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	<title>Java Archives - Asian Itinerary</title>
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	<description>Travel, Holiday, Adventure</description>
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		<title>Kura Kura Sospesa tra mare e silenzio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pluto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2025 14:48:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Indonesia]]></category>
		<category><![CDATA[Java]]></category>
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		<category><![CDATA[Giava]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/DSC02826-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/DSC02826-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/DSC02826-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/DSC02826-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/DSC02826-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/DSC02826-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/DSC02826-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>Un volo di circa quaranta minuti su un piccolo aereo della compagnia Air Fast da Semarang (Java &#8211; Indonesia) a Karimunjawa, seguito da un’ora di navigazione in motoscafo, ed eccoci arrivati a Kura Kura. Raggiungerla non è semplicissimo: il percorso è complesso. Ma, come si dice, il paradiso non è mai facile da raggiungere. E paradiso lo è davvero: appena sbarcato sull’isola, oltre alle necessarie strutture che ti accoglieranno, ti si svela un Eden. Istintivamente, ti auguri di non incontrare Eva e il serpente — perché, per i quattro giorni previsti, vorresti solo una cosa: non perdere mai più questo angolo di mondo appena scoperto a causa di una mela proibita. Kura Kura, con le sue palme, il mare cristallino e la calma che avvolge ogni cosa, è un gioiello tropicale nascosto nel cuore del Mare di Giava, tra Giava e il Borneo. Un rifugio sospeso tra cielo, acqua e tranquillità, dove il tempo scorre ancora a misura d’uomo: quel ritmo naturale che la frenesia della vita moderna ci ha fatto dimenticare. Qui la natura è ancora padrona assoluta. Lo si nota nella crescita ribelle della vegetazione che, a dispetto degli sforzi dei giardinieri, continua a espandersi in totale anarchia; nel colore e nella trasparenza del mare che circonda l’isola; e nella barriera corallina che la avvolge e che si intravede in lontananza, lasciando immaginare la variegata vita che ospita. L’isola ospita un solo resort, di ottimo livello, che unisce lusso e sostenibilità. Le costruzioni si integrano con discrezione nel paesaggio, restituendo la sensazione di vivere un privilegio raro: un’esperienza autentica e rispettosa, in cui il comfort si fonde con la quiete intatta della natura circostante. Ci si muove lungo sentieri ombrosi, tra palme da cocco che si stagliano contro il cielo e forme di vegetazione tropicale così imponenti rispetto alle nostre piante da farti sentire piccolo, quasi proiettato in un mondo primordiale in cui la natura domina incontrastata e tu diventi un ospite ammaliato dalla sua potenza. Si costeggiano minuscole spiagge appartate, che danno l’illusione di avere una caletta privata per ogni cottage o villa e, ad ogni passo, il confine tra te e l’isola sembra assottigliarsi, fino a percepirti come parte del paesaggio stesso. Forse è davvero così che siamo stati in un tempo remoto: immersi in un mondo in cui il fruscio del mare e il ritmo lento della foresta ci accompagnavano senza chiedere nulla in cambio, in un altrove, come questo, che sembra esistere fuori dal tempo. Non c’è fretta a Kura Kura, e in effetti, in un posto così, quale fretta potrebbe esserci? Qui puoi riappropriarti degli spazi che la società ti ha negato e dei ritmi naturali che ti appartengono, ma che hai dimenticato. Così ti accorgi che la giornata può trascorrere semplicemente ascoltando il vento che attraversa la vegetazione o osservando il moto perpetuo delle onde che si infrangono dolcemente sulla riva. Ti sorprende la consapevolezza che anche solo passeggiare tra il verde o tuffarti nel mare sembri quasi un gesto superfluo: un’intrusione che rischia di turbare la poesia del luogo. Ma a Kura Kura si può andare oltre, e questo “oltre” si chiama Krakal: un’isola ancora più piccola, ancora più selvaggia, distante circa quaranta minuti di motoscafo, con l’ultima tratta percorsa in barca a remi a causa dei fondali bassi. Sbarcare a Krakal lascia senza fiato. L’isola si offre nel suo aspetto migliore: una sabbia così bianca che più bianca non si può e un mare talmente trasparente da sembrare un invito irresistibile a tuffarsi nelle sue acque calde e accoglienti. Chi va a Krakal lo fa per stare solo, con poche cose e senza rumori.  Molti ospiti del Kura Kura trascorrono qui una o più giornate per vivere un’esperienza alla Robinson Crusoe: niente elettricità, giornate scandite dall’alba e dal tramonto, e tre semplici capanne in legno che accolgono soltanto gruppi già formati: se l’isola è prenotata da due persone, ad esempio, per quei giorni rimarranno gli unici abitanti di Krakal. Soprattutto niente internet: per il tempo che scegli di restare, non c’è spazio né per i social né per WhatsApp. Le uniche concessioni al comfort sono un letto sormontato da una zanzariera, una piccola libreria e un telefono “primitivo” per contattare Kura Kura in caso di emergenza. “E per mangiare?”, ti chiederai. Semplice: quando vieni sbarcato sull’isola per la tua esperienza di “naufrago di lusso”, ti vengono consegnate scorte alimentari sufficienti per i giorni che vi trascorrerai. Naturalmente nulla vieta di pescare e cucinare il proprio pesce: ho intravisto una griglia artigianale e della legna in attesa solo di essere raccolta ma, piccolo particolare, non ho notato in giro canne da pesca. Il resto sono passeggiate, bagni di mare e di sole, qualche pagina di libro, forse momenti di riflessione che ti porteranno, inevitabilmente, a riscoprire te stesso… e poi il niente.  A Krakal non si fa nulla. Ed è proprio per questo che ne vale la pena. Tornare da Krakal a Kura Kura può sembrare come tornare dal Lesotho a New York: la sensazione è quella di un naufrago riportato all’impatto con la vita “civile”. Rivedi lo staff, quei pochi ospiti del resort, torni a pasti “normali”, ma senti dentro di te di aver vissuto un’esperienza e un’emozione straordinarie. Si torna alle uscite in barca, allo snorkeling e, se sei un sub, alle immersioni per esplorare il mondo sottomarino, sperando di incontrare, tra i colori dei coralli, qualche tartaruga o magari qualcosa di più. Intanto i giorni passano, e anche la permanenza a Kura Kura giunge al termine. E mentre navighi di nuovo sul mare di Giava, o galleggi nell’aria con l’aereo di Air Fast che ti riporta in dietro ti rimane la consapevolezza di aver vissuto un’esperienza più unica che rara. Una sensazione molto simile a quella che provi quando, al mattino, la sveglia interrompe bruscamente un sogno intenso e bellissimo, il cui ricordo ti accompagnerà per tutta la giornata, lasciando dentro di te una serenità gradevole e profonda. Ecco: Kura Kura, come quei sogni che svaniscono all’alba,...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/DSC02826-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/DSC02826-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/DSC02826-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/DSC02826-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/DSC02826-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/DSC02826-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/DSC02826-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><p>Un volo di circa quaranta minuti su un piccolo aereo della compagnia Air Fast da Semarang (<strong><a href="https://asianitinerary.com/it/category/java-it/">Java</a></strong> &#8211; <strong><a href="https://asianitinerary.com/it/category/indonesia-it/">Indonesia</a></strong>) a Karimunjawa, seguito da un’ora di navigazione in motoscafo, ed eccoci arrivati a Kura Kura. Raggiungerla non è semplicissimo: il percorso è complesso. Ma, come si dice, il paradiso non è mai facile da raggiungere.</p>
<p><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/P1180387-300x225.jpg" rel="prettyphoto[69972]"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-69967" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/P1180387-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/P1180387-300x225.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/P1180387-600x451.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/P1180387-150x113.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/P1180387-369x277.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/P1180387.jpg 640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>E paradiso lo è davvero: appena sbarcato sull’isola, oltre alle necessarie strutture che ti accoglieranno, ti si svela un Eden. Istintivamente, ti auguri di non incontrare Eva e il serpente — perché, per i quattro giorni previsti, vorresti solo una cosa: non perdere mai più questo angolo di mondo appena scoperto a causa di una mela proibita.</p>
<p>Kura Kura, con le sue palme, il mare cristallino e la calma che avvolge ogni cosa, è un gioiello tropicale nascosto nel cuore del Mare di Giava, tra Giava e il <strong><a href="https://asianitinerary.com/?s=borneo&amp;submit=">Borneo</a></strong>. Un rifugio sospeso tra cielo, acqua e tranquillità, dove il tempo scorre ancora a misura d’uomo: quel ritmo naturale che la frenesia della vita moderna ci ha fatto dimenticare.</p>
<p>Qui la natura è ancora padrona assoluta. Lo si nota nella crescita ribelle della vegetazione che, a dispetto degli sforzi dei giardinieri, continua a espandersi in totale anarchia; nel colore e nella trasparenza del mare che circonda l’isola; e nella barriera corallina che la avvolge e che si intravede in lontananza, lasciando immaginare la variegata vita che ospita.</p>
<p><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/P1180443-300x240.jpg" rel="prettyphoto[69972]"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-69968 alignright" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/P1180443-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/P1180443-300x240.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/P1180443-600x480.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/P1180443-150x120.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/P1180443-369x295.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/P1180443.jpg 640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>L’isola ospita un solo resort, di ottimo livello, che unisce lusso e sostenibilità. Le costruzioni si integrano con discrezione nel paesaggio, restituendo la sensazione di vivere un privilegio raro: un’esperienza autentica e rispettosa, in cui il comfort si fonde con la quiete intatta della natura circostante.</p>
<p>Ci si muove lungo sentieri ombrosi, tra palme da cocco che si stagliano contro il cielo e forme di vegetazione tropicale così imponenti rispetto alle nostre piante da farti sentire piccolo, quasi proiettato in un mondo primordiale in cui la natura domina incontrastata e tu diventi un ospite ammaliato dalla sua potenza.</p>
<p>Si costeggiano minuscole spiagge appartate, che danno l’illusione di avere una caletta privata per ogni cottage o villa e, ad ogni passo, il confine tra te e l’isola sembra assottigliarsi, fino a percepirti come parte del paesaggio stesso. Forse è davvero così che siamo stati in un tempo remoto: immersi in un mondo in cui il fruscio del mare e il ritmo lento della foresta ci accompagnavano senza chiedere nulla in cambio, in un altrove, come questo, che sembra esistere fuori dal tempo.<a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/P1180347-300x224.jpg" rel="prettyphoto[69972]"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-69966" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/P1180347-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/P1180347-300x224.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/P1180347-600x448.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/P1180347-150x112.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/P1180347-369x276.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/P1180347.jpg 640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>Non c’è fretta a Kura Kura, e in effetti, in un posto così, quale fretta potrebbe esserci? Qui puoi riappropriarti degli spazi che la società ti ha negato e dei ritmi naturali che ti appartengono, ma che hai dimenticato.</p>
<p>Così ti accorgi che la giornata può trascorrere semplicemente ascoltando il vento che attraversa la vegetazione o osservando il moto perpetuo delle onde che si infrangono dolcemente sulla riva. Ti sorprende la consapevolezza che anche solo passeggiare tra il verde o tuffarti nel mare sembri quasi un gesto superfluo: un’intrusione che rischia di turbare la poesia del luogo.</p>
<p><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/P1180470-225x300.jpg" rel="prettyphoto[69972]"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-69969 alignright" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/P1180470-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/P1180470-225x300.jpg 225w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/P1180470-113x150.jpg 113w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/P1180470-369x491.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/P1180470.jpg 481w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a></p>
<p>Ma a Kura Kura si può andare oltre, e questo “oltre” si chiama Krakal: un’isola ancora più piccola, ancora più selvaggia, distante circa quaranta minuti di motoscafo, con l’ultima tratta percorsa in barca a remi a causa dei fondali bassi.</p>
<p>Sbarcare a Krakal lascia senza fiato. L’isola si offre nel suo aspetto migliore: una sabbia così bianca che più bianca non si può e un mare talmente trasparente da sembrare un invito irresistibile a tuffarsi nelle sue acque calde e accoglienti.</p>
<p>Chi va a Krakal lo fa per stare solo, con poche cose e senza rumori.  Molti ospiti del Kura Kura trascorrono qui una o più giornate per vivere un’esperienza alla Robinson Crusoe: niente elettricità, giornate scandite dall’alba e dal tramonto, e tre semplici capanne in legno che accolgono soltanto gruppi già formati: se l’isola è prenotata da due persone, ad esempio, per quei giorni rimarranno gli unici abitanti di Krakal.</p>
<p>Soprattutto niente internet: per il tempo che scegli di restare, non c’è spazio né per i social né per WhatsApp. Le uniche concessioni al comfort sono un letto sormontato da una zanzariera, una piccola libreria e un telefono “primitivo” per contattare Kura Kura in caso di emergenza.</p>
<p><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/DSC02829-200x300.jpg" rel="prettyphoto[69972]"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-69965" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/DSC02829-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/DSC02829-200x300.jpg 200w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/DSC02829-100x150.jpg 100w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/DSC02829-369x554.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/DSC02829.jpg 426w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a></p>
<p>“E per mangiare?”, ti chiederai. Semplice: quando vieni sbarcato sull’isola per la tua esperienza di “naufrago di lusso”, ti vengono consegnate scorte alimentari sufficienti per i giorni che vi trascorrerai. Naturalmente nulla vieta di pescare e cucinare il proprio pesce: ho intravisto una griglia artigianale e della legna in attesa solo di essere raccolta ma, piccolo particolare, non ho notato in giro canne da pesca.</p>
<p>Il resto sono passeggiate, bagni di mare e di sole, qualche pagina di libro, forse momenti di riflessione che ti porteranno, inevitabilmente, a riscoprire te stesso… e poi il niente.  A Krakal non si fa nulla. Ed è proprio per questo che ne vale la pena.</p>
<p>Tornare da Krakal a Kura Kura può sembrare come tornare dal Lesotho a New York: la sensazione è quella di un naufrago riportato all’impatto con la vita “civile”.<br />
Rivedi lo staff, quei pochi ospiti del resort, torni a pasti “normali”, ma senti dentro di te di aver vissuto un’esperienza e un’emozione straordinarie.</p>
<p>Si torna alle uscite in barca, allo snorkeling e, se sei un sub, alle immersioni per esplorare il mondo sottomarino, sperando di incontrare, tra i colori dei coralli, qualche tartaruga o magari qualcosa di più.</p>
<p><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/DSC00641-300x200.jpg" rel="prettyphoto[69972]"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-69963 alignright" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/DSC00641-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/DSC00641-300x200.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/DSC00641-600x399.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/DSC00641-150x100.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/DSC00641-369x246.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/DSC00641-285x190.jpg 285w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/DSC00641-236x156.jpg 236w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/12/DSC00641.jpg 640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>Intanto i giorni passano, e anche la permanenza a Kura Kura giunge al termine.<br />
E mentre navighi di nuovo sul mare di Giava, o galleggi nell’aria con l’aereo di Air Fast che ti riporta in dietro ti rimane la consapevolezza di aver vissuto un’esperienza più unica che rara. Una sensazione molto simile a quella che provi quando, al mattino, la sveglia interrompe bruscamente un sogno intenso e bellissimo, il cui ricordo ti accompagnerà per tutta la giornata, lasciando dentro di te una serenità gradevole e profonda.</p>
<p>Ecco: Kura Kura, come quei sogni che svaniscono all’alba, ti resta dentro e ti fa sentire l’emozione del viaggio, anche quando il viaggio è ormai finito.</p>
<p><em>Photos by Guglielmo Zanchi (Pluto)</em></p>
<p>Qui puo guardare il video su Kura Kura di <strong><a href="https://www.fantasiaasia.com/">FantasiaAsia</a></strong>:</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Kura Kura Sospesa tra mare e silenzio" width="980" height="551" src="https://www.youtube.com/embed/oRYcpclLJi0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>PODCAST 16/24: GLI OSING DELL’ORIENTE DI JAVA</title>
		<link>https://asianitinerary.com/it/podcast-16-24-gli-osing-delloriente-di-java/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=podcast-16-24-gli-osing-delloriente-di-java</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Thomas Gennaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 May 2024 10:22:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Indonesia]]></category>
		<category><![CDATA[Java]]></category>
		<category><![CDATA[PODCAST]]></category>
		<category><![CDATA[Osing]]></category>
		<category><![CDATA[podcast]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://asianitinerary.com/?p=62070</guid>

					<description><![CDATA[<p>Clicca QUI per ascoltare il PODCAST in italiano sugli Osing dell&#8217;Oriente di Giava In questo podcast vi parleremo degli Osing, una popolazione originaria dell&#8217;estremità orientale dell&#8217;isola di Java in Indonesia che vivono nella reggenza di Banyuwangi. Il popolo Osing conta circa 400.000 persone che parlano la lingua Osing, ancora ampiamente utilizzata oggigiorno, un mix di giavanese e balinese. Gli Osing hanno un passato variegato e sono i discendenti del regno induista di Blambangan. Oggi, tuttavia, la maggior parte degli Osing si è convertita all’Islam, ma nonostante ciò riconosce ancora parte della propria eredità culturale, celebrata in cerimonie tradizionali. Per leggere l’articolo sugli Osing dell&#8217;Oriente di Giava, CLICCARE QUI. Seguici su PERCORSI DI VIAGGIO, i podcast di chi ama viaggiare!</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="https://open.spotify.com/episode/5cmiTPLGlIq1ljx4LzfYq4" target="_blank" rel="noopener">Clicca QUI per ascoltare il <strong>POD</strong><strong>CAST</strong> in italiano sugli Osing dell&#8217;Oriente di Giava</a></h2>
<p class="p1"><span class="s1">In questo podcast vi parleremo degli <strong>Osing</strong>, una popolazione originaria dell&#8217;estremità orientale dell&#8217;isola di <strong>Java</strong> in <a href="https://asianitinerary.com/it/tag/indonesia-it/"><strong>Indonesia</strong></a> che vivono nella reggenza di <em>Banyuwangi</em>. Il popolo <em>Osing</em> conta circa 400.000 persone che parlano la lingua <em>Osing</em>, ancora ampiamente utilizzata oggigiorno, un mix di giavanese e balinese. Gli <em>Osing</em> hanno un passato variegato e sono i discendenti del regno induista di <em>Blambangan</em>. Oggi, tuttavia, la maggior parte degli <em>Osing</em> si è convertita all’Islam, ma nonostante ciò riconosce ancora parte della propria eredità culturale, celebrata in cerimonie tradizionali.</span></p>
<h3>Per leggere l’articolo su<span class="s1">gli Osing dell&#8217;Oriente di Giava</span>, <a href="https://asianitinerary.com/it/gli-osing-delloriente-di-java/" target="_blank" rel="noopener">CLICCARE QUI</a>.</h3>
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		<title>GLI OSING DELL’ORIENTE DI JAVA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[David Metcalf]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jan 2018 18:52:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Indonesia]]></category>
		<category><![CDATA[Java]]></category>
		<category><![CDATA[Tours]]></category>
		<category><![CDATA[Travel]]></category>
		<category><![CDATA[Osing]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0181-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0181-2-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0181-2-75x75.jpg 75w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>&#8220;È una vita molto dura per noi lavoratori delle cave di zolfo&#8221;, dice Ali, &#8220;Ho dovuto interrompere il lavoro nella cava nel cratere Ijen quando avevo solo 35 anni perché la mia schiena era in cattive condizioni e anche il dolore alle gambe mi dava fastidio. Molti problemi.&#8221; Ali ora fa il portatore e ha rinunciato a trasportare 90 kg di zolfo ogni giorno, preferendo il compito più semplice di portare zaini da 20 kg. Vive in un piccolo villaggio vicino al cratere Ijen, vicino alla piccola città di Banyuwangi, East Java. Ali proviene dalla tribù Osing. Eccovi un articolo che esplora la cultura degli Osing, una comunità radicata nell&#8217;estremità orientale di Giava, Indonesia, precisamente nella reggenza di Banyuwangi. Con una popolazione di circa 400.000 persone, gli Osing mantengono viva la loro lingua omonima, un&#8217;interessante fusione di giavanese e balinese che risuona nelle loro conversazioni quotidiane. Questo gruppo etnico affonda le radici nel regno induista di Blambangan, incarnando un ricco patrimonio culturale che si riflette ancora oggi nelle loro cerimonie tradizionali, nonostante la maggior parte si sia convertita all&#8217;Islam nel corso dei secoli. La spiritualità gioca un ruolo significativo nella vita degli Osing, che si riflette nelle loro pratiche superstiziose e nelle credenze che mescolano Islam, induismo, buddhismo e animismo. Nei villaggi più tradizionali, le antiche tradizioni pre-islamiche, come la magia nera e i rituali in onore degli spiriti, persistono ancora oggi. Questo tessuto di credenze conferisce loro un legame profondo con i loro vicini balinesi, testimoniato dalla condivisione di un passato comune nel regno di Blambangan. La storia degli Osing è caratterizzata da una resistenza indomita contro gli attacchi dei Demak e dei Mataram, che ha segnato il loro passaggio attraverso i secoli. Nonostante la sconfitta del loro regno nel 1640, gli Osing continuano a mantenere saldo il loro legame con l&#8217;induismo, testimoniato da cerimonie di passaggio colorate e festose che mescolano elementi tradizionali giavanese con tocchi islamici. Le celebrazioni di passaggio, come la circoncisione, sono momenti di gioia e comunità, dove i bambini vengono trattati con grande rispetto e venerazione. Le famiglie offrono uno slametan, un banchetto tradizionale che si ritiene placare gli spiriti e portare fortuna al villaggio. Queste cerimonie rappresentano un&#8217;opportunità per la comunità di riunirsi e celebrare la loro cultura vibrante. Oltre alle sue ricche tradizioni culturali, la regione di Banyuwangi offre una bellezza naturale mozzafiato, con paesaggi di terrazzamenti di riso, vulcani imponenti e spiagge incantevoli. È un&#8217;oasi di tranquillità in un&#8217;isola densamente popolata, dove è possibile esplorare i suoi cinque parchi nazionali e riserve. Gli Osing accolgono i visitatori con calore e ospitalità, offrendo loro l&#8217;opportunità di immergersi nella cultura locale e scoprire la magia di Giava. Il governo locale si impegna a promuovere il turismo attraverso una serie di eventi culturali e un aeroporto operativo nelle vicinanze. In definitiva, gli Osing incarnano una preziosa eredità culturale, arricchita dalla loro convivenza armoniosa con l&#8217;ambiente e i loro vicini. La loro cultura aperta e generosa offre ai visitatori un&#8217;esperienza autentica e indimenticabile, rendendo Banyuwangi una destinazione imperdibile per coloro che desiderano scoprire la vera essenza della Giava.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0181-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0181-2-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0181-2-75x75.jpg 75w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><div id="attachment_29698" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-29698" class="size-medium wp-image-29698" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC4447-1024x560-300x164.jpg" alt="" width="300" height="164" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC4447-1024x560-300x164.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC4447-1024x560-768x420.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC4447-1024x560-600x329.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC4447-1024x560-150x82.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC4447-1024x560-369x202.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC4447-1024x560-770x422.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC4447-1024x560.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-29698" class="wp-caption-text">Un Osing al lavoro che trasporta blocchi di zolfo</p></div>
<p class="p1"><span class="s1">&#8220;È una vita molto dura per noi lavoratori delle cave di zolfo&#8221;, dice Ali, &#8220;Ho dovuto interrompere il lavoro nella cava nel cratere <strong>Ijen</strong> quando avevo solo 35 anni perché la mia schiena era in cattive condizioni e anche il dolore alle gambe mi dava fastidio. Molti problemi.&#8221; Ali ora fa il portatore e ha rinunciato a trasportare 90 kg di zolfo ogni giorno, preferendo il compito più semplice di portare zaini da 20 kg. Vive in un piccolo villaggio vicino al cratere Ijen, vicino alla piccola città di <strong>Banyuwangi</strong>, East <strong>Java</strong>. Ali proviene dalla tribù <strong>Osing</strong>.</span></p>
<div id="attachment_29697" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-29697" class="size-medium wp-image-29697" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0421-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0421-300x200.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0421-768x512.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0421-600x400.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0421-150x100.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0421-369x246.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0421-770x514.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0421-285x190.jpg 285w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0421-236x156.jpg 236w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0421.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-29697" class="wp-caption-text">Un rituale Osing in onore degli spiriti</p></div>
<p class="p1"><span class="s1">Eccovi un articolo che esplora la cultura degli Osing, una comunità radicata nell&#8217;estremità orientale di <strong>Giava</strong>, <a href="https://asianitinerary.com/it/tag/indonesia-it/"><strong>Indonesia</strong></a>, precisamente nella reggenza di Banyuwangi. Con una popolazione di circa 400.000 persone, gli Osing mantengono viva la loro lingua omonima, un&#8217;interessante fusione di giavanese e balinese che risuona nelle loro conversazioni quotidiane. Questo gruppo etnico affonda le radici nel regno induista di <strong>Blambangan</strong>, incarnando un ricco patrimonio culturale che si riflette ancora oggi nelle loro cerimonie tradizionali, nonostante la maggior parte si sia convertita all&#8217;Islam nel corso dei secoli.</span></p>
<div id="attachment_29695" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-29695" class="size-medium wp-image-29695" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0285-300x239.jpg" alt="" width="300" height="239" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0285-300x239.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0285-600x478.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0285-150x120.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0285-369x294.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0285.jpg 753w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-29695" class="wp-caption-text">Gli Osing condividono forti legami con i loro vicini balinesi</p></div>
<p class="p1"><span class="s1">La spiritualità gioca un ruolo significativo nella vita degli Osing, che si riflette nelle loro pratiche superstiziose e nelle credenze che mescolano Islam, induismo, buddhismo e animismo. Nei villaggi più tradizionali, le antiche tradizioni pre-islamiche, come la magia nera e i rituali in onore degli spiriti, persistono ancora oggi. Questo tessuto di credenze conferisce loro un legame profondo con i loro vicini balinesi, testimoniato dalla condivisione di un passato comune nel regno di Blambangan.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">La storia degli Osing è caratterizzata da una resistenza indomita contro gli attacchi dei Demak e dei Mataram, che ha segnato il loro passaggio attraverso i secoli. Nonostante la sconfitta del loro regno nel 1640, gli Osing continuano a mantenere saldo il loro legame con l&#8217;induismo, testimoniato da cerimonie di passaggio colorate e festose che mescolano elementi tradizionali giavanese con tocchi islamici.</span></p>
<div id="attachment_29696" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-29696" class="size-medium wp-image-29696" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0320-300x156.jpg" alt="" width="300" height="156" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0320-300x156.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0320-768x399.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0320-600x312.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0320-150x78.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0320-369x192.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0320-770x400.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0320.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-29696" class="wp-caption-text">Gente Osing durante una coloratissima processione</p></div>
<p class="p1"><span class="s1">Le celebrazioni di passaggio, come la circoncisione, sono momenti di gioia e comunità, dove i bambini vengono trattati con grande rispetto e venerazione. Le famiglie offrono uno <em>slametan</em>, un banchetto tradizionale che si ritiene placare gli spiriti e portare fortuna al villaggio. Queste cerimonie rappresentano un&#8217;opportunità per la comunità di riunirsi e celebrare la loro cultura vibrante.</span></p>
<div id="attachment_29693" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-29693" class="size-medium wp-image-29693" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0181-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0181-2-300x200.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0181-2-768x512.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0181-2-600x400.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0181-2-150x100.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0181-2-369x246.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0181-2-770x514.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0181-2-285x190.jpg 285w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0181-2-236x156.jpg 236w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0181-2.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-29693" class="wp-caption-text">Una giovane Osing partecipa al festival</p></div>
<p class="p1"><span class="s1">Oltre alle sue ricche tradizioni culturali, la regione di <strong>Banyuwangi</strong> offre una bellezza naturale mozzafiato, con paesaggi di terrazzamenti di riso, vulcani imponenti e spiagge incantevoli. È un&#8217;oasi di tranquillità in un&#8217;isola densamente popolata, dove è possibile esplorare i suoi cinque parchi nazionali e riserve.</span></p>
<div id="attachment_29692" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-29692" class="size-medium wp-image-29692" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0054-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0054-2-300x200.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0054-2-768x512.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0054-2-600x400.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0054-2-150x100.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0054-2-369x246.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0054-2-770x514.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0054-2-285x190.jpg 285w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0054-2-236x156.jpg 236w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0054-2.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-29692" class="wp-caption-text">Suonatore di tamburi Osing</p></div>
<p class="p1"><span class="s1">Gli Osing accolgono i visitatori con calore e ospitalità, offrendo loro l&#8217;opportunità di immergersi nella cultura locale e scoprire la magia di Giava. Il governo locale si impegna a promuovere il turismo attraverso una serie di eventi culturali e un aeroporto operativo nelle vicinanze.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">In definitiva, gli <strong>Osing</strong> incarnano una preziosa eredità culturale, arricchita dalla loro convivenza armoniosa con l&#8217;ambiente e i loro vicini. La loro cultura aperta e generosa offre ai visitatori un&#8217;esperienza autentica e indimenticabile, rendendo Banyuwangi una destinazione imperdibile per coloro che desiderano scoprire la vera essenza della <strong>Giava</strong>.</span></p>
<p>The post <a href="https://asianitinerary.com/it/gli-osing-delloriente-di-java/">GLI OSING DELL’ORIENTE DI JAVA</a> appeared first on <a href="https://asianitinerary.com/it/">Asian Itinerary</a>.</p>
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