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	<title>Phang Nga Archives - Asian Itinerary</title>
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	<description>Travel, Holiday, Adventure</description>
	<lastBuildDate>Sun, 26 Apr 2026 14:46:43 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
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		<title>Natai e la costa di Phang Nga</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Thomas Gennaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2026 14:45:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Phang Nga]]></category>
		<category><![CDATA[Thailandia]]></category>
		<category><![CDATA[Baan Ati Resort & Spa]]></category>
		<category><![CDATA[Thailand]]></category>
		<category><![CDATA[Wat Thettharamnawa]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/04/natai-beach-cover-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/04/natai-beach-cover-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/04/natai-beach-cover-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/04/natai-beach-cover-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/04/natai-beach-cover-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/04/natai-beach-cover-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/04/natai-beach-cover-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>Dimenticate le spiagge affollate. Appena a nord di Phuket, la provincia di Phang Nga si dispiega come un arazzo di giungle smeraldine, giganti di calcare e canali silenziosi. Qui, durante un media trip per AsianItinerary.com, abbiamo scoperto una giornata in cui l&#8217;avventura incontra la tranquillità. Il nostro campo base: Baan Ati Resort &#38; Spa La nostra base per questa esplorazione è stato il Baan Ati Resort &#38; Spa, situato nell&#8217;area di Natai. Il resort sembra un segreto appena scoperto. La visione che lo anima è unica: concepito da una donna thailandese con oltre vent&#8217;anni di esperienza nella gestione alberghiera internazionale e una passione profonda per l&#8217;arte e il design, la sua impronta si sente immediatamente. È una collezione di affascinanti casette di legno su palafitte, adagiate lungo un canale, che godono di viste sulle montagne e sulla fitta chioma della natura circostante. L&#8217;aria profuma di terra umida e di piante in fiore. Non è solo un posto dove dormire: è un&#8217;immersione completa nella Thailandia rurale. Dopo esserci sistemati, siamo partiti per l&#8217;esplorazione della zona. Wat Khao Kok Kloi e la sua cascata La nostra prima tappa è stato Wat Khao Kok Kloi, un complesso di templi che si aggrappa a una collina boscosa. Nascosto nel suo cortile posteriore si trova la cascata Khao Kok Kloi – una serie di dolci cascate a più livelli con acqua fresca e limpida che si raccoglie in vasche naturali. C&#8217;erano gruppi di gente locale che faceva picnic, le loro risate riecheggiavano sulla roccia calcarea. La cascata Phu Pha Sawan Un breve tragitto in auto più in profondità nella giungla ci ha poi portati alla cascata Phu Pha Sawan. Il nome significa &#8220;montagna celeste&#8221;, e si capisce il perché mentre si sale lungo il sentiero. La vegetazione è di un verde quasi incredibile – felci grandi come tavoli da pranzo, liane spesse come pitoni. Poi la vedi: una magnifica cortina d&#8217;acqua che si riversa in un&#8217;ampia piscina color smeraldo. Ci siamo arrampicati sui massi per sederci direttamente sotto la cascata, e la forza dell&#8217;acqua diventava un massaggio naturale, un toccasana dopo la camminata. Baan Chan Café &#38; Restaurant A pochi minuti dalla nostra base, infilato in una strada tranquilla, abbiamo trovato il Baan Chan Café &#38; Restaurant. Svoltare nel vialetto d&#8217;accesso è come entrare in un giardino segreto – uno spazio all&#8217;aperto affascinante, con tetti di paglia, circondato da frutteti rigogliosi e alberi imponenti. Il cibo era delizioso, ma ciò che abbiamo amato di più è stata l&#8217;atmosfera. Abbiamo scambiato due chiacchiere con Khun Ai, la giovane e bella proprietaria, la cui passione traspare da ogni dettaglio. Ci siamo seduti sotto gli alberi, c&#8217;era una luce calda che filtrava tra le foglie – Baan Chan è il tipo di posto che i viaggiatori amano trovare. La strada costiera: dove le paludi incontrano il mare Rinfrescati, abbiamo puntato l&#8217;auto verso nord. La strada ha iniziato ad abbracciare la costa, tessendo un percorso attraverso un paesaggio sospeso tra terra e mare. Da entrambi i lati, paludi e lagune si estendevano verso l&#8217;orizzonte. Guidavamo lentamente, finestrini abbassati, lasciando che la brezza salata riempisse l&#8217;auto. Da qualche parte lungo quel nastro d&#8217;asfalto tortuoso, ci siamo resi conto che non stavamo solo guidando verso una destinazione. Eravamo già arrivati. Wat Thettharamnawa: un tempio nato dalla tranquillità Adagiato sulle rive di Tha Sai Beach, Wat Thettharamnawa sorge dalla pineta costiera come una visione. Il terreno in passato era stato un cimitero, dove gli abitanti del villaggio arrivavano in barca coi loro defunti. Nel 1990, alcuni monaci iniziarono a frequentare il luogo per meditare, trasformandolo in un santuario di pace e di iniziazione. Il cuore del tempio è il suo ubosot (sala di ordinazione). A differenza dei templi ricoperti d&#8217;oro del circuito turistico thailandese, Wat Thettharamnawa è realizzato quasi interamente in legno di tek. Le sculture in legno che adornano ogni pannello delle finestre sono sermoni intagliati nel legno: delicati petali di loto, creature mitologiche, scene di illuminazione rese così finemente da far meravigliare per le mani che hanno tenuto scalpelli decenni fa. Il tempio non è antico – è stato consacrato nel 2010 – ma sembra non avere tempo. Forse a causa del silenzio, rotto solo dal lontano mormorio delle onde e dal fruscio degli aghi di pino. Meditazione in riva al mare Non avevamo programmato di restarci per ben due ore, ma Wat Thettharamnawa ha trovato il modo di trattenerci. Mi sono seduto a gambe incrociate sul pavimento di legno fresco della sala principale e ho chiuso gli occhi. Sono poi uscito per trovare un punto sulla spiaggia dal quale osservare la luce che cambiava sul Mare delle Andamane. Un monaco è passato, offrendo un cenno gentile. Non c&#8217;era bisogno di parole. Un tuffo nelle Andamane Mentre la nostra meditazione svaniva, gettammo uno sguardo innocente all&#8217;oceano. La spiaggia si snoda per chilometri in entrambe le direzioni – un nastro apparentemente infinito di litorale soffice e pallido. Niente folle, niente venditori. Solo noi, le onde e i sussurranti pini di casuarina. Siamo entrati in mare e l&#8217;acqua era calda, rilassante. Abbiamo galleggiato fissando il cielo, lasciando che l&#8217;acqua salata lavasse via le ultime tracce di tensione del giorno trascorso. Dopodiché ci siamo seduti sulla sabbia, lasciando che il sole ci asciugasse la pelle. Non c&#8217;era bisogno di parole. Solo quel sorriso complice di chi ha inciampato in qualcosa di perfetto. Con la sabbia tra le dita dei piedi e il sale tra i capelli, concordammo che quella era la fine perfetta per una giornata altrettanto perfetta a Phang Nga. ___________________________________________________________ Baan Ati Resort &#38; SPA Il soggiorno del team di Asian Itinerary è stato gentilmente ospitato dal Baan Ati Resort &#38; Spa. Il resort è adagiato lungo un canale tranquillo nell&#8217;area di Natai, nella provincia di Phang Nga, e offre affascinanti sistemazioni in ville di legno su palafitte, circondate da giardini tropicali e viste sulle montagne. Ogni villa dispone di un soggiorno privato, una veranda ombreggiata e l&#8217;accesso alla piscina del resort. Visita la loro PAGINA WEB cliccando qui Visita la loro pagina FACEBOOK cliccando qui &#160;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/04/natai-beach-cover-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/04/natai-beach-cover-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/04/natai-beach-cover-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/04/natai-beach-cover-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/04/natai-beach-cover-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/04/natai-beach-cover-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/04/natai-beach-cover-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><p class="ds-markdown-paragraph">Dimenticate le spiagge affollate. Appena a nord di Phuket, la provincia di Phang Nga si dispiega come un arazzo di giungle smeraldine, giganti di calcare e canali silenziosi. Qui, durante un media trip per <em><a href="https://asianitinerary.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">AsianItinerary.com</a></em>, abbiamo scoperto una giornata in cui l&#8217;avventura incontra la tranquillità.</p>
<h3 class="ds-markdown-paragraph"><strong>Il nostro campo base: Baan Ati Resort &amp; Spa</strong></h3>
<div id="attachment_71059" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/04/IMG_7244-300x225.jpg" rel="prettyphoto[71043]"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-71059" class="size-medium wp-image-71059" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/04/IMG_7244-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p id="caption-attachment-71059" class="wp-caption-text">Le belle villette di legno di Baan Ati</p></div>
<p class="ds-markdown-paragraph">La nostra base per questa esplorazione è stato il <strong>Baan Ati Resort &amp; Spa</strong>, situato nell&#8217;area di Natai. Il resort sembra un segreto appena scoperto. La visione che lo anima è unica: concepito da una donna thailandese con oltre vent&#8217;anni di esperienza nella gestione alberghiera internazionale e una passione profonda per l&#8217;arte e il design, la sua impronta si sente immediatamente. È una collezione di affascinanti casette di legno su palafitte, adagiate lungo un canale, che godono di viste sulle montagne e sulla fitta chioma della natura circostante. L&#8217;aria profuma di terra umida e di piante in fiore. Non è solo un posto dove dormire: è un&#8217;immersione completa nella Thailandia rurale. Dopo esserci sistemati, siamo partiti per l&#8217;esplorazione della zona.</p>
<h3 class="ds-markdown-paragraph"><strong>Wat Khao Kok Kloi e la sua cascata</strong></h3>
<div id="attachment_71060" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/04/Wat-Khao-waterfall-Kok-Kloi-300x200.jpg" rel="prettyphoto[71043]"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-71060" class="size-medium wp-image-71060" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/04/Wat-Khao-waterfall-Kok-Kloi-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p id="caption-attachment-71060" class="wp-caption-text">La cascata di Wat Khao a Kok Kloi</p></div>
<p class="ds-markdown-paragraph">La nostra prima tappa è stato <strong>Wat Khao Kok Kloi</strong>, un complesso di templi che si aggrappa a una collina boscosa. Nascosto nel suo cortile posteriore si trova la <strong>cascata Khao Kok Kloi</strong> – una serie di dolci cascate a più livelli con acqua fresca e limpida che si raccoglie in vasche naturali. C&#8217;erano gruppi di gente locale che faceva picnic, le loro risate riecheggiavano sulla roccia calcarea.</p>
<h3 class="ds-markdown-paragraph"><strong>La cascata Phu Pha Sawan</strong></h3>
<div id="attachment_71061" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/04/Phu-Pha-Sawan-waterfall-300x169.jpg" rel="prettyphoto[71043]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-71061" class="size-medium wp-image-71061" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/04/Phu-Pha-Sawan-waterfall-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" /></a><p id="caption-attachment-71061" class="wp-caption-text">La cascata Phu Pha Sawan</p></div>
<p class="ds-markdown-paragraph">Un breve tragitto in auto più in profondità nella giungla ci ha poi portati alla <strong>cascata Phu Pha Sawan</strong>. Il nome significa &#8220;montagna celeste&#8221;, e si capisce il perché mentre si sale lungo il sentiero. La vegetazione è di un verde quasi incredibile – felci grandi come tavoli da pranzo, liane spesse come pitoni. Poi la vedi: una magnifica cortina d&#8217;acqua che si riversa in un&#8217;ampia piscina color smeraldo. Ci siamo arrampicati sui massi per sederci direttamente sotto la cascata, e la forza dell&#8217;acqua diventava un massaggio naturale, un toccasana dopo la camminata.</p>
<h3 class="ds-markdown-paragraph"><strong>Baan Chan Café &amp; Restaurant</strong></h3>
<div id="attachment_71062" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/04/IMG_7251-300x225.jpg" rel="prettyphoto[71043]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-71062" class="wp-image-71062 size-medium" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/04/IMG_7251-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p id="caption-attachment-71062" class="wp-caption-text">Baan Chan Café &amp; Restaurant</p></div>
<p class="ds-markdown-paragraph">A pochi minuti dalla nostra base, infilato in una strada tranquilla, abbiamo trovato il <strong>Baan Chan Café &amp; Restaurant</strong>. Svoltare nel vialetto d&#8217;accesso è come entrare in un giardino segreto – uno spazio all&#8217;aperto affascinante, con tetti di paglia, circondato da frutteti rigogliosi e alberi imponenti. Il cibo era delizioso, ma ciò che abbiamo amato di più è stata l&#8217;atmosfera. Abbiamo scambiato due chiacchiere con <strong>Khun Ai</strong>, la giovane e bella proprietaria, la cui passione traspare da ogni dettaglio. Ci siamo seduti sotto gli alberi, c&#8217;era una luce calda che filtrava tra le foglie – Baan Chan è il tipo di posto che i viaggiatori amano trovare.</p>
<h3 class="ds-markdown-paragraph"><strong>La strada costiera: dove le paludi incontrano il mare</strong></h3>
<p class="ds-markdown-paragraph">Rinfrescati, abbiamo puntato l&#8217;auto verso nord. La strada ha iniziato ad abbracciare la costa, tessendo un percorso attraverso un paesaggio sospeso tra terra e mare. Da entrambi i lati, paludi e lagune si estendevano verso l&#8217;orizzonte. Guidavamo lentamente, finestrini abbassati, lasciando che la brezza salata riempisse l&#8217;auto. Da qualche parte lungo quel nastro d&#8217;asfalto tortuoso, ci siamo resi conto che non stavamo solo guidando verso una destinazione. Eravamo già arrivati.</p>
<div id="attachment_71063" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/04/IMG_7259-300x225.jpg" rel="prettyphoto[71043]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-71063" class="size-medium wp-image-71063" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/04/IMG_7259-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p id="caption-attachment-71063" class="wp-caption-text">Wat Thettharamnawa, il tempio sulla spiaggia</p></div>
<h3 class="ds-markdown-paragraph"><strong>Wat Thettharamnawa: un tempio nato dalla tranquillità</strong></h3>
<p class="ds-markdown-paragraph">Adagiato sulle rive di Tha Sai Beach, <strong>Wat Thettharamnawa</strong> sorge dalla pineta costiera come una visione. Il terreno in passato era stato un cimitero, dove gli abitanti del villaggio arrivavano in barca coi loro defunti. Nel 1990, alcuni monaci iniziarono a frequentare il luogo per meditare, trasformandolo in un santuario di pace e di iniziazione.</p>
<p class="ds-markdown-paragraph">Il cuore del tempio è il suo <em>ubosot</em> (sala di ordinazione). A differenza dei templi ricoperti d&#8217;oro del circuito turistico thailandese, Wat Thettharamnawa è realizzato quasi interamente in legno di tek.</p>
<div id="attachment_71064" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/04/IMG_7262-300x225.jpg" rel="prettyphoto[71043]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-71064" class="size-medium wp-image-71064" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/04/IMG_7262-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p id="caption-attachment-71064" class="wp-caption-text">Il Buddha bianco al Wat Thettharamnawa</p></div>
<p class="ds-markdown-paragraph">Le sculture in legno che adornano ogni pannello delle finestre sono sermoni intagliati nel legno: delicati petali di loto, creature mitologiche, scene di illuminazione rese così finemente da far meravigliare per le mani che hanno tenuto scalpelli decenni fa.</p>
<p class="ds-markdown-paragraph">Il tempio non è antico – è stato consacrato nel 2010 – ma sembra non avere tempo. Forse a causa del silenzio, rotto solo dal lontano mormorio delle onde e dal fruscio degli aghi di pino.</p>
<h3 class="ds-markdown-paragraph"><strong>Meditazione in riva al mare</strong></h3>
<p class="ds-markdown-paragraph">Non avevamo programmato di restarci per ben due ore, ma Wat Thettharamnawa ha trovato il modo di trattenerci. Mi sono seduto a gambe incrociate sul pavimento di legno fresco della sala principale e ho chiuso gli occhi. Sono poi uscito per trovare un punto sulla spiaggia dal quale osservare la luce che cambiava sul Mare delle Andamane. Un monaco è passato, offrendo un cenno gentile. Non c&#8217;era bisogno di parole.</p>
<h3 class="ds-markdown-paragraph"><strong>Un tuffo nelle Andamane</strong></h3>
<div id="attachment_71065" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/04/natai-beach-pang-nga-300x200.jpg" rel="prettyphoto[71043]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-71065" class="size-medium wp-image-71065" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/04/natai-beach-pang-nga-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p id="caption-attachment-71065" class="wp-caption-text">gita a Phang Nga</p></div>
<p class="ds-markdown-paragraph">Mentre la nostra meditazione svaniva, gettammo uno sguardo innocente all&#8217;oceano. La spiaggia si snoda per chilometri in entrambe le direzioni – un nastro apparentemente infinito di litorale soffice e pallido. Niente folle, niente venditori. Solo noi, le onde e i sussurranti pini di casuarina.</p>
<p class="ds-markdown-paragraph">Siamo entrati in mare e l&#8217;acqua era calda, rilassante. Abbiamo galleggiato fissando il cielo, lasciando che l&#8217;acqua salata lavasse via le ultime tracce di tensione del giorno trascorso. Dopodiché ci siamo seduti sulla sabbia, lasciando che il sole ci asciugasse la pelle. Non c&#8217;era bisogno di parole. Solo quel sorriso complice di chi ha inciampato in qualcosa di perfetto.</p>
<p class="ds-markdown-paragraph">Con la sabbia tra le dita dei piedi e il sale tra i capelli, concordammo che quella era la fine perfetta per una giornata altrettanto perfetta a Phang Nga.</p>
<p>___________________________________________________________</p>
<h2 class="p1"><b>Baan Ati Resort &amp; SPA</b></h2>
<p><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/04/IMG_7245-2-300x296.jpg" rel="prettyphoto[71043]" rel="prettyphoto[71041]"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-71057" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/04/IMG_7245-2-300x296.jpg" sizes="(max-width: 196px) 100vw, 196px" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/04/IMG_7245-2-300x296.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/04/IMG_7245-2-768x757.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/04/IMG_7245-2-600x592.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/04/IMG_7245-2-150x148.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/04/IMG_7245-2-369x364.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/04/IMG_7245-2-770x759.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/04/IMG_7245-2-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/04/IMG_7245-2-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/04/IMG_7245-2-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/04/IMG_7245-2-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2026/04/IMG_7245-2.jpg 800w" alt="" width="196" height="193" /></a>Il soggiorno del team di Asian Itinerary è stato gentilmente ospitato dal <strong>Baan Ati Resort &amp; Spa</strong>. Il resort è adagiato lungo un canale tranquillo nell&#8217;area di Natai, nella provincia di Phang Nga, e offre affascinanti sistemazioni in ville di legno su palafitte, circondate da giardini tropicali e viste sulle montagne. Ogni villa dispone di un soggiorno privato, una veranda ombreggiata e l&#8217;accesso alla piscina del resort.</p>
<p><a href="https://baanati.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Visita la loro PAGINA WEB cliccando qui</strong></a></p>
<p><a href="https://www.facebook.com/BAANATIResortandSpa" target="_blank" rel="noopener"><strong>Visita la loro pagina FACEBOOK </strong></a><strong><a href="https://www.facebook.com/BAANATIResortandSpa" target="_blank" rel="noopener">cliccando qui</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Baia di Phang Nga</title>
		<link>https://asianitinerary.com/it/baia-di-phang-nga/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=baia-di-phang-nga</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pluto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Dec 2022 20:57:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nature]]></category>
		<category><![CDATA[Phang Nga]]></category>
		<category><![CDATA[Thailandia]]></category>
		<category><![CDATA[james bond]]></category>
		<category><![CDATA[Phang Nga bay]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/12/Screen-Shot-2565-12-25-at-21.59.26-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/12/Screen-Shot-2565-12-25-at-21.59.26-150x150.png 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/12/Screen-Shot-2565-12-25-at-21.59.26-75x75.png 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/12/Screen-Shot-2565-12-25-at-21.59.26-24x24.png 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/12/Screen-Shot-2565-12-25-at-21.59.26-48x48.png 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/12/Screen-Shot-2565-12-25-at-21.59.26-96x96.png 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/12/Screen-Shot-2565-12-25-at-21.59.26-300x300.png 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>Per la versione in ITALIANO sulla Baia di Phang Nga ENTRARE NELL&#8217;ARTICOLO.</p>
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		<title>Rafting in Phang Nga</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Thomas Gennaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2016 15:03:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nature]]></category>
		<category><![CDATA[Phang Nga]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Thailandia]]></category>
		<category><![CDATA[Tours]]></category>
		<category><![CDATA[Rafting in Phang Nga]]></category>
		<category><![CDATA[Thailand]]></category>
		<category><![CDATA[Ton Pariwat Wildlife Sanctuary]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/rafting-1-7-1-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/rafting-1-7-1-150x150.jpeg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/rafting-1-7-1-75x75.jpeg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/rafting-1-7-1-24x24.jpeg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/rafting-1-7-1-48x48.jpeg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/rafting-1-7-1-96x96.jpeg 96w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>When I got a call from my friend asking me if I would like to go rafting in Phang Nga, I immediately thought back to the last and only other time I had partaken in such an activity. As I recalled it was a very enjoyable and relaxing day, gently cruising down a river standing on a raft fashioned from several lengths of very thick bamboo and using another piece to gently prod at the riverbed in order to manoeuvre the raft and get to go in the general desired direction, while taking in pleasant scenery and listening for the call of birds and monkeys. So, with this in mind I envisioned a similarly relaxing day albeit in a different location, and naturally, I jumped at the chance. My friend had organised the trip through The Traveller Thailand, a tour company who I later discovered are extremely adept at putting together rather exciting tours involving elephants, ATVs and rafts. But even at this point my idea of a ‘raft’ was still one of a long, flat, slow-moving one made from bamboo. We were picked-up at 8.30 and we headed into neighbouring Phang Nga and to the Ton Pariwat Wildlife Sanctuary. When the guide Matt, introduced himself, I knew there was going to be more to this trip than I had previously thought. With a mischievous glint in his eyes he told me it was going to be fun, lots of fun. Matt explained about the artificial dam up-river that makes it possible to raft all year round. He said that when the dam is opened the water will rise sufficiently for us to be able to travel the 8km down-river. OK, I thought, but why do we need more water? He then passed me a life-jacket and a helmet. Guiding us through safety procedures and instructions on how to handle and steer the boat, he cleverly found ways to involve everyone, finding excuses to demonstrate procedure and splashing water over everyone with his ore. He told us that because the guides’ English isn’t too good, they may get confused and tell us to paddle the wrong way. I soon learnt that this was simply a ploy, to pretend to go the wrong way in order to deliberately collide head-on with boulders! But there was definitely method to the madness. In order to navigate certain parts of the river Matt deliberately collided the raft with boulders and sometime rocks on the river bank to bounce it off in the other direction, effectively spinning it around and down the river. Of course there were times when we simply headed straight for a boulder lying directly in our path in an attempt to get over it. It sometimes worked, sometimes didn’t, but it was very funny either way. Matt told us the dam had been opened as we continued to concentrate on his instructions. A few minutes later I became aware of the river – it had risen by over a foot and was now flowing rapidly. In the distance we could hear screaming and laughing; I looked up-river and saw a number of rafts hurtling towards us from another camp. Spinning rafts zipped by in a flurry of splashes. We launched and we were off. Gently at first, the raft bobbed up and down as we picked up momentum, slowing gently as we moved over submerged boulders and then surging as we cleared them. We gradually picked up speed before the raft dipped sharply as we hit the first rapid, turning and hitting a boulder; we were told to paddle forward, we spun round to the right and we were successfully through. By the time we had finished my face had actually started to ache with all the smiling and laughing. Thoroughly wet, exhausted and literally crying with laughter, we were picked up and driven back to the camp to enjoy a superb set Thai meal for our lunch. It was indeed a fun and drenched day out rafting in Phang Nga, to be repeated!</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/rafting-1-7-1-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/rafting-1-7-1-150x150.jpeg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/rafting-1-7-1-75x75.jpeg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/rafting-1-7-1-24x24.jpeg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/rafting-1-7-1-48x48.jpeg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/rafting-1-7-1-96x96.jpeg 96w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><div id="attachment_24195" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/rafting-1-11.jpeg" rel="prettyphoto[24216]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-24195" class="size-medium wp-image-24195" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/rafting-1-11-300x200.jpeg" alt="The Traveller Thailand raft" width="300" height="200" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/rafting-1-11-300x200.jpeg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/rafting-1-11-600x400.jpeg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/rafting-1-11-150x100.jpeg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/rafting-1-11-369x246.jpeg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/rafting-1-11-770x514.jpeg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/rafting-1-11-285x190.jpeg 285w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/rafting-1-11-236x156.jpeg 236w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/rafting-1-11.jpeg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-24195" class="wp-caption-text">The Traveller Thailand raft</p></div>
<p>When I got a call from my friend asking me if I would like to go <em>rafting</em> in <a href="https://asianitinerary.com/it/category/thailandia/phang-nga-it/"><strong>Phang Nga</strong></a>, I immediately thought back to the last and only other time I had partaken in such an activity. As I recalled it was a very enjoyable and relaxing day, gently cruising down a river standing on a raft fashioned from several lengths of very thick bamboo and using another piece to gently prod at the riverbed in order to manoeuvre the raft and get to go in the general desired direction, while taking in pleasant scenery and listening for the call of birds and monkeys. So, with this in mind I envisioned a similarly relaxing day albeit in a different location, and naturally, I jumped at the chance.</p>
<div id="attachment_24193" style="width: 210px" class="wp-caption alignright"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/rafting-1-9.jpeg" rel="prettyphoto[24216]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-24193" class="size-medium wp-image-24193" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/rafting-1-9-200x300.jpeg" alt="river wild at Phang Nga" width="200" height="300" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/rafting-1-9-200x300.jpeg 200w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/rafting-1-9-100x150.jpeg 100w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/rafting-1-9-369x554.jpeg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/rafting-1-9.jpeg 400w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a><p id="caption-attachment-24193" class="wp-caption-text">river wild at Phang Nga</p></div>
<p>My friend had organised the trip through <strong>The Traveller <a href="https://asianitinerary.com/it/category/thailandia/">Thailand</a></strong>, a tour company who I later discovered are extremely adept at putting together rather exciting tours involving elephants, ATVs and rafts. But even at this point my idea of a ‘raft’ was still one of a long, flat, slow-moving one made from bamboo. We were picked-up at 8.30 and we headed into neighbouring <a href="https://asianitinerary.com/it/category/thailandia/phang-nga-it/"><strong>Phang Nga</strong></a> and to the <em>Ton Pariwat Wildlife Sanctuary</em>. When the guide Matt, introduced himself, I knew there was going to be more to this trip than I had previously thought. With a mischievous glint in his eyes he told me it was going to be fun, lots of fun.</p>
<div id="attachment_24187" style="width: 210px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/rafting-1-5.jpeg" rel="prettyphoto[24216]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-24187" class="size-medium wp-image-24187" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/rafting-1-5-200x300.jpeg" alt="getting wet with the team" width="200" height="300" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/rafting-1-5-200x300.jpeg 200w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/rafting-1-5-100x150.jpeg 100w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/rafting-1-5-369x554.jpeg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/rafting-1-5.jpeg 400w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a><p id="caption-attachment-24187" class="wp-caption-text">getting wet with the team</p></div>
<p>Matt explained about the artificial dam up-river that makes it possible to raft all year round. He said that when the dam is opened the water will rise sufficiently for us to be able to travel the 8km down-river. OK, I thought, but why do we need more water? He then passed me a life-jacket and a helmet.</p>
<p>Guiding us through safety procedures and instructions on how to handle and steer the boat, he cleverly found ways to involve everyone, finding excuses to demonstrate procedure and splashing water over everyone with his ore. He told us that because the guides’ English isn’t too good, they may get confused and tell us to paddle the wrong way. I soon learnt that this was simply a ploy, to pretend to go the wrong way in order to deliberately collide head-on with boulders!</p>
<div id="attachment_24197" style="width: 210px" class="wp-caption alignright"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/rafting-1-15.jpeg" rel="prettyphoto[24216]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-24197" class="size-medium wp-image-24197" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/rafting-1-15-200x300.jpeg" alt="boulders and more boulders" width="200" height="300" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/rafting-1-15-200x300.jpeg 200w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/rafting-1-15-100x150.jpeg 100w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/rafting-1-15-369x554.jpeg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/rafting-1-15.jpeg 400w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a><p id="caption-attachment-24197" class="wp-caption-text">boulders and more boulders</p></div>
<p>But there was definitely method to the madness. In order to navigate certain parts of the river Matt deliberately collided the raft with boulders and sometime rocks on the river bank to bounce it off in the other direction, effectively spinning it around and down the river. Of course there were times when we simply headed straight for a boulder lying directly in our path in an attempt to get over it. It sometimes worked, sometimes didn’t, but it was very funny either way.</p>
<div id="attachment_24201" style="width: 210px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/rafting-1-19.jpeg" rel="prettyphoto[24216]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-24201" class="size-medium wp-image-24201" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/rafting-1-19-200x300.jpeg" alt="a wet and fun day, Rafting in Phang Nga" width="200" height="300" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/rafting-1-19-200x300.jpeg 200w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/rafting-1-19-100x150.jpeg 100w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/rafting-1-19-369x554.jpeg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/rafting-1-19.jpeg 400w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a><p id="caption-attachment-24201" class="wp-caption-text">a wet and fun day, Rafting in Phang Nga</p></div>
<p>Matt told us the dam had been opened as we continued to concentrate on his instructions. A few minutes later I became aware of the river – it had risen by over a foot and was now flowing rapidly. In the distance we could hear screaming and laughing; I looked up-river and saw a number of rafts hurtling towards us from another camp. Spinning rafts zipped by in a flurry of splashes. We launched and we were off. Gently at first, the raft bobbed up and down as we picked up momentum, slowing gently as we moved over submerged boulders and then surging as we cleared them. We gradually picked up speed before the raft dipped sharply as we hit the first rapid, turning and hitting a boulder; we were told to paddle forward, we spun round to the right and we were successfully through.</p>
<p>By the time we had finished my face had actually started to ache with all the smiling and laughing. Thoroughly wet, exhausted and literally crying with laughter, we were picked up and driven back to the camp to enjoy a superb set Thai meal for our lunch.</p>
<p>It was indeed a fun and drenched day out rafting in <a href="https://asianitinerary.com/it/category/thailandia/phang-nga-it/"><strong>Phang Nga</strong></a>, to be repeated!</p>
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		<item>
		<title>Pa Chee Wang &#8211; Piratessa del Mar delle Andamane</title>
		<link>https://asianitinerary.com/it/pa-chee-wang-female-pirate-of-the-andaman-sea/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=pa-chee-wang-female-pirate-of-the-andaman-sea</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Thomas Gennaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jan 2016 08:20:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[History]]></category>
		<category><![CDATA[Phang Nga]]></category>
		<category><![CDATA[Thailandia]]></category>
		<category><![CDATA[pirate]]></category>
		<category><![CDATA[Thailand]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/Pa-Chee-Wang-4-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/Pa-Chee-Wang-4-150x150.png 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/Pa-Chee-Wang-4-75x75.png 75w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>Alcuni anni fa, mentre ero alla ricerca di informazioni sulla zona delle Andamane, mi sono imbattuto in questo articolo di Prasit Shinnakarn pubblicato nella rivista Phuket Bulletin di luglio del 2007. L&#8217;ho trovato molto interessante, e sono sicuro che piacerà anche a voi: Ancor oggi, se si dovesse menzionare il nome di Pa Chee Wang lungo la costa delle Andamane, è quasi garantito che sareste visti con grande stupore. Pa Chee Wang nacque in un villaggio di pescatori della provincia Thailandese di Phang Nga chiamato Wang Gang Mor. Purtroppo, il suo bel viso era rovinato da un labbro leporino, e questo la costrinse a soffrire di depressione durante la sua adolescenza. Il nome &#8216;Wang&#8217; significa infatti &#8216;bocca scheggiata&#8217;, e la gente del posto le ricordò sempre il fatto che lei non era come tutti gli altri. Finché un giorno la ragazza scomparve dal villaggio. 10 anni dopo, le navi commerciali che facevano le tratte tra Krabi, Phang Nga e Phuket spesso incontravano una certa piratessa, situazione che si verificò per anni, rendendo il mare delle Andamane un luogo di terrore. Si narrava di una femmina vestita di bianco e dal viso coperto, da evitare a tutti i costi. La gente diceva che era un piratessa crudele, avara e sanguinaria. Nel corso di ogni attacco, dava gli ordini al suo equipaggio dalla polena della nave. Si credeva che avesse una speciale formula magica di preghiera che fu la chiave del suo successo. I marinai presto la soprannominarono Pa Chee Wang (Chee veniva dal suo abito da monaca). Era un vero flagello &#8211; nonostante i molti sforzi delle autorità per sbarazzarsi di lei e dei suoi compagni. Ben presto divenne una leggenda a tal punto che un personaggio locale scrisse su di lei un brano popolare che cantava della sua indistruttibilità verso gli uomini e della sua capacità di fermare le pallottole. Al giorno d&#8217;oggi, gli psicologi direbbero che fu il suo handicap al viso a portarla alla macchia come necessità di compensazione; altri affermerebbero che fu colpa del rifiuto da parte della sua comunità a sfregiarla moralmente. Phraya Borirakphuthorn, il primo governatore di Phang Nga, fu chiamato informalmente Phraya Phang Nga Tab Lek (il governatore dal fegato di ferro), che veniva dal suo amore per le avventure. Il suo passatempo preferito era quello di andare a caccia, soprattutto di coccodrilli e di tigri. In quel periodo, Phang Nga veniva descritta come una città isolata, circondata da una foresta tropicale che era terreno di caccia di tigri del Bengala, coccodrilli di mare e d&#8217;acqua salmastra. Il Governatore andava a caccia in barca con i suoi amici, utilizzando una lancia al posto della pistola, anche se manteneva a disposizione le armi nel caso in cui le cose si fossero messe male. Così è logico che prima o poi avrebbe potuto tentare di sconfiggere Pa Chee Wang. Si affrontarono un giorno di fronte a Koh Yao, un&#8217;isola nella baia di Phang Nga Bay ad est di Phuket. Phraya Borirak Bhuthorn intimò alla piratessa di arrendersi la quale, nera di rabbia per la provocazione, rispose a suon di colpi. Si dice che questa mancanza di compostezza le fece perdere la concentrazione e che il suo avversario capitalizzò su ciò con una vera e propria bordata. Pa Chee Wang radunò il suo equipaggio e, così facendo, si alzò in piedi e si espose. Il Governatore sparò il suo fucile e la carica colpì Pa Chee Wang in pieno petto. Il suo bianco vestito da suora fu presto macchiato di sangue rosso vivo mentre lottava per la vita. Ben presto morì. Il governatore avvicinò la sua barca alla nave dei pirati, dichiarando vittoria. Questa fu la fine della vita della piratessa, e tutto ciò che restò di lei fu una canzone popolare.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/Pa-Chee-Wang-4-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/Pa-Chee-Wang-4-150x150.png 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/Pa-Chee-Wang-4-75x75.png 75w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><p><em>Alcuni anni fa, mentre ero alla ricerca di informazioni sulla zona delle Andamane, mi sono imbattuto in questo articolo di Prasit Shinnakarn pubblicato nella rivista Phuket Bulletin di luglio del 2007. L&#8217;ho trovato molto interessante, e sono sicuro che piacerà anche a voi:</em></p>
<p>Ancor oggi, se si dovesse menzionare il nome di Pa Chee Wang lungo la costa delle Andamane, è quasi garantito che sareste visti con grande stupore. Pa Chee Wang nacque in un villaggio di pescatori della provincia Thailandese di Phang Nga chiamato Wang Gang Mor. Purtroppo, il suo bel viso era rovinato da un labbro leporino, e questo la costrinse a soffrire di depressione durante la sua adolescenza. Il nome &#8216;Wang&#8217; significa infatti &#8216;bocca scheggiata&#8217;, e la gente del posto le ricordò sempre il fatto che lei non era come tutti gli altri. Finché un giorno la ragazza scomparve dal villaggio.</p>
<div id="attachment_24106" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/Pa-Chee-Wang-2.jpg" rel="prettyphoto[24113]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-24106" class="size-medium wp-image-24106" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/Pa-Chee-Wang-2-300x218.jpg" alt="PIrates' vessel" width="300" height="218" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/Pa-Chee-Wang-2-300x218.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/Pa-Chee-Wang-2-1024x743.jpg 1024w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/Pa-Chee-Wang-2-600x436.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/Pa-Chee-Wang-2-150x109.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/Pa-Chee-Wang-2-369x268.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/Pa-Chee-Wang-2-770x559.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/Pa-Chee-Wang-2.jpg 1080w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-24106" class="wp-caption-text">PIrates&#8217; vessel</p></div>
<p>10 anni dopo, le navi commerciali che facevano le tratte tra Krabi, Phang Nga e Phuket spesso incontravano una certa piratessa, situazione che si verificò per anni, rendendo il mare delle Andamane un luogo di terrore. Si narrava di una femmina vestita di bianco e dal viso coperto, da evitare a tutti i costi. La gente diceva che era un piratessa crudele, avara e sanguinaria. Nel corso di ogni attacco, dava gli ordini al suo equipaggio dalla polena della nave. Si credeva che avesse una speciale formula magica di preghiera che fu la chiave del suo successo.</p>
<p>I marinai presto la soprannominarono Pa Chee Wang (Chee veniva dal suo abito da monaca). Era un vero flagello &#8211; nonostante i molti sforzi delle autorità per sbarazzarsi di lei e dei suoi compagni. Ben presto divenne una leggenda a tal punto che un personaggio locale scrisse su di lei un brano popolare che cantava della sua indistruttibilità verso gli uomini e della sua capacità di fermare le pallottole. Al giorno d&#8217;oggi, gli psicologi direbbero che fu il suo handicap al viso a portarla alla macchia come necessità di compensazione; altri affermerebbero che fu colpa del rifiuto da parte della sua comunità a sfregiarla moralmente.</p>
<div id="attachment_24108" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/Pa-Chee-Wang-3.jpg" rel="prettyphoto[24113]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-24108" class="size-medium wp-image-24108" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/Pa-Chee-Wang-3-300x266.jpg" alt="phrao vessel" width="300" height="266" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/Pa-Chee-Wang-3-300x266.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/Pa-Chee-Wang-3-150x133.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/Pa-Chee-Wang-3-369x327.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/Pa-Chee-Wang-3.jpg 380w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-24108" class="wp-caption-text">phrao vessel</p></div>
<p>Phraya Borirakphuthorn, il primo governatore di Phang Nga, fu chiamato informalmente Phraya Phang Nga Tab Lek (il governatore dal fegato di ferro), che veniva dal suo amore per le avventure. Il suo passatempo preferito era quello di andare a caccia, soprattutto di coccodrilli e di tigri. In quel periodo, Phang Nga veniva descritta come una città isolata, circondata da una foresta tropicale che era terreno di caccia di tigri del Bengala, coccodrilli di mare e d&#8217;acqua salmastra. Il Governatore andava a caccia in barca con i suoi amici, utilizzando una lancia al posto della pistola, anche se manteneva a disposizione le armi nel caso in cui le cose si fossero messe male. Così è logico che prima o poi avrebbe potuto tentare di sconfiggere Pa Chee Wang.</p>
<p>Si affrontarono un giorno di fronte a Koh Yao, un&#8217;isola nella baia di Phang Nga Bay ad est di Phuket. Phraya Borirak Bhuthorn intimò alla piratessa di arrendersi la quale, nera di rabbia per la provocazione, rispose a suon di colpi. Si dice che questa mancanza di compostezza le fece perdere la concentrazione e che il suo avversario capitalizzò su ciò con una vera e propria bordata. Pa Chee Wang radunò il suo equipaggio e, così facendo, si alzò in piedi e si espose. Il Governatore sparò il suo fucile e la carica colpì Pa Chee Wang in pieno petto. Il suo bianco vestito da suora fu presto macchiato di sangue rosso vivo mentre lottava per la vita. Ben presto morì.</p>
<p>Il governatore avvicinò la sua barca alla nave dei pirati, dichiarando vittoria. Questa fu la fine della vita della piratessa, e tutto ciò che restò di lei fu una canzone popolare.</p>
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		<title>Avventura nella baia di Phang Nga</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pluto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2015 14:51:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nature]]></category>
		<category><![CDATA[Phang Nga]]></category>
		<category><![CDATA[Sea]]></category>
		<category><![CDATA[Thailandia]]></category>
		<category><![CDATA[james bond]]></category>
		<category><![CDATA[Khao Phing Gan]]></category>
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		<category><![CDATA[Phang Nga bay]]></category>
		<category><![CDATA[Thailand]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/10/Koh-Panyi-fish-farms-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/10/Koh-Panyi-fish-farms-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2015/10/Koh-Panyi-fish-farms-75x75.jpg 75w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>Per la versione in ITALIANO sulla baia di Phang Nga ENTRARE NELL&#8217;ARTICOLO. ARTICOLO SU CROCIERA NELLA BAIA DI PHANG NGA: http://asianitinerary.com/cruising-phang-nga-bay/ UN INTERESSANTE ARTICOLO SUGLI ZINGARI DI MARE: http://asianitinerary.com/koh-lanta-sea-gypsies/</p>
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<p>UN INTERESSANTE ARTICOLO SUGLI ZINGARI DI MARE: <a href="https://asianitinerary.com/koh-lanta-sea-gypsies/" target="_blank" rel="noopener">http://asianitinerary.com/koh-lanta-sea-gypsies/</a></p>
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