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	<title>Culture Archives - Asian Itinerary</title>
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	<description>Travel, Holiday, Adventure</description>
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		<title>Bukhara sussurra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pluto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2025 11:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Bukhara]]></category>
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		<category><![CDATA[Uzbekistan]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200268-min-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200268-min-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200268-min-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200268-min-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200268-min-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200268-min-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200268-min-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>“Samarcanda è la meraviglia della terra, ma Bukhara è la meraviglia dello spirito”. (Proverbio uzbeko) Una notte a Bukhara, storia a Tashkent La notte del 26 ottobre 2024, verso l’una, mentre dormivo profondamente nell’accogliente stanza del Minzifa Hotel, a Bukhara, la storia mi passava ancora una volta accanto. A Tashkent, capitale dell’Uzbekistan, due persone tentavano — senza successo — di uccidere Komil Allamjonov, uno dei politici riformisti più importanti del Paese. Non sarà stata la caduta del Muro di Berlino, ma per l’Uzbekistan si è trattato certamente di un momento storicamente significativo. Per me, invece, è stato un episodio curioso, di cui sono venuto a conoscenza soltanto dopo avere lasciato il Paese, e che mi piace raccontare, almeno per accennarlo. Intrighi politici e destini fragili Il tentato omicidio, di cui ho saputo grazie al podcast “Altri Orienti” (episodio 107 – “Il complotto uzbeko”), parla di intrecci politici, connessioni internazionali, servizi segreti e tutto ciò che può affascinare chi ama i retroscena e la dietrologia. Ma al di là delle teorie del complotto, l&#8217;attentato racconta un Paese che vive le sue passioni politiche senza troppi scrupoli, attraversando ancora una fase di transizione nel lungo periodo post-sovietico: un equilibrio instabile tra una certa staticità e un programma di modernizzazione, tra alleanze internazionali che, inevitabilmente, ne condizioneranno il futuro — un futuro che potrebbe guardare verso l’Europa. Camminando lungo la Via della Seta Io, intanto, a soli 570 chilometri da quel &#8220;fattaccio&#8221;, me la dormivo alla grande, in una stanza calda che mi proteggeva da un freddo a cui non sono affatto abituato. Dormivo il sonno dei giusti, il sonno del viaggiatore che ha camminato in lungo e in largo, a piedi, in quella città che un tempo fu calpestata dagli zoccoli dei cavalli di Gengis Khan — che ne fu il distruttore — e da quelli di Tamerlano, che invece contribuì a far rinascere il Paese, soprattutto dal punto di vista culturale. Calpestata, soprattutto, dagli zoccoli dei cammelli e dalle impronte di mercanti e viaggiatori che, trasportando merci tra la Cina e l’Occidente, tracciarono le vie della leggendaria “Via della Seta”. E quale destinazione migliore per chi ama viaggiare, dell’Uzbekistan — che sia Bukhara o Samarcanda — per assaporare davvero il gusto del viaggio? Dove, se non lungo la Via della Seta, ci si può sentire parte di quella comunità ideale di donne e uomini che hanno attraversato i confini del tempo, affrontando terre sconosciute, deserti insidiosi, passi montani e predoni, per raggiungere una meta? Poco importa se per amore della scoperta o del profitto: si tratta comunque di un movimento antico, eroico, profondamente umano. Respirando l&#8217;anima del viaggio Eh già… passeggiando per le vie della parte vecchia di Bukhara, tra quelle case antiche, quasi diroccate, con le grondaie che riversano l’acqua piovana direttamente nel mezzo della strada, che l’UNESCO (o chi per lei) cerca di restaurare, tra le tonalità sabbia di edifici costruiti con mattoni di fango e paglia, tra l’odore del pane locale appeso alle porte, che al mattino si diffonde per le strade come profumo di vita — lì si respira davvero l’essenza del viaggio. Quasi ti aspetti di vedere arrivare da Est una carovana di cammelli, di sentire nell’aria il profumo delle spezie, e il vociare concitato delle contrattazioni tra mercanti. Mercanti e Souvenir In realtà, i mercanti ci sono eccome. Vendono spezie, certo, ma soprattutto souvenir per le nuove carovane di turisti che cominciano ad attraversare il Paese. Le bancarelle spuntano ovunque, anche nei cortili interni delle madrase — le scuole coraniche dalle facciate imponenti — e qualche reminiscenza di catechismo fa sorgere spontaneo un dubbio: come mai nessun profeta ha mai pensato di cacciare i mercanti dal tempio? Dicevamo: i mercanti ci sono, e vendono i tipici colbacchi uzbeki, sciarpe di seta e di cotone — di cui l’Uzbekistan è uno dei maggiori produttori mondiali — e le rinomate pellicce di astrakan, tanto pregiate quanto cruente, al punto che se la gente sapesse davvero quanto sangue costano, probabilmente non solo non le comprerebbe, ma eviterebbe persino di avvicinarsi alle bancarelle che le espongono. Vendono dipinti — di cui sono letteralmente ghiotto — libri, ceramiche con cammelli e carovane, e naturalmente i moderni magneti da frigo, amatissimi dal turista medio. È piacevole curiosare tra oggetti e cianfrusaglie, bighellonare da un negozietto all’altro, accompagnati dalla presenza discreta del venditore, che non ti assilla. Certo, però: appena compri anche solo uno spillo, viene fuori tutta la loro abilità, e finisci per uscire dal negozio carico di oggetti inutili che — facendo di necessità virtù — ti convinci siano proprio i ricordini perfetti da portare al tuo staff… o alla tua vecchia vicina di casa sempre cosi’ gentile. Del resto, siamo pur sempre in una città di commerci, no? Dai mercati ai monumenti E proprio mentre ti lasci alle spalle il brusio sommesso delle bancarelle, il profumo dolciastro delle spezie e il tintinnio discreto dei souvenir, è lì che Bukhara si svela nella sua veste più solenne. Come un sipario che si apre lentamente, le strade si allargano e lasciano spazio a visioni di cupole azzurre, minareti slanciati e portali istoriati che sembrano usciti da un sogno antico. È il momento in cui il chiacchiericcio del mercato si spegne alle spalle, e si entra nel regno della storia vera, quella incisa nella pietra e nelle maioliche. Ogni passo ti porta più vicino a un mondo che ha visto califfi, emiri, poeti, invasori e sapienti passare sotto le stesse arcate, sedersi negli stessi cortili, pregare negli stessi silenzi. Ed è allora che Bukhara mostra il suo volto più affascinante: quello dei suoi monumenti che, se già di giorno attirano l’occhio con la loro maestosità, al calar del sole si trasformano in custodi di un tempo sospeso, dove ogni mattone, ogni mosaico, ogni arco racconta la sua storia millenaria. Guardiani del Tempo al Tramonto La luce dorata del tramonto accarezza le cupole delle madrase, tingendole di riflessi cobalto e turchese che sembrano accendersi dal dentro. I minareti, alti e severi come sentinelle del...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200268-min-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200268-min-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200268-min-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200268-min-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200268-min-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200268-min-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200268-min-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><p>“<em>Samarcanda è la meraviglia della terra, ma <strong>Bukhara</strong> è la meraviglia dello spirito</em>”.</p>
<p>(Proverbio uzbeko)</p>
<h3>Una notte a Bukhara, storia a Tashkent</h3>
<p>La notte del 26 ottobre 2024, verso l’una, mentre dormivo profondamente nell’accogliente stanza del <strong>Minzifa Hotel</strong>, a <strong>Bukhara</strong>, la storia mi passava ancora una volta accanto.<br />
A <strong>Tashkent,</strong> capitale dell’<a href="https://asianitinerary.com/category/uzbekistan/"><strong>Uzbekistan</strong></a>, due persone tentavano — senza successo — di uccidere Komil Allamjonov, uno dei politici riformisti più importanti del Paese.<br />
Non sarà stata la caduta del Muro di Berlino, ma per l’Uzbekistan si è trattato certamente di un momento storicamente significativo. Per me, invece, è stato un episodio curioso, di cui sono venuto a conoscenza soltanto dopo avere lasciato il Paese, e che mi piace raccontare, almeno per accennarlo.</p>
<h3>Intrighi politici e destini fragili</h3>
<div id="attachment_68629" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200039-min-300x225.jpg" rel="prettyphoto[69846]"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-68629" class="size-medium wp-image-68629" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200039-min-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200039-min-300x225.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200039-min-768x577.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200039-min-600x451.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200039-min-150x113.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200039-min-369x277.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200039-min-770x578.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200039-min.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-68629" class="wp-caption-text">Complesso Memoriale di Imam Al Bukhari a Bukhara, Uzbekistan.</p></div>
<p>Il tentato omicidio, di cui ho saputo grazie al podcast “Altri Orienti” (episodio 107 – “Il complotto uzbeko”), parla di intrecci politici, connessioni internazionali, servizi segreti e tutto ciò che può affascinare chi ama i retroscena e la dietrologia.<br />
Ma al di là delle teorie del complotto, l&#8217;attentato racconta un Paese che vive le sue passioni politiche senza troppi scrupoli, attraversando ancora una fase di transizione nel lungo periodo post-sovietico: un equilibrio instabile tra una certa staticità e un programma di modernizzazione, tra alleanze internazionali che, inevitabilmente, ne condizioneranno il futuro — un futuro che potrebbe guardare verso l’Europa.</p>
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<h3>Camminando lungo la Via della Seta</h3>
</div>
</div>
<div id="attachment_68628" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200024-min-300x225.jpg" rel="prettyphoto[69846]"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-68628" class="size-medium wp-image-68628" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200024-min-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200024-min-300x225.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200024-min-768x577.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200024-min-600x451.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200024-min-150x113.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200024-min-369x277.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200024-min-770x578.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200024-min.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-68628" class="wp-caption-text">Vista interna della Mausoleo Samanide a Bukhara.</p></div>
<p>Io, intanto, a soli 570 chilometri da quel &#8220;fattaccio&#8221;, me la dormivo alla grande, in una stanza calda che mi proteggeva da un freddo a cui non sono affatto abituato.<br />
Dormivo il sonno dei giusti, il sonno del viaggiatore che ha camminato in lungo e in largo, a piedi, in quella città che un tempo fu calpestata dagli zoccoli dei cavalli di Gengis Khan — che ne fu il distruttore — e da quelli di Tamerlano, che invece contribuì a far rinascere il Paese, soprattutto dal punto di vista culturale.<br />
Calpestata, soprattutto, dagli zoccoli dei cammelli e dalle impronte di mercanti e viaggiatori che, trasportando merci tra la Cina e l’Occidente, tracciarono le vie della leggendaria “<strong>Via della Seta</strong>”.</p>
<p>E quale destinazione migliore per chi ama viaggiare, dell’Uzbekistan — che sia Bukhara o <strong>Samarcanda</strong> — per assaporare davvero il gusto del viaggio?<br />
Dove, se non lungo la Via della Seta, ci si può sentire parte di quella comunità ideale di donne e uomini che hanno attraversato i confini del tempo, affrontando terre sconosciute, deserti insidiosi, passi montani e predoni, per raggiungere una meta? Poco importa se per amore della scoperta o del profitto: si tratta comunque di un movimento antico, eroico, profondamente umano.</p>
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<h3>Respirando l&#8217;anima del viaggio</h3>
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</div>
<div id="attachment_68624" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1190894-min-300x225.jpg" rel="prettyphoto[69846]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-68624" class="size-medium wp-image-68624" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1190894-min-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1190894-min-300x225.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1190894-min-768x577.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1190894-min-600x451.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1190894-min-150x113.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1190894-min-369x277.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1190894-min-770x578.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1190894-min.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-68624" class="wp-caption-text">L&#8217;Ensemble Khoja Gaukushan a Bukhara</p></div>
<p>Eh già… passeggiando per le vie della parte vecchia di Bukhara, tra quelle case antiche, quasi diroccate, con le grondaie che riversano l’acqua piovana direttamente nel mezzo della strada, che l’<strong><a href="https://asianitinerary.com/category/unesco/">UNESCO</a></strong> (o chi per lei) cerca di restaurare, tra le tonalità sabbia di edifici costruiti con mattoni di fango e paglia, tra l’odore del pane locale appeso alle porte, che al mattino si diffonde per le strade come profumo di vita — lì si respira davvero l’essenza del viaggio.<br />
Quasi ti aspetti di vedere arrivare da Est una carovana di cammelli, di sentire nell’aria il profumo delle spezie, e il vociare concitato delle contrattazioni tra mercanti.</p>
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<div class="markdownContainer">
<h3>Mercanti e Souvenir</h3>
</div>
</div>
<p>In realtà, i mercanti ci sono eccome. Vendono spezie, certo, ma soprattutto souvenir per le nuove carovane di turisti che cominciano ad attraversare il Paese.<br />
Le bancarelle spuntano ovunque, anche nei cortili interni delle madrase — le scuole coraniche dalle facciate imponenti — e qualche reminiscenza di catechismo fa sorgere spontaneo un dubbio: come mai nessun profeta ha mai pensato di cacciare i mercanti dal tempio?</p>
<div id="attachment_68631" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-68631" class="wp-image-68631 size-medium" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200117-min-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200117-min-225x300.jpg 225w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200117-min-113x150.jpg 113w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200117-min-369x491.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200117-min.jpg 601w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /><p id="caption-attachment-68631" class="wp-caption-text">Turismo a Bukhara Uzbekistan</p></div>
<p>Dicevamo: i mercanti ci sono, e vendono i tipici colbacchi uzbeki, sciarpe di seta e di cotone — di cui l’Uzbekistan è uno dei maggiori produttori mondiali — e le rinomate pellicce di astrakan, tanto pregiate quanto cruente, al punto che se la gente sapesse davvero quanto sangue costano, probabilmente non solo non le comprerebbe, ma eviterebbe persino di avvicinarsi alle bancarelle che le espongono.</p>
<p>Vendono dipinti — di cui sono letteralmente ghiotto — libri, ceramiche con cammelli e carovane, e naturalmente i moderni magneti da frigo, amatissimi dal turista medio.</p>
<p>È piacevole curiosare tra oggetti e cianfrusaglie, bighellonare da un negozietto all’altro, accompagnati dalla presenza discreta del venditore, che non ti assilla.</p>
<p>Certo, però: appena compri anche solo uno spillo, viene fuori tutta la loro abilità, e finisci per uscire dal negozio carico di oggetti inutili che — facendo di necessità virtù — ti convinci siano proprio i ricordini perfetti da portare al tuo staff… o alla tua vecchia vicina di casa sempre cosi’ gentile.<br />
Del resto, siamo pur sempre in una città di commerci, no?</p>
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<h3>Dai mercati ai monumenti</h3>
</div>
</div>
<div id="attachment_68634" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200202-min-300x222.jpg" rel="prettyphoto[69846]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-68634" class="size-medium wp-image-68634" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200202-min-300x222.jpg" alt="" width="300" height="222" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200202-min-300x222.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200202-min-768x569.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200202-min-600x445.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200202-min-150x111.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200202-min-369x274.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200202-min-770x571.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200202-min.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-68634" class="wp-caption-text">La Madrasa Mir-i-Arab a Bukhara, in Uzbekistan, con le sue iconiche cupole turchesi.</p></div>
<p>E proprio mentre ti lasci alle spalle il brusio sommesso delle bancarelle, il profumo dolciastro delle spezie e il tintinnio discreto dei souvenir, è lì che Bukhara si svela nella sua veste più solenne. Come un sipario che si apre lentamente, le strade si allargano e lasciano spazio a visioni di cupole azzurre, minareti slanciati e portali istoriati che sembrano usciti da un sogno antico.</p>
<p>È il momento in cui il chiacchiericcio del mercato si spegne alle spalle, e si entra nel regno della storia vera, quella incisa nella pietra e nelle maioliche. Ogni passo ti porta più vicino a un mondo che ha visto califfi, emiri, poeti, invasori e sapienti passare sotto le stesse arcate, sedersi negli stessi cortili, pregare negli stessi silenzi.</p>
<p>Ed è allora che Bukhara mostra il suo volto più affascinante: quello dei suoi monumenti che, se già di giorno attirano l’occhio con la loro maestosità, al calar del sole si trasformano in custodi di un tempo sospeso, dove ogni mattone, ogni mosaico, ogni arco racconta la sua storia millenaria.</p>
<h3 data-start="1614" data-end="1647"><strong>Guardiani del Tempo al Tramonto</strong></h3>
<div id="attachment_68633" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200194-min-225x300.jpg" rel="prettyphoto[69846]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-68633" class="size-medium wp-image-68633" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200194-min-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200194-min-225x300.jpg 225w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200194-min-113x150.jpg 113w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200194-min-369x491.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2025/09/P1200194-min.jpg 601w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a><p id="caption-attachment-68633" class="wp-caption-text">Il Minareto di Kalyan si erge in modo imponente e presenta intricati motivi geometrici.</p></div>
<p>La luce dorata del tramonto accarezza le cupole delle madrase, tingendole di riflessi cobalto e turchese che sembrano accendersi dal dentro. I minareti, alti e severi come sentinelle del sapere, proiettano ombre lunghe sui selciati antichi, mentre una fredda brezza porta con sé frammenti di calligrafie sacre e il profumo dell’incenso bruciato nei suk.</p>
<p>È in questi momenti che Bukhara non è più solo una città: diventa un sogno a occhi aperti, un labirinto di emozioni dove passato e presente si intrecciano senza soluzione di continuità. Il <strong>Lyabi-Hauz</strong>, con la sua vasca specchiante circondata da platani secolari, accoglie i visitatori come un&#8217;oasi di pace in mezzo al fluire del tempo. Le madrase di <strong>Ulugh Beg</strong> e <strong>Abdulaziz Khan</strong>, fronteggiate come guardiani di una conoscenza perduta, sussurrano di studenti che apprendevano l’astronomia quando l’Europa era ancora nel Medioevo.</p>
<p>E poi c’è la <strong>Po-i-Kalyan</strong>, la “Grande Piazza”, dominata dal minareto <strong>Kalyan</strong>, costruito nel XII secolo e sopravvissuto alla furia di Gengis Khan, che – si dice – lo risparmiò perché “troppo bello per essere distrutto”. È qui che senti veramente il respiro della storia: un luogo dove ogni pietra è stata testimone di conquiste, preghiere, mercati, rivoluzioni.</p>
<h3 data-start="1704" data-end="1731"><strong>Ascoltare la Città</strong></h3>
<p>Bukhara non si visita soltanto con gli occhi:</p>
<p>si ascolta nel silenzio tra un passo e l’altro,</p>
<p>si sente nell’aria che sa di spezie e antichità,</p>
<p>si vive nel battito del cuore che accelera quando, voltando un angolo, ti trovi di fronte a una cupola che sembra dipinta dal cielo.</p>
<p>È una città che non grida.</p>
<p>Sussurra.<br />
Ma se sai ascoltare, ti rivela tutto.</p>
<p><em>Foto di Guglielmo Zanchi (Pluto)</em></p>
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		<title>L&#8217;etnia Gurung del Nepal: Custodi della Tradizione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Thomas Gennaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Dec 2023 20:47:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Nepal]]></category>
		<category><![CDATA[culture]]></category>
		<category><![CDATA[Gurung]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/22-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/22-150x150.jpeg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/22-75x75.jpeg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/22-24x24.jpeg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/22-48x48.jpeg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/22-96x96.jpeg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/22-300x300.jpeg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>Nascosti tra le maestose vette dell&#8217;Himalaya, gli abitanti delle remote comunità Gurung del Nepal incarnano una ricca cultura che si intreccia con le montagne che chiamano casa. Questa etnia, nota per la loro resilienza e adattabilità, ha mantenuto tradizioni millenarie che spesso svelano la loro profonda connessione con la natura circostante. Tra le loro pratiche più distintive e misteriose, la raccolta del miele allucinogeno occupa un posto di rilievo. I Gurung sono conosciuti per la loro abilità unica nella raccolta del miele delle gigantesche api dell&#8217;Himalaya, un&#8217;arte tramandata da generazioni. Ma ciò che rende questa pratica ancora più affascinante è il tipo speciale di miele che cercano: il miele allucinogeno, noto localmente come &#8220;mad honey&#8221; o &#8220;miele pazzo&#8221;. Questo miele, prodotto dalle api Apis dorsata laboriosa, contiene una sostanza psicoattiva chiamata grayanotossina, derivata dal polline di rododendro che le api raccolgono. La raccolta di questo miele è un&#8217;impresa rischiosa e richiede un coraggio straordinario da parte dei Gurung. Le api giganti sono infide guardiane del loro prezioso alveare, e per raggiungere il nettare, i raccoglitori devono arrampicarsi su ripide pareti rocciose, spesso a centinaia di metri di altezza, protetti solo da rudimentali cesti di vimini e fumi di erbe per placare le api. Nonostante i rischi, la ricompensa è considerata degna, poiché il miele allucinogeno è altamente ricercato per le sue presunte proprietà medicinali e psicoattive. La tradizione della raccolta del miele allucinogeno tra i Gurung è intrisa di miti e leggende. Si dice che il consumo moderato di questo miele abbia effetti stimolanti e rinvigorenti, ma anche visioni e allucinazioni che portano coloro che lo assumono in uno stato di coscienza alterata. È stato riportato che i Gurung utilizzano il miele pazzo in cerimonie religiose, rituali sciamanici e persino come afrodisiaco. Tuttavia, con l&#8217;avvento della modernizzazione e i cambiamenti ambientali, la pratica della raccolta del miele allucinogeno tra i Gurung è minacciata. La deforestazione, l&#8217;inquinamento e il cambiamento climatico mettono a rischio gli habitat delle api e dei rododendri, compromettendo la produzione del prezioso nettare. Inoltre, le restrizioni normative e i crescenti rischi per la sicurezza stanno riducendo il numero di raccoglitori disposti a intraprendere questa impresa pericolosa. Nonostante le sfide, i Gurung rimangono devoti custodi della loro tradizione millenaria. La raccolta del miele allucinogeno non è solo un atto di sopravvivenza, ma anche un tributo alla loro profonda connessione con la natura e una testimonianza della loro eredità culturale unica. Mentre il mondo cambia intorno a loro, i Gurung continuano a guardare alle montagne con rispetto e gratitudine, sapendo che nelle loro vette celano segreti che solo pochi coraggiosi sono disposti a scoprire. ASCOLTA IL PODCAST DI PERCORSI DI VIAGGIO SULL&#8217;ETNIA GURUNG DEL NEPAL CLICCANDO QUI</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/22-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/22-150x150.jpeg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/22-75x75.jpeg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/22-24x24.jpeg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/22-48x48.jpeg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/22-96x96.jpeg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/22-300x300.jpeg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><p class="p1"><span class="s1">Nascosti tra le maestose vette dell&#8217;<strong>Himalaya</strong>, gli abitanti delle remote comunità <strong>Gurung</strong> del <a href="https://asianitinerary.com/it/tag/nepal-it/"><strong>Nepal</strong></a> incarnano una ricca cultura che si intreccia con le montagne che chiamano casa. <a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-0ec31dce23-300x199.jpeg" rel="prettyphoto[60137]"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-59142" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-0ec31dce23-300x199.jpeg" alt="" width="320" height="212" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-0ec31dce23-300x199.jpeg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-0ec31dce23-600x399.jpeg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-0ec31dce23-150x100.jpeg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-0ec31dce23-369x245.jpeg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-0ec31dce23-285x190.jpeg 285w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-0ec31dce23-236x156.jpeg 236w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-0ec31dce23.jpeg 602w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></a>Questa etnia, nota per la loro resilienza e adattabilità, ha mantenuto tradizioni millenarie che spesso svelano la loro profonda connessione con la natura circostante. Tra le loro pratiche più distintive e misteriose, la raccolta del miele allucinogeno occupa un posto di rilievo.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">I <strong>Gurung</strong> sono conosciuti per la loro abilità unica nella raccolta del miele delle gigantesche api dell&#8217;<strong>Himalaya</strong>, un&#8217;arte tramandata da generazioni. Ma ciò che rende questa pratica ancora più affascinante è il tipo speciale di miele che cercano: il miele allucinogeno, noto localmente come &#8220;mad honey&#8221; o &#8220;miele pazzo&#8221;. Questo miele, prodotto dalle api Apis dorsata laboriosa, contiene una sostanza psicoattiva chiamata grayanotossina, derivata dal polline di rododendro che le api raccolgono.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-5-c0d413ede4-1-300x225.jpeg" rel="prettyphoto[60137]"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-59160 alignright" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-5-c0d413ede4-1-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-5-c0d413ede4-1-300x225.jpeg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-5-c0d413ede4-1-768x576.jpeg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-5-c0d413ede4-1-600x450.jpeg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-5-c0d413ede4-1-150x113.jpeg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-5-c0d413ede4-1-369x277.jpeg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-5-c0d413ede4-1-770x578.jpeg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-5-c0d413ede4-1.jpeg 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>La raccolta di questo miele è un&#8217;impresa rischiosa e richiede un coraggio straordinario da parte dei <strong>Gurung</strong>. Le api giganti sono infide guardiane del loro prezioso alveare, e per raggiungere il nettare, i raccoglitori devono arrampicarsi su ripide pareti rocciose, spesso a centinaia di metri di altezza, protetti solo da rudimentali cesti di vimini e fumi di erbe per placare le api. Nonostante i rischi, la ricompensa è considerata degna, poiché il miele allucinogeno è altamente ricercato per le sue presunte proprietà medicinali e psicoattive.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">La tradizione della raccolta del miele allucinogeno tra i <strong>Gurung</strong> è intrisa di miti e leggende. <a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-89e5322a77-300x178.jpeg" rel="prettyphoto[60137]"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-59145 alignleft" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-89e5322a77-300x178.jpeg" alt="" width="339" height="201" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-89e5322a77-300x178.jpeg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-89e5322a77-768x456.jpeg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-89e5322a77-600x356.jpeg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-89e5322a77-150x89.jpeg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-89e5322a77-369x219.jpeg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-89e5322a77-770x457.jpeg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-89e5322a77.jpeg 832w" sizes="(max-width: 339px) 100vw, 339px" /></a>Si dice che il consumo moderato di questo miele abbia effetti stimolanti e rinvigorenti, ma anche visioni e allucinazioni che portano coloro che lo assumono in uno stato di coscienza alterata. È stato riportato che i <strong>Gurung</strong> utilizzano il miele pazzo in cerimonie religiose, rituali sciamanici e persino come afrodisiaco.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Tuttavia, con l&#8217;avvento della modernizzazione e i cambiamenti ambientali, la pratica della raccolta del miele allucinogeno tra i <strong>Gurung</strong> è minacciata. La deforestazione, l&#8217;inquinamento e il cambiamento climatico mettono a rischio gli habitat delle api e dei rododendri, compromettendo la produzione del prezioso nettare. Inoltre, le restrizioni normative e i crescenti rischi per la sicurezza stanno riducendo il numero di raccoglitori disposti a intraprendere questa impresa pericolosa.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-2109cb06d9-300x223.jpeg" rel="prettyphoto[60137]"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-59148 alignright" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-2109cb06d9-300x223.jpeg" alt="" width="300" height="223" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-2109cb06d9-300x223.jpeg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-2109cb06d9-768x571.jpeg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-2109cb06d9-600x446.jpeg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-2109cb06d9-150x111.jpeg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-2109cb06d9-369x274.jpeg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-2109cb06d9-770x572.jpeg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/12/ezgif-4-2109cb06d9.jpeg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Nonostante le sfide, i <strong>Gurung</strong> rimangono devoti custodi della loro tradizione millenaria. La raccolta del miele allucinogeno non è solo un atto di sopravvivenza, ma anche un tributo alla loro profonda connessione con la natura e una testimonianza della loro eredità culturale unica. Mentre il mondo cambia intorno a loro, i Gurung continuano a guardare alle montagne con rispetto e gratitudine, sapendo che nelle loro vette celano segreti che solo pochi coraggiosi sono disposti a scoprire.</span></p>
<p><b>ASCOLTA IL PODCAST DI </b><a href="https://percorsidiviaggio.com/"><span class="s1"><b>PERCORSI DI VIAGGIO</b></span></a><b> SULL&#8217;ETNIA GURUNG DEL NEPAL CLICCANDO </b><a href="https://asianitinerary.com/it/podcast-4-24-la-raccolta-del-miele-allucinogeno-in-nepal/"><span class="s1"><b>QUI</b></span></a></p>
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		<title>Bangkok Art &#038; Cultural Center</title>
		<link>https://asianitinerary.com/it/bangkok-art-cultural-center/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=bangkok-art-cultural-center</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pluto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Mar 2023 23:45:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Art]]></category>
		<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Bangkok]]></category>
		<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Percorsi di Viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Thailandia]]></category>
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		<category><![CDATA[BACC]]></category>
		<category><![CDATA[Bangkok Art & Cultural Center]]></category>
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		<category><![CDATA[Thailand]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/The-production-of-a-painter-who-paints-on-the-spot-–-Image-by-Pluto-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/The-production-of-a-painter-who-paints-on-the-spot-–-Image-by-Pluto-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/The-production-of-a-painter-who-paints-on-the-spot-–-Image-by-Pluto-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/The-production-of-a-painter-who-paints-on-the-spot-–-Image-by-Pluto-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/The-production-of-a-painter-who-paints-on-the-spot-–-Image-by-Pluto-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/The-production-of-a-painter-who-paints-on-the-spot-–-Image-by-Pluto-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/The-production-of-a-painter-who-paints-on-the-spot-–-Image-by-Pluto-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>Per la versione in ITALIANO sul Bangkok Art &#38; Cultural Center, ENTRARE NELL’ARTICOLO &#160;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/The-production-of-a-painter-who-paints-on-the-spot-–-Image-by-Pluto-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/The-production-of-a-painter-who-paints-on-the-spot-–-Image-by-Pluto-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/The-production-of-a-painter-who-paints-on-the-spot-–-Image-by-Pluto-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/The-production-of-a-painter-who-paints-on-the-spot-–-Image-by-Pluto-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/The-production-of-a-painter-who-paints-on-the-spot-–-Image-by-Pluto-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/The-production-of-a-painter-who-paints-on-the-spot-–-Image-by-Pluto-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/The-production-of-a-painter-who-paints-on-the-spot-–-Image-by-Pluto-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><h2></h2>
<h2>Per la versione in ITALIANO sul Bangkok Art &amp; Cultural Center, <strong><a href="https://percorsidiviaggio.com/bangkok-art-cultural-center/" target="_blank" rel="noopener">ENTRARE NELL’ARTICOLO</a></strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/IMG-20221213-WA0000x-300x114.png" rel="prettyphoto[52193]"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-52196 aligncenter" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/IMG-20221213-WA0000x-300x114.png" alt="" width="582" height="221" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/IMG-20221213-WA0000x-300x114.png 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/IMG-20221213-WA0000x-150x57.png 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/IMG-20221213-WA0000x-369x140.png 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/IMG-20221213-WA0000x.png 436w" sizes="(max-width: 582px) 100vw, 582px" /></a></p>
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		<item>
		<title>Storie di funerali Thai</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pluto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Mar 2023 22:32:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Thailandia]]></category>
		<category><![CDATA[Bangkok]]></category>
		<category><![CDATA[culture]]></category>
		<category><![CDATA[Thai funeral]]></category>
		<category><![CDATA[Thailand]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/Wreaths-on-fans-at-a-funeral-ceremony-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/Wreaths-on-fans-at-a-funeral-ceremony-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/Wreaths-on-fans-at-a-funeral-ceremony-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/Wreaths-on-fans-at-a-funeral-ceremony-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/Wreaths-on-fans-at-a-funeral-ceremony-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/Wreaths-on-fans-at-a-funeral-ceremony-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/Wreaths-on-fans-at-a-funeral-ceremony-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>Per la versione in ITALIANO sui funerali Thailandesi, ENTRARE NELL’ARTICOLO</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/Wreaths-on-fans-at-a-funeral-ceremony-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/Wreaths-on-fans-at-a-funeral-ceremony-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/Wreaths-on-fans-at-a-funeral-ceremony-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/Wreaths-on-fans-at-a-funeral-ceremony-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/Wreaths-on-fans-at-a-funeral-ceremony-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/Wreaths-on-fans-at-a-funeral-ceremony-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/03/Wreaths-on-fans-at-a-funeral-ceremony-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><h1>Per la versione in ITALIANO sui funerali Thailandesi, <a href="https://percorsidiviaggio.com/storie-di-funerali-thai/" target="_blank" rel="noopener">ENTRARE NELL’ARTICOLO</a></h1>
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		<title>La Abbas Gholi Khan Historical House</title>
		<link>https://asianitinerary.com/it/la-abbas-gholi-khan-historical-house/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-abbas-gholi-khan-historical-house</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Thomas Gennaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Feb 2023 15:27:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abadeh]]></category>
		<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[History]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Abbas Gholi Khan Historical House]]></category>
		<category><![CDATA[Persia]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/02/The-balcony-of-the-café-with-a-couple-of-patrons-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/02/The-balcony-of-the-café-with-a-couple-of-patrons-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/02/The-balcony-of-the-café-with-a-couple-of-patrons-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/02/The-balcony-of-the-café-with-a-couple-of-patrons-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/02/The-balcony-of-the-café-with-a-couple-of-patrons-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/02/The-balcony-of-the-café-with-a-couple-of-patrons-96x96.jpg 96w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>Per la versione in ITALIANO sulla Abbas Gholi Khan Historical House, ENTRARE NELL’ARTICOLO È in uno dei miei vagare in giro per la cittadina di Abadeh, in Iran, che ho scoperto una gemma inaspettata. La Abbas Gholi Khan Historical House è uno degli antichi edifici di Abadeh che risale al periodo dei Qajar, una dinastia turcomanna della Persia che era all’origine una tribù stabilita nel Caucaso iraniano e che regnò in Persia dal 1794 al 1925. Il loro regno, chiamato Stato Sublime di Persia, fu fondato da Muḥammad Khān Qājār dopo avere sconfitto ed ucciso l’ultimo sovrano Zand appunto nel 1794.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/02/The-balcony-of-the-café-with-a-couple-of-patrons-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/02/The-balcony-of-the-café-with-a-couple-of-patrons-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/02/The-balcony-of-the-café-with-a-couple-of-patrons-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/02/The-balcony-of-the-café-with-a-couple-of-patrons-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/02/The-balcony-of-the-café-with-a-couple-of-patrons-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/02/The-balcony-of-the-café-with-a-couple-of-patrons-96x96.jpg 96w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><h1>Per la versione in ITALIANO sulla Abbas Gholi Khan Historical House, <a href="https://percorsidiviaggio.com/la-abbas-gholi-khan-historical-house/" target="_blank" rel="noopener">ENTRARE NELL’ARTICOLO</a></h1>
<p class="p1"><span class="s1">È in uno dei miei vagare in giro per la cittadina di <strong>Abadeh</strong>, in <a href="https://asianitinerary.com/it/category/iran-it/"><strong>Iran</strong></a>, che ho scoperto una gemma inaspettata. La <strong>Abbas Gholi Khan Historical Hous</strong>e è uno degli antichi edifici di <strong>Abadeh</strong> che risale al periodo dei <em>Qajar</em>, una dinastia turcomanna della Persia che era all’origine una tribù stabilita nel Caucaso iraniano e che regnò in <em>Persia</em> dal 1794 al 1925. Il loro regno, chiamato <em>Stato Sublime di Persia</em>, fu fondato da </span><span class="s2"><em>Muḥammad Khān Qājār</em> dopo avere sconfitto ed ucciso l’ultimo sovrano <em>Zand</em> appunto nel 1794. </span></p>
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		<title>A spasso per le vie della vecchia Phuket</title>
		<link>https://asianitinerary.com/it/a-spasso-per-le-vie-della-vecchia-phuket/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=a-spasso-per-le-vie-della-vecchia-phuket</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pluto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Feb 2023 14:05:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Art]]></category>
		<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Phuket]]></category>
		<category><![CDATA[Phuket Town]]></category>
		<category><![CDATA[Thailandia]]></category>
		<category><![CDATA[old]]></category>
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		<category><![CDATA[Thailand]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/02/That-Vintage-corner-at-On-On-Hotel-Phuket-Town-–-Image-by-Guglielmo-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/02/That-Vintage-corner-at-On-On-Hotel-Phuket-Town-–-Image-by-Guglielmo-1-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/02/That-Vintage-corner-at-On-On-Hotel-Phuket-Town-–-Image-by-Guglielmo-1-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/02/That-Vintage-corner-at-On-On-Hotel-Phuket-Town-–-Image-by-Guglielmo-1-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/02/That-Vintage-corner-at-On-On-Hotel-Phuket-Town-–-Image-by-Guglielmo-1-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/02/That-Vintage-corner-at-On-On-Hotel-Phuket-Town-–-Image-by-Guglielmo-1-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/02/That-Vintage-corner-at-On-On-Hotel-Phuket-Town-–-Image-by-Guglielmo-1-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>Per la versione in ITALIANO sulle vie della vecchia Phuket, ENTRARE NELL’ARTICOLO L’isola di Phuket, si sa, è nota al mondo per le sue spiagge, per la sua mondanità, per i suoi ritrovi diurni e notturni. Tuttavia non tutti sanno che nel centro di Phuket Town, capoluogo della provincia, c’è un piccolo scrigno che, se non contiene proprio dei tesori, sicuramente custodisce delle gemme di un discreto valore&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/02/That-Vintage-corner-at-On-On-Hotel-Phuket-Town-–-Image-by-Guglielmo-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/02/That-Vintage-corner-at-On-On-Hotel-Phuket-Town-–-Image-by-Guglielmo-1-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/02/That-Vintage-corner-at-On-On-Hotel-Phuket-Town-–-Image-by-Guglielmo-1-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/02/That-Vintage-corner-at-On-On-Hotel-Phuket-Town-–-Image-by-Guglielmo-1-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/02/That-Vintage-corner-at-On-On-Hotel-Phuket-Town-–-Image-by-Guglielmo-1-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/02/That-Vintage-corner-at-On-On-Hotel-Phuket-Town-–-Image-by-Guglielmo-1-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2023/02/That-Vintage-corner-at-On-On-Hotel-Phuket-Town-–-Image-by-Guglielmo-1-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><h1>Per la versione in ITALIANO sulle vie della vecchia <a href="https://asianitinerary.com/it/category/thailandia/phuket-thailandia/">Phuket</a>, <a href="https://percorsidiviaggio.com/a-spasso-fra-le-vie-della-vecchia-phuket/" target="_blank" rel="noopener">ENTRARE NELL’ARTICOLO</a></h1>
<p class="p1"><span class="s1">L’isola di Phuket, si sa, è nota al mondo per le sue spiagge, per la sua mondanità, per i suoi ritrovi diurni e notturni. Tuttavia non tutti sanno che nel centro di <strong><a href="https://asianitinerary.com/it/category/thailandia/phuket-thailandia/">Phuket</a> Town</strong>, capoluogo della provincia, c’è un piccolo scrigno che, se non contiene proprio dei tesori, sicuramente custodisce delle gemme di un discreto valore&#8230;</span></p>
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		<item>
		<title>Taj Mahal: Come una foto sovraesposta</title>
		<link>https://asianitinerary.com/it/taj-mahal-come-una-foto-sovraesposta/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=taj-mahal-come-una-foto-sovraesposta</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pluto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Nov 2022 11:24:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agra]]></category>
		<category><![CDATA[Art]]></category>
		<category><![CDATA[Asia]]></category>
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		<category><![CDATA[India]]></category>
		<category><![CDATA[Spiritual]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/11/P1110888-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/11/P1110888-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/11/P1110888-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/11/P1110888-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/11/P1110888-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/11/P1110888-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/11/P1110888-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>Per la versione in ITALIANO sul Taj Mahal ENTRARE NELL&#8217;ARTICOLO.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/11/P1110888-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/11/P1110888-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/11/P1110888-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/11/P1110888-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/11/P1110888-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/11/P1110888-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/11/P1110888-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><h1 class="p1"><b>Per la versione in ITALIANO sul Taj Mahal </b><a href="https://percorsidiviaggio.com/come-una-foto-sovraesposta/" target="_blank" rel="noopener"><span class="s1"><b>ENTRARE NELL&#8217;ARTICOLO</b></span></a><b>.</b></h1>
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			</item>
		<item>
		<title>I tatuaggi come simbolo identitario</title>
		<link>https://asianitinerary.com/it/i-tatuaggi-come-simbolo-identitario/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=i-tatuaggi-come-simbolo-identitario</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pluto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Aug 2022 15:38:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Kuching]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/P1110432_Fotor-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/P1110432_Fotor-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/P1110432_Fotor-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/P1110432_Fotor-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/P1110432_Fotor-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/P1110432_Fotor-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/P1110432_Fotor-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>Per la versione in ITALIANO sui tatuaggi tribali  ENTRARE NELL’ARTICOLO. Photos by Guglielmo Zanchi (Pluto)</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/P1110432_Fotor-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/P1110432_Fotor-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/P1110432_Fotor-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/P1110432_Fotor-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/P1110432_Fotor-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/P1110432_Fotor-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/P1110432_Fotor-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><h1 class="p1"><b>Per la versione in ITALIANO sui tatuaggi tribali  </b><a href="https://percorsidiviaggio.com/tatuaggi/" target="_blank" rel="noopener"><span class="s1"><b>ENTRARE NELL’ARTICOLO</b></span></a><b>.</b></h1>
<div class="entry-content clearfix">
<pre><em>Photos by Guglielmo Zanchi (Pluto)</em></pre>
</div>
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		<title>Angkor Wat / Henri Mouhot</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pluto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Aug 2022 04:18:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Angkor Wat]]></category>
		<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Buddhism]]></category>
		<category><![CDATA[Cambogia]]></category>
		<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Siem Reap]]></category>
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		<category><![CDATA[buddhism]]></category>
		<category><![CDATA[Khmer]]></category>
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		<category><![CDATA[Unesco]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG_3535_Fotor-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG_3535_Fotor-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG_3535_Fotor-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG_3535_Fotor-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG_3535_Fotor-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG_3535_Fotor-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG_3535_Fotor-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>Per la versione in ITALIANO su Angkor Wat ENTRARE NELL’ARTICOLO.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG_3535_Fotor-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG_3535_Fotor-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG_3535_Fotor-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG_3535_Fotor-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG_3535_Fotor-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG_3535_Fotor-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/IMG_3535_Fotor-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><h1>Per la versione in ITALIANO su Angkor Wat <a href="https://percorsidiviaggio.com/angkor-wat/" target="_blank" rel="noopener"><strong>ENTRARE NELL’ARTICOLO</strong></a>.</h1>
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		<title>Koh Yao: quella prima volta che non si scorda mai</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pluto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Aug 2022 17:24:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Koh Yao]]></category>
		<category><![CDATA[Sea]]></category>
		<category><![CDATA[Thailandia]]></category>
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		<category><![CDATA[Thailand traditions]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/DSC01082_Fotor-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/DSC01082_Fotor-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/DSC01082_Fotor-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/DSC01082_Fotor-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/DSC01082_Fotor-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/DSC01082_Fotor-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/DSC01082_Fotor-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>Per la versione in ITALIANO su Koh Yao ENTRARE NELL’ARTICOLO.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/DSC01082_Fotor-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/DSC01082_Fotor-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/DSC01082_Fotor-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/DSC01082_Fotor-24x24.jpg 24w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/DSC01082_Fotor-48x48.jpg 48w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/DSC01082_Fotor-96x96.jpg 96w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2022/08/DSC01082_Fotor-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><h1 class="p1"><b>Per la versione in ITALIANO su Koh Yao </b><a href="https://percorsidiviaggio.com/quella-prima-volta-che-non-si-scorda-mai/" target="_blank" rel="noopener"><span class="s1"><b>ENTRARE NELL’ARTICOLO</b></span></a><b>.</b></h1>
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		<title>BaliSpirit Festival 2018</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Thomas Gennaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Oct 2017 17:39:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bali]]></category>
		<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Indonesia]]></category>
		<category><![CDATA[Music]]></category>
		<category><![CDATA[Yoga]]></category>
		<category><![CDATA[BaliSpirit Festival]]></category>
		<category><![CDATA[dance]]></category>
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		<category><![CDATA[ubud]]></category>
		<category><![CDATA[yoga]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/10/1500960992492-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/10/1500960992492-150x150.png 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/10/1500960992492-75x75.png 75w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>Il BaliSpirit Festival incarna il mantra fondamentale dell&#8217;induismo balinese &#8211; il Tri Hita Karana &#8211; evocato per vivere in armonia con i nostri ambienti spirituali, sociali e naturali. Attraverso le tradizioni dello yoga, della danza, della guarigione e della musica etnica, il BaliSpirit Festival attrae ogni anno oltre 7000 persone provenienti da tutto il mondo. Questo festival di 5 giorni e 7 notti offre un&#8217;ampia gamma di eventi tra le 8:00 e le 23:00 ogni giorno per più di una settimana, dal 2 al 8 aprile 2018. &#160; &#160; &#160; Sono disponibili laboratori e seminari interattivi, un vivace mercato tradizionale e un centro di guarigione, una zona di attività per bambini, corsi di yoga e vibranti programmi notturni di concerti di musica dal vivo Bhakti, balli estatici e DJ, immersi tra i pittoreschi campi di riso di Ubud, Bali. Esplora la line-up del BaliSpirit Festival 2018 su http://www.balispiritfestival.com &#8211; notare che il programma è soggetto a modifiche e si stanno ancora aggiungendo artisti e presentatori, pertanto controllate regolarmente il sito per gli aggiornamenti.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/10/1500960992492-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/10/1500960992492-150x150.png 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/10/1500960992492-75x75.png 75w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><p>Il <strong>BaliSpirit Festival</strong> incarna il mantra fondamentale dell&#8217;induismo balinese &#8211; il Tri Hita Karana &#8211; evocato per vivere in armonia con i nostri ambienti spirituali, sociali e naturali.</p>
<div id="attachment_29420" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/10/BaliSpiritFestival.jpg" rel="prettyphoto[29427]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-29420" class="size-medium wp-image-29420" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/10/BaliSpiritFestival-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/10/BaliSpiritFestival-300x169.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/10/BaliSpiritFestival-768x432.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/10/BaliSpiritFestival-600x338.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/10/BaliSpiritFestival-150x84.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/10/BaliSpiritFestival-369x208.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/10/BaliSpiritFestival-770x433.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/10/BaliSpiritFestival.jpg 960w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-29420" class="wp-caption-text">BaliSpirit Festival in full swing</p></div>
<p>Attraverso le tradizioni dello yoga, della danza, della guarigione e della musica etnica, il <strong>BaliSpirit Festival</strong> attrae ogni anno oltre 7000 persone provenienti da tutto il mondo. Questo festival di 5 giorni e 7 notti offre un&#8217;ampia gamma di eventi tra le 8:00 e le 23:00 ogni giorno per più di una settimana, dal 2 al 8 aprile 2018.</p>
<div id="attachment_29424" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/10/Bali-spirit-festical-.jpg" rel="prettyphoto[29427]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-29424" class="size-medium wp-image-29424" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/10/Bali-spirit-festical--300x111.jpg" alt="" width="300" height="111" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/10/Bali-spirit-festical--300x111.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/10/Bali-spirit-festical--600x221.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/10/Bali-spirit-festical--150x55.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/10/Bali-spirit-festical--369x136.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/10/Bali-spirit-festical-.jpg 624w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-29424" class="wp-caption-text">BaliSpirit Festival 2018</p></div>
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<p>Sono disponibili laboratori e seminari interattivi, un vivace mercato tradizionale e un centro di guarigione, una zona di attività per bambini, corsi di yoga e vibranti programmi notturni di concerti di musica dal vivo Bhakti, balli estatici e DJ, immersi tra i pittoreschi campi di riso di <a href="http://asianitinerary.com/?s=Ubud&amp;submit=" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Ubud</strong></a>, <strong><a href="https://asianitinerary.com/it/category/indonesia-it/bali-it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Bali</a></strong>.</p>
<div id="attachment_29422" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/10/everything-you-need-to-know-bali-spirit-festival.jpg" rel="prettyphoto[29427]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-29422" class="size-medium wp-image-29422" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/10/everything-you-need-to-know-bali-spirit-festival-300x189.jpg" alt="" width="300" height="189" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/10/everything-you-need-to-know-bali-spirit-festival-300x189.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/10/everything-you-need-to-know-bali-spirit-festival-768x485.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/10/everything-you-need-to-know-bali-spirit-festival-600x379.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/10/everything-you-need-to-know-bali-spirit-festival-150x95.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/10/everything-you-need-to-know-bali-spirit-festival-369x233.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/10/everything-you-need-to-know-bali-spirit-festival-770x486.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/10/everything-you-need-to-know-bali-spirit-festival.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-29422" class="wp-caption-text">BaliSpirit Festival</p></div>
<p>Esplora la line-up del <strong>BaliSpirit Festival 2018</strong> su <a href="http://www.balispiritfestival.com" target="_blank" rel="noopener noreferrer">http://www.balispiritfestival.com</a> &#8211; notare che il programma è soggetto a modifiche e si stanno ancora aggiungendo artisti e presentatori, pertanto controllate regolarmente il sito per gli aggiornamenti.</p>
<p>The post <a href="https://asianitinerary.com/it/balispirit-festival-2018/">BaliSpirit Festival 2018</a> appeared first on <a href="https://asianitinerary.com/it/">Asian Itinerary</a>.</p>
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		<title>Penang Peranakan Mansion</title>
		<link>https://asianitinerary.com/it/penang-peranakan-mansion/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=penang-peranakan-mansion</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Thomas Gennaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jul 2017 13:51:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Art]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[History]]></category>
		<category><![CDATA[Malesia]]></category>
		<category><![CDATA[Penang]]></category>
		<category><![CDATA[Kapitan Chung Keng Kwee]]></category>
		<category><![CDATA[Nyonya and Baba]]></category>
		<category><![CDATA[penang]]></category>
		<category><![CDATA[Peranakan]]></category>
		<category><![CDATA[Peranakan Mansion]]></category>
		<category><![CDATA[Straits Born]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Peranakan-Mansion-outside-courtyard-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Peranakan-Mansion-outside-courtyard-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Peranakan-Mansion-outside-courtyard-75x75.jpg 75w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>È stato durante una ricerca sui siti culturali di Penang che ho scoperto l&#8217;incredibile Pinang Peranakan Mansion, la casa di un ricco Straits Born (i cinesi nati nello stretto di Melacca) datata un secolo fa, ricreata per offrire una visione del loro stile di vita opulento e delle loro molteplici abitudini e tradizioni. Gli Straits Born (conosciuti anche come Peranakan) sono stati l&#8217;élite privilegiata dell&#8217;arcipelago malese per mezzo millennio e discendono dai matrimoni tra commercianti stranieri e donne locali dell&#8217;arcipelago malese &#8211; Malesia, Indonesia e Thailandia &#8211; formando una razza unica con identità culturali che li distinguevano. I Peranakan comprendono la comunità più conosciuta dei Baba (uomini) e delle Nyonya (donne) in Malesia e nel Sud-Est asiatico, comunità che principalmente fiorirono a Melacca e Penang (Malesia), Phuket (Thailandia) e Singapore. Ognuna di queste comunità, nonostante le loro dimensioni relativamente piccole, ha contribuito alla diversità della regione, e ciò comprende la propria fusione in un mix unico di elaborate abitudini, tradizioni e discorsi, cucina, abbigliamento, gioielleria e architettura &#8211; e tutti questi campi possiedono diversi elementi interculturali apprezzabili. Una complessità stravagante che è stata denominata Eredità Peranakan (Peranakan Heritage), che oggi rimane alquanto nascosta all&#8217;interno di queste comunità. Uno dei modi migliori per approfondire le vestigia di questa cultura è una visita alla Pinang Peranakan Mansion. Di proprietà di un non-Baba che colleziona oggettistica Peranakan, questa residenza, importante eredità culturale di Penang, ci mostra un design ed un&#8217;architettura a dir poco eclettici. Costruita alla fine del XIX secolo da una delle più famose personalità della storia locale, questa casa era una volta residenza e ufficio di Kapitan Chung Keng Kwee. La Peranakan Mansion è una casa-cortile in stile cinese molto simile ad una tipica ed eclettica mansione di stile Baba, e comprende pannelli scolpiti di legno cinese, mattonelle inglesi e balaustre in ferro scozzese. Dopo aver sopravvissuto a molti decenni di trascuratezza e decadenza, il palazzo è finalmente stato restaurato alla sua antica gloria di casa imponente e presenta oltre 1.000 pezzi di oggetti d&#8217;antiquariato ed espone vario collezionismo dell&#8217;epoca. Sono stato fortunato ad avere come guida Lillian Ton, curatrice del museo. Lillian ha già pubblicato due libri sul patrimonio dei Peranakan e sta lavorando su un terzo che tratta dei gioielli cinesi di quell&#8217;epoca. Lei, come la maggior parte di Nyonya e Baba, rintraccia le sue radici a cinque generazioni fa e ha recentemente scoperto di essere di origini tailandesi: i suoi antenati adoravano infatti divinità tailandesi e andavano in trance come fanno i cinesi-tai durante il nuovo anno cinese. Lillian è una superba guida che mette tantissima passione al suo lavoro, arrivando pure a raccontarmi storie che altri visitatori non solitamente hanno la fortuna di ascoltare. Il viso di Lillian brilla mentre, in un inglese accademico &#8211; suo padre è stato educato in Inghilterra &#8211; mi racconta delle credenze antiche su buona e cattiva sorte, dei matrimoni Peranakan che duravano 12 giorni e 12 notti, mi descrive gli abiti ricamati di sposi e spose, mi racconta di fantasmi e di zombie, e mi spiega le caratteristiche delle tende e dei ricami. Era così piacevole sentire parlare dei Nyonya e dei Baba che viaggiavano alla ricerca di un principe che avrebbe dovuto essere ucciso prima che potesse ereditare un trono, mentre salivamo scalinate con balaustre in ghisa di Glasgow forgiati con disegni di gigli araldici, ed entravamo in ambienti incredibili come la hall principale, riccamente decorata con mobili in teak in stile europeo, figure in ceramica vittoriana e centrotavola di vetro, o nella sala principale, tipicamente separata dal resto della casa da uno schermo in legno ornamentale intagliato tipico delle case cinesi degli Straits Born. Abbiamo camminato su piastrelle Cinesi, in stanze costruite su colonne Scozzesi. I popoli Peranakan hanno mescolato ogni genere di tradizioni, vestiti e modi di vivere, utilizzando oggetti e decorazioni provenienti dall&#8217;Europa e da qualsiasi altro luogo, amalgamandole con le proprie. I loro set da cena comprendevano tovaglie irlandesi, e porcellane, vetro e argenteria tutti importati dall&#8217;Europa. La Peranakan Mansion contiene vasi birmani della Regina d’Inghilterra, accessori provenienti da dinastie cinesi e di epoca vittoriana, e persino alcune influenze arabe, in quanto i popoli Peranakan facevano uso di questi oggetti senza sentirsi minacciati dall&#8217;influenza musulmana. Di fatto, gli Straits Born mischiavano pure le religioni, unendo il loro taoismo con il buddismo e col cristianesimo. Il nome originale della Peranakan Mansion era Hai Kee Chan (la casa che ricorda il mare, in lingua Hokkien) e il suo proprietario originale era Kaptitan Chung Keng Kwee, l&#8217;uomo più ricco di Penang alla fine del XIX secolo. Kaptitan Chung era un uomo potente che controllava tutti gli sporchi affari dell&#8217;epoca: la prostituzione, il gioco d&#8217;azzardo e l&#8217;estrazione dello stagno tra molti. Si ritiene che la casa sia stata il primo casinò creato da donne, che avrebbero giocato a carte e a domino &#8211; c&#8217;è un chiaro esempio di un tavolo di domino presso il museo. Ovviamente venivano spesso arrestate e condannate a diversi livelli di punizioni dalla polizia locale. Lillian mi ha pure portato attraverso un corridoio nascosto per raggiungere il tempio privato di Kaptitan Chung, dove la sua statua è esposta. Questo tempio era apparentemente usato come area d’intrattenimento da Kapitan Chung, come dimostrato dal &#8220;teatro intagliato&#8221; sulle mura del tempio. Non conteneva divinità ma solo fantasmi, vampiri e zombie sfacciati che “balzavano attraverso l’alta soglia del portone del tempio in piccoli salti, scherzando e rubando la buona fortuna del Kapitan”. Ho amato molto queste storielle. &#160; Dopo decenni di negligenza, la Peranakan Mansion è stata acquistata nel 2000 e ampiamente restaurata e riportata alla sua ex-gloria da parte del suo nuovo proprietario, che l’ha trasformata in un museo inaugurato nel 2004. Questa mansione mi ha regalato sensazioni incredibile, e una chiara visione di come sarebbe stato vivere in quell&#8217;epoca. Per informazioni più dettagliate sulle comunità degli Straits Born, seguite i documentari dello storico e antropologo Julian Davison. Ringrazio la Peranakan Mansion per avermi permesso di scoprire un patrimonio culturale sul quale non ero molto informato, e un...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Peranakan-Mansion-outside-courtyard-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Peranakan-Mansion-outside-courtyard-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Peranakan-Mansion-outside-courtyard-75x75.jpg 75w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><p>È stato durante una ricerca sui siti culturali di <a href="https://asianitinerary.com/it/category/malesia/penang-malesia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Penang</strong></a> che ho scoperto l&#8217;incredibile <strong>Pinang Peranakan Mansion</strong>, la casa di un ricco Straits Born (i cinesi nati nello stretto di Melacca) datata un secolo fa, ricreata per offrire una visione del loro stile di vita opulento e delle loro molteplici abitudini e tradizioni.</p>
<div id="attachment_29033" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/The-jewelery-section-2-300x300.jpg" rel="prettyphoto[29040]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-29033" class="size-medium wp-image-29033" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/The-jewelery-section-2-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/The-jewelery-section-2-300x300.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/The-jewelery-section-2-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/The-jewelery-section-2.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/The-jewelery-section-2-369x369.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/The-jewelery-section-2-75x75.jpg 75w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-29033" class="wp-caption-text">The jewelery section</p></div>
<p>Gli <strong>Straits Born</strong> (conosciuti anche come <strong>Peranakan</strong>) sono stati l&#8217;élite privilegiata dell&#8217;arcipelago malese per mezzo millennio e discendono dai matrimoni tra commercianti stranieri e donne locali dell&#8217;arcipelago malese &#8211; Malesia, Indonesia e Thailandia &#8211; formando una razza unica con identità culturali che li distinguevano.</p>
<p>I <strong>Peranakan</strong> comprendono la comunità più conosciuta dei <strong>Baba</strong> (uomini) e delle <strong>Nyonya</strong> (donne) in <strong>Malesia</strong> e nel <strong>Sud-Est asiatico</strong>, comunità che principalmente fiorirono a <strong>Melacca</strong> e <strong>Penang</strong> (<strong>Malesia</strong>), <strong>Phuket</strong> (<strong>Thailandia</strong>) e <strong>Singapore</strong>.</p>
<div id="attachment_29026" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Main-hall-at-Peranakan-Mansion-300x200.jpg" rel="prettyphoto[29040]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-29026" class="size-medium wp-image-29026" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Main-hall-at-Peranakan-Mansion-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Main-hall-at-Peranakan-Mansion-300x200.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Main-hall-at-Peranakan-Mansion-768x512.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Main-hall-at-Peranakan-Mansion-600x400.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Main-hall-at-Peranakan-Mansion-150x100.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Main-hall-at-Peranakan-Mansion-369x246.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Main-hall-at-Peranakan-Mansion-770x514.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Main-hall-at-Peranakan-Mansion-285x190.jpg 285w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Main-hall-at-Peranakan-Mansion-236x156.jpg 236w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Main-hall-at-Peranakan-Mansion.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-29026" class="wp-caption-text">Main hall at Peranakan Mansion</p></div>
<p>Ognuna di queste comunità, nonostante le loro dimensioni relativamente piccole, ha contribuito alla diversità della regione, e ciò comprende la propria fusione in un mix unico di elaborate abitudini, tradizioni e discorsi, cucina, abbigliamento, gioielleria e architettura &#8211; e tutti questi campi possiedono diversi elementi interculturali apprezzabili. Una complessità stravagante che è stata denominata Eredità Peranakan (Peranakan Heritage), che oggi rimane alquanto nascosta all&#8217;interno di queste comunità.</p>
<p>Uno dei modi migliori per approfondire le vestigia di questa cultura è una visita alla <strong>Pinang Peranakan Mansion</strong>. Di proprietà di un non-Baba che colleziona oggettistica <strong>Peranakan</strong>, questa residenza, importante eredità culturale di <strong>Penang</strong>, ci mostra un design ed un&#8217;architettura a dir poco eclettici. Costruita alla fine del XIX secolo da una delle più famose personalità della storia locale, questa casa era una volta residenza e ufficio di <strong>Kapitan Chung Keng Kwee</strong>.</p>
<div id="attachment_29035" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Upstairs-rooms-300x200.jpg" rel="prettyphoto[29040]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-29035" class="size-medium wp-image-29035" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Upstairs-rooms-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Upstairs-rooms-300x200.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Upstairs-rooms-768x512.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Upstairs-rooms-600x400.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Upstairs-rooms-150x100.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Upstairs-rooms-369x246.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Upstairs-rooms-770x514.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Upstairs-rooms-285x190.jpg 285w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Upstairs-rooms-236x156.jpg 236w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Upstairs-rooms.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-29035" class="wp-caption-text">Upstairs rooms</p></div>
<p>La <strong>Peranakan Mansion</strong> è una casa-cortile in stile cinese molto simile ad una tipica ed eclettica mansione di stile <strong>Baba</strong>, e comprende pannelli scolpiti di legno cinese, mattonelle inglesi e balaustre in ferro scozzese. Dopo aver sopravvissuto a molti decenni di trascuratezza e decadenza, il palazzo è finalmente stato restaurato alla sua antica gloria di casa imponente e presenta oltre 1.000 pezzi di oggetti d&#8217;antiquariato ed espone vario collezionismo dell&#8217;epoca.</p>
<div id="attachment_29018" style="width: 210px" class="wp-caption alignright"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/A-smiley-Jillian-at-the-Kapitan-private-temple-200x300.jpg" rel="prettyphoto[29040]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-29018" class="size-medium wp-image-29018" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/A-smiley-Jillian-at-the-Kapitan-private-temple-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/A-smiley-Jillian-at-the-Kapitan-private-temple-200x300.jpg 200w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/A-smiley-Jillian-at-the-Kapitan-private-temple-100x150.jpg 100w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/A-smiley-Jillian-at-the-Kapitan-private-temple-369x554.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/A-smiley-Jillian-at-the-Kapitan-private-temple.jpg 400w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a><p id="caption-attachment-29018" class="wp-caption-text">A smiley Lillian at the Kapitan private temple</p></div>
<p>Sono stato fortunato ad avere come guida <strong>Lillian Ton</strong>, curatrice del museo. Lillian ha già pubblicato due libri sul patrimonio dei Peranakan e sta lavorando su un terzo che tratta dei gioielli cinesi di quell&#8217;epoca. Lei, come la maggior parte di <strong>Nyonya e Baba</strong>, rintraccia le sue radici a cinque generazioni fa e ha recentemente scoperto di essere di origini tailandesi: i suoi antenati adoravano infatti divinità tailandesi e andavano in trance come fanno i cinesi-tai durante il nuovo anno cinese.</p>
<p>Lillian è una superba guida che mette tantissima passione al suo lavoro, arrivando pure a raccontarmi storie che altri visitatori non solitamente hanno la fortuna di ascoltare. Il viso di Lillian brilla mentre, in un inglese accademico &#8211; suo padre è stato educato in Inghilterra &#8211; mi racconta delle credenze antiche su buona e cattiva sorte, dei matrimoni <strong>Peranakan</strong> che duravano 12 giorni e 12 notti, mi descrive gli abiti ricamati di sposi e spose, mi racconta di fantasmi e di zombie, e mi spiega le caratteristiche delle tende e dei ricami.</p>
<div id="attachment_29031" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Small-house-temple-300x200.jpg" rel="prettyphoto[29040]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-29031" class="size-medium wp-image-29031" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Small-house-temple-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Small-house-temple-300x200.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Small-house-temple-768x512.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Small-house-temple-600x400.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Small-house-temple-150x100.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Small-house-temple-369x246.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Small-house-temple-770x514.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Small-house-temple-285x190.jpg 285w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Small-house-temple-236x156.jpg 236w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Small-house-temple.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-29031" class="wp-caption-text">Small house temple</p></div>
<p>Era così piacevole sentire parlare dei <strong>Nyonya e dei Baba</strong> che viaggiavano alla ricerca di un principe che avrebbe dovuto essere ucciso prima che potesse ereditare un trono, mentre salivamo scalinate con balaustre in ghisa di Glasgow forgiati con disegni di gigli araldici, ed entravamo in ambienti incredibili come la hall principale, riccamente decorata con mobili in teak in stile europeo, figure in ceramica vittoriana e centrotavola di vetro, o nella sala principale, tipicamente separata dal resto della casa da uno schermo in legno ornamentale intagliato tipico delle case cinesi degli Straits Born.</p>
<div id="attachment_29028" style="width: 210px" class="wp-caption alignright"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/One-of-the-house-terraces-200x300.jpg" rel="prettyphoto[29040]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-29028" class="size-medium wp-image-29028" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/One-of-the-house-terraces-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/One-of-the-house-terraces-200x300.jpg 200w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/One-of-the-house-terraces-100x150.jpg 100w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/One-of-the-house-terraces-369x554.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/One-of-the-house-terraces.jpg 400w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a><p id="caption-attachment-29028" class="wp-caption-text">One of the house airy terraces</p></div>
<p>Abbiamo camminato su piastrelle Cinesi, in stanze costruite su colonne Scozzesi. I popoli <strong>Peranakan</strong> hanno mescolato ogni genere di tradizioni, vestiti e modi di vivere, utilizzando oggetti e decorazioni provenienti dall&#8217;Europa e da qualsiasi altro luogo, amalgamandole con le proprie. I loro set da cena comprendevano tovaglie irlandesi, e porcellane, vetro e argenteria tutti importati dall&#8217;Europa.</p>
<p>La <strong>Peranakan Mansion</strong> contiene vasi birmani della Regina d’Inghilterra, accessori provenienti da dinastie cinesi e di epoca vittoriana, e persino alcune influenze arabe, in quanto i popoli <strong>Peranakan</strong> facevano uso di questi oggetti senza sentirsi minacciati dall&#8217;influenza musulmana. Di fatto, gli <strong>Straits Born</strong> mischiavano pure le religioni, unendo il loro taoismo con il buddismo e col cristianesimo.</p>
<div id="attachment_29027" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Newly-wedded-room-300x200.jpg" rel="prettyphoto[29040]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-29027" class="size-medium wp-image-29027" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Newly-wedded-room-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Newly-wedded-room-300x200.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Newly-wedded-room-768x512.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Newly-wedded-room-600x400.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Newly-wedded-room-150x100.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Newly-wedded-room-369x246.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Newly-wedded-room-770x514.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Newly-wedded-room-285x190.jpg 285w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Newly-wedded-room-236x156.jpg 236w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Newly-wedded-room.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-29027" class="wp-caption-text">Newly-wed bedroom</p></div>
<p>Il nome originale della <strong>Peranakan Mansion</strong> era Hai Kee Chan (la casa che ricorda il mare, in lingua Hokkien) e il suo proprietario originale era <strong>Kaptitan Chung Keng Kwee</strong>, l&#8217;uomo più ricco di <strong>Penang</strong> alla fine del XIX secolo. Kaptitan Chung era un uomo potente che controllava tutti gli sporchi affari dell&#8217;epoca: la prostituzione, il gioco d&#8217;azzardo e l&#8217;estrazione dello stagno tra molti. Si ritiene che la casa sia stata il primo casinò creato da donne, che avrebbero giocato a carte e a domino &#8211; c&#8217;è un chiaro esempio di un tavolo di domino presso il museo. Ovviamente venivano spesso arrestate e condannate a diversi livelli di punizioni dalla polizia locale.</p>
<div id="attachment_29024" style="width: 210px" class="wp-caption alignright"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Jillian-at-the-domino-table-200x300.jpg" rel="prettyphoto[29040]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-29024" class="size-medium wp-image-29024" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Jillian-at-the-domino-table-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Jillian-at-the-domino-table-200x300.jpg 200w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Jillian-at-the-domino-table-100x150.jpg 100w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Jillian-at-the-domino-table-369x554.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Jillian-at-the-domino-table.jpg 400w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a><p id="caption-attachment-29024" class="wp-caption-text">Lillian at the domino table</p></div>
<p>Lillian mi ha pure portato attraverso un corridoio nascosto per raggiungere il tempio privato di Kaptitan Chung, dove la sua statua è esposta. Questo tempio era apparentemente usato come area d’intrattenimento da Kapitan Chung, come dimostrato dal &#8220;teatro intagliato&#8221; sulle mura del tempio. Non conteneva divinità ma solo fantasmi, vampiri e zombie sfacciati che “balzavano attraverso l’alta soglia del portone del tempio in piccoli salti, scherzando e rubando la buona fortuna del Kapitan”. Ho amato molto queste storielle.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo decenni di negligenza, la <strong>Peranakan Mansion</strong> è stata acquistata nel 2000 e ampiamente restaurata e riportata alla sua ex-gloria da parte del suo nuovo proprietario, che l’ha trasformata in un museo inaugurato nel 2004. Questa mansione mi ha regalato sensazioni incredibile, e una chiara visione di come sarebbe stato vivere in quell&#8217;epoca. Per informazioni più dettagliate sulle comunità degli <strong>Straits Born</strong>, seguite i documentari dello storico e antropologo Julian Davison.</p>
<div id="attachment_29029" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Patio-inside-Kapitan-private-temple-300x200.jpg" rel="prettyphoto[29040]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-29029" class="size-medium wp-image-29029" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Patio-inside-Kapitan-private-temple-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Patio-inside-Kapitan-private-temple-300x200.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Patio-inside-Kapitan-private-temple-768x512.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Patio-inside-Kapitan-private-temple-600x400.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Patio-inside-Kapitan-private-temple-150x100.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Patio-inside-Kapitan-private-temple-369x246.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Patio-inside-Kapitan-private-temple-770x514.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Patio-inside-Kapitan-private-temple-285x190.jpg 285w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Patio-inside-Kapitan-private-temple-236x156.jpg 236w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/Patio-inside-Kapitan-private-temple.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-29029" class="wp-caption-text">Patio inside Kapitan private temple</p></div>
<p>Ringrazio la <strong>Peranakan Mansion</strong> per avermi permesso di scoprire un patrimonio culturale sul quale non ero molto informato, e un ringraziamento speciale lo porgo a Lillian Tong per la sua straordinaria visione della cultura <strong>Nyonya e Baba</strong>.</p>
<p>La <strong>Pinang Peranakan Mansion</strong> è aperta tutti i giorni dalle 09.30 alle 17.00. Visite guidate gratuite sono disponibili solo previo accordo. Sconti vengono applicati a grandi gruppi e a scolaresche. Si consiglia di contattare il museo per organizzare escursioni guidate prima della visita. <a href="mailto:rmhbaba@gmail.com" target="_blank" rel="noopener noreferrer">rmhbaba@gmail.com</a></p>
<p><a href="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/logo.jpg" rel="prettyphoto[29040]"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-29037" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/logo.jpg" alt="" width="143" height="154" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/logo.jpg 143w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/07/logo-139x150.jpg 139w" sizes="(max-width: 143px) 100vw, 143px" /></a></p>
<p>È vietato scattare foto all&#8217;interno del museo.</p>
<p>Telefono: +60 4-2642929</p>
<p>Ingresso: Adulti: RM20 &#8211; Bambini: Gratuito</p>
<p><a href="http://www.pinangperanakanmansion.com.my" target="_blank" rel="noopener noreferrer">http://www.pinangperanakanmansion.com.my</a> solo in inglese.</p>
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		<title>Le Bhikkhuni di Nakhon Pathom</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pluto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jun 2017 15:21:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Nakhon Phanom]]></category>
		<category><![CDATA[Thailandia]]></category>
		<category><![CDATA[Nakhon Pathom]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Reading-the-sacred-texts-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Reading-the-sacred-texts-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Reading-the-sacred-texts-75x75.jpg 75w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>Nakhon Pathom è una piccola provincia situata a circa 56 km da Bangkok che ha prosperato fra il VI e l’XI secolo durante la civilizzazione Dvaravati. Secondo alcuni ritrovamenti archeologici, Nakhon Pathom è stata la prima città ad essere esposta all’influenza del buddismo. Dal tempio di Phra Pathom e da altre rovine scoperte nella zona della città si ritiene che Nakhon Pathom fosse un centro di civilizzazione dell’epoca e che vi si stabilirono genti di diverse razze e provenienza. A Nakhon Pathom, sorge anche il tempio Songdhammakalyani che letteralmente significa “il tempio dove le donne sostengono il Dharma”, primo tempio femminile della Thailandia, fondato 54 anni fa dalla Venerabile Voramai, con l’intento di creare e sviluppare un ordine monastico di donne, chiamate in Thai Bhikkhuni che, come in altri paesi dell’Asia Buddhista, potessero essere a livello paritario dei loro omologhi maschi. La stessa scelta di edificare un tempio a Nakhon Pathom rappresentava nelle intenzioni della fondatrice, un simbolo di continuità con la tradizione che vede in questa città la culla del Buddhismo Thailandese. Il tempio, sotto la guida della Venerabile Dhammananda, attuale badessa e figlia della fondatrice, benché ancora non abbastanza conosciuto a livello nazionale, nei suoi 50 anni di vita, ha visto una crescita particolarmente elevata almeno a livello locale. La presenza sul territorio, infatti appare oramai ben radicata grazie all’intensa attività di sostegno agli abitanti della zona da parte delle monache. Cerimonie e corsi di meditazione si alternano o si integrano con le pratiche monastiche quotidiane, dando modo a fedeli o a semplici visitatori, di approfondire questa interessante realtà del buddhismo, unica religione monoteistica a dare alle donne un ruolo monastico primario, con una partecipazione diretta alla vita del tempio: il giorno della nostra visita, almeno una cinquantina di persone hanno condiviso il pasto con le monache, servendole come da tradizione ed hanno partecipato ad una cerimonia commemorativa alla memoria di due donne defunte. Noi stessi poco dopo l’alba, le abbiamo seguite durante il giro mattutino di raccolta delle offerte di cibo da parte degli abitanti della zona, verificando di persona, il fervore ed il rispetto della gente di fronte a queste donne dal volto sereno, con un sorriso amichevole stampato sul volto, sempre pronte ad una parola di conforto o di incoraggiamento. Tra le particolarità del tempio di particolare bellezza é il Buddha medico, la prima e più grande statua in Thailandia rappresentante il Buddha in questa versione. Nel 1982 quando la Venerabile Dhammananda era ancora la dottoressa Chatsumarn Kabilsingh insegnante alla Thammasat University, tradusse per la prima volta in Thai la Sutra della medicina e nel 1994, ancora laica, durante la sua meditazione ebbe una visione del Buddha della medicina: una figura di grandi dimensioni scavata nella roccia che presentava un’entrata nel suo ginocchio destro attraverso il quale la gente entrava per ricevere una benedizione e la guarigione. Fece uno schizzo di ciò che vide e se ne dimenticò. Nel 2001 dopo la sua ordinazione questo episodio le tornò alla mente facendole comprendere quale fosse la missione che la visione le aveva indicato. Dopo aver speso un anno in viaggio alla ricerca di un’immagine del Buddha della medicina, decise di farlo realizzare in Thailandia dove ottenne una statua molto aderente a quella della visione. La statua fu completata nel 2005 e sistemata al primo piano del Vihara (parola sanscrita che indica il Monastero Buddhista, letteralmente “un luogo appartato in cui camminare “) che, ancora incompleto, sarebbe stato completato nel 2008, anno in cui si celebrava il centenario della nascita della fondatrice del tempio. INFORMAZIONI Attualmente diverse altre costruzioni devono ancora essere portate a termine e i lavori sono tuttora in corso e richiedono un notevole impegno economico. Chiunque volesse dare il proprio aiuto e sostenere gli sforzi delle Bhikkhuni per contribuire a metterle in condizione di potersi dedicare alla loro opera in un ambiente accogliente può partecipare con un versamento a: Songdhammakalyani Fund conto n. 649 228591-1 presso la Siam Commercial Bank Public Co. Ltd. Praprathone Branch 410 Desa Rd., Nakhonpathom 73000 Thailand Swift code SICOTHBK Per ulteriori informazioni, vedere http://www.thaibhikkhunis.org/eng2014/index.html (in inglese). Su http://www.thaibhikkhunis.org/eng2014/Data/Introducing%20Songdhammakalyani%20Monastery.pdf un interessante foglietto informativo in pdf.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Reading-the-sacred-texts-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Reading-the-sacred-texts-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Reading-the-sacred-texts-75x75.jpg 75w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><p>Nakhon Pathom è una piccola provincia situata a circa 56 km da Bangkok che ha prosperato fra il VI e l’XI secolo durante la civilizzazione Dvaravati. Secondo alcuni ritrovamenti archeologici, Nakhon Pathom è stata la prima città ad essere esposta all’influenza del buddismo. Dal tempio di Phra Pathom e da altre rovine scoperte nella zona della città si ritiene che Nakhon Pathom fosse un centro di civilizzazione dell’epoca e che vi si stabilirono genti di diverse razze e provenienza.</p>
<div id="attachment_28767" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Songdhammakalyani-temple.jpg" rel="prettyphoto[28741]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-28767" class="wp-image-28767 size-medium" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Songdhammakalyani-temple-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Songdhammakalyani-temple-300x200.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Songdhammakalyani-temple-768x512.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Songdhammakalyani-temple-600x400.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Songdhammakalyani-temple-150x100.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Songdhammakalyani-temple-369x246.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Songdhammakalyani-temple-770x514.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Songdhammakalyani-temple-285x190.jpg 285w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Songdhammakalyani-temple-236x156.jpg 236w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Songdhammakalyani-temple.jpg 1023w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-28767" class="wp-caption-text">Songdhammakalyani temple</p></div>
<p>A Nakhon Pathom, sorge anche il tempio Songdhammakalyani che letteralmente significa “il tempio dove le donne sostengono il Dharma”, primo tempio femminile della <strong><a href="https://asianitinerary.com/it/category/thailandia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Thailandia</a></strong>, fondato 54 anni fa dalla Venerabile Voramai, con l’intento di creare e sviluppare un ordine monastico di donne, chiamate in Thai Bhikkhuni che, come in altri paesi dell’Asia Buddhista, potessero essere a livello paritario dei loro omologhi maschi. La stessa scelta di edificare un tempio a Nakhon Pathom rappresentava nelle intenzioni della fondatrice, un simbolo di continuità con la tradizione che vede in questa città la culla del Buddhismo Thailandese.</p>
<p>Il tempio, sotto la guida della Venerabile Dhammananda, attuale badessa e figlia della fondatrice, benché ancora non abbastanza conosciuto a livello nazionale, nei suoi 50 anni di vita, ha visto una crescita particolarmente elevata almeno a livello locale. La presenza sul territorio, infatti appare oramai ben radicata grazie all’intensa attività di sostegno agli abitanti della zona da parte delle monache.</p>
<div id="attachment_28755" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Ceremony-at-the-temple.jpg" rel="prettyphoto[28741]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-28755" class="wp-image-28755 size-medium" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Ceremony-at-the-temple-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Ceremony-at-the-temple-300x200.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Ceremony-at-the-temple-768x512.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Ceremony-at-the-temple-600x400.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Ceremony-at-the-temple-150x100.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Ceremony-at-the-temple-369x246.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Ceremony-at-the-temple-770x514.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Ceremony-at-the-temple-285x190.jpg 285w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Ceremony-at-the-temple-236x156.jpg 236w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Ceremony-at-the-temple.jpg 1023w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-28755" class="wp-caption-text">Ceremony at the temple</p></div>
<p>Cerimonie e corsi di meditazione si alternano o si integrano con le pratiche monastiche quotidiane, dando modo a fedeli o a semplici visitatori, di approfondire questa interessante realtà del buddhismo, unica religione monoteistica a dare alle donne un ruolo monastico primario, con una partecipazione diretta alla vita del tempio: il giorno della nostra visita, almeno una cinquantina di persone hanno condiviso il pasto con le monache, servendole come da tradizione ed hanno partecipato ad una cerimonia commemorativa alla memoria di due donne defunte.</p>
<p>Noi stessi poco dopo l’alba, le abbiamo seguite durante il giro mattutino di raccolta delle offerte di cibo da parte degli abitanti della zona, verificando di persona, il fervore ed il rispetto della gente di fronte a queste donne dal volto sereno, con un sorriso amichevole stampato sul volto, sempre pronte ad una parola di conforto o di incoraggiamento.</p>
<div id="attachment_28764" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Paying-respect-to-Lord-Bhuddha.jpg" rel="prettyphoto[28741]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-28764" class="size-medium wp-image-28764" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Paying-respect-to-Lord-Bhuddha-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Paying-respect-to-Lord-Bhuddha-300x225.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Paying-respect-to-Lord-Bhuddha-768x576.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Paying-respect-to-Lord-Bhuddha.jpg 1024w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Paying-respect-to-Lord-Bhuddha-600x450.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Paying-respect-to-Lord-Bhuddha-150x113.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Paying-respect-to-Lord-Bhuddha-369x277.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Paying-respect-to-Lord-Bhuddha-770x578.jpg 770w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-28764" class="wp-caption-text">Paying respect to Lord Bhuddha</p></div>
<p>Tra le particolarità del tempio di particolare bellezza é il Buddha medico, la prima e più grande statua in <strong><a href="https://asianitinerary.com/it/category/thailandia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Thailandia</a></strong> rappresentante il Buddha in questa versione. Nel 1982 quando la Venerabile Dhammananda era ancora la dottoressa Chatsumarn Kabilsingh insegnante alla Thammasat University, tradusse per la prima volta in Thai la Sutra della medicina e nel 1994, ancora laica, durante la sua meditazione ebbe una visione del Buddha della medicina: una figura di grandi dimensioni scavata nella roccia che presentava un’entrata nel suo ginocchio destro attraverso il quale la gente entrava per ricevere una benedizione e la guarigione. Fece uno schizzo di ciò che vide e se ne dimenticò.</p>
<div id="attachment_28752" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Buddha-detail-2.jpg" rel="prettyphoto[28741]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-28752" class="size-medium wp-image-28752" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Buddha-detail-2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Buddha-detail-2-300x225.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Buddha-detail-2-768x576.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Buddha-detail-2-600x450.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Buddha-detail-2-150x113.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Buddha-detail-2-369x277.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Buddha-detail-2-770x578.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Buddha-detail-2.jpg 1022w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-28752" class="wp-caption-text">Lord Buddha</p></div>
<p>Nel 2001 dopo la sua ordinazione questo episodio le tornò alla mente facendole comprendere quale fosse la missione che la visione le aveva indicato. Dopo aver speso un anno in viaggio alla ricerca di un’immagine del Buddha della medicina, decise di farlo realizzare in Thailandia dove ottenne una statua molto aderente a quella della visione. La statua fu completata nel 2005 e sistemata al primo piano del Vihara (parola sanscrita che indica il Monastero Buddhista, letteralmente “un luogo appartato in cui camminare “) che, ancora incompleto, sarebbe stato completato nel 2008, anno in cui si celebrava il centenario della nascita della fondatrice del tempio.</p>
<p><strong>INFORMAZIONI</strong></p>
<div id="attachment_28763" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Offerings-to-Bhikkumi.jpg" rel="prettyphoto[28741]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-28763" class="size-medium wp-image-28763" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Offerings-to-Bhikkumi-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Offerings-to-Bhikkumi-300x200.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Offerings-to-Bhikkumi-768x512.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Offerings-to-Bhikkumi.jpg 1024w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Offerings-to-Bhikkumi-600x400.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Offerings-to-Bhikkumi-150x100.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Offerings-to-Bhikkumi-369x246.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Offerings-to-Bhikkumi-770x514.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Offerings-to-Bhikkumi-285x190.jpg 285w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Offerings-to-Bhikkumi-236x156.jpg 236w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-28763" class="wp-caption-text">Offerings to Bhikkumi</p></div>
<p>Attualmente diverse altre costruzioni devono ancora essere portate a termine e i lavori sono tuttora in corso e richiedono un notevole impegno economico.</p>
<p>Chiunque volesse dare il proprio aiuto e sostenere gli sforzi delle Bhikkhuni per contribuire a metterle in condizione di potersi dedicare alla loro opera in un ambiente accogliente può partecipare con un versamento a:</p>
<p><strong>Songdhammakalyani Fund</strong></p>
<div id="attachment_28759" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Food-time-for-the-Bhillhuni.jpg" rel="prettyphoto[28741]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-28759" class="size-medium wp-image-28759" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Food-time-for-the-Bhillhuni-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Food-time-for-the-Bhillhuni-300x200.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Food-time-for-the-Bhillhuni-768x512.jpg 768w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Food-time-for-the-Bhillhuni-600x400.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Food-time-for-the-Bhillhuni-150x100.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Food-time-for-the-Bhillhuni-369x246.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Food-time-for-the-Bhillhuni-770x514.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Food-time-for-the-Bhillhuni-285x190.jpg 285w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Food-time-for-the-Bhillhuni-236x156.jpg 236w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2017/06/Food-time-for-the-Bhillhuni.jpg 1023w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-28759" class="wp-caption-text">Food time for the Bhillhuni</p></div>
<p>conto n. 649 228591-1</p>
<p>presso la Siam Commercial Bank Public Co. Ltd.</p>
<p>Praprathone Branch 410 Desa Rd., Nakhonpathom 73000 Thailand</p>
<p>Swift code SICOTHBK</p>
<p>Per ulteriori informazioni, vedere <a href="http://www.thaibhikkhunis.org/eng2014/index.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">http://www.thaibhikkhunis.org/eng2014/index.html</a> (in inglese).</p>
<p>Su <a href="http://www.thaibhikkhunis.org/eng2014/Data/Introducing%20Songdhammakalyani%20Monastery.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">http://www.thaibhikkhunis.org/eng2014/Data/Introducing%20Songdhammakalyani%20Monastery.pdf</a> un interessante foglietto informativo in pdf.</p>
<p>The post <a href="https://asianitinerary.com/it/le-bhikkhuni-nakhon-pathom/">Le Bhikkhuni di Nakhon Pathom</a> appeared first on <a href="https://asianitinerary.com/it/">Asian Itinerary</a>.</p>
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		<title>Yulia la donna dei batik</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Thomas Gennaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Apr 2016 05:15:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Indonesia]]></category>
		<category><![CDATA[Kalimantan]]></category>
		<category><![CDATA[Tours]]></category>
		<category><![CDATA[batik]]></category>
		<category><![CDATA[Borneo]]></category>
		<category><![CDATA[Yulia batik making school]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/04/IMG_0532-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/04/IMG_0532-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/04/IMG_0532-75x75.jpg 75w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>Yulia la donna dei batik mi è stata presentata da mia sorella due anni fa. La madre di Yulia è un’anziana produttrice artigiana di batik da Palangkaraya, cresciuta affrontando vari problemi economici. Arrivò persino a partecipare al concorso per il ‘ batik più lungo al mondo’ ma dovette ritirarsi: i crescenti problemi economici non si risolvevano di certo con la sola vendita di batik, così la mamma di Yulia dovette imparare ad arrangiarsi e trovare altre fonti d’entrata. Mentre cresceva, il maggior desiderio di Yulia era quello di poter creare una comunità di artigiani del batik a Palangkaraya. Nonostante le numerose sfide che ha affrontato al fine di realizzare il suo sogno, incluso quella di dover chiedere un prestito alla banca per potere acquistare strumenti da lavoro e materie prime, è riuscita a fondare la ‘Komunitas Pecinta Benang bintik’ &#8211; &#8216;Comunità degli amanti del Batik&#8217;. Gli appassionati di batik di Palangkaraya entrarono immediatamente a far parte del gruppo e la missione di Yulia di promuovere il patrimonio culturale della produzione del batik nel Kalimantan centrale è andata ben oltre: come servizio per la comunita locale, Yulia ora produce ora vestiti in tessuto di batik che la gente del posto può prendere in prestito gratuitamente. Uno degli ostacoli principali fu quello di trovare clienti disposti ad acquistare i suoi batik. Yulia passò interi mesi senza fare una singola vendita, e faticò molto per rimborsare il prestito bancario. Tuttavia, il suo spirito rimase alto e presto Yulia riuscì a mettere in pratica un’idea di successo: aprire il workshop dei batik al pubblico e far pagare ai visitatori che desiderano imparare la tecnica per la produzione dei batik nel Kalimantan centrale. Questa fu la vera chiave della svolta: uno ad uno, i clienti iniziarono ad arrivare. Adoro il talento di Yulia per l’arte dei batik, e vi posso assicurare che non sono in tanti a fare i batik in stile Dayak come lei. Sostenere e finanziare una piccola azienda come questa, una che può aiutare la gente locale e sostenere i loro prodotti e l’arte Dayak nel Kalimantan centrale, che è quasi estinta in quest’epoca moderna, è estremamente soddisfacente. Yulia ha un enorme potenziale che a mio parere non deve andare sprecato. Una volta che abbiamo deciso di includere la scuola di batik di Yulia nel nostro tour, abbiamo fatto una campagna di marketing. I miei clienti sono davvero soddisfatti di trascorrere parte del loro tour con Yulia la donna dei batik, e la sua scuola è diventata una delle attività principali che turistiche di Palangkaraya. Central Borneo Guide appoggia le piccole imprese della comunità locale di Palangkaraya. Visionate Central Borneo Guide per prenotare un tour: http://centralborneoguide.com </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/04/IMG_0532-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/04/IMG_0532-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/04/IMG_0532-75x75.jpg 75w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><div id="attachment_25137" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/04/IMG_2314.jpg" rel="prettyphoto[25630]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-25137" class="size-medium wp-image-25137" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/04/IMG_2314-225x300.jpg" alt="Yulia showing her skills" width="225" height="300" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/04/IMG_2314-225x300.jpg 225w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/04/IMG_2314-113x150.jpg 113w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/04/IMG_2314-369x492.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/04/IMG_2314.jpg 450w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a><p id="caption-attachment-25137" class="wp-caption-text">Yulia showing her skills</p></div>
<p>Yulia la donna dei batik mi è stata presentata da mia sorella due anni fa. La madre di Yulia è un’anziana produttrice artigiana di batik da Palangkaraya, cresciuta affrontando vari problemi economici. Arrivò persino a partecipare al concorso per il ‘ batik più lungo al mondo’ ma dovette ritirarsi: i crescenti problemi economici non si risolvevano di certo con la sola vendita di batik, così la mamma di Yulia dovette imparare ad arrangiarsi e trovare altre fonti d’entrata.</p>
<p>Mentre cresceva, il maggior desiderio di Yulia era quello di poter creare una comunità di artigiani del batik a Palangkaraya. Nonostante le numerose sfide che ha affrontato al fine di realizzare il suo sogno, incluso quella di dover chiedere un prestito alla banca per potere acquistare strumenti da lavoro e materie prime, è riuscita a fondare la ‘Komunitas Pecinta Benang bintik’ &#8211; &#8216;Comunità degli amanti del Batik&#8217;.</p>
<div id="attachment_25145" style="width: 235px" class="wp-caption alignright"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/04/IMG_2315.jpg" rel="prettyphoto[25630]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-25145" class="size-medium wp-image-25145" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/04/IMG_2315-225x300.jpg" alt="Working with precision in mind" width="225" height="300" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/04/IMG_2315-225x300.jpg 225w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/04/IMG_2315-113x150.jpg 113w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/04/IMG_2315-369x492.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/04/IMG_2315.jpg 450w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a><p id="caption-attachment-25145" class="wp-caption-text">Working with precision in mind</p></div>
<p>Gli appassionati di batik di Palangkaraya entrarono immediatamente a far parte del gruppo e la missione di Yulia di promuovere il patrimonio culturale della produzione del batik nel Kalimantan centrale è andata ben oltre: come servizio per la comunita locale, Yulia ora produce ora vestiti in tessuto di batik che la gente del posto può prendere in prestito gratuitamente.</p>
<div id="attachment_25141" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/04/10374519_4875104013303_8378674055864320922_n.jpg" rel="prettyphoto[25630]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-25141" class="size-medium wp-image-25141" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/04/10374519_4875104013303_8378674055864320922_n-300x300.jpg" alt="Proud tourists shows their own batik production" width="300" height="300" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/04/10374519_4875104013303_8378674055864320922_n-300x300.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/04/10374519_4875104013303_8378674055864320922_n-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/04/10374519_4875104013303_8378674055864320922_n-600x600.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/04/10374519_4875104013303_8378674055864320922_n-369x369.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/04/10374519_4875104013303_8378674055864320922_n-75x75.jpg 75w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/04/10374519_4875104013303_8378674055864320922_n.jpg 768w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-25141" class="wp-caption-text">Proud tourists shows their own batik production</p></div>
<p>Uno degli ostacoli principali fu quello di trovare clienti disposti ad acquistare i suoi batik. Yulia passò interi mesi senza fare una singola vendita, e faticò molto per rimborsare il prestito bancario. Tuttavia, il suo spirito rimase alto e presto Yulia riuscì a mettere in pratica un’idea di successo: aprire il workshop dei batik al pubblico e far pagare ai visitatori che desiderano imparare la tecnica per la produzione dei batik nel Kalimantan centrale. Questa fu la vera chiave della svolta: uno ad uno, i clienti iniziarono ad arrivare.</p>
<p>Adoro il talento di Yulia per l’arte dei batik, e vi posso assicurare che non sono in tanti a fare i batik in stile Dayak come lei. Sostenere e finanziare una piccola azienda come questa, una che può aiutare la gente locale e sostenere i loro prodotti e l’arte Dayak nel Kalimantan centrale, che è quasi estinta in quest’epoca moderna, è estremamente soddisfacente. Yulia ha un enorme potenziale che a mio parere non deve andare sprecato.</p>
<div id="attachment_25135" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/04/1613521_orig.jpg" rel="prettyphoto[25630]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-25135" class="size-medium wp-image-25135" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/04/1613521_orig-300x169.jpg" alt="The perfect souvenir which will bring back great memories" width="300" height="169" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/04/1613521_orig-300x169.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/04/1613521_orig-600x338.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/04/1613521_orig-150x84.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/04/1613521_orig-369x208.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/04/1613521_orig-770x433.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/04/1613521_orig.jpg 960w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-25135" class="wp-caption-text">The perfect souvenir which will bring back great memories</p></div>
<p>Una volta che abbiamo deciso di includere la scuola di batik di Yulia nel nostro tour, abbiamo fatto una campagna di marketing. I miei clienti sono davvero soddisfatti di trascorrere parte del loro tour con Yulia la donna dei batik, e la sua scuola è diventata una delle attività principali che turistiche di Palangkaraya.</p>
<p><strong><a href="https://asianitinerary.com/central-borneo-guide/" target="_blank">Central Borneo Guide</a> </strong>appoggia le piccole imprese della comunità locale di Palangkaraya. Visionate <strong><a href="https://asianitinerary.com/central-borneo-guide/" target="_blank">Central Borneo Guide</a> </strong>per prenotare un tour: <a href="http://centralborneoguide.com/">http://centralborneoguide.com </a></p>
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		<title>Balik Pulau cycling tour Penang</title>
		<link>https://asianitinerary.com/it/balik-pulau-cycling-tour-penang/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=balik-pulau-cycling-tour-penang</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Thomas Gennaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Feb 2016 16:11:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bicycle]]></category>
		<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Malesia]]></category>
		<category><![CDATA[Penang]]></category>
		<category><![CDATA[Tours]]></category>
		<category><![CDATA[Balik Pulau]]></category>
		<category><![CDATA[countryside]]></category>
		<category><![CDATA[penang]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0194-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0194-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0194-75x75.jpg 75w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>What is the real feeling of being &#8220;a world away&#8221;? I discovered that when I followed Eddie on an adventurous morning out to the agricultural district of Balik Pulau. I had been on the island of Penang, in Malaysia, for over a week, hovering between the Komtar area, the Clan Jetties and the Unesco heritage area of Georgetown, walking amongst people, driving along traffic, breathing smog and hearing voices and noises. I needed a break. Even at 7am, when Eddie picked me up from my hotel, Penang was business as usual: traffic jams, high rise buildings, people running towards somewhere… But then, after a scenic drive along a winding road, we crossed the hills, and what awaited me on Penang&#8216;s west side was a different island to the one I had previously known. A &#8216;new&#8217; dimension made of nature, peace, slow motion, one indeed that immediately felt more suitable, more humane. Once we finally arrived at the Audi Dream Farm, the Explore Balik Pulau docking station, I got to chose my bicycle. Do not expect a Merida or a Trek; their bikes have seen better times, but a weekly visit by a local mechanic ensures all essential features work: the brakes and the gears. Mind you, you mainly cycle along flat routes, so gears are not really needed. At 8am, Balik Pulau was still very much asleep, as the sun had not yet appeared from behind the hills. We started our cycling along a canal; we met a few cows &#8211; whose meat is used to cook Malaysia popular dish Rendang &#8211; farmers on foot and no-one else, before reaching a jetty where two villages, one Chinese one Malay, border each other, their villagers living side by side in respect for each other&#8217;s different traditions and beliefs. A couple of kilometers further, we visited a very neat and well-run goat farm that produces dairy products, its grounds filled with a number of fruit trees that include durian &#8211; the most famous produce of the area &#8211; jackfruit, starfruit, papaya and more. Behind, the towering hills are covered by fruit orchards all the way to their top. What an amazing area. I was really enjoying Eddie, this young laid-back chap of Hokkien Chinese origins who 5 years ago ditched a career as a chef and a job in the IT industry to live in close contact with local people, with animals and with nature. He is such a knowledgeable guy with a hearty laugh and he fed me with tons of information on several subjects. We stopped in the centre of the Chinese village to look at their traditional way of life, entered the local temple that hosts the Goddess of Sea and other deities, and browsed the local grocery store and a few local stalls. We then moved along a labyrinth of minor roads, pathways and alleys to discover traditional Malay houses with their well-manicured gardens in local Kampongs &#8211; villages in Malay language &#8211; where we were literally treated like pedestrians, before arriving at the nutmeg farm. There, the affable owner of third generation of nutmeg farmers gave me a full lecture on this spice that at some point was so precious it served as a currency. Next was a quaint little fishing village surrounded by the fish market where one can buy the catch of the day and by the mangrove forest, where we enjoyed looking at mudskippers doing their things, at the local small boats coming and going, at fishermen sorting out their catch and their nets or simply dozing off on their hammocks. We even sighted a couple of medium-sized monitor lizards! Marvellous. The 12 kilometre loop was closed when we finally reached back the starting point. We were lucky to pick a day that was cloudy, hence not so hot and not rainy either, the perfect day for cycling. The last thing left to do was to try their coffee and a delicious, home-made durian cake. Eddie was also so kind to take me on a guided visit of his Audi Dream Farm. What they are creating on a 2.5 hectares of land is simply amazing: they breed several of the world&#8217;s species of pigeons, they have huge aviaries full of what they call &#8216;love birds&#8217;, they keep ducks, chicken, deers (yes &#8211; all the way from India) and rabbits, they have huge ponds full of Tilapia fish, and they grow fully organic vegetables in a garden so neat it feels like paradise. Could I have asked for more? Surely not, but Eddie was not done yet. While driving back to Georgetown, he took the time to stop at a south-west area by the sea where I could see the whole west of the island, including the complete hill range; he then drove to rice paddy fields, and even stopped on the top of the hill for a panoramic view of the charming area of Balik Pulau, before sinking back to the Penang eastern world made of cars and cement. Balik Pulau literally means &#8216;the back of the island&#8217;. Well, after this tour with Eddie, to me it felt more like the front of the island. With the island experiencing a development boom, locals say this part of Penang is disappearing quickly. Visit it now before it changes. Balik Pulau Countryside Cycling Tour The cycling tour at Balik Pulau departs every afternoon, Saturday and Sunday mornings, and it is the best way to see the countryside of Penang up close and to be touched by the charm of country life at personal level. This tour is suitable to all, from 8 to 80 years old, with or without cycling experience, fit or unfit. Penang can be mercilessly hot, so bring a hat, sunglasses sunblock, a small towel and a set of spare clothes (at least a spare t-shirt) in case the day is hot and sweaty. Eddie brings along raincoats and lots of information. Water can be bought in small grocery stores along the way, but bring a small bottle...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0194-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0194-150x150.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0194-75x75.jpg 75w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><div id="attachment_24505" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0198.jpg" rel="prettyphoto[24531]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-24505" class="size-medium wp-image-24505" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0198-300x195.jpg" alt="Local intersection" width="300" height="195" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0198-300x195.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0198-600x389.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0198-150x97.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0198-369x239.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0198-770x500.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0198.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-24505" class="wp-caption-text">Local intersection</p></div>
<p>What is the real feeling of being &#8220;a world away&#8221;? I discovered that when I followed Eddie on an adventurous morning out to the agricultural district of <strong>Balik Pulau</strong>. I had been on the island of <strong><a href="https://asianitinerary.com/it/category/malesia/penang-malesia/" target="_blank">Penang</a></strong>, in Malaysia, for over a week, hovering between the Komtar area, the Clan Jetties and the Unesco heritage area of <strong>Georgetown</strong>, walking amongst people, driving along traffic, breathing smog and hearing voices and noises. I needed a break.</p>
<p>Even at 7am, when Eddie picked me up from my hotel, <strong><a href="https://asianitinerary.com/it/category/malesia/penang-malesia/" target="_blank">Penang</a></strong> was business as usual: traffic jams, high rise buildings, people running towards somewhere… But then, after a scenic drive along a winding road, we crossed the hills, and what awaited me on <strong><a href="https://asianitinerary.com/it/category/malesia/penang-malesia/" target="_blank">Penang</a></strong>&#8216;s west side was a different island to the one I had previously known. A &#8216;new&#8217; dimension made of nature, peace, slow motion, one indeed that immediately felt more suitable, more humane.</p>
<div id="attachment_24487" style="width: 210px" class="wp-caption alignright"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0129.jpg" rel="prettyphoto[24531]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-24487" class="size-medium wp-image-24487" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0129-200x300.jpg" alt="Eddie preparing our bikes for the day" width="200" height="300" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0129-200x300.jpg 200w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0129-100x150.jpg 100w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0129-369x554.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0129.jpg 400w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a><p id="caption-attachment-24487" class="wp-caption-text">Eddie preparing our bikes for the day</p></div>
<p>Once we finally arrived at the <strong>Audi Dream Farm</strong>, the <strong>Explore Balik Pulau</strong> docking station, I got to chose my bicycle. Do not expect a Merida or a Trek; their bikes have seen better times, but a weekly visit by a local mechanic ensures all essential features work: the brakes and the gears. Mind you, you mainly cycle along flat routes, so gears are not really needed.</p>
<div id="attachment_24491" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0145.jpg" rel="prettyphoto[24531]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-24491" class="size-medium wp-image-24491" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0145-300x200.jpg" alt="Misty morning in Balik PUlau" width="300" height="200" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0145-300x200.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0145-600x400.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0145-150x100.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0145-369x246.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0145-770x514.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0145-285x190.jpg 285w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0145-236x156.jpg 236w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0145.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-24491" class="wp-caption-text">Misty morning in Balik Pulau</p></div>
<p>At 8am, <strong>Balik Pulau</strong> was still very much asleep, as the sun had not yet appeared from behind the hills. We started our cycling along a canal; we met a few cows &#8211; whose meat is used to cook Malaysia popular dish <strong>Rendang</strong> &#8211; farmers on foot and no-one else, before reaching a jetty where two villages, one Chinese one Malay, border each other, their villagers living side by side in respect for each other&#8217;s different traditions and beliefs.</p>
<p>A couple of kilometers further, we visited a very neat and well-run goat farm that produces dairy products, its grounds filled with a number of fruit trees that include durian &#8211; the most famous produce of the area &#8211; jackfruit, starfruit, papaya and more. Behind, the towering hills are covered by fruit orchards all the way to their top. What an amazing area.</p>
<div id="attachment_24519" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/IMG_0173.jpg" rel="prettyphoto[24531]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-24519" class="size-medium wp-image-24519" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/IMG_0173-300x200.jpg" alt="Goats at the goat dairy farm" width="300" height="200" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/IMG_0173-300x200.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/IMG_0173-600x400.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/IMG_0173-150x100.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/IMG_0173-369x246.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/IMG_0173-770x514.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/IMG_0173-285x190.jpg 285w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/IMG_0173-236x156.jpg 236w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/IMG_0173.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-24519" class="wp-caption-text">Goats at the goat dairy farm</p></div>
<p>I was really enjoying Eddie, this young laid-back chap of Hokkien Chinese origins who 5 years ago ditched a career as a chef and a job in the IT industry to live in close contact with local people, with animals and with nature. He is such a knowledgeable guy with a hearty laugh and he fed me with tons of information on several subjects.</p>
<div id="attachment_24497" style="width: 212px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0184.jpg" rel="prettyphoto[24531]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-24497" class="size-medium wp-image-24497" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0184-202x300.jpg" alt="Owner of the nutmeg farm" width="202" height="300" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0184-202x300.jpg 202w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0184-101x150.jpg 101w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0184-369x548.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0184.jpg 404w" sizes="(max-width: 202px) 100vw, 202px" /></a><p id="caption-attachment-24497" class="wp-caption-text">Owner of the nutmeg farm</p></div>
<p>We stopped in the centre of the Chinese village to look at their traditional way of life, entered the local temple that hosts the <strong>Goddess of Sea</strong> and other deities, and browsed the local grocery store and a few local stalls. We then moved along a labyrinth of minor roads, pathways and alleys to discover traditional Malay houses with their well-manicured gardens in local <strong>Kampongs</strong> &#8211; villages in Malay language &#8211; where we were literally treated like pedestrians, before arriving at the nutmeg farm. There, the affable owner of third generation of nutmeg farmers gave me a full lecture on this spice that at some point was so precious it served as a currency.</p>
<div id="attachment_24493" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0150.jpg" rel="prettyphoto[24531]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-24493" class="size-medium wp-image-24493" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0150-300x200.jpg" alt="FIshing village in Balik PUlau" width="300" height="200" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0150-300x200.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0150-600x400.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0150-150x100.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0150-369x246.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0150-770x514.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0150-285x190.jpg 285w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0150-236x156.jpg 236w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0150.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-24493" class="wp-caption-text">Fishing village in Balik PUlau</p></div>
<p>Next was a quaint little fishing village surrounded by the fish market where one can buy the catch of the day and by the mangrove forest, where we enjoyed looking at mudskippers doing their things, at the local small boats coming and going, at fishermen sorting out their catch and their nets or simply dozing off on their hammocks. We even sighted a couple of medium-sized monitor lizards! Marvellous.</p>
<p>The 12 kilometre loop was closed when we finally reached back the starting point.</p>
<div id="attachment_24507" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0209.jpg" rel="prettyphoto[24531]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-24507" class="size-medium wp-image-24507" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0209-300x200.jpg" alt="Farming with the heart at the Audi Dream Farm" width="300" height="200" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0209-300x200.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0209-600x399.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0209-150x100.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0209-369x245.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0209-770x514.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0209-285x190.jpg 285w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0209-236x156.jpg 236w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0209.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-24507" class="wp-caption-text">Farming with the heart at the Audi Dream Farm</p></div>
<p>We were lucky to pick a day that was cloudy, hence not so hot and not rainy either, the perfect day for cycling. The last thing left to do was to try their coffee and a delicious, home-made durian cake. Eddie was also so kind to take me on a guided visit of his <strong>Audi Dream Farm</strong>. What they are creating on a 2.5 hectares of land is simply amazing: they breed several of the world&#8217;s species of pigeons, they have huge aviaries full of what they call &#8216;love birds&#8217;, they keep ducks, chicken, deers (yes &#8211; all the way from India) and rabbits, they have huge ponds full of Tilapia fish, and they grow fully organic vegetables in a garden so neat it feels like paradise.</p>
<div id="attachment_24511" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0225.jpg" rel="prettyphoto[24531]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-24511" class="size-medium wp-image-24511" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0225-300x200.jpg" alt="Penang east coast " width="300" height="200" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0225-300x200.jpg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0225-600x400.jpg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0225-150x100.jpg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0225-369x246.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0225-770x514.jpg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0225-285x190.jpg 285w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0225-236x156.jpg 236w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/MG_0225.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-24511" class="wp-caption-text">Penang weast coast</p></div>
<p>Could I have asked for more? Surely not, but Eddie was not done yet. While driving back to <strong>Georgetown</strong>, he took the time to stop at a south-west area by the sea where I could see the whole west of the island, including the complete hill range; he then drove to rice paddy fields, and even stopped on the top of the hill for a panoramic view of the charming area of Balik Pulau, before sinking back to the Penang eastern world made of cars and cement.</p>
<p><strong>Balik Pulau</strong> literally means &#8216;the back of the island&#8217;. Well, after this tour with Eddie, to me it felt more like the front of the island. With the island experiencing a development boom, locals say this part of Penang is disappearing quickly. Visit it now before it changes.</p>
<p><b>Balik Pulau Countryside Cycling Tour</b></p>
<div id="attachment_24523" style="width: 210px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/IMG_0215.jpg" rel="prettyphoto[24531]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-24523" class="size-medium wp-image-24523" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/IMG_0215-200x300.jpg" alt="Enjoy a deserved break of coffee and durian cake" width="200" height="300" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/IMG_0215-200x300.jpg 200w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/IMG_0215-100x150.jpg 100w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/IMG_0215-369x554.jpg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/IMG_0215.jpg 400w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a><p id="caption-attachment-24523" class="wp-caption-text">Enjoy a deserved break of coffee and durian cake</p></div>
<p>The cycling tour at <strong>Balik Pulau</strong> departs every afternoon, Saturday and Sunday mornings, and it is the best way to see the countryside of <strong><a href="https://asianitinerary.com/it/category/malesia/penang-malesia/" target="_blank">Penang</a></strong> up close and to be touched by the charm of country life at personal level. This tour is suitable to all, from 8 to 80 years old, with or without cycling experience, fit or unfit.</p>
<p>Penang can be mercilessly hot, so bring a hat, sunglasses sunblock, a small towel and a set of spare clothes (at least a spare t-shirt) in case the day is hot and sweaty. Eddie brings along raincoats and lots of information. Water can be bought in small grocery stores along the way, but bring a small bottle for the start.</p>
<div id="attachment_24525" style="width: 153px" class="wp-caption alignright"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/IMG_6048.jpg" rel="prettyphoto[24531]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-24525" class="size-medium wp-image-24525" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/IMG_6048-143x300.jpg" alt="Balik Pulau cycling tour leaflet" width="143" height="300" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/IMG_6048-143x300.jpg 143w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/IMG_6048-71x150.jpg 71w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/02/IMG_6048.jpg 285w" sizes="(max-width: 143px) 100vw, 143px" /></a><p id="caption-attachment-24525" class="wp-caption-text">Balik Pulau cycling tour leaflet</p></div>
<p>Helmet is not compulsory and it is your choice whether you wear it or not. The ride is along dirt paths and minor roads where hardly any car of bike circulate, so you can bicycle without it, but if you prefer to wear it, it is available for you at the centre.</p>
<p>Tours can be done either in the afternoon or in the early morning &#8211; if you opt for the early morning tour, make sure you have your breakfast before pick up. The tour is priced at RM30 per person for the guided cycling tour if you make your way to <strong>Balik Pulau</strong>, or RM60 per person if you prefer to be picked up from and sent back to your hotel. You can contact Eddie on <a href="mailto:aventleisure@gmail.com" target="_blank">aventleisure@gmail.com</a> and visit their website on <a href="http://www.explorebalikpulau.com.my/tour" target="_blank">www.explorebalikpulau.com.my/tour</a> for further information, contact and tour reservations.</p>
<p><a href="http://www.agoda.com/balik-pulau/maps/penang-my.html?cid=1743660" target="_blank">FOR GREAT DEALS ON ACCOMMODATION IN BALIK PULAU, CLICK HERE !</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>The cashew nuts</title>
		<link>https://asianitinerary.com/it/the-cashew-nuts/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=the-cashew-nuts</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Thomas Gennaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2016 14:35:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Krabi]]></category>
		<category><![CDATA[Nature]]></category>
		<category><![CDATA[Thailandia]]></category>
		<category><![CDATA[cashew nuts]]></category>
		<category><![CDATA[Nua Klong]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/IMG_0947-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/IMG_0947-150x150.jpeg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/IMG_0947-75x75.jpeg 75w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>You have all seen them in supermarkets or adorning the top of cakes and pastries. We are talking about cashew nuts. But did you ever wonder where they come from and how they ended up on the market shelf? Well I did, and I finally got a chance to go and see the whole process for myself. The cashew nut business is located in the Nua Klong province, just south of Krabi Town. The area had such a wonderfully smell, and the source of the delicious aroma was soon apparent as I jumped out of the car and was faced with thousands of cashews drying in the sun. We were introduced to Ja Dee, the owner of the business, and through her I learned a lot about how the nuts are processed. First of all, the nuts are separated from their fruit and laid on mats to dry. The actual nut itself is encased in a very hard outer shell that is poisonous if eaten. So after drying, they are taken to a large furnace like pit and the casing is burned. The case is filled with a hard oily substance which fuels the fire to a tremendous temperature, but ultimately leaves it weakened enough to be cracked open. I was then shown to a ‘cracking station’, which consisted of around a dozen local villagers banging away at the blackened nuts with short iron bars to extract the nuts inside. Even more interesting than the actual process itself were the people doing it. Ja Dee told me that the locals all came here to work when they felt to, not because they were under any obligation. They are paid by the kilo, so the more they work, the more they earn. After they are shelled, the cashew nuts then get roasted in large gas-fired ovens. They are then sifted in wooden bowls to separate them into different sizes: in fact, whole cashews are more expensive than the split ones. They can be processed again to remove every trace of the papery outer skin that clings to the nut. The finished article can then be sold wholesale in large sacks to resellers, or to passing customers in smaller plastic bags. The whole process takes around 4 days, from when the raw plant arrives to being ready for sale, and they are distributed all over the region – sometimes as far as Chiang Mai. The reason for this is that cashew nuts only grow in the South of Thailand. Krabi has some plantations, but a lot come from places such as Ranong and Nakon Si Thammarat. In Krabi there are 12 processing places such as the one owned by Ja Dee. The season for picking the nuts is relatively short – with March and April being the busiest times. So the nuts are bought in bulk and stored in huge sacks to keep the workers going all through the year. Our hosts were so friendly and accommodating, and I realized we were getting a glimpse of this part of Thailand not a lot of people get to see. The workers were simple, poor people who spoke no English. These people were a refreshing change from the Thais that work in the tourist industry. In their factory, there was not one item of machinery to be seen – the whole process from start to finish is done by hand. In true Thai hospitality, I was given a bag of still warm cashew nuts to take away with me, and I left my new smiling friends, grateful to having been given this glimpse into their lives. For a more technical description of the cashew, read Jeffrey&#8217;s article http://asianitinerary.com/nature-series-the-cashew/</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/IMG_0947-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/IMG_0947-150x150.jpeg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/IMG_0947-75x75.jpeg 75w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div><p>You have all seen them in supermarkets or adorning the top of cakes and pastries. We are talking about cashew nuts. But did you ever wonder where they come from and how they ended up on the market shelf?</p>
<div id="attachment_24146" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/IMG_0921.jpeg" rel="prettyphoto[24179]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-24146" class="size-medium wp-image-24146" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/IMG_0921-225x300.jpeg" alt="the wonderful looking cashew nuts" width="225" height="300" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/IMG_0921-225x300.jpeg 225w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/IMG_0921-113x150.jpeg 113w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/IMG_0921-369x492.jpeg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/IMG_0921.jpeg 450w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a><p id="caption-attachment-24146" class="wp-caption-text">the wonderful looking cashew nuts</p></div>
<p>Well I did, and I finally got a chance to go and see the whole process for myself. The cashew nut business is located in the Nua Klong province, just south of Krabi Town. The area had such a wonderfully smell, and the source of the delicious aroma was soon apparent as I jumped out of the car and was faced with thousands of cashews drying in the sun. We were introduced to Ja Dee, the owner of the business, and through her I learned a lot about how the nuts are processed.</p>
<p>First of all, the nuts are separated from their fruit and laid on mats to dry. The actual nut itself is encased in a very hard outer shell that is poisonous if eaten. So after drying, they are taken to a large furnace like pit and the casing is burned. The case is filled with a hard oily substance which fuels the fire to a tremendous temperature, but ultimately leaves it weakened enough to be cracked open.</p>
<div id="attachment_24162" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/IMG_0943.jpeg" rel="prettyphoto[24179]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-24162" class="size-medium wp-image-24162" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/IMG_0943-300x225.jpeg" alt="roasting the nuts the local way" width="300" height="225" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/IMG_0943-300x225.jpeg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/IMG_0943-600x450.jpeg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/IMG_0943-150x113.jpeg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/IMG_0943-369x277.jpeg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/IMG_0943-770x578.jpeg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/IMG_0943.jpeg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-24162" class="wp-caption-text">roasting the nuts the local way</p></div>
<p>I was then shown to a ‘cracking station’, which consisted of around a dozen local villagers banging away at the blackened nuts with short iron bars to extract the nuts inside. Even more interesting than the actual process itself were the people doing it. Ja Dee told me that the locals all came here to work when they felt to, not because they were under any obligation. They are paid by the kilo, so the more they work, the more they earn.</p>
<p>After they are shelled, the cashew nuts then get roasted in large gas-fired ovens. They are then sifted in wooden bowls to separate them into different sizes: in fact, whole cashews are more expensive than the split ones. They can be processed again to remove every trace of the papery outer skin that clings to the nut. The finished article can then be sold wholesale in large sacks to resellers, or to passing customers in smaller plastic bags.</p>
<div id="attachment_24148" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/IMG_0923.jpeg" rel="prettyphoto[24179]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-24148" class="size-medium wp-image-24148" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/IMG_0923-300x225.jpeg" alt="Ja Dee with her product" width="300" height="225" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/IMG_0923-300x225.jpeg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/IMG_0923-600x450.jpeg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/IMG_0923-150x113.jpeg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/IMG_0923-369x277.jpeg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/IMG_0923-770x578.jpeg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/IMG_0923.jpeg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-24148" class="wp-caption-text">Ja Dee with her product</p></div>
<p>The whole process takes around 4 days, from when the raw plant arrives to being ready for sale, and they are distributed all over the region – sometimes as far as Chiang Mai. The reason for this is that cashew nuts only grow in the South of Thailand. Krabi has some plantations, but a lot come from places such as Ranong and Nakon Si Thammarat. In Krabi there are 12 processing places such as the one owned by Ja Dee. The season for picking the nuts is relatively short – with March and April being the busiest times. So the nuts are bought in bulk and stored in huge sacks to keep the workers going all through the year.</p>
<div id="attachment_24142" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/IMG_0916.jpeg" rel="prettyphoto[24179]"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-24142" class="size-medium wp-image-24142" src="http://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/IMG_0916-300x225.jpeg" alt="sorting out cashew nuts at the factory" width="300" height="225" srcset="https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/IMG_0916-300x225.jpeg 300w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/IMG_0916-600x450.jpeg 600w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/IMG_0916-150x113.jpeg 150w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/IMG_0916-369x277.jpeg 369w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/IMG_0916-770x578.jpeg 770w, https://asianitinerary.com/wp-content/uploads/2016/01/IMG_0916.jpeg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-24142" class="wp-caption-text">sorting out cashew nuts at the factory</p></div>
<p>Our hosts were so friendly and accommodating, and I realized we were getting a glimpse of this part of Thailand not a lot of people get to see. The workers were simple, poor people who spoke no English. These people were a refreshing change from the Thais that work in the tourist industry. In their factory, there was not one item of machinery to be seen – the whole process from start to finish is done by hand.</p>
<p>In true Thai hospitality, I was given a bag of still warm cashew nuts to take away with me, and I left my new smiling friends, grateful to having been given this glimpse into their lives.</p>
<p>For a more technical description of the cashew, read Jeffrey&#8217;s article <a href="https://asianitinerary.com/it/nature-series-the-cashew/" target="_blank">http://asianitinerary.com/nature-series-the-cashew/</a></p>
<p>The post <a href="https://asianitinerary.com/it/the-cashew-nuts/">The cashew nuts</a> appeared first on <a href="https://asianitinerary.com/it/">Asian Itinerary</a>.</p>
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