Scooter tour del Bolaven Plateau

Our scooters

Our scooters

Se pensate ad un viaggio in Laos dovreste assolutamente organizzare un itinerario di alcuni giorni sul Bolaven Plateau. Questo rigoglioso altopiano a sud del Laos che si estende dal fiume Mekong fino quasi ai confini con il Vietnam, offre paesaggi ed incontri davvero unici.

La nostra esperienza inizia dopo aver noleggiato gli scooter nella città di Paksè, e da qui ci dirigiamo ad est verso la nostra prima tappa: Paksong. Già dopo pochi chilometri veniamo proiettati in un suggestivo ambiente rurale e la strada è un susseguirsi di piccoli villaggi, qualche bazar e templi buddisti. Al primo incrocio importante (strada nazionale 13 con strada nazionale 20) dopo diversi km ci fermiamo per una pausa. A fianco di alcuni banchetti gustiamo della squisita e coloratissima frutta fresca; qui assaggio per la prima volta il Jackfruit, il frutto più grande del mondo, assolutamente da provare.

Intersection on the way to Tayicseua

Intersection on the way to Tayicseua

Ci rimettiamo sulla strada che inizia a salire dolcemente e dopo pochi chilometri veniamo attirati da un grande cartello che invita ad una deviazione per visitare le Tad Yuang waterfalls. Tutto il Laos è ricco di impetuosi corsi d’acqua ma è qui, sul Bolaven Plateau, dove si possono trovare i più spettacolari. Un’escursione, se pur rapida, è d’obbligo; dopo la visita alle cascate lasciatevi incantare da alcuni bazar dove potrete ammirare le bellissime stoffe in seta delle popolazioni locali.

Driving through the outskirts of Pakse

Driving through the outskirts of Pakse

Finalmente arriviamo a Paksong poco prima di pranzo e qui facciamo uno degli incontri più interessanti di tutto il tour. In questa piccola guest house sulla strada principale conosciamo Cana, una ragazza statunitense la quale, assieme ad altre persone, porta avanti un interessante progetto di volontariato a favore dei produttori locali di caffè riuniti in cooperativa. Vi invito davvero ad una sosta in questo ambiente magico e accogliente. Così, mentre degustate i loro diversi tipi di caffè preparati con arte, non mancate di farvi spiegare la storia ed i motivi del loro programma. Ne rimarrete davvero colpiti.

At Jhai coffee cooperative

At Jhai coffee cooperative

Personalmente ho iniziato dal suo racconto a capire cos’è stato il dramma della guerra del Vietnam anche per questo paese. In nove anni gli Stati Uniti riversarono sul Laos più di 270 milioni di tonnellate di cluster bombs, le famigerate bombe a grappolo. A conflitto terminato la popolazione civile scoprì a sue spese e tragicamente che molti di quegli ordigni rimasero inesplosi, continuando a mietere vittime innocenti, molte delle quali bambini.

Coffee plantation

Coffee plantation

Lasciata Paksong inizia la parte più avventurosa del nostro tour e proseguendo verso est la strada diventa sempre meno trafficata. Veniamo proiettati in un ambiente del tutto diverso da quelli visti fin’ora. Si continua a salire arrivando a circa 1300mt slm e in certi momenti sembra più di essere in un ambiente alpino che in Asia se non fosse per le sterminate piantagioni di caffe. Boschi di pini e conifere da entrambe le parti, pochissime case isolate e ancor meno macchine sulla strada.

Arriviamo quasi all’imbrunire e dopo più di 100km alla nostra destinazione finale: Taycseua. Questa zona è al di fuori dei classici tour organizzati sul Bolaven plateau e forse per questo è ancora uno dei suoi luoghi più selvaggi ed inesplorati.

Observing the panorama at Tayicseua

Observing the panorama at Tayicseua

Imbocchiamo una strada sterrata di un impressionante colore rosso argilla attraversando canneti di bambù e villaggi isolati dai quali fanno capolino alcuni bambini incuriositi dal nostro passaggio. La vista è mozzafiato, foreste ovunque e, in lontananza, il rumore di un fiume che anticipa quello che sarà il trekking del giorno dopo.

Arriviamo alla guest house posta al centro di alcune capanne di bambù. Il posto è mistico. Ci accoglie una simpatica signora di Vientiane (la capitale del Laos) che, in un ottimo inglese, ci spiega la storia e la filosofia legate alla sua scelta di vita e del perchè vivere in quel posto così isolato.

Guest House at Tadyicseua

Guest House at Tadyicseua

Pochissimi ospiti: alcuni leggono sdraiati su colorati tappeti aiutati solo dalla luce di una lampada a gas, altri praticano meditazione e yoga e tutt’attorno una meravigliosa sensazione di tranquillità interrotta solo dai rumori della foresta. È già buio e terminata l’ottima cena ci accomodiamo in un’accogliente capanna per la notte.

L’indomani mattina partiamo di buon’ora per quella che sarà la parte più avventurosa del nostro tour sul Bolaven Plateau. Scendiamo attraverso un sentiero che abbastanza agevolmente porta verso lo scrosciare di un fiume sempre più vicino. Inizia qui un percorso che, affiancando il corso d’acqua offre scenari mozzafiato con cascate che per decine di metri si riversano nel tratto successivo in mezzo a gole delle quali non si vede la fine. Siamo circondati da foresta e da bambù di grandi dimensioni in un alternarsi di vedute dall’alto sulle cascate sottostanti. Una meritata sosta ci fa gustare un bagno gelido ma tonificante in queste acque.

One of the many Tadyicseua waterfalls

One of the many Tadyicseua waterfalls

Dopo diverse ore di cammino riprendiamo il sentiero del ritorno consapevoli purtroppo di esserci lasciati alle spalle almeno un’altra quindicina di spettacolari salti d’acqua. Terminato il tour salutiamo la gestrice della guest house e riprendiamo gli scooter sulla via del ritorno. Dopo poche centinaia di metri rimango da solo in fondo al nostro piccolo gruppo e improvvisamente dalla foresta si alza un vento leggero ma rumoroso che mi attraversa completamente. Non è freddo ma rabbrividisco. Credo sia il saluto che questo magico posto mi vuole dare ed io ricambio promettendogli che tornerò.

Working on dagger making

Working on dagger making

Sulla strada del ritorno ci fermiamo per una visita ad una simpatica comunità di forgiatori di pugnali e coltelli che con grande disponibilità ci mostrano con orgoglio la lavorazione del ferro su di una fucina a carbone.

Arriviamo a Paksè praticamente al tramonto e dopo aver percorso lunghissimo ponte sul Mekong, quasi per caso imbocchiamo una strada che conduce su di una collina. Qui un enorme statua del Buddha domina la città mentre alle sue spalle il richiamo della preghiera serale proveniente da un tempio non può essere che la degna chiusura di un tour entusiasmante.

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