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	<title>Laos Archives - Asian Itinerary</title>
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	<description>Travel, Holiday, Adventure</description>
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		<title>Laos: un paese, mille volti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pluto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Oct 2025 14:54:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130860-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130860-1-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130860-1-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130860-1-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130860-1-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130860-1-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130860-1-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>Fra perle delle Andamane, rose del nord, diamanti di qua, zaffiri di la e, già che ci siamo, mettiamoci anche qualche Rosa Purpurea del Cairo, tutti appellativi che si sono attribuiti, magari anche a ragione, le principali località turistiche del mondo, ce n’è una che non ha alcun sopranome ridondante ma che forse lo meriterebbe più di molte altre. Si perchè in fondo il Laos appare come un gioiello nascosto il cui brillìo, apparentemente poco vivido, non può fare a meno di incantare tutti quei viaggiatori che, con un innato istinto da gazze ladre, riescono a coglierne lo scintillio e a rubare i tanti attimi di bellezza che il paese sa offrire. Un riflesso che sembra accendersi grazie alla sua incantevole natura, che fa da cornice alla sua ricchezza culturale, al centro della quale si trovano radici etniche, che hanno contribuito a permearne la società, dando vita ad una trama intrecciata di usanze e tradizioni. È come una corona il cui gioiello principale è rappresentato dai Lao, e che è poi tempestata da tante piccole gemme altrettanto preziose che altro non sono se non le numerose etnie che ne conpongono la popolazione. Dietro le quinte, quasi disperse, nei villaggi rurali e nelle comunità più remote, sia che sorgano lungo strade di montagna più o meno impervie, che lasciano poco spazio ad una vita normale, sia che si tratti di villaggi che si sviluppano lungo i corsi d’acqua, primo fra tutti il Mekong, dove l’accesso ai trasporti e ad altre “comodità” è di gran lunga maggiore; dietro le quinte delle colline maestose ricoperte da una fitta vegetazione e delle rive dei fiumi di ogni regione, crescono comunità, per lo più contadine, le cui radici affondano profondamente nella cultura della terra, e si nascondono storie uniche che non aspettano altro che di essere sussurrate alle orecchie di chi vuole ascoltarle. Sono le storie di diverse etnie che, lette nel loro insieme, contribuiscono a tessere quella tela intricata e vivace che è il Laos . Il Laos è patria di oltre 80 gruppi etnici, ognuno con la propria storia, la propria lingua, le proprie credenze. Radici etniche che, unite insieme propongono una testimonianza della storia di questo paese, fatta di migrazioni influenzate per lo più da fattori storici, politici ed economici e fatta di scambi culturali e influenze esterne che ne hanno in qualche modo plasmato la storia. Intrecci culturali che possono essere visti in quasi tutti gli aspetti della vita quotidiana, che non restano isolati ma si mescolano tra loro, creando un paesaggio culturale e umano vibrante e sfaccettato in cui tradizioni, pratiche e usanze si fondono e si influenzano reciprocamente. Nelle remote regioni montane e nelle vallate fluviali, le comunità continuano a preservare le loro tradizioni millenarie e a vivere in armonia con la natura circostante. Le storie delle diverse comunità ci trasportano indietro nel tempo, rivelando l&#8217;importanza dei legami con la terra, il rispetto per gli antenati e l&#8217;amore per la vita semplice. Le etnie del Laos, come i Hmong, i Khamu, i Tai e molte altre, hanno attraversato secoli di storia e hanno mantenuto le loro identità uniche nonostante i cambiamenti sociali e gli influssi esterni. Sono comunità vive e pulsanti con tradizioni tramandate oralmente. Ogni comunità ha le sue voci, che si manifestano attraverso le canzoni, le danze, le cerimonie e i racconti tramandati di generazione in generazione. Voci della diversità che risuonano nei ritmi dei tamburi, nelle melodie dei flauti e negli intrecci armoniosi delle lingue e dei dialetti incomprensibili, talvolta, anche per gli stessi Lao. Ed è attraverso queste voci che possiamo comprendere la profondità della saggezza e dell&#8217;esperienza che le diverse comunità hanno da offrire ed è in questo mosaico etnico, infine, che ci colpisce e viene ad occupare una posizione di rilievo la popolazione Hmong, che ha alle spalle una lunga storia, che è stata oggetto di discussione in tempi più recenti ma che gode anche di una cultura, di usanze distintive e di pratiche tradizionali che continuano ad affascinare e ad attrarre l&#8217;attenzione di coloro che si immergono nella loro realtà. I Hmong sono un gruppo etnico che ha origine nelle regioni montuose del sud della Cina, in particolare delle province di Guizhou, Yunnan e Sichuan. Nel corso dei secoli i Hmong si sono spostati in direzione del Vietnam, della Thailandia e, ovviamente, del Laos dove rappresentano una delle più grandi minoranze etniche del paese, con una popolazione stimata di più di 450.000 persone. La migrazione verso il Laos viene fatta risalire intorno al XIX secolo, quando in Cina governava la dinastia Qing che pare si fosse resa responsabile di persecuzioni nei confronti dei Hmong provocando le tensioni politiche che furono all&#8217;origine del loro spostamento verso le regioni montuose del Laos settentrionale e centrale. Tradizionalmente, il popolo Hmong è costituito da agricoltori dediti alla coltivazione di prodotti come riso, mais e verdure che fanno crescere, non con poca fatica, nelle regioni montuose del Sud-est asiatico dove vivono. Hanno anche alle spalle un passato di coltivazione del papavero da oppio, utilizzato per produrre eroina e altre droghe illegali, incentivato anche dalla CIA durante la cosiddetta “guerra sporca”, quando l’agenzia americana sfruttò con scarso successo il popolo Hmong per combattere contro le forze comuniste del Pathet Lao. I Hmong furono addestrati ed equipaggiati dagli Stati Uniti e forniti di supporto aereo per portare avanti le loro operazioni contro le forze che si opponevano al governo in carica, appoggiato quest’ultimo dagli americani, rendendosi protagonisti di raccolta di informazioni, operazioni di contro guerriglia e missioni di salvataggio per i piloti americani abbattuti, oltre ad azioni volte a limitare l’uso del sentiero Ho Chi Minh da parte delle forze vietnamite. Un ruolo non privo di pericoli e di conseguenze importanti per la minoranza Hmong che, oltre ad aver subito pesanti perdite, si stima che fino a 30.000 combattenti e civili Hmong abbiano perso la vita durante il conflitto, senza contare i feriti o gli sfollati, hanno subito al termine della guerra, dure persecuzioni e repressioni da parte...</p>
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<p>È come una corona il cui gioiello principale è rappresentato dai Lao, e che è poi tempestata da tante piccole gemme altrettanto preziose che altro non sono se non le numerose etnie che ne conpongono la popolazione.</p>
<p><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3667-300x225.jpg" rel="prettyphoto[69739]"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft wp-image-69367" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3667-300x225.jpg" alt="" width="380" height="285" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3667-300x225.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3667-768x576.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3667-600x450.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3667-150x113.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3667-369x277.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3667-770x578.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3667.jpg 800w" sizes="(max-width: 380px) 100vw, 380px" /></a></p>
<p>Dietro le quinte, quasi disperse, nei villaggi rurali e nelle comunità più remote, sia che sorgano lungo strade di montagna più o meno impervie, che lasciano poco spazio ad una vita normale, sia che si tratti di villaggi che si sviluppano lungo i corsi d’acqua, primo fra tutti il Mekong, dove l’accesso ai trasporti e ad altre “comodità” è di gran lunga maggiore; dietro le quinte delle colline maestose ricoperte da una fitta vegetazione e delle rive dei fiumi di ogni regione, crescono comunità, per lo più contadine, le cui radici affondano profondamente nella cultura della terra, e si nascondono storie uniche che non aspettano altro che di essere sussurrate alle orecchie di chi vuole ascoltarle.<br />
Sono le storie di diverse etnie che, lette nel loro insieme, contribuiscono a tessere quella tela intricata e vivace che è il Laos .</p>
<p>Il Laos è patria di oltre 80 gruppi etnici, ognuno con la propria storia, la propria lingua, le proprie credenze. Radici etniche che, unite insieme propongono una testimonianza della storia di questo paese, fatta di migrazioni influenzate per lo più da fattori storici, politici ed economici e fatta di scambi culturali e influenze esterne che ne hanno in qualche modo plasmato la storia. Intrecci culturali che possono essere visti in quasi tutti gli aspetti della vita quotidiana, che non restano isolati ma si mescolano tra loro, creando un paesaggio culturale e umano vibrante e sfaccettato in cui tradizioni, pratiche e usanze si fondono e si influenzano reciprocamente.</p>
<p><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130746-300x200.jpg" rel="prettyphoto[69739]"><img decoding="async" class=" wp-image-69368 alignright" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130746-300x200.jpg" alt="" width="407" height="271" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130746-300x200.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130746-768x512.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130746-600x400.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130746-150x100.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130746-369x246.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130746-770x514.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130746-285x190.jpg 285w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130746-236x156.jpg 236w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130746.jpg 800w" sizes="(max-width: 407px) 100vw, 407px" /></a></p>
<p>Nelle remote regioni montane e nelle vallate fluviali, le comunità continuano a preservare le loro tradizioni millenarie e a vivere in armonia con la natura circostante. Le storie delle diverse comunità ci trasportano indietro nel tempo, rivelando l&#8217;importanza dei legami con la terra, il rispetto per gli antenati e l&#8217;amore per la vita semplice.<br />
Le etnie del Laos, come i Hmong, i Khamu, i Tai e molte altre, hanno attraversato secoli di storia e hanno mantenuto le loro identità uniche nonostante i cambiamenti sociali e gli influssi esterni. Sono comunità vive e pulsanti con tradizioni tramandate oralmente. Ogni comunità ha le sue voci, che si manifestano attraverso le canzoni, le danze, le cerimonie e i racconti tramandati di generazione in generazione. Voci della diversità che risuonano nei ritmi dei tamburi, nelle melodie dei flauti e negli intrecci armoniosi delle lingue e dei dialetti incomprensibili, talvolta, anche per gli stessi Lao. Ed è attraverso queste voci che possiamo comprendere la profondità della saggezza e dell&#8217;esperienza che le diverse comunità hanno da offrire ed è in questo mosaico etnico, infine, che ci colpisce e viene ad occupare una posizione di rilievo la popolazione Hmong, che ha alle spalle una lunga storia, che è stata oggetto di discussione in tempi più recenti ma che gode anche di una cultura, di usanze distintive e di pratiche tradizionali che continuano ad affascinare e ad attrarre l&#8217;attenzione di coloro che si immergono nella loro realtà.</p>
<p>I Hmong sono un gruppo etnico che ha origine nelle regioni montuose del sud della <strong><a href="https://asianitinerary.com/it/category/cina/">Cina</a></strong>, in particolare delle province di Guizhou, Yunnan e Sichuan. Nel corso dei secoli i Hmong si sono spostati in direzione del <strong><a href="https://asianitinerary.com/it/category/vietnam-it/">Vietnam</a></strong>, della <strong><a href="https://asianitinerary.com/it/category/thailandia/">Thailandia</a></strong> e, ovviamente, del Laos dove rappresentano una delle più grandi minoranze etniche del paese, con una popolazione stimata di più di 450.000 persone.<br />
La migrazione verso il Laos viene fatta risalire intorno al XIX secolo, quando in Cina governava la dinastia Qing che pare si fosse resa responsabile di persecuzioni nei confronti dei Hmong provocando le tensioni politiche che furono all&#8217;origine del loro spostamento verso le regioni montuose del Laos settentrionale e centrale.</p>
<p>Tradizionalmente, il popolo Hmong è costituito da agricoltori dediti alla coltivazione di prodotti come riso, mais e verdure che fanno crescere, non con poca fatica, nelle regioni montuose del Sud-est asiatico dove vivono.</p>
<div id="attachment_69365" style="width: 286px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/Il-volto-di-una-anziana-donna-Hmong-ogni-ruga-una-storia-213x300.jpg" rel="prettyphoto[69739]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-69365" class="wp-image-69365 " src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/Il-volto-di-una-anziana-donna-Hmong-ogni-ruga-una-storia-213x300.jpg" alt="" width="276" height="389" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/Il-volto-di-una-anziana-donna-Hmong-ogni-ruga-una-storia-213x300.jpg 213w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/Il-volto-di-una-anziana-donna-Hmong-ogni-ruga-una-storia-726x1024.jpg 726w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/Il-volto-di-una-anziana-donna-Hmong-ogni-ruga-una-storia-768x1083.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/Il-volto-di-una-anziana-donna-Hmong-ogni-ruga-una-storia-600x846.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/Il-volto-di-una-anziana-donna-Hmong-ogni-ruga-una-storia-1090x1536.jpg 1090w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/Il-volto-di-una-anziana-donna-Hmong-ogni-ruga-una-storia-106x150.jpg 106w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/Il-volto-di-una-anziana-donna-Hmong-ogni-ruga-una-storia-369x520.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/Il-volto-di-una-anziana-donna-Hmong-ogni-ruga-una-storia-770x1086.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/Il-volto-di-una-anziana-donna-Hmong-ogni-ruga-una-storia.jpg 1413w" sizes="(max-width: 276px) 100vw, 276px" /></a><p id="caption-attachment-69365" class="wp-caption-text">Cultura e tradizioni del Laos</p></div>
<p>Hanno anche alle spalle un passato di coltivazione del papavero da oppio, utilizzato per produrre eroina e altre droghe illegali, incentivato anche dalla CIA durante la cosiddetta “guerra sporca”, quando l’agenzia americana sfruttò con scarso successo il popolo Hmong per combattere contro le forze comuniste del Pathet Lao. I Hmong furono addestrati ed equipaggiati dagli Stati Uniti e forniti di supporto aereo per portare avanti le loro operazioni contro le forze che si opponevano al governo in carica, appoggiato quest’ultimo dagli americani, rendendosi protagonisti di raccolta di informazioni, operazioni di contro guerriglia e missioni di salvataggio per i piloti americani abbattuti, oltre ad azioni volte a limitare l’uso del sentiero <strong>Ho Chi Minh</strong> da parte delle forze vietnamite. Un ruolo non privo di pericoli e di conseguenze importanti per la minoranza Hmong che, oltre ad aver subito pesanti perdite, si stima che fino a 30.000 combattenti e civili Hmong abbiano perso la vita durante il conflitto, senza contare i feriti o gli sfollati, hanno subito al termine della guerra, dure persecuzioni e repressioni da parte del governo laotiano.</p>
<p>Nuove tensioni politiche nella loro terra, quindi, e una nuova diaspora che li ha sparsi fra campi profughi nella vicina Thailandia e l’asilo in Francia e negli Stati Uniti d’America che, almeno questa volta non si è dimenticata di chi l’aveva aiutata ad un prezzo tanto alto.</p>
<p>Nei primi anni dopo la guerra, i Hmong rimasti in Laos, hanno dovuto affrontare discriminazioni notevoli fra cui un limitato accesso all&#8217;istruzione e alle cure sanitarie, una specie di rappresaglia nei confronti della posizione presa durante la guerra, alla quale risposero con nuovi episodi di violenza e attacchi terroristici.</p>
<p><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3031-1-300x221.jpg" rel="prettyphoto[69739]"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-69366 alignright" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3031-1-300x221.jpg" alt="" width="391" height="288" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3031-1-300x221.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3031-1-1024x754.jpg 1024w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3031-1-768x565.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3031-1-600x442.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3031-1-1536x1130.jpg 1536w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3031-1-150x110.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3031-1-369x272.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3031-1-770x567.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3031-1.jpg 1920w" sizes="(max-width: 391px) 100vw, 391px" /></a></p>
<p>Come nel 2007, pochi mesi prima della mia prima visita in Laos, quando gruppi di ribelli, di base nelle giungle del nord del Laos, hanno compiuto diversi attacchi contro obiettivi governativi, tra cui avamposti militari e stazioni di polizia, prendendo però di mira anche i turisti in visita a quella regione. Un episodio in particolare mi fu raccontato durante il tragitto in pulman da Vientiane a Luang Prabang, quando seduto poco distante da me, un giovane Lao, tentava di nascondere maldestramente, sotto un giacchetto liso, un AK 47 risvegliando, inutile dirlo, la mia curiosità. Alla mia domanda mi fu spiegato che si trattava di una forma di protezione per i viaggiatori dopo che un gruppo di ribelli Hmong aveva attaccato un bus turistico, uccidendo un cittadino cinese e ferendone diversi altri.</p>
<p>Il governo laotiano rispose alle ostilità dei ribelli con una repressione che si protrasse per diversi anni causando perdite di vite umane e ulteriori sofferenze alla popolazione fino a quando cercò di stabilire una pace duratura con il popolo Hmong iniziando ad affrontare alcune delle cause che avevano alimentato la ribellione.</p>
<p>Uno dei passi fondamentali adottati dal governo laotiano fu l&#8217;istituzione di un programma per reinsediare e integrare i rifugiati Hmong che erano fuggiti in Thailandia durante il conflitto. Grazie a questo programma, decine di migliaia di rifugiati furono reinsediati in Laos e forniti di alloggio, istruzione e altre forme di assistenza.<br />
Inoltre, il governo laotiano ha intrapreso azioni per migliorare le condizioni economiche e sociali del popolo Hmong, cercando di promuovere la loro identità e di proteggere il loro patrimonio culturale. Ad esempio, il governo ha sostenuto lo sviluppo di programmi di lingua e cultura Hmong, fornito finanziamenti per progetti di infrastrutture nei villaggi e promosso la partecipazione di membri di quell’etnia nelle decisioni del governo locale.</p>
<p>Sono stati fatti anche importanti sforzi per indurre i Hmong ad abbandonare la produzione di oppio nella regione fornendo mezzi di sostentamento alternativi per gli agricoltori.</p>
<p><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130862-200x300.jpg" rel="prettyphoto[69739]"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-69370 alignleft" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130862-200x300.jpg" alt="" width="280" height="420" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130862-200x300.jpg 200w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130862-100x150.jpg 100w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130862-369x554.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130862.jpg 533w" sizes="(max-width: 280px) 100vw, 280px" /></a></p>
<p>Oltre all&#8217;agricoltura, i Hmong sono anche tradizionalmente noti per le loro competenze nella tessitura e nel ricamo. Le donne Hmong hanno una lunga tradizione di produzione di tessuti intricati e ricami usando tecniche tramandate di generazione in generazione e non c’è stato alcun villaggio Hmong, da noi visitato dove non abbiamo trovato donne chine sui telai o impegnate a ricamare, circondate da attrezature più o meno primitive e da fili o “perline” di tutti i colori.<br />
Già, le donne Hmong&#8230; ne abbiamo incontrate alcune che ci sono apparse trasandate, con abiti lisi, ma che dietro una incuria, dovuta ad una vita fatta di lavoro e di gravidanze, nascondono una bellezza che non ti aspetti. Una bellezza semplice, quasi naturale, e poi hanno quel sorriso che sembra essere l’arma segreta di mezza Asia.<br />
Non tutte hanno potuto scegliersi un marito, ne per tutte lo hanno potuto scegliere i familiari, perchè fra i Hmong esiste anche una pratica che potremmo definire &#8220;matrimonio per cattura&#8221;.<br />
Me ne avevano parlato già nel Vietnam delle tribù delle montagne, nell’estremo nord, dove era frequente rapire una donna con il solo scopo di sposarla.</p>
<p>Nella sua casa, in un villaggio che abbiamo visitato, una ragazza di soli 23 anni, dedita in quel momento alla tessitura e con un bambina nata da poco a dormire su un’amaca protetta dalla penombra agli occhi del mondo, ci ha raccontato molto serenamente di come, in seguito al “rapimento” da parte di colui che sarebbe diventato suo marito, da circa un anno si trovava a vivere questa sua nuova vita, in un villaggio a lei sconosciuto ed in mezzo a gente altrettanto ignota e ad una precisa domanda ci ha risposto che era contenta della sua nuova situazione.</p>
<p>Indipendentemente dagli effetti positivi o negativi sulle donne è importante notare che questa pratica è illegale e che il governo del Laos di recente ha prodotto sforzi per educare i giovani Hmong sulle conseguenze negative di questa pratica e promuovere modi più sicuri e consensuali per trovare un partner.</p>
<p><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130863-200x300.jpg" rel="prettyphoto[69739]"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-69371 alignright" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130863-200x300.jpg" alt="" width="288" height="432" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130863-200x300.jpg 200w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130863-100x150.jpg 100w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130863-369x554.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/10/P1130863.jpg 533w" sizes="(max-width: 288px) 100vw, 288px" /></a></p>
<p>Ci siamo soffermati solo sui Hmong perchè ci hanno fornito qualche spunto, qualche curiosità in più ma ogni gruppo etnico ha delle storie da raccontare, intrecciate con momenti di gioia, dolore e resistenza. Ogni storia che emerge dalle comunità etniche del Laos è un tassello prezioso nel mosaico culturale del paese. Storie che offrono una finestra tanto sulla povertà materiale, quanto sulla ricchezza culturale e sulla diversità del Laos, permettendoci di immergerci nel contesto sociale e umano delle diverse comunità. E durante questo itinerario che abbiamo percorso abbiamo avuto l’opportunità di incontrare queste genti semplici, abbiamo avvertito l’odore di una povertà dignitosa e il calore del sorriso, il peso delle fatiche quotidiane e il senso di appartenenza, abbiamo prestato l’orecchio ad ascoltare le storie, i racconti, le superstizioni di un paese dai mille volti che tenta di avanzare verso il proprio futuro, difficile da raggiungere ma inevitabile da perseguire.<br />
Il governo laotiano ha adottato politiche per proteggere e promuovere la diversità culturale del paese riconoscendo la cittadinanza ai gruppi minoritari e garantendogli, in quanto cittadini, gli stessi diritti e le stesse protezioni previste dalla legge. Tuttavia, ci sono ancora segnali di discriminazione specialmente nell&#8217;accesso alle opportunità economiche ma, sopratutto, ci sono ancora sfide e difficoltà che le minoranze etniche devono affrontare. Ad esempio, molti gruppi etnici sono stati costretti a lasciare le loro terre ancestrali per far spazio a grandi progetti di sviluppo, come la costruzione di dighe idroelettriche.</p>
<p>Gli intrecci culturali, le contraddizioni, la povertà alla quale non sembra ci si voglia rassegnare, rendono il Laos, attraverso l’incontro con i vari gruppi etnici che lo compongono, un luogo affascinante da esplorare e da conoscere e ci insegnano l&#8217;importanza di preservare e valorizzare la diversità culturale qui come in tutto il resto del mondo.</p>
<p><em>Foto di Guglielmo Zanchi (Pluto)</em></p>
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		<title>Orsi salvati, storie ritrovate nel Laos</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pluto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2025 19:51:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Laos]]></category>
		<category><![CDATA[fauna]]></category>
		<category><![CDATA[Mary Hutton]]></category>
		<category><![CDATA[orsi]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/A-black-bear-sleeping-soundly-on-a-wooden-platform-in-a-lush-green-forest-environment-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/A-black-bear-sleeping-soundly-on-a-wooden-platform-in-a-lush-green-forest-environment-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/A-black-bear-sleeping-soundly-on-a-wooden-platform-in-a-lush-green-forest-environment-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/A-black-bear-sleeping-soundly-on-a-wooden-platform-in-a-lush-green-forest-environment-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/A-black-bear-sleeping-soundly-on-a-wooden-platform-in-a-lush-green-forest-environment-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/A-black-bear-sleeping-soundly-on-a-wooden-platform-in-a-lush-green-forest-environment-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/A-black-bear-sleeping-soundly-on-a-wooden-platform-in-a-lush-green-forest-environment-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>C’è un silenzio particolare nei santuari per orsi del Laos. Non è il vuoto, ma una quiete carica di presenza. È il respiro di un animale che si stiracchia al sole dopo anni di gabbia. È il rumore di zampe che toccano terra libera per la prima volta. È il fruscio di un albero scelto per un sonnellino, non perché è l’unico riparo, ma perché piace. Gli orsi neri asiatici — detti anche “orsi della luna” per la mezzaluna bianca sul petto — non sono creature rumorose. Ma quando li vedi camminare, arrampicarsi, annusare l’aria con aria sorniona, capisci che ogni gesto è un atto di libertà. Tutti sanno che il posto migliore per un orso è la foresta. Ma per molti di quelli che vivono oggi nel santuario di Luang Prabang, la foresta è un ricordo lontano, o forse un luogo mai visto. Sono stati strappati al loro habitat da bracconieri, venduti, imprigionati. Alcuni destinati a diventare “fattorie della bile”, tenuti in gabbie a forma di bara per anni, con tubi infilati nella cistifellea per estrarre il liquido usato nella medicina tradizionale. Altri ridotti a oggetti da esibire, o a “ballerini” costretti a danzare per strada, catene ai denti, zampe ustionate dal fuoco. Una vita che non è vita. Fortunatamente, per alcuni di loro, quella storia è finita. Non grazie a un miracolo, ma a una donna di Perth, in Australia, che nel 1993 vide un documentario e decise di non voltare pagina. Si chiamava Mary Hutton. Quel filmato — orsi in gabbie metalliche, occhi spenti, corpi segnati — la colpì come una ferita. Il giorno dopo, con una petizione in mano, si mise davanti a un centro commerciale e chiese alle persone di firmare per “liberare gli orsi”. Da quel gesto semplice, ostinato, nacque Free the Bears. All’inizio sembrava impossibile. Ma Mary non smise mai. Raccolse fondi, sensibilizzò, costruì santuari. Il primo in Cambogia, poi uno in Vietnam, e nel 2003 il centro di recupero di Luang Prabang, in Laos. Quando suo figlio Simon, che condivideva la sua missione, morì tragicamente nel 2005 mentre lavorava al santuario cambogiano, molti avrebbero mollato. Mary no. Disse che avrebbe continuato per lui. E lo fece. Oggi, a ottant’anni, guida ancora l’organizzazione dal garage di casa, in Australia. E grazie a lei e a chi le è stato accanto, oltre 950 orsi sono stati salvati in tutta l’Asia. Non sono numeri vuoti: sono storie reali. Un orso che impara a correre. Un altro che si abitua al vento tra il pelo. Alcuni non torneranno mai in natura, ma hanno imparato di nuovo cosa significa essere orsi. Il Laos, come molti Paesi del Sud-est asiatico, ha visto crollare le popolazioni di orsi selvatici a causa del bracconaggio, della deforestazione e del commercio illegale. Gli orsi sono protetti per legge, e il commercio internazionale di parti del corpo è illegale. Eppure, la domanda di zampe, artigli e soprattutto bile resiste. La bile d’orso è stata usata per secoli per curare disturbi epatici e biliari, ma oggi esistono alternative a base di erbe o sintetiche, efficaci e senza crudeltà. Eppure, in Cina si stima che oltre 10.000 orsi vivano ancora in allevamenti di bile. In Laos e Vietnam, il numero è sceso — meno di 100 in Laos, meno di 220 in Vietnam — ma ogni orso in gabbia è uno di troppo. Free the Bears non paga mai per salvare un orso. Lo fanno per principio: pagare significherebbe alimentare il mercato. Invece, collaborano con le autorità locali che confiscano animali detenuti illegalmente e li consegnano ai santuari. È un lavoro lento, fatto di pazienza, burocrazia, notti insonni. Ma anche di vittorie silenziose: un orso liberato, un villaggio educato, un praticante di medicina tradizionale convinto a usare alternative. Nel 2017, il santuario di Luang Prabang è diventato un rifugio anche per altre specie — gibboni, cervi, uccelli — ma gli orsi restano il cuore del luogo. Li vedi rotolarsi nell’erba, arrampicarsi su tronchi costruiti apposta, litigare per un frutto caduto. Sono goffi, a volte comici. Ma sono vivi. E ogni volta che uno di loro si sdraia all’ombra, con le zampe in aria come un bambino stanco, sembra dire: questo è abbastanza. Visitare il santuario è un invito a guardare con attenzione. A non distogliere lo sguardo da ciò che è stato fatto, ma anche a riconoscere ciò che si può ancora cambiare. Perché dietro ogni orso salvato c’è una storia di sofferenza, ma anche una di speranza. E a volte, basta una persona — una donna con una petizione, un gesto piccolo e grande — per far muovere il mondo. Informazioni pratiche per i visitatori Nome del santuario: Free the Bears – Centro di Recupero per Orsi di Luang Prabang Dove si trova: Nei pressi di Luang Prabang, nel nord del Laos, all’interno di un’area boschiva protetta Come arrivare: In tuk-tuk o in bicicletta dal centro di Luang Prabang (circa 20–30 minuti) Tour organizzati disponibili tramite agenzie di viaggio locali Orari di apertura: Tutti i giorni, dalle 8:00 alle 17:00 (ultimo ingresso alle 16:30) Biglietto d’ingresso: Adulti stranieri: circa 20.000 LAK (circa 1,50 USD) Bambini e residenti locali: ingresso ridotto o gratuito I ricavi sostengono le cure agli animali, il personale e i programmi di conservazione Cosa aspettarsi: Percorsi pedonali guidati attraverso recinti boschivi Piattaforme di osservazione per un’avvistamento sicuro Cartellonistica informativa (in inglese e laotiano) Nessun contatto diretto con gli animali (per la loro sicurezza e la vostra) Miglior periodo per la visita: Mattina (dalle 8:00 alle 10:30), quando gli orsi sono più attivi Mesi più freschi (novembre–febbraio) per una passeggiata più piacevole Cosa portare: Crema solare, cappello e repellente per insetti Acqua e scarpe comode per camminare Macchina fotografica (niente flash, per favore) Regole ed educazione: Vietato dare da mangiare agli animali Niente rumori forti né movimenti bruschi Restare sempre sui sentieri segnalati Non toccare né cercare di interagire con gli animali Come sostenere il progetto: Adotta un orso tramite il sito Free the Bears Dona materiali: consulta la loro lista...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/A-black-bear-sleeping-soundly-on-a-wooden-platform-in-a-lush-green-forest-environment-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/A-black-bear-sleeping-soundly-on-a-wooden-platform-in-a-lush-green-forest-environment-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/A-black-bear-sleeping-soundly-on-a-wooden-platform-in-a-lush-green-forest-environment-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/A-black-bear-sleeping-soundly-on-a-wooden-platform-in-a-lush-green-forest-environment-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/A-black-bear-sleeping-soundly-on-a-wooden-platform-in-a-lush-green-forest-environment-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/A-black-bear-sleeping-soundly-on-a-wooden-platform-in-a-lush-green-forest-environment-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/A-black-bear-sleeping-soundly-on-a-wooden-platform-in-a-lush-green-forest-environment-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><p>C’è un silenzio particolare nei santuari per orsi del <strong><a href="https://asianitinerary.com/it/category/laos-it/">Laos</a></strong>. Non è il vuoto, ma una quiete carica di presenza. È il respiro di un animale che si stiracchia al sole dopo anni di gabbia. È il rumore di zampe che toccano terra libera per la prima volta. È il fruscio di un albero scelto per un sonnellino, non perché è l’unico riparo, ma perché piace. Gli orsi neri asiatici — detti anche “orsi della luna” per la mezzaluna bianca sul petto — non sono creature rumorose. Ma quando li vedi camminare, arrampicarsi, annusare l’aria con aria sorniona, capisci che ogni gesto è un atto di libertà.</p>
<div id="attachment_68382" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/A-black-bear-likely-an-Asian-black-bear-or-moon-bear-lies-on-a-wooden-platform-under-dappled-light-filtering-through-green-leaves-with-its-mouth-slightly-open-300x200.jpg" rel="prettyphoto[69940]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-68382" class="size-medium wp-image-68382" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/A-black-bear-likely-an-Asian-black-bear-or-moon-bear-lies-on-a-wooden-platform-under-dappled-light-filtering-through-green-leaves-with-its-mouth-slightly-open-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/A-black-bear-likely-an-Asian-black-bear-or-moon-bear-lies-on-a-wooden-platform-under-dappled-light-filtering-through-green-leaves-with-its-mouth-slightly-open-300x200.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/A-black-bear-likely-an-Asian-black-bear-or-moon-bear-lies-on-a-wooden-platform-under-dappled-light-filtering-through-green-leaves-with-its-mouth-slightly-open-768x512.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/A-black-bear-likely-an-Asian-black-bear-or-moon-bear-lies-on-a-wooden-platform-under-dappled-light-filtering-through-green-leaves-with-its-mouth-slightly-open-600x400.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/A-black-bear-likely-an-Asian-black-bear-or-moon-bear-lies-on-a-wooden-platform-under-dappled-light-filtering-through-green-leaves-with-its-mouth-slightly-open-150x100.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/A-black-bear-likely-an-Asian-black-bear-or-moon-bear-lies-on-a-wooden-platform-under-dappled-light-filtering-through-green-leaves-with-its-mouth-slightly-open-369x246.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/A-black-bear-likely-an-Asian-black-bear-or-moon-bear-lies-on-a-wooden-platform-under-dappled-light-filtering-through-green-leaves-with-its-mouth-slightly-open-770x514.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/A-black-bear-likely-an-Asian-black-bear-or-moon-bear-lies-on-a-wooden-platform-under-dappled-light-filtering-through-green-leaves-with-its-mouth-slightly-open-285x190.jpg 285w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/A-black-bear-likely-an-Asian-black-bear-or-moon-bear-lies-on-a-wooden-platform-under-dappled-light-filtering-through-green-leaves-with-its-mouth-slightly-open-236x156.jpg 236w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/A-black-bear-likely-an-Asian-black-bear-or-moon-bear-lies-on-a-wooden-platform-under-dappled-light-filtering-through-green-leaves-with-its-mouth-slightly-open.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-68382" class="wp-caption-text">Un orso nero asiatico, o orso della luna, giace su una piattaforma di legno sotto una luce soffusa filtrata tra le foglie verdi.</p></div>
<p>Tutti sanno che il posto migliore per un orso è la foresta. Ma per molti di quelli che vivono oggi nel santuario di Luang Prabang, la foresta è un ricordo lontano, o forse un luogo mai visto. Sono stati strappati al loro habitat da bracconieri, venduti, imprigionati. Alcuni destinati a diventare “fattorie della bile”, tenuti in gabbie a forma di bara per anni, con tubi infilati nella cistifellea per estrarre il liquido usato nella medicina tradizionale. Altri ridotti a oggetti da esibire, o a “ballerini” costretti a danzare per strada, catene ai denti, zampe ustionate dal fuoco. Una vita che non è vita.</p>
<p>Fortunatamente, per alcuni di loro, quella storia è finita. Non grazie a un miracolo, ma a una donna di Perth, in Australia, che nel 1993 vide un documentario e decise di non voltare pagina. Si chiamava Mary Hutton. Quel filmato — orsi in gabbie metalliche, occhi spenti, corpi segnati — la colpì come una ferita. Il giorno dopo, con una petizione in mano, si mise davanti a un centro commerciale e chiese alle persone di firmare per “liberare gli orsi”. Da quel gesto semplice, ostinato, nacque Free the Bears.</p>
<div id="attachment_68379" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/A-black-bear-likely-a-sun-bear-stands-in-a-shallow-pool-of-water-amidst-dense-green-foliage-and-fallen-logs-in-a-forest-setting-300x225.jpg" rel="prettyphoto[69940]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-68379" class="size-medium wp-image-68379" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/A-black-bear-likely-a-sun-bear-stands-in-a-shallow-pool-of-water-amidst-dense-green-foliage-and-fallen-logs-in-a-forest-setting-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/A-black-bear-likely-a-sun-bear-stands-in-a-shallow-pool-of-water-amidst-dense-green-foliage-and-fallen-logs-in-a-forest-setting-300x225.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/A-black-bear-likely-a-sun-bear-stands-in-a-shallow-pool-of-water-amidst-dense-green-foliage-and-fallen-logs-in-a-forest-setting-768x576.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/A-black-bear-likely-a-sun-bear-stands-in-a-shallow-pool-of-water-amidst-dense-green-foliage-and-fallen-logs-in-a-forest-setting-600x450.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/A-black-bear-likely-a-sun-bear-stands-in-a-shallow-pool-of-water-amidst-dense-green-foliage-and-fallen-logs-in-a-forest-setting-150x113.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/A-black-bear-likely-a-sun-bear-stands-in-a-shallow-pool-of-water-amidst-dense-green-foliage-and-fallen-logs-in-a-forest-setting-369x277.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/A-black-bear-likely-a-sun-bear-stands-in-a-shallow-pool-of-water-amidst-dense-green-foliage-and-fallen-logs-in-a-forest-setting-770x578.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/A-black-bear-likely-a-sun-bear-stands-in-a-shallow-pool-of-water-amidst-dense-green-foliage-and-fallen-logs-in-a-forest-setting.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-68379" class="wp-caption-text">Un orso nero in una pozza d&#8217;acqua poco profonda tra un folto verde fogliame.</p></div>
<p>All’inizio sembrava impossibile. Ma Mary non smise mai. Raccolse fondi, sensibilizzò, costruì santuari. Il primo in <strong><a href="https://asianitinerary.com/it/category/cambogia/">Cambogia</a></strong>, poi uno in Vietnam, e nel 2003 il centro di recupero di Luang Prabang, in Laos. Quando suo figlio Simon, che condivideva la sua missione, morì tragicamente nel 2005 mentre lavorava al santuario cambogiano, molti avrebbero mollato. Mary no. Disse che avrebbe continuato per lui. E lo fece.</p>
<p>Oggi, a ottant’anni, guida ancora l’organizzazione dal garage di casa, in Australia. E grazie a lei e a chi le è stato accanto, oltre 950 orsi sono stati salvati in tutta l’Asia. Non sono numeri vuoti: sono storie reali. Un orso che impara a correre. Un altro che si abitua al vento tra il pelo. Alcuni non torneranno mai in natura, ma hanno imparato di nuovo cosa significa essere orsi.</p>
<div id="attachment_68388" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/The-author-wearing-a-hat-and-sunglasses-stands-amongst-several-bear-statues-including-a-large-panda-a-sun-bear-and-two-other-dark-bears-against-a-painted-mural-of-bamboo-and-trees-300x225.jpg" rel="prettyphoto[69940]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-68388" class="size-medium wp-image-68388" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/The-author-wearing-a-hat-and-sunglasses-stands-amongst-several-bear-statues-including-a-large-panda-a-sun-bear-and-two-other-dark-bears-against-a-painted-mural-of-bamboo-and-trees-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/The-author-wearing-a-hat-and-sunglasses-stands-amongst-several-bear-statues-including-a-large-panda-a-sun-bear-and-two-other-dark-bears-against-a-painted-mural-of-bamboo-and-trees-300x225.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/The-author-wearing-a-hat-and-sunglasses-stands-amongst-several-bear-statues-including-a-large-panda-a-sun-bear-and-two-other-dark-bears-against-a-painted-mural-of-bamboo-and-trees-768x576.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/The-author-wearing-a-hat-and-sunglasses-stands-amongst-several-bear-statues-including-a-large-panda-a-sun-bear-and-two-other-dark-bears-against-a-painted-mural-of-bamboo-and-trees-600x450.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/The-author-wearing-a-hat-and-sunglasses-stands-amongst-several-bear-statues-including-a-large-panda-a-sun-bear-and-two-other-dark-bears-against-a-painted-mural-of-bamboo-and-trees-150x113.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/The-author-wearing-a-hat-and-sunglasses-stands-amongst-several-bear-statues-including-a-large-panda-a-sun-bear-and-two-other-dark-bears-against-a-painted-mural-of-bamboo-and-trees-369x277.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/The-author-wearing-a-hat-and-sunglasses-stands-amongst-several-bear-statues-including-a-large-panda-a-sun-bear-and-two-other-dark-bears-against-a-painted-mural-of-bamboo-and-trees-770x578.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/The-author-wearing-a-hat-and-sunglasses-stands-amongst-several-bear-statues-including-a-large-panda-a-sun-bear-and-two-other-dark-bears-against-a-painted-mural-of-bamboo-and-trees.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-68388" class="wp-caption-text">L&#8217;autore tra diverse statue di orsi.</p></div>
<p>Il Laos, come molti Paesi del Sud-est asiatico, ha visto crollare le popolazioni di orsi selvatici a causa del bracconaggio, della deforestazione e del commercio illegale. Gli orsi sono protetti per legge, e il commercio internazionale di parti del corpo è illegale. Eppure, la domanda di zampe, artigli e soprattutto bile resiste. La bile d’orso è stata usata per secoli per curare disturbi epatici e biliari, ma oggi esistono alternative a base di erbe o sintetiche, efficaci e senza crudeltà. Eppure, in Cina si stima che oltre 10.000 orsi vivano ancora in allevamenti di bile. In Laos e <strong><a href="https://asianitinerary.com/it/category/vietnam-it/">Vietnam</a></strong>, il numero è sceso — meno di 100 in Laos, meno di 220 in Vietnam — ma ogni orso in gabbia è uno di troppo.</p>
<p>Free the Bears non paga mai per salvare un orso. Lo fanno per principio: pagare significherebbe alimentare il mercato. Invece, collaborano con le autorità locali che confiscano animali detenuti illegalmente e li consegnano ai santuari. È un lavoro lento, fatto di pazienza, burocrazia, notti insonni. Ma anche di vittorie silenziose: un orso liberato, un villaggio educato, un praticante di medicina tradizionale convinto a usare alternative.</p>
<div id="attachment_68373" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/A-black-bear-partially-submerged-in-muddy-water-looking-directly-at-the-viewer-with-an-open-mouth-surrounded-by-green-foliage-and-mossy-rocks-300x200.jpg" rel="prettyphoto[69940]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-68373" class="size-medium wp-image-68373" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/A-black-bear-partially-submerged-in-muddy-water-looking-directly-at-the-viewer-with-an-open-mouth-surrounded-by-green-foliage-and-mossy-rocks-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/A-black-bear-partially-submerged-in-muddy-water-looking-directly-at-the-viewer-with-an-open-mouth-surrounded-by-green-foliage-and-mossy-rocks-300x200.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/A-black-bear-partially-submerged-in-muddy-water-looking-directly-at-the-viewer-with-an-open-mouth-surrounded-by-green-foliage-and-mossy-rocks-768x512.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/A-black-bear-partially-submerged-in-muddy-water-looking-directly-at-the-viewer-with-an-open-mouth-surrounded-by-green-foliage-and-mossy-rocks-600x400.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/A-black-bear-partially-submerged-in-muddy-water-looking-directly-at-the-viewer-with-an-open-mouth-surrounded-by-green-foliage-and-mossy-rocks-150x100.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/A-black-bear-partially-submerged-in-muddy-water-looking-directly-at-the-viewer-with-an-open-mouth-surrounded-by-green-foliage-and-mossy-rocks-369x246.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/A-black-bear-partially-submerged-in-muddy-water-looking-directly-at-the-viewer-with-an-open-mouth-surrounded-by-green-foliage-and-mossy-rocks-770x514.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/A-black-bear-partially-submerged-in-muddy-water-looking-directly-at-the-viewer-with-an-open-mouth-surrounded-by-green-foliage-and-mossy-rocks-285x190.jpg 285w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/A-black-bear-partially-submerged-in-muddy-water-looking-directly-at-the-viewer-with-an-open-mouth-surrounded-by-green-foliage-and-mossy-rocks-236x156.jpg 236w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/A-black-bear-partially-submerged-in-muddy-water-looking-directly-at-the-viewer-with-an-open-mouth-surrounded-by-green-foliage-and-mossy-rocks.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-68373" class="wp-caption-text">Un orso nero parzialmente immerso in acque fangose presso il santuario degli orsi in Laos.</p></div>
<p>Nel 2017, il santuario di <strong>Luang Prabang</strong> è diventato un rifugio anche per altre specie — gibboni, cervi, uccelli — ma gli orsi restano il cuore del luogo. Li vedi rotolarsi nell’erba, arrampicarsi su tronchi costruiti apposta, litigare per un frutto caduto. Sono goffi, a volte comici. Ma sono vivi. E ogni volta che uno di loro si sdraia all’ombra, con le zampe in aria come un bambino stanco, sembra dire: questo è abbastanza.</p>
<p>Visitare il santuario è un invito a guardare con attenzione. A non distogliere lo sguardo da ciò che è stato fatto, ma anche a riconoscere ciò che si può ancora cambiare. Perché dietro ogni orso salvato c’è una storia di sofferenza, ma anche una di speranza. E a volte, basta una persona — una donna con una petizione, un gesto piccolo e grande — per far muovere il mondo.</p>
<p><strong><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/Free_the_Bears_Vertlogo_No_background_transparent_699x-300x161.webp"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-68393" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/Free_the_Bears_Vertlogo_No_background_transparent_699x-300x161.webp" alt="" width="300" height="161" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/Free_the_Bears_Vertlogo_No_background_transparent_699x-300x161.webp 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/Free_the_Bears_Vertlogo_No_background_transparent_699x-600x321.webp 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/Free_the_Bears_Vertlogo_No_background_transparent_699x-150x80.webp 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/Free_the_Bears_Vertlogo_No_background_transparent_699x-369x197.webp 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/Free_the_Bears_Vertlogo_No_background_transparent_699x.webp 699w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></strong></p>
<h3><strong>Informazioni pratiche per i visitatori</strong></h3>
<ul>
<li><strong>Nome del santuario:</strong> Free the Bears – Centro di Recupero per Orsi di Luang Prabang<br />
<strong>Dove si trova:</strong> Nei pressi di Luang Prabang, nel nord del Laos, all’interno di un’area boschiva protetta</p>
<p><strong>Come arrivare:</strong></p>
<ul>
<li>In tuk-tuk o in bicicletta dal centro di Luang Prabang (circa 20–30 minuti)</li>
<li>Tour organizzati disponibili tramite agenzie di viaggio locali</li>
</ul>
<p><strong>Orari di apertura:<br />
</strong>Tutti i giorni, dalle 8:00 alle 17:00 (ultimo ingresso alle 16:30)</p>
<p><strong>Biglietto d’ingresso:</strong></p>
<ul>
<li>Adulti stranieri: circa 20.000 LAK (circa 1,50 USD)</li>
<li>Bambini e residenti locali: ingresso ridotto o gratuito</li>
<li>I ricavi sostengono le cure agli animali, il personale e i programmi di conservazione</li>
</ul>
<p><strong>Cosa aspettarsi:</strong></p>
<ul>
<li>Percorsi pedonali guidati attraverso recinti boschivi</li>
<li>Piattaforme di osservazione per un’avvistamento sicuro</li>
<li>Cartellonistica informativa (in inglese e laotiano)</li>
<li>Nessun contatto diretto con gli animali (per la loro sicurezza e la vostra)</li>
</ul>
<p><strong>Miglior periodo per la visita:</strong></p>
<ul>
<li>Mattina (dalle 8:00 alle 10:30), quando gli orsi sono più attivi</li>
<li>Mesi più freschi (novembre–febbraio) per una passeggiata più piacevole</li>
</ul>
<p><strong>Cosa portare:</strong></p>
<ul>
<li>Crema solare, cappello e repellente per insetti</li>
<li>Acqua e scarpe comode per camminare</li>
<li>Macchina fotografica (niente flash, per favore)</li>
</ul>
<p><strong>Regole ed educazione:</strong></p>
<ul>
<li>Vietato dare da mangiare agli animali</li>
<li>Niente rumori forti né movimenti bruschi</li>
<li>Restare sempre sui sentieri segnalati</li>
<li>Non toccare né cercare di interagire con gli animali</li>
</ul>
<p><strong>Come sostenere il progetto:</strong></p>
<ul>
<li>Adotta un orso tramite il sito <a href="https://www.freethebears.org/">Free the Bears</a></li>
<li>Dona materiali: consulta la loro lista dei desideri (cibo, medicine, oggetti per l’arricchimento ambientale)</li>
<li>Segui e condividi il loro lavoro sui social media</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p><em>Foto di Guglielmo Zanchi (Pluto)</em></p>
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		<title>Laos, un itinerario ai confini del tempo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pluto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Aug 2023 10:55:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Laos]]></category>
		<category><![CDATA[Luang Prabang]]></category>
		<category><![CDATA[Nature]]></category>
		<category><![CDATA[Travel]]></category>
		<category><![CDATA[culture]]></category>
		<category><![CDATA[Mekong]]></category>
		<category><![CDATA[people]]></category>
		<category><![CDATA[travel]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/08/A-glimpse-of-life-on-the-Mekong-–-by-Guglielmo-Zanchi-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/08/A-glimpse-of-life-on-the-Mekong-–-by-Guglielmo-Zanchi-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/08/A-glimpse-of-life-on-the-Mekong-–-by-Guglielmo-Zanchi-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/08/A-glimpse-of-life-on-the-Mekong-–-by-Guglielmo-Zanchi-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/08/A-glimpse-of-life-on-the-Mekong-–-by-Guglielmo-Zanchi-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/08/A-glimpse-of-life-on-the-Mekong-–-by-Guglielmo-Zanchi-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/08/A-glimpse-of-life-on-the-Mekong-–-by-Guglielmo-Zanchi-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>Per la versione in ITALIANO sull&#8217;itinerario nel nord del Laos, ENTRARE NELL’ARTICOLO Eccoci qui a raccontare questo viaggio che “Percorsi di Viaggio” ha fatto ultimamente. Premetto fin da subito che è stato un percorso altamente emozionante e terribilmente “fotogenico”, un percorso misto fra naturale ed etnico che ci ha portato a visitare un numero imprecisato di villaggi locali, abitati da tribù quasi tutte originarie dalla Cina, in una affascinante cornice fatta di colline ora ricoperte da boschi lussureggianti, abitati da diverse specie di animali selvatici fra i quali orsi, cervi e tigri, ora spogliate della vegetazione a causa degli incendi provocati dai contadini per ri-fertilizzare i campi, ma non per questo meno suggestivi.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/08/A-glimpse-of-life-on-the-Mekong-–-by-Guglielmo-Zanchi-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/08/A-glimpse-of-life-on-the-Mekong-–-by-Guglielmo-Zanchi-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/08/A-glimpse-of-life-on-the-Mekong-–-by-Guglielmo-Zanchi-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/08/A-glimpse-of-life-on-the-Mekong-–-by-Guglielmo-Zanchi-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/08/A-glimpse-of-life-on-the-Mekong-–-by-Guglielmo-Zanchi-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/08/A-glimpse-of-life-on-the-Mekong-–-by-Guglielmo-Zanchi-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/08/A-glimpse-of-life-on-the-Mekong-–-by-Guglielmo-Zanchi-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><h1>Per la versione in ITALIANO sull&#8217;itinerario nel nord del Laos, <a href="https://percorsidiviaggio.com/laos-un-itinerario-ai-confini-del-tempo/" target="_blank" rel="noopener">ENTRARE NELL’ARTICOLO</a></h1>
<p class="p1"><span class="s1">Eccoci qui a raccontare questo viaggio che “<strong>Percorsi di Viaggio</strong>” ha fatto ultimamente. Premetto fin da subito che è stato un percorso altamente emozionante e terribilmente “fotogenico”, un percorso misto fra naturale ed etnico che ci ha portato a visitare un numero imprecisato di villaggi locali, abitati da tribù quasi tutte originarie dalla <strong>Cina</strong>, in una affascinante cornice fatta di colline ora ricoperte da boschi lussureggianti, abitati da diverse specie di animali selvatici fra i quali orsi, cervi e tigri, ora spogliate della vegetazione a causa degli incendi provocati dai contadini per ri-fertilizzare i campi, ma non per questo meno suggestivi.</span></p>
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		<title>Un Laos versione Beta che sarà presto un 2.0</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pluto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Mar 2023 20:50:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Laos]]></category>
		<category><![CDATA[Train]]></category>
		<category><![CDATA[Travel]]></category>
		<category><![CDATA[China]]></category>
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		<category><![CDATA[travels]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/670670-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/670670-150x150.jpeg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/670670-300x300.jpeg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/670670-600x600.jpeg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/670670-369x369.jpeg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/670670-75x75.jpeg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/670670-24x24.jpeg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/670670-48x48.jpeg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/670670-96x96.jpeg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/670670.jpeg 670w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>Per la versione in ITALIANO sul prossimo Laos versione Beta, ENTRARE NELL’ARTICOLO Oggi, mi sto preparando di nuovo a visitare il Laos, ma nutro seri dubbi di potere ritrovare quel paese quasi incantato che mi aveva stregato ogni qual volta tornavo a visitarlo. Il perché lo scopriremo solo leggendo&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/670670-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/670670-150x150.jpeg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/670670-300x300.jpeg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/670670-600x600.jpeg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/670670-369x369.jpeg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/670670-75x75.jpeg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/670670-24x24.jpeg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/670670-48x48.jpeg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/670670-96x96.jpeg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/670670.jpeg 670w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><h1 class="p1">Per la versione in ITALIANO sul prossimo <strong><a href="https://asianitinerary.com/it/category/laos-it/">Laos</a></strong> versione Beta, <a href="https://percorsidiviaggio.com/un-laos-versione-beta-che-sara-presto-un-2-0/" target="_blank" rel="noopener">ENTRARE NELL’ARTICOLO</a></h1>
<p class="p1">Oggi, mi sto preparando di nuovo a visitare il <strong><a href="https://asianitinerary.com/it/category/laos-it/">Laos</a></strong>, ma nutro seri dubbi di potere ritrovare quel paese quasi incantato che mi aveva stregato ogni qual volta tornavo a visitarlo. Il perché lo scopriremo solo leggendo&#8230;</p>
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		<title>Scooter tour del Bolaven Plateau</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Viani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Dec 2016 15:09:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Laos]]></category>
		<category><![CDATA[Nature]]></category>
		<category><![CDATA[Pakse]]></category>
		<category><![CDATA[Scooter]]></category>
		<category><![CDATA[Bolaven Plateau]]></category>
		<category><![CDATA[coffee]]></category>
		<category><![CDATA[Paksong]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/12670701_10209237525685899_1878983271400618654_n-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/12670701_10209237525685899_1878983271400618654_n-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/12670701_10209237525685899_1878983271400618654_n-75x75.jpg 75w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>Se pensate ad un viaggio in Laos dovreste assolutamente organizzare un itinerario di alcuni giorni sul Bolaven Plateau. Questo rigoglioso altopiano a sud del Laos che si estende dal fiume Mekong fino quasi ai confini con il Vietnam, offre paesaggi ed incontri davvero unici. La nostra esperienza inizia dopo aver noleggiato gli scooter nella città di Paksè, e da qui ci dirigiamo ad est verso la nostra prima tappa: Paksong. Già dopo pochi chilometri veniamo proiettati in un suggestivo ambiente rurale e la strada è un susseguirsi di piccoli villaggi, qualche bazar e templi buddisti. Al primo incrocio importante (strada nazionale 13 con strada nazionale 20) dopo diversi km ci fermiamo per una pausa. A fianco di alcuni banchetti gustiamo della squisita e coloratissima frutta fresca; qui assaggio per la prima volta il Jackfruit, il frutto più grande del mondo, assolutamente da provare. Ci rimettiamo sulla strada che inizia a salire dolcemente e dopo pochi chilometri veniamo attirati da un grande cartello che invita ad una deviazione per visitare le Tad Yuang waterfalls. Tutto il Laos è ricco di impetuosi corsi d’acqua ma è qui, sul Bolaven Plateau, dove si possono trovare i più spettacolari. Un’escursione, se pur rapida, è d’obbligo; dopo la visita alle cascate lasciatevi incantare da alcuni bazar dove potrete ammirare le bellissime stoffe in seta delle popolazioni locali. Finalmente arriviamo a Paksong poco prima di pranzo e qui facciamo uno degli incontri più interessanti di tutto il tour. In questa piccola guest house sulla strada principale conosciamo Cana, una ragazza statunitense la quale, assieme ad altre persone, porta avanti un interessante progetto di volontariato a favore dei produttori locali di caffè riuniti in cooperativa. Vi invito davvero ad una sosta in questo ambiente magico e accogliente. Così, mentre degustate i loro diversi tipi di caffè preparati con arte, non mancate di farvi spiegare la storia ed i motivi del loro programma. Ne rimarrete davvero colpiti. Personalmente ho iniziato dal suo racconto a capire cos’è stato il dramma della guerra del Vietnam anche per questo paese. In nove anni gli Stati Uniti riversarono sul Laos più di 270 milioni di tonnellate di cluster bombs, le famigerate bombe a grappolo. A conflitto terminato la popolazione civile scoprì a sue spese e tragicamente che molti di quegli ordigni rimasero inesplosi, continuando a mietere vittime innocenti, molte delle quali bambini. Lasciata Paksong inizia la parte più avventurosa del nostro tour e proseguendo verso est la strada diventa sempre meno trafficata. Veniamo proiettati in un ambiente del tutto diverso da quelli visti fin’ora. Si continua a salire arrivando a circa 1300mt slm e in certi momenti sembra più di essere in un ambiente alpino che in Asia se non fosse per le sterminate piantagioni di caffe. Boschi di pini e conifere da entrambe le parti, pochissime case isolate e ancor meno macchine sulla strada. Arriviamo quasi all’imbrunire e dopo più di 100km alla nostra destinazione finale: Taycseua. Questa zona è al di fuori dei classici tour organizzati sul Bolaven Plateau e forse per questo è ancora uno dei suoi luoghi più selvaggi ed inesplorati. Imbocchiamo una strada sterrata di un impressionante colore rosso argilla attraversando canneti di bambù e villaggi isolati dai quali fanno capolino alcuni bambini incuriositi dal nostro passaggio. La vista è mozzafiato, foreste ovunque e, in lontananza, il rumore di un fiume che anticipa quello che sarà il trekking del giorno dopo. Arriviamo alla guest house posta al centro di alcune capanne di bambù. Il posto è mistico. Ci accoglie una simpatica signora di Vientiane (la capitale del Laos) che, in un ottimo inglese, ci spiega la storia e la filosofia legate alla sua scelta di vita e del perchè vivere in quel posto così isolato. Pochissimi ospiti: alcuni leggono sdraiati su colorati tappeti aiutati solo dalla luce di una lampada a gas, altri praticano meditazione e yoga e tutt’attorno una meravigliosa sensazione di tranquillità interrotta solo dai rumori della foresta. È già buio e terminata l’ottima cena ci accomodiamo in un’accogliente capanna per la notte. L&#8217;indomani mattina partiamo di buon’ora per quella che sarà la parte più avventurosa del nostro tour sul Bolaven Plateau. Scendiamo attraverso un sentiero che abbastanza agevolmente porta verso lo scrosciare di un fiume sempre più vicino. Inizia qui un percorso che, affiancando il corso d’acqua offre scenari mozzafiato con cascate che per decine di metri si riversano nel tratto successivo in mezzo a gole delle quali non si vede la fine. Siamo circondati da foresta e da bambù di grandi dimensioni in un alternarsi di vedute dall’alto sulle cascate sottostanti. Una meritata sosta ci fa gustare un bagno gelido ma tonificante in queste acque. Dopo diverse ore di cammino riprendiamo il sentiero del ritorno consapevoli purtroppo di esserci lasciati alle spalle almeno un’altra quindicina di spettacolari salti d’acqua. Terminato il tour salutiamo la gestrice della guest house e riprendiamo gli scooter sulla via del ritorno. Dopo poche centinaia di metri rimango da solo in fondo al nostro piccolo gruppo e improvvisamente dalla foresta si alza un vento leggero ma rumoroso che mi attraversa completamente. Non è freddo ma rabbrividisco. Credo sia il saluto che questo magico posto mi vuole dare ed io ricambio promettendogli che tornerò. Sulla strada del ritorno ci fermiamo per una visita ad una simpatica comunità di forgiatori di pugnali e coltelli che con grande disponibilità ci mostrano con orgoglio la lavorazione del ferro su di una fucina a carbone. Arriviamo a Paksè praticamente al tramonto e dopo aver percorso lunghissimo ponte sul Mekong, quasi per caso imbocchiamo una strada che conduce su di una collina. Qui un enorme statua del Buddha domina la città mentre alle sue spalle il richiamo della preghiera serale proveniente da un tempio non può essere che la degna chiusura di un tour entusiasmante. Per un tour guidato del Bolaven Plateau, CLICCATE QUI Asian Itinerary ha alloggiato al Pakse Hotel Prenotate una stanza a Pakse a prezzi scontati QUI &#160;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/12670701_10209237525685899_1878983271400618654_n-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/12670701_10209237525685899_1878983271400618654_n-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/12670701_10209237525685899_1878983271400618654_n-75x75.jpg 75w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><div id="attachment_27112" style="width: 234px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_6355-224x300.jpg" rel="prettyphoto[27123]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-27112" class="size-medium wp-image-27113" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_6355-224x300.jpg" alt="Our scooters" width="224" height="300" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_6355-224x300.jpg 224w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_6355-112x150.jpg 112w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_6355-369x494.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_6355.jpg 448w" sizes="(max-width: 224px) 100vw, 224px" /></a><p id="caption-attachment-27112" class="wp-caption-text">I nostri scooters</p></div>
<p>Se pensate ad un viaggio in <a href="https://asianitinerary.com/it/category/laos-it/"><strong>Laos</strong></a> dovreste assolutamente organizzare un itinerario di alcuni giorni sul <strong>Bolaven Plateau</strong>. Questo rigoglioso altopiano a sud del <a href="https://asianitinerary.com/it/category/laos-it/"><strong>Laos</strong></a> che si estende dal fiume Mekong fino quasi ai confini con il <a href="https://asianitinerary.com/it/category/vietnam-it/"><strong>Vietnam</strong></a>, offre paesaggi ed incontri davvero unici.</p>
<p>La nostra esperienza inizia dopo aver noleggiato gli scooter nella città di <strong>Paksè</strong>, e da qui ci dirigiamo ad est verso la nostra prima tappa: <strong>Paksong</strong>. Già dopo pochi chilometri veniamo proiettati in un suggestivo ambiente rurale e la strada è un susseguirsi di piccoli villaggi, qualche bazar e templi buddisti. Al primo incrocio importante (strada nazionale 13 con strada nazionale 20) dopo diversi km ci fermiamo per una pausa. A fianco di alcuni banchetti gustiamo della squisita e coloratissima frutta fresca; qui assaggio per la prima volta il <strong>Jackfruit</strong>, il frutto più grande del mondo, assolutamente da provare.</p>
<div id="attachment_27096" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7360-300x200.jpg" rel="prettyphoto[27123]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-27096" class="size-medium wp-image-27097" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7360-300x200.jpg" alt="Intersection on the way to Tayicseua" width="300" height="200" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7360-300x200.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7360-768x512.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7360-600x400.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7360-150x100.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7360-369x246.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7360-770x514.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7360-285x190.jpg 285w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7360-236x156.jpg 236w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7360.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-27096" class="wp-caption-text">Incrocio sulla strada per Intersection on the way to Tayicseua</p></div>
<p>Ci rimettiamo sulla strada che inizia a salire dolcemente e dopo pochi chilometri veniamo attirati da un grande cartello che invita ad una deviazione per visitare le <strong>Tad Yuang waterfalls</strong>. Tutto il <a href="https://asianitinerary.com/it/category/laos-it/"><strong>Laos</strong></a> è ricco di impetuosi corsi d’acqua ma è qui, sul <strong>Bolaven Plateau</strong>, dove si possono trovare i più spettacolari. Un’escursione, se pur rapida, è d’obbligo; dopo la visita alle cascate lasciatevi incantare da alcuni bazar dove potrete ammirare le bellissime stoffe in seta delle popolazioni locali.</p>
<div id="attachment_27066" style="width: 210px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7316-200x300.jpg" rel="prettyphoto[27123]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-27066" class="size-medium wp-image-27067" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7316-200x300.jpg" alt="Driving through the outskirts of Pakse" width="200" height="300" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7316-200x300.jpg 200w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7316-100x150.jpg 100w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7316-369x554.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7316.jpg 400w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a><p id="caption-attachment-27066" class="wp-caption-text">In moto nella periferia di Paksè</p></div>
<p>Finalmente arriviamo a <strong>Paksong</strong> poco prima di pranzo e qui facciamo uno degli incontri più interessanti di tutto il tour. In questa piccola guest house sulla strada principale conosciamo Cana, una ragazza statunitense la quale, assieme ad altre persone, porta avanti un interessante progetto di volontariato a favore dei produttori locali di caffè riuniti in cooperativa. Vi invito davvero ad una sosta in questo ambiente magico e accogliente. Così, mentre degustate i loro diversi tipi di caffè preparati con arte, non mancate di farvi spiegare la storia ed i motivi del loro programma. Ne rimarrete davvero colpiti.</p>
<div id="attachment_27114" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/Tour-TAYICSEUA20160311_0014-300x200.jpg" rel="prettyphoto[27123]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-27114" class="size-medium wp-image-27115" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/Tour-TAYICSEUA20160311_0014-300x200.jpg" alt="At Jhai coffee cooperative" width="300" height="200" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/Tour-TAYICSEUA20160311_0014-300x200.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/Tour-TAYICSEUA20160311_0014-768x512.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/Tour-TAYICSEUA20160311_0014-600x400.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/Tour-TAYICSEUA20160311_0014-150x100.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/Tour-TAYICSEUA20160311_0014-369x246.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/Tour-TAYICSEUA20160311_0014-770x514.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/Tour-TAYICSEUA20160311_0014-285x190.jpg 285w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/Tour-TAYICSEUA20160311_0014-236x156.jpg 236w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/Tour-TAYICSEUA20160311_0014.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-27114" class="wp-caption-text">Alla Jhai coffee cooperative</p></div>
<p>Personalmente ho iniziato dal suo racconto a capire cos’è stato il dramma della guerra del <a href="https://asianitinerary.com/it/category/vietnam-it/"><strong>Vietnam</strong></a> anche per questo paese. In nove anni gli Stati Uniti riversarono sul <a href="https://asianitinerary.com/it/category/laos-it/"><strong>Laos</strong></a> più di 270 milioni di tonnellate di cluster bombs, le famigerate bombe a grappolo. A conflitto terminato la popolazione civile scoprì a sue spese e tragicamente che molti di quegli ordigni rimasero inesplosi, continuando a mietere vittime innocenti, molte delle quali bambini.</p>
<div id="attachment_27092" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/MG_1760-300x197.jpg" rel="prettyphoto[27123]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-27092" class="size-medium wp-image-27093" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/MG_1760-300x197.jpg" alt="Coffee plantation" width="300" height="197" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/MG_1760-300x197.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/MG_1760-768x504.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/MG_1760-600x394.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/MG_1760-150x98.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/MG_1760-369x242.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/MG_1760-770x505.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/MG_1760-236x156.jpg 236w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/MG_1760.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-27092" class="wp-caption-text">Piantagione di caffè</p></div>
<p>Lasciata <strong>Paksong</strong> inizia la parte più avventurosa del nostro tour e proseguendo verso est la strada diventa sempre meno trafficata. Veniamo proiettati in un ambiente del tutto diverso da quelli visti fin’ora. Si continua a salire arrivando a circa 1300mt slm e in certi momenti sembra più di essere in un ambiente alpino che in Asia se non fosse per le sterminate piantagioni di caffe. Boschi di pini e conifere da entrambe le parti, pochissime case isolate e ancor meno macchine sulla strada.</p>
<p>Arriviamo quasi all’imbrunire e dopo più di 100km alla nostra destinazione finale: <strong>Taycseua</strong>. Questa zona è al di fuori dei classici tour organizzati sul <strong>Bolaven Plateau</strong> e forse per questo è ancora uno dei suoi luoghi più selvaggi ed inesplorati.</p>
<div id="attachment_27068" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7330-2-300x200.jpg" rel="prettyphoto[27123]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-27068" class="size-medium wp-image-27069" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7330-2-300x200.jpg" alt="Observing the panorama at Tayicseua" width="300" height="200" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7330-2-300x200.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7330-2-768x512.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7330-2-600x400.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7330-2-150x100.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7330-2-369x246.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7330-2-770x514.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7330-2-285x190.jpg 285w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7330-2-236x156.jpg 236w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7330-2.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-27068" class="wp-caption-text">Osservando il panorama a Tayicseua</p></div>
<p>Imbocchiamo una strada sterrata di un impressionante colore rosso argilla attraversando canneti di bambù e villaggi isolati dai quali fanno capolino alcuni bambini incuriositi dal nostro passaggio. La vista è mozzafiato, foreste ovunque e, in lontananza, il rumore di un fiume che anticipa quello che sarà il <strong>trekking</strong> del giorno dopo.</p>
<p>Arriviamo alla guest house posta al centro di alcune capanne di bambù. Il posto è mistico. Ci accoglie una simpatica signora di <strong>Vientiane</strong> (la capitale del <a href="https://asianitinerary.com/it/category/laos-it/"><strong>Laos</strong></a>) che, in un ottimo inglese, ci spiega la storia e la filosofia legate alla sua scelta di vita e del perchè vivere in quel posto così isolato.</p>
<div id="attachment_27116" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/Tour-TAYICSEUA20160312_0053-300x200.jpg" rel="prettyphoto[27123]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-27116" class="size-medium wp-image-27117" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/Tour-TAYICSEUA20160312_0053-300x200.jpg" alt="Guest House at Tadyicseua" width="300" height="200" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/Tour-TAYICSEUA20160312_0053-300x200.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/Tour-TAYICSEUA20160312_0053-768x512.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/Tour-TAYICSEUA20160312_0053-600x400.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/Tour-TAYICSEUA20160312_0053-150x100.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/Tour-TAYICSEUA20160312_0053-369x246.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/Tour-TAYICSEUA20160312_0053-770x514.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/Tour-TAYICSEUA20160312_0053-285x190.jpg 285w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/Tour-TAYICSEUA20160312_0053-236x156.jpg 236w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/Tour-TAYICSEUA20160312_0053.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-27116" class="wp-caption-text">Guest House a Tayicseua</p></div>
<p>Pochissimi ospiti: alcuni leggono sdraiati su colorati tappeti aiutati solo dalla luce di una lampada a gas, altri praticano <strong>meditazione</strong> e <strong>yoga</strong> e tutt’attorno una meravigliosa sensazione di tranquillità interrotta solo dai rumori della foresta. È già buio e terminata l’ottima cena ci accomodiamo in un’accogliente capanna per la notte.</p>
<p>L&#8217;indomani mattina partiamo di buon’ora per quella che sarà la parte più avventurosa del nostro tour sul <strong>Bolaven Plateau</strong>. Scendiamo attraverso un sentiero che abbastanza agevolmente porta verso lo scrosciare di un fiume sempre più vicino. Inizia qui un percorso che, affiancando il corso d’acqua offre scenari mozzafiato con cascate che per decine di metri si riversano nel tratto successivo in mezzo a gole delle quali non si vede la fine. Siamo circondati da foresta e da bambù di grandi dimensioni in un alternarsi di vedute dall’alto sulle <strong>cascate</strong> sottostanti. Una meritata sosta ci fa gustare un bagno gelido ma tonificante in queste acque.</p>
<div id="attachment_27088" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7348-300x200.jpg" rel="prettyphoto[27123]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-27088" class="size-medium wp-image-27089" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7348-300x200.jpg" alt="One of the many Tadyicseua waterfalls" width="300" height="200" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7348-300x200.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7348-768x512.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7348-600x400.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7348-150x100.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7348-369x246.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7348-770x514.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7348-285x190.jpg 285w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7348-236x156.jpg 236w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/IMG_7348.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-27088" class="wp-caption-text">Una delle tante cascate a Tayicseua</p></div>
<p>Dopo diverse ore di cammino riprendiamo il sentiero del ritorno consapevoli purtroppo di esserci lasciati alle spalle almeno un’altra quindicina di spettacolari salti d’acqua. Terminato il tour salutiamo la gestrice della guest house e riprendiamo gli scooter sulla via del ritorno. Dopo poche centinaia di metri rimango da solo in fondo al nostro piccolo gruppo e improvvisamente dalla foresta si alza un vento leggero ma rumoroso che mi attraversa completamente. Non è freddo ma rabbrividisco. Credo sia il saluto che questo magico posto mi vuole dare ed io ricambio promettendogli che tornerò.</p>
<div id="attachment_27086" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/MG_1667-300x200.jpg" rel="prettyphoto[27123]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-27086" class="size-medium wp-image-27087" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/MG_1667-300x200.jpg" alt="Working on dagger making" width="300" height="200" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/MG_1667-300x200.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/MG_1667-768x512.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/MG_1667-600x400.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/MG_1667-150x100.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/MG_1667-369x246.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/MG_1667-770x514.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/MG_1667-285x190.jpg 285w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/MG_1667-236x156.jpg 236w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/12/MG_1667.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-27086" class="wp-caption-text">Forgiatore di coltelli all&#8217;opera</p></div>
<p>Sulla strada del ritorno ci fermiamo per una visita ad una simpatica comunità di forgiatori di pugnali e coltelli che con grande disponibilità ci mostrano con orgoglio la lavorazione del ferro su di una fucina a carbone.</p>
<p>Arriviamo a <strong>Paksè</strong> praticamente al tramonto e dopo aver percorso lunghissimo ponte sul <strong>Mekong</strong>, quasi per caso imbocchiamo una strada che conduce su di una collina. Qui un enorme statua del <strong>Buddha</strong> domina la città mentre alle sue spalle il richiamo della preghiera serale proveniente da un tempio non può essere che la degna chiusura di un tour entusiasmante.</p>
<p><strong>Per un tour guidato del Bolaven Plateau, <a href="https://asianitinerary.com/bolaven-plateau-discovery-tour/" target="_blank" rel="noopener">CLICCATE QUI</a></strong></p>
<p><strong>Asian Itinerary ha alloggiato al </strong><strong style="line-height: 1.5;"><a href="https://asianitinerary.com/pakse-hotel/" target="_blank" rel="noopener">Pakse Hotel</a></strong></p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Attraverso il Laos</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pluto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Oct 2013 03:10:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Laos]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Vita campestre]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/10/P9141311-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="Laos - Mercato locale" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/10/P9141311-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/10/P9141311-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/10/P9141311-50x50.jpg 50w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>Per la versione in ITALIANO dell&#8217;articolo sul Laos ENTRARE NELL&#8217;ARTICOLO.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/10/P9141311-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="Laos - Mercato locale" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/10/P9141311-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/10/P9141311-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/10/P9141311-50x50.jpg 50w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><h1 class="p1"><b>Per la versione in ITALIANO dell&#8217;articolo sul Laos </b><a href="https://percorsidiviaggio.com/attraverso-il-laos-verso-la-cina/" target="_blank" rel="noopener"><span class="s1"><b>ENTRARE NELL&#8217;ARTICOLO</b></span></a><b>.</b></h1>
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		<title>Il Triangolo d&#8217;Oro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jun 2013 15:16:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Laos]]></category>
		<category><![CDATA[Myanmar]]></category>
		<category><![CDATA[Thailandia]]></category>
		<category><![CDATA[Triangolo d'oro]]></category>
		<category><![CDATA[Thailand]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/06/IMG_7811-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/06/IMG_7811-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/06/IMG_7811-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2013/06/IMG_7811-50x50.jpg 50w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>Per la versione in ITALIANO sul Triangolo d&#8217;Oro, ENTRARE NELL’ARTICOLO.</p>
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