brodo grigio che “manco a li cani”. Così ho imparato a farmi bastare, a malincuore, quello che passava il convento. Ma ad Hanoi qualcosa era diverso. Sul menu lessi semplicemente <em>cà phê trứng</em>. Chiesi spiegazioni, esitai: un uovo crudo in un caffè? Poteva sembrare un orrore gastronomico, se non avessi già assaggiato qualcosa di simile a Bologna. Poi pensai: se sei venuto fin qui per conoscere anche la cucina locale, non puoi fermarti sulla soglia del gusto. Devi attraversarla.</p>
<p>La prima tazza arrivò con quella crema gialla che ondeggiava appena. La mescolai lentamente con un cucchiaino, osservando il caffè scuro salire in superficie. Poi provai. Un sorso cauto, e subito capii: non era solo caffè, non era un dolce, non era né liquido né solido. Era un equilibrio unico tra amaro e dolce, tra calore e cremosità. Ricordava un tiramisù liquido, uno zabaione al caffè, una crème brûlée da bere. Ma soprattutto, era buono. Profondo. Consolante.</p>
<p>Da allora, ogni volta che sono tornato ad Hanoi, l’appuntamento con il caffè vietnamita non è mai mancato. Una tappa obbligata era il Ciao Caffè, collegato al tour operator Ciao Travel, che fino alla mia ultima visita si trovava poco oltre il Chuong Gate. A dispetto del nome tipicamente italiano, era un locale autenticamente vietnamita, dove mani esperte regalavano grandi soddisfazioni al mio palato.</p>
<div id="attachment_70700" style="width: 390px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/varie-qualita-di-caffe-ad-Hanoi.jpg" rel="prettyphoto[70695]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-70700" class=" wp-image-70700" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/varie-qualita-di-caffe-ad-Hanoi-300x225.jpg" alt="" width="380" height="285" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/varie-qualita-di-caffe-ad-Hanoi-300x225.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/varie-qualita-di-caffe-ad-Hanoi-768x576.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/varie-qualita-di-caffe-ad-Hanoi-600x450.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/varie-qualita-di-caffe-ad-Hanoi-150x113.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/varie-qualita-di-caffe-ad-Hanoi-369x277.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/varie-qualita-di-caffe-ad-Hanoi-770x578.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/varie-qualita-di-caffe-ad-Hanoi.jpg 800w" sizes="(max-width: 380px) 100vw, 380px" /></a><p id="caption-attachment-70700" class="wp-caption-text">varie qualità di caffè ad Hanoi</p></div>
<p>Osservare Ms. Nhung montare un tuorlo d’uovo, anche se con l’aiuto di un frullino elettrico — inevitabile segno dei tempi — resta un gesto che resiste al ritmo frenetico. È un rito lento, quasi meditativo. E mentre aspetto, penso a quanto sia singolare il destino del cibo: spesso ciò che nasce dalla scarsità diventa simbolo di ricchezza.</p>
<p>Oggi il tour operator Ciao Travel, con cui collaboro, si è spostato di circa un chilometro e ha chiuso la parte dedicata alla ristorazione. Ma Ms. Nhung è ancora lì, e mi ha promesso che ogni volta che tornerò ad Hanoi mi preparerà il suo inconfondibile e squisito caffè all’uovo.</p>
<p>Il caffè, in fondo, è un racconto di adattamento, intelligenza e dignità. È la prova che, quando manca ciò che credi indispensabile, puoi inventare qualcosa di nuovo e persino migliore. Non è un caso che proprio il Vietnam, oggi tra i primi tre produttori mondiali, abbia dato vita a una specialità tanto unica. Qui il caffè non è un’importazione culturale, ma parte viva dell’identità nazionale.</p>
<div id="attachment_70696" style="width: 375px" class="wp-caption alignright"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/antichi-macina-caffe.jpg" rel="prettyphoto[70695]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-70696" class=" wp-image-70696" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/antichi-macina-caffe-300x225.jpg" alt="" width="365" height="274" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/antichi-macina-caffe-300x225.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/antichi-macina-caffe-768x576.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/antichi-macina-caffe-600x450.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/antichi-macina-caffe-150x113.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/antichi-macina-caffe-369x277.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/antichi-macina-caffe-770x578.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/antichi-macina-caffe.jpg 800w" sizes="(max-width: 365px) 100vw, 365px" /></a><p id="caption-attachment-70696" class="wp-caption-text">antichi macina caffè</p></div>
<p>Il latte condensato, altro simbolo di questa tradizione, fu introdotto dai francesi durante la Prima Guerra Mondiale per sopperire alla difficoltà di conservare il latte fresco. I vietnamiti lo adottarono e lo resero proprio: oggi un semplice <em>cà phê sữa</em> significa caffè nero, preparato col filtro <em>phin</em>, mescolato con un generoso cucchiaio di latte condensato.</p>
<p>Ma il <em>cà phê trứng</em> va oltre. È un’evoluzione poetica dello stesso principio: trasformare ciò che c’è in qualcosa di memorabile. Oggi esistono varianti con latte di cocco, con cacao o servite fredde con ghiaccio. Io stesso ho provato a farlo a casa, naturalmente. Ho cercato di seguire ogni movimento e ogni passaggio di Ms. Nhung. Decente. Ma non era lo stesso. Manca la mano sapiente e allenata. Manca l’aria di Hanoi, il rumore del traffico, la sensazione di essere in un posto dove il tempo si muove diversamente. Manca Ms. Nhung che ti guarda e sorride, come se sapesse che hai appena attraversato una frontiera invisibile.</p>
<p>Oggi il <strong>caffè all’uovo</strong> non è più solo di Hanoi: si trova a Saigon, a Hue, a Hoi An. Nei locali moderni lo servono in bicchieri eleganti, pronto per Instagram. Ma il cuore resta lì, nei piccoli bar del centro storico, dove ogni giorno qualcuno entra, guarda la tazza con sospetto e poi dice: “È buono. Non so cosa sia, ma è buono.”</p>
<div id="attachment_70701" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/Vietnam-Essential-Hanoi-Egg-Coffee.jpg" rel="prettyphoto[70695]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-70701" class="wp-image-70701 size-medium" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/Vietnam-Essential-Hanoi-Egg-Coffee-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/Vietnam-Essential-Hanoi-Egg-Coffee-300x225.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/Vietnam-Essential-Hanoi-Egg-Coffee-768x576.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/Vietnam-Essential-Hanoi-Egg-Coffee-600x450.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/Vietnam-Essential-Hanoi-Egg-Coffee-150x113.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/Vietnam-Essential-Hanoi-Egg-Coffee-369x277.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/Vietnam-Essential-Hanoi-Egg-Coffee-770x578.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/03/Vietnam-Essential-Hanoi-Egg-Coffee.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-70701" class="wp-caption-text">caffè all’uovo vietnamita</p></div>
<p>Ecco, questo è forse il vero miracolo del <em>cà phê trứng</em>: non ti convince subito, ti sfida. Ma quando finalmente lo assaggi, capisci che non è il sapore a cambiarti, bensì l’idea stessa di caffè. Che non deve essere solo amaro, veloce, funzionale. Può essere morbido, lento, complesso. Può essere un momento che non capisci del tutto, ma che senti giusto.</p>
<p>Perché a volte, il piacere più autentico non viene da ciò che conosci, ma da ciò che non ti aspetti.<br />
E, come diceva Nino Manfredi in quella vecchia pubblicità:<br />
“Il caffè è un piacere. Se nun è bono, che piacere è?”</p>
<p class="p1"><i>Photos by Guglielmo Zanchi (Pluto)</i></p>
<h2><a href="https://asianitinerary.com/it/il-caffe-alluovo-del-vietnam/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Godetevi il nostro video sul caffè all’uovo cliccando QUI!!</strong></a></h2>
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		<title>Hanoi: una città che si scopre piano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pluto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jan 2026 10:59:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Hanoi]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Vietnam]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_20190530_155610_Fotor-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_20190530_155610_Fotor-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_20190530_155610_Fotor-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_20190530_155610_Fotor-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_20190530_155610_Fotor-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_20190530_155610_Fotor-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_20190530_155610_Fotor-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>C’è una città che non ti accoglie con ordine, ma con un abbraccio rumoroso, fitto di suoni, odori e movimenti incrociati. Hanoi è così: non si presenta mai in silenzio. Il primo impatto è una sinfonia di clacson di motorini, un vociare continuo tra vicoli stretti, l’odore del brodo che bolle sui fornelli a gas lungo i marciapiedi, il fumo sottile dei barbecue notturni che si alza tra gli alberi. Non è caos, è vita — una vita che scorre veloce, intrecciata con gesti antichi, come se il tempo qui non fosse lineare, ma circolare. Il Quartiere Vecchio: una mappa vivente Camminando per il Quartiere Vecchio, dove le strade prendono il nome dalle merci che un tempo vi si vendevano — via della Seta, via dei Ferri, via dei Cappellai — si ha l’impressione di muoversi dentro una mappa vivente. Questo quartiere, nato oltre mille anni fa, fu progettato come un organismo commerciale pulsante, un labirinto di vie strette e case allungate come tubi, costruite per massimizzare lo spazio e ridurre la tassa sul fronte stradale. Le chiamano tube houses, case-cannocchiale, dove davanti si lavora e si vende, dietro si vive, e nel mezzo, nascosto tra muri sottili, c’è un cortile che lascia entrare luce e pioggia. Ogni angolo racconta qualcosa: un tempio nascosto dietro un banco di frutta, un vecchio seduto su uno sgabello basso che aggiusta penne stilografiche, una donna che serve phở da una pentola appoggiata a terra, con gesti precisi come quelli di un rito. I palazzi sono spesso alti e stretti, costruiti all’epoca francese, con balconi arrugginiti e tende colorate che sventolano nel vento caldo. Non sembrano edifici, ma persone: ognuno con la sua storia, il suo respiro, il suo modo di esistere. Le origini storiche di Hanoi Tutto cominciò nell’anno 1010, quando il re Lý Thái Tổ decise di spostare la capitale a Thăng Long, la “Città del Dragone Alato”, scegliendo un luogo strategico tra fiumi e vie commerciali. Da allora, il cuore della città si sviluppò in due parti: la Cittadella Reale, chiusa tra mura e simbolo del potere imperiale, e la città mercantile, aperta, vivace, destinata allo scambio. Nel corso dei secoli, artigiani specializzati dai villaggi circostanti si trasferirono qui, portando con sé mestieri e tradizioni. Ogni strada divenne un distretto di botteghe, governato da una corporazione, con un tempio dedicato al genio protettore del mestiere. Erano i “36 Rioni delle Arti”, anche se oggi ne sopravvivono molti di più, e il numero stesso è ormai un simbolo più che una cifra precisa. Nel Seicento, l’arrivo di mercanti cinesi diede nuovo slancio all’economia, e il quartiere crebbe, si densificò, si adattò. Poi, alla fine dell’Ottocento, arrivarono i francesi. Cambiarono il volto della città: allargarono le strade, colmarono laghi, abbatterono i cancelli che separavano i rioni, cancellando quel senso di villaggio urbano che aveva resistito per secoli. Ma non riuscirono a spezzare l’anima del luogo. Le facciate delle case si vestirono di architettura coloniale — archi, finestre rettangolari, timpani — ma dietro, nei cortili interni, continuava a vivere la stessa vita di sempre. Anche durante la guerra, il Quartiere Vecchio resistette. E negli anni ’60, con la politica di housing collettivo, molte case furono nazionalizzate e divise tra famiglie numerose. I cortili si riempirono di costruzioni improvvisate, gli spazi si fecero più stretti, ma la comunità non si disperse. Dopo il 1986, con la riforma del Đổi Mới, la spinta al mercato riportò il quartiere alle sue origini: la gente aprì nuove attività, rivitalizzò le botteghe, riprese in mano il proprio destino. Oggi, tra le costruzioni alte e i fili elettrici che si intrecciano come liane, sopravvive ancora l’identità di questo luogo: la trama urbana, i templi nascosti, le case-tubo, le strade degli artigiani. È un equilibrio fragile, ma tenace. Lo spirito di Hoan Kiem: il Lago della Spada Restituita In mezzo a tutto questo, c’è Hoan Kiem, il Lago della Spada Restituita. È un’oasi di quiete, quasi fuori dal mondo. Una leggenda dice che un imperatore ricevette in sogno una spada magica da un dio tartaruga per liberare il paese dall’invasore cinese. Dopo la vittoria, mentre navigava sul lago, la spada gli fu ripresa da una gigantesca tartaruga d’oro che emerse dalle acque. Da allora, il lago porta quel nome, e la torre che sorge su un isolotto al centro sembra vegliare su una memoria collettiva che nessuno ha bisogno di raccontare ad alta voce. La sera, quando le luci si accendono e i giovani si siedono sugli scalini a chiacchierare, il lago riflette la città come uno specchio stanco ma fiero. Il Tempio della Letteratura e la cultura millenaria Poco distante, il Tempio della Letteratura si apre in una serie di cortili tranquilli, come un respiro profondo dopo il trambusto. Fu fondato nel 1070, dedicato a Confucio, e ospitò la prima università del Vietnam. Le stele di pietra ai piedi degli alberi portano incisi i nomi degli studenti eccellenti di secoli fa, scolpiti con cura, come a dire che la conoscenza merita di essere ricordata. Ancora oggi, ci sono ragazzi in uniforme scolastica che accendono bacchette d’incenso davanti agli altari, pregando per un buon esame. Non sembrano turisti, sembrano parte del luogo, come se il passato fosse solo un’altra stanza dello stesso edificio. Il Mausoleo di Ho Chi Minh e la semplicità del leader Più a nord, il Complesso del Mausoleo di Ho Chi Minh si staglia con un’architettura solenne, ispirata ai monumenti dell’Europa dell’Est. Qui, “Zio Ho”, come lo chiamano con affetto, riposa in una bara di vetro, avvolto nella semplicità che lo contraddistinse in vita. Attorno, i giardini sono ampi, ordinati, e poco oltre si trova la casetta su palafitte dove visse, umile e funzionale. Non c’è sfarzo, né celebrazione esagerata. Tutto parla di sobrietà, quasi di resistenza alla grandezza. Eppure, è chiaro che la sua figura continua a camminare tra le strade della città, nei libri di storia, nelle parole delle guide. Hanoi tra tradizione, gusto e sorprese quotidiane Ma Hanoi non è solo storia. È anche...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_20190530_155610_Fotor-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_20190530_155610_Fotor-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_20190530_155610_Fotor-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_20190530_155610_Fotor-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_20190530_155610_Fotor-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_20190530_155610_Fotor-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_20190530_155610_Fotor-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><p class="p1">C’è una città che non ti accoglie con ordine, ma con un abbraccio rumoroso, fitto di suoni, odori e movimenti incrociati. <a href="https://asianitinerary.com/it//?s=Hanoi&amp;submit="><strong>Hanoi</strong></a> è così: non si presenta mai in silenzio. Il primo impatto è una sinfonia di clacson di motorini, un vociare continuo tra vicoli stretti, l’odore del brodo che bolle sui fornelli a gas lungo i marciapiedi, il fumo sottile dei barbecue notturni che si alza tra gli alberi. Non è caos, è vita — una vita che scorre veloce, intrecciata con gesti antichi, come se il tempo qui non fosse lineare, ma circolare.</p>
<h3>Il Quartiere Vecchio: una mappa vivente</h3>
<p class="p2"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/P1160238.jpg" rel="prettyphoto[70317]"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-70328 alignright" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/P1160238-300x169.jpg" alt="" width="401" height="226" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/P1160238-300x169.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/P1160238-600x338.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/P1160238-150x85.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/P1160238-369x208.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/P1160238.jpg 640w" sizes="(max-width: 401px) 100vw, 401px" /></a>Camminando per il Quartiere Vecchio, dove le strade prendono il nome dalle merci che un tempo vi si vendevano — via della Seta, via dei Ferri, via dei Cappellai — si ha l’impressione di muoversi dentro una mappa vivente. Questo quartiere, nato oltre mille anni fa, fu progettato come un organismo commerciale pulsante, un labirinto di vie strette e case allungate come tubi, costruite per massimizzare lo spazio e ridurre la tassa sul fronte stradale. Le chiamano <i>tube houses</i>, case-cannocchiale, dove davanti si lavora e si vende, dietro si vive, e nel mezzo, nascosto tra muri sottili, c’è un cortile che lascia entrare luce e pioggia. Ogni angolo racconta qualcosa: un tempio nascosto dietro un banco di frutta, un vecchio seduto su uno sgabello basso che aggiusta penne stilografiche, una donna che serve <i>phở</i> da una pentola appoggiata a terra, con gesti precisi come quelli di un rito. I palazzi sono spesso alti e stretti, costruiti all’epoca francese, con balconi arrugginiti e tende colorate che sventolano nel vento caldo. Non sembrano edifici, ma persone: ognuno con la sua storia, il suo respiro, il suo modo di esistere.</p>
<h3>Le origini <a href="https://asianitinerary.com/it/tag/storia/">storiche</a> di Hanoi</h3>
<p class="p2">Tutto cominciò nell’anno 1010, quando il re Lý Thái Tổ decise di spostare la capitale a Thăng Long, la “Città del Dragone Alato”, scegliendo un luogo strategico tra fiumi e vie commerciali. Da allora, il cuore della città si sviluppò in due parti: la Cittadella Reale, chiusa tra mura e simbolo del potere imperiale, e la città mercantile, aperta, vivace, destinata allo scambio. Nel corso dei secoli, artigiani specializzati dai villaggi circostanti si trasferirono qui, portando con sé mestieri e tradizioni. Ogni strada divenne un distretto di botteghe, governato da una corporazione, con un tempio dedicato al genio protettore del mestiere. Erano i “36 Rioni delle Arti”, anche se oggi ne sopravvivono molti di più, e il numero stesso è ormai un simbolo più che una cifra precisa.</p>
<div id="attachment_70324" style="width: 383px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4429.jpg" rel="prettyphoto[70317]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-70324" class="wp-image-70324" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4429-300x225.jpg" alt="" width="373" height="280" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4429-300x225.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4429-600x450.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4429-150x113.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4429-369x277.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_4429.jpg 640w" sizes="(max-width: 373px) 100vw, 373px" /></a><p id="caption-attachment-70324" class="wp-caption-text">Pluto ed Alis su di un rikshaw tradizionale</p></div>
<p class="p2">Nel Seicento, l’arrivo di mercanti cinesi diede nuovo slancio all’economia, e il quartiere crebbe, si densificò, si adattò. Poi, alla fine dell’Ottocento, arrivarono i francesi. Cambiarono il volto della città: allargarono le strade, colmarono laghi, abbatterono i cancelli che separavano i rioni, cancellando quel senso di villaggio urbano che aveva resistito per secoli. Ma non riuscirono a spezzare l’anima del luogo. Le facciate delle case si vestirono di architettura coloniale — archi, finestre rettangolari, timpani — ma dietro, nei cortili interni, continuava a vivere la stessa vita di sempre.</p>
<p class="p2">Anche durante la guerra, il Quartiere Vecchio resistette. E negli anni ’60, con la politica di housing collettivo, molte case furono nazionalizzate e divise tra famiglie numerose. I cortili si riempirono di costruzioni improvvisate, gli spazi si fecero più stretti, ma la comunità non si disperse. Dopo il 1986, con la riforma del <i>Đổi Mới</i>, la spinta al mercato riportò il quartiere alle sue origini: la gente aprì nuove attività, rivitalizzò le botteghe, riprese in mano il proprio destino. Oggi, tra le costruzioni alte e i fili elettrici che si intrecciano come liane, sopravvive ancora l’identità di questo luogo: la trama urbana, i templi nascosti, le case-tubo, le strade degli artigiani. È un equilibrio fragile, ma tenace.</p>
<h3>Lo spirito di Hoan Kiem: il Lago della Spada Restituita</h3>
<p class="p2"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/P1160214.jpg" rel="prettyphoto[70317]"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-70327 alignright" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/P1160214-300x169.jpg" alt="" width="405" height="228" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/P1160214-300x169.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/P1160214-768x433.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/P1160214-600x338.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/P1160214-150x85.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/P1160214-369x208.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/P1160214-770x434.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/P1160214.jpg 800w" sizes="(max-width: 405px) 100vw, 405px" /></a>In mezzo a tutto questo, c’è <b>Hoan Kiem</b>, il <b>Lago della Spada Restituita</b>. È un’oasi di quiete, quasi fuori dal mondo. Una leggenda dice che un imperatore ricevette in sogno una spada magica da un dio tartaruga per liberare il paese dall’invasore cinese. Dopo la vittoria, mentre navigava sul lago, la spada gli fu ripresa da una gigantesca tartaruga d’oro che emerse dalle acque. Da allora, il lago porta quel nome, e la torre che sorge su un isolotto al centro sembra vegliare su una memoria collettiva che nessuno ha bisogno di raccontare ad alta voce. La sera, quando le luci si accendono e i giovani si siedono sugli scalini a chiacchierare, il lago riflette la città come uno specchio stanco ma fiero.</p>
<h3>Il Tempio della Letteratura e la cultura millenaria</h3>
<p class="p2">Poco distante, il <b>Tempio della Letteratura</b> si apre in una serie di cortili tranquilli, come un respiro profondo dopo il trambusto. Fu fondato nel 1070, dedicato a Confucio, e ospitò la prima università del <a href="https://asianitinerary.com/it/category/vietnam-it/"><strong>Vietnam</strong></a>. Le stele di pietra ai piedi degli alberi portano incisi i nomi degli studenti eccellenti di secoli fa, scolpiti con cura, come a dire che la conoscenza merita di essere ricordata. Ancora oggi, ci sono ragazzi in uniforme scolastica che accendono bacchette d’incenso davanti agli altari, pregando per un buon esame. Non sembrano turisti, sembrano parte del luogo, come se il passato fosse solo un’altra stanza dello stesso edificio.</p>
<h3>Il Mausoleo di Ho Chi Minh e la semplicità del leader</h3>
<p class="p2"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/P1140613-C.jpg" rel="prettyphoto[70317]"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft  wp-image-70326" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/P1140613-C-300x199.jpg" alt="" width="398" height="264" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/P1140613-C-300x199.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/P1140613-C-600x398.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/P1140613-C-150x100.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/P1140613-C-369x245.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/P1140613-C-285x190.jpg 285w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/P1140613-C-236x156.jpg 236w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/P1140613-C.jpg 640w" sizes="(max-width: 398px) 100vw, 398px" /></a>Più a nord, il <b>Complesso del Mausoleo di Ho Chi Minh</b> si staglia con un’architettura solenne, ispirata ai monumenti dell’Europa dell’Est. Qui, “<i>Zio Ho</i>”, come lo chiamano con affetto, riposa in una bara di vetro, avvolto nella semplicità che lo contraddistinse in vita. Attorno, i giardini sono ampi, ordinati, e poco oltre si trova la casetta su palafitte dove visse, umile e funzionale. Non c’è sfarzo, né celebrazione esagerata. Tutto parla di sobrietà, quasi di resistenza alla grandezza. Eppure, è chiaro che la sua figura continua a camminare tra le strade della città, nei libri di storia, nelle parole delle guide.</p>
<h3>Hanoi tra tradizione, gusto e sorprese quotidiane</h3>
<p class="p2">Ma Hanoi non è solo storia. È anche gusto, e talvolta sorpresa. In un angolo del Quartiere Vecchio, a volte basta seguire il filo di gente in piedi davanti a un tavolino alto un metro, per imbattersi in un locale famoso solo per chi sa cercare. È qui che nasce il <a href="https://asianitinerary.com/it/il-caffe-alluovo-del-vietnam/"><strong><i>cà phê trứng</i>, il caffè all’uovo</strong></a>, una bevanda che sembra un controsenso: tuorlo montato con latte condensato, posato sopra un espresso di caffè Robusta forte e amaro. Lo scopri con diffidenza, lo assaggi con cautela. Poi capisci: non è dolce, non è salato, non è liquido né solido. È un equilibrio. Una crema vellutata che ammorbidisce l’amaro, che riscalda senza appesantire. Lo bevi lentamente, seduto su una sedia di plastica, mentre intorno il traffico impazza. È un momento di pace conquistata.</p>
<p class="p2"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/DSC00592.jpg" rel="prettyphoto[70317]"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-70323 alignright" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/DSC00592-300x200.jpg" alt="" width="398" height="265" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/DSC00592-300x200.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/DSC00592-600x400.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/DSC00592-150x100.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/DSC00592-369x246.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/DSC00592-285x190.jpg 285w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/DSC00592-236x156.jpg 236w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/01/DSC00592.jpg 640w" sizes="(max-width: 398px) 100vw, 398px" /></a>E poi c’è il cibo. Sempre, ovunque. Il <i>phở</i>, zuppa di noodle con brodo chiaro e carne sottile, servita alle sei del mattino come a mezzanotte. Il <i>bún chả</i>, spaghetti freddi con carne di maiale grigliata e salsa agrodolce. Il <i>bánh mì</i>, pane croccante farcito con pâté, verdure e spezie, che puoi comprare per pochi centesimi e mangiare camminando. A Hanoi, mangiare non è un atto separato dalla vita. È la vita stessa, condita con coriandolo, lime e peperoncino.</p>
<p class="p2">Alla sera, in un piccolo teatro col palco scenico in legno, puoi assistere a uno spettacolo di marionette sull’acqua. Figure di legno intagliato danzano sulla superficie di una vasca, mosse da asticelle nascoste sotto il pelo dell’acqua. Raccontano storie di arature, di battaglie, di divinità e animali parlanti. È un’arte antichissima, nata nei villaggi lacustri, eppure sembra moderna, poetica. Gli spettatori ridono, applaudono, bambini indicano con stupore. Nessuno sembra pensare che sia folklore. Per loro, è solo una storia ben raccontata.</p>
<p class="p2"><strong>Hanoi</strong> non cerca di compiacere tutti. Non è elegante come Kyoto, né efficiente come Singapore. È irregolare, a volte scomoda, spesso rumorosa. Eppure, proprio per questo, dopo alcuni giorni inizia a sembrare familiare. Ti rendi conto che la sua bellezza non risiede nell&#8217;ordine, ma nella vitalità. Nella sua capacità di tenere insieme il sacro e l&#8217;ordinario, il passato e il presente, il rumore e il silenzio. È una città che non si rivela tutta in una volta. Si svela lentamente, in un sorriso, in un bicchiere di birra fredda al tramonto, in un morso di qualcosa che non hai mai provato prima, ma che già sembra tuo.</p>
<p class="p1"><i>Photos by Guglielmo Zanchi (Pluto)</i></p>
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		<title>VIDEO: Hanoi Train Street</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Thomas Gennaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Nov 2023 10:11:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/11/Hanoi-train-street-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/11/Hanoi-train-street-150x150.jpeg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/11/Hanoi-train-street-75x75.jpeg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/11/Hanoi-train-street-24x24.jpeg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/11/Hanoi-train-street-48x48.jpeg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/11/Hanoi-train-street-96x96.jpeg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/11/Hanoi-train-street-300x300.jpeg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>&#160; La nuova attrazione di Hanoi è una ferrovia nel mezzo di una colonia residenziale. Per molti di noi viaggiare in treno è parte della routine quotidiana. E ce ne sono alcuni per i quali guardare un treno che sbuffa dal balcone è una faccenda quotidiana. Queste sono le persone che vivono a pochi metri di distanza da una linea ferroviaria completamente attiva ad Hanoi. Clicca QUI per ascoltare il PODCAST in italiano sulla Hanoi Train street.</p>
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<p>La nuova attrazione di <a href="https://asianitinerary.com/it/category/vietnam-it/hanoi-vietnam-it/"><strong>Hanoi</strong></a> è una ferrovia nel mezzo di una colonia residenziale. Per molti di noi viaggiare in treno è parte della routine quotidiana. E ce ne sono alcuni per i quali guardare un treno che sbuffa dal balcone è una faccenda quotidiana. Queste sono le persone che vivono a pochi metri di distanza da una linea ferroviaria completamente attiva ad <a href="https://asianitinerary.com/it/category/vietnam-it/hanoi-vietnam-it/"><strong>Hanoi</strong></a>.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Hanoi train street" width="980" height="551" src="https://www.youtube.com/embed/aFUEFDK6lnE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<h2>Clicca QUI per ascoltare il <a href="https://open.spotify.com/episode/6gmvB8bzgTLiVG4PZ6SMNz" target="_blank" rel="noopener"><strong>PODCAST</strong></a> in italiano sulla Hanoi Train street.</h2>
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		<title>PODCAST 8/23: Sfiorati da un treno nella Hanoi Train street</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Thomas Gennaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Sep 2023 05:18:59 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Vietnam]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/09/35559541-1692960631581-83b47297ca5dd-1-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/09/35559541-1692960631581-83b47297ca5dd-1-150x150.jpeg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/09/35559541-1692960631581-83b47297ca5dd-1-300x300.jpeg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/09/35559541-1692960631581-83b47297ca5dd-1-369x369.jpeg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/09/35559541-1692960631581-83b47297ca5dd-1-75x75.jpeg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/09/35559541-1692960631581-83b47297ca5dd-1-24x24.jpeg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/09/35559541-1692960631581-83b47297ca5dd-1-48x48.jpeg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/09/35559541-1692960631581-83b47297ca5dd-1-96x96.jpeg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/09/35559541-1692960631581-83b47297ca5dd-1.jpeg 400w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>Clicca QUI per ascoltare il PODCAST in italiano sulla Hanoi Train street. La &#8220;Hanoi Train Street&#8221; è un&#8217;attrazione insolita e affascinante nella città di Hanoi, in Vietnam. Si tratta di una stretta strada urbana, la &#8220;Le Duan Street,&#8221; dove i binari del treno passano incredibilmente vicini alle case e agli edifici lungo il percorso. Questa strada è diventata famosa perché i treni viaggiano a pochissima distanza dalle abitazioni e dai negozi, creando una scenografia unica che attrae visitatori e turisti da tutto il mondo. Seguici su PERCORSI DI VIAGGIO, i podcast di chi ama viaggiare!</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/09/35559541-1692960631581-83b47297ca5dd-1-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/09/35559541-1692960631581-83b47297ca5dd-1-150x150.jpeg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/09/35559541-1692960631581-83b47297ca5dd-1-300x300.jpeg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/09/35559541-1692960631581-83b47297ca5dd-1-369x369.jpeg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/09/35559541-1692960631581-83b47297ca5dd-1-75x75.jpeg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/09/35559541-1692960631581-83b47297ca5dd-1-24x24.jpeg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/09/35559541-1692960631581-83b47297ca5dd-1-48x48.jpeg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/09/35559541-1692960631581-83b47297ca5dd-1-96x96.jpeg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/09/35559541-1692960631581-83b47297ca5dd-1.jpeg 400w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><div class="entry-content clearfix">
<h2><a href="https://open.spotify.com/episode/6gmvB8bzgTLiVG4PZ6SMNz" target="_blank" rel="noopener">Clicca QUI per ascoltare il <strong>PODCAST</strong> in italiano sulla Hanoi Train street.</a></h2>
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<p class="e-91000-text encore-text-body-medium encore-internal-color-text-subdued uSZqU39qytkxgjskgv4n" data-encore-id="text">La &#8220;<strong>Hanoi Train Street</strong>&#8221; è un&#8217;attrazione insolita e affascinante nella città di <strong>Hanoi</strong>, in <strong><a href="https://asianitinerary.com/it/category/vietnam-it/">Vietnam</a></strong>. Si tratta di una stretta strada urbana, la &#8220;Le Duan Street,&#8221; dove i binari del treno passano incredibilmente vicini alle case e agli edifici lungo il percorso. Questa strada è diventata famosa perché i treni viaggiano a pochissima distanza dalle abitazioni e dai negozi, creando una scenografia unica che attrae visitatori e turisti da tutto il mondo.</p>
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<p><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/09/35559541-1692960631581-83b47297ca5dd.jpeg" rel="prettyphoto[57505]"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-57506 aligncenter" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/09/35559541-1692960631581-83b47297ca5dd-300x300.jpeg" alt="" width="738" height="738" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/09/35559541-1692960631581-83b47297ca5dd-300x300.jpeg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/09/35559541-1692960631581-83b47297ca5dd-150x150.jpeg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/09/35559541-1692960631581-83b47297ca5dd-369x369.jpeg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/09/35559541-1692960631581-83b47297ca5dd-75x75.jpeg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/09/35559541-1692960631581-83b47297ca5dd-24x24.jpeg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/09/35559541-1692960631581-83b47297ca5dd-48x48.jpeg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/09/35559541-1692960631581-83b47297ca5dd-96x96.jpeg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/09/35559541-1692960631581-83b47297ca5dd.jpeg 400w" sizes="(max-width: 738px) 100vw, 738px" /></a></p>
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